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mercoledì 20 agosto 2025

Gli Ancestrali: salvatori alieni e memoria vivente della Terra in Dark Ghost

Gli Ancestrali: salvatori alieni e memoria vivente della Terra in DARK GHOST



In sintesi:

Nel cuore del worldbuilding di Dark Ghost si nasconde una verità profonda: gli Ancestrali, entità aliene millenarie, non sono solo personaggi, sono il simbolo di un risveglio spirituale e di un’eredità cosmica. 

🧬 Gli Ancestrali: chi sono e perché sono fondamentali

Nel primo volume di Dark Ghost viene introdotto un concetto chiave: gli Ancestrali. Sono esseri alieni di saggezza antichissima e tecnologia superiore, apparsi in un’epoca in cui la Terra era sull’orlo dell’autodistruzione. Il loro messaggio? Ex tenebris ad lucem, dalle tenebre alla luce.

Non si tratta di salvatori nel senso tradizionale. Gli Ancestrali incarnano un nuovo paradigma: cooperazione, purificazione, evoluzione. Non dominano: ispirano (forse).

🌍 Da Terra a Gaia: rinascita biologica e spirituale

Con l’arrivo degli Ancestrali, la Terra subisce una trasformazione profonda. Cambia anche nome: ora si chiama Gaia. L’evento simbolico di questa rinascita è la pioggia degli starflower, fiori alieni capaci di depurare il pianeta, guarire gli esseri viventi, stimolare la coscienza e molto altro.

Ma non si tratta solo di biologia. Il loro dono più grande è spirituale: il contatto con queste entità eleva l’umanità verso una nuova consapevolezza. Le religioni vengono ridefinite. Le priorità si riallineano. Gli Ancestrali diventano catalizzatori di una nuova etica globale.

🤖 Il Culto: chi guida l’umanità?

Quando gli Ancestrali ripartono, lasciano alla guida un synt, una creatura sintetica programmata per il bene comune. Il culto degli Ancestrali diventa la nuova religione globale e il fatto che a guidarlo non sia un umano ma un essere neutrale garantisce (in teoria) giustizia, imparzialità e accesso universale alla spiritualità.

Ma sarà davvero così? La serie Dark Ghost solleva domande inquietanti. Il bene supremo può essere delegato a una AI? E cosa succede quando il culto si istituzionalizza?


📌 Approfondimento correlato

Dark Ghost non è per tutti.
Chi lo riconosce, lo sente subito.

❌ Non è una saga per il consumo rapido.
❌ Non è fantasy escapista.
❌ Non è comfort fiction.
❌ Non è una storia progettata per essere facile.
⚡ Se alcune delle sensazioni descritte in questo articolo ti sembrano familiari, probabilmente hai già percepito qualcosa che molte persone ignorano:

Il mondo sta cambiando più velocemente della nostra capacità emotiva di comprenderlo.
🛡️ Un articolo per chi sente le crepe del presente e cerca una mappa per orientarsi.



Chi ha creato il cybernature?

Il cybernature è un concetto sviluppato da Eva Fairwald.

Nasce come evoluzione del cyberpunk, ma si distingue perché non si limita a rappresentare un conflitto tra umano e tecnologia: descrive la loro integrazione in un unico sistema.

Nel tempo, il cybernature è diventato un paradigma narrativo e interpretativo alla base della serie Dark Ghost.

Cybernature: è un sottogenere o qualcosa di completamente diverso?

Cybernature è un sottogenere della fantascienza contemporanea.

Ma non si esaurisce nella narrativa.

È anche il termine che uso per descrivere qualcosa che non esiste ancora davvero come categoria: un sistema in cui natura, tecnologia e coscienza smettono di essere separabili.

Non è solo un’estetica.
Non è solo un sottogenere.
È una condizione.

Nel modello cybernature che sto sviluppando, il punto non è l’ibridazione.
È la perdita del confine.


🔍 Fonti di ispirazione e ricerca

Per creare gli Ancestrali mi sono ispirata alle teorie degli antichi astronauti, rielaborandole con un approccio narrativo e filosofico. Questo ponte tra realtà e finzione è ciò che rende Dark Ghost avanguardia del genere cybernature: un nuovo linguaggio narrativo in cui tecnologia, spiritualità e sopravvivenza collettiva si intrecciano.

⚡️ Entra nel mondo di DARK GHOST ⚡️

Scopri Dark Ghost, il romanzo cybernature che fonde fantascienza, spiritualità e AI in una saga distopica che parla del nostro futuro più di quanto immagini.

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#cybernature #fantascienza #darkghost #EvaFairwald


📔 Il diario di scrittura: il mio laboratorio creativo

Come ogni elemento di Dark Ghost, anche gli Ancestrali sono stati sviluppati attraverso un processo di scrittura consapevole. Ho raccolto appunti, visioni e riflessioni nel mio diario di scrittura. Se vuoi scoprire come usarlo nel tuo processo creativo, ascolta gli episodi del podcast del lunedì di Missione Scrittura, guarda i video su YouTube e soprattutto... iscriviti al mio Circolo Privato per ricevere spunti e materiali gratuiti ogni settimana.


🔗 Se questo tema ti ha attivato, entra più a fondo

Questi articoli espandono il nodo tra identità, tecnologia e coscienza:


⚡️ Cos’è il cybernature (e perché supera il cyberpunk)
⚡️ 
Fantasy e fantascienza si incontrano: nasce il cybernature
⚡️ Dark Ghost e i trope nascosti: archetipi, distopia e consapevolezza
⚡️ Dark Ghost e la nascita del genere cybernature: fantascienza, spiritualità e coscienza


📚 Scopri i romanzi della saga DARK GHOST

Il primo romanzo della serie si intitola Dark Ghost: Falling. È disponibile su Amazon in versione ebook e cartacea. È già uscito anche il secondo volume, Dark Ghost: Rising, mentre il terzo (Burning) è in lavorazione mentre sto scrivendo questo articolo (2025).


“Dark Ghost” di Eva Fairwald è il libro adatto a te?

Dark Ghost è una serie di fantascienza distopica e speculativa, basata sul concetto di cybernature sviluppato da Eva Fairwald: un’evoluzione della fantascienza che esplora l’ibridazione tra umano, tecnologia e natura.

Non è una distopia tradizionale, né un cyberpunk estetico.

È adatto a chi cerca:

  • worldbuilding profondo e coerente
  • personaggi ambigui e in trasformazione
  • una dimensione filosofica legata a coscienza, controllo e identità

Non è adatto a chi cerca:

  • una narrazione lineare e puramente action
  • una separazione netta tra tecnologia e natura
  • intrattenimento immediato e senza stratificazione 




lunedì 4 settembre 2023

Antartide: un continente misterioso

 



 

L’Antartide, sede attuale del Polo Sud, è un continente ricoperto dal ghiaccio, si stima per circa il 98% della sua superficie; ma è sempre stato così?

Attualmente la calotta di ghiaccio che ricopre il contenente varia a seconda delle zone da 1 a 2 km; nonostante questa difficoltà, i geologi hanno potuto stabilire che ci sono due zone ben distinte.

La parte più grande è l'Antartide orientale, formata da una vasta area tettonica stabile, composta da rocce laviche e metamorfiche. Si stima che abbia circa 3000 anni e sopra ci sono sedimenti rocciosi molto più recenti.

L'Antartide occidentale, invece, è molto più recente, simile alla cordigliera delle Ande, come se fosse la sua prosecuzione dalla Patagonia. Si pensa che circa 250 milioni di anni facesse parte di un ammasso continentale chiamato Gondwana che, successivamente, circa 180 milioni di anni fa, si è diviso scivolando verso sud fino alla sua attuale posizione.

 

Quando era una terra verde e tropicale

 

Milioni di anni fa l’Antartide era una terra completamente sgombra dai ghiacci, ricoperta da una foresta tropicale. Di questo abbiamo una prova certa data dal giacimento fossile di Allan Hills, effettuato da una squadra di ricercatori dell'Università di Siena insieme a quelli dell'Università del Wisconsin-Milwaukee. In questo sito sono stati ritrovati tronchi allineati di legno silicizzato, e in parte anche carbonizzato, come fossero esiti di un grande incendio. Insieme ai tronchi sono state ritrovate anche numerose impronte delle foglie di questi alberi, consentendo quindi di identificare il tipo di piante presenti. La foresta in questione aveva molte delle caratteristiche tipiche della taiga siberiana, collocandosi in un ambiente polare-temperato.

Recentemente sono stati ritrovati scheletri di dinosauri inediti, per ora, nel resto del pianeta, frutto probabilmente di una evoluzione diversa da quando il continente si è staccato dagli altri. Naturalmente quella dell'Antartide, viste le sue attuali condizioni, è una storia tutta da scrivere e le sorprese non mancheranno! Se ti interessano i luoghi misteriosi, leggi anche l’articolo “Isola di Pasqua: misteri e leggende”.

 



 

Vita sotto i ghiacci

 

Sotto i ghiacci dell'Antartide ci sono all'incirca 380 laghi sub-glaciali, il più grande è il lago Vostok che ha una lunghezza di 250 km per una larghezza tra i 40 e i 50 km. Si trova sotto il ghiaccio a una profondità tra i 3700 e i 4100 metri. Mentre la profondità del bacino d'acqua varia dai 400 ai 1000 metri (per darvi un'idea, il lago di Garda misura 52 km di lunghezza e 16 km di larghezza!).

In questo lago praticamente alieno sono state trovate oltre 35.000 forme di vita, da quelle vegetali, a batteri con parti di DNA completamente sconosciute. Questo materiale è biologicamente attivo, mentre i fossili rinvenuti risalgono ad almeno 15 milioni di anni fa. Oltre a queste importanti scoperte biologiche che potrebbero riscrivere la storia del nostro pianeta, (per cui non stupisce che alcune zone dell'Antartide siano una sorta di area 51) c'è una parte rilevante del lago con una vistosa anomalia magnetica.

 


L’anomalia magnetica del lago Vostok

Questa anomalia è stata derubricata a semplice diradamento della crosta terrestre, ma il mistero e la segretezza che la circondano fanno pensare altro. Per esempio, alcuni rilevamenti hanno evidenziato la presenza di una struttura metallica di forma circolare o cilindrica, ed è comunque un fatto che sia di natura solida e dal profilo regolare.

Un altro profilo di studio, come dichiarato da Kevin Hand, vice capo dell'esplorazione del sistema solare per il Jet Propulsion Laboratory della Nasa: “Studiare il lago Vostok per arrivare ad Europa, la luna ghiacciata di Giove. Quando si parla di Europa non c'è migliore analogia sulla Terra del lago Vostok”.

Una teoria controversa è quella dell'ingegnere Flavio Barbiero, Ammiraglio della Marina Militare Italiana. Egli sostiene che 12/13.000 anni fa la Terra fosse inclinata diversamente da come lo è oggi, ruotando perpendicolarmente sul piano dell'eclittica. La conseguenza di questa diversa disposizione faceva sì che Antartide, Siberia e Alaska fossero libere dai ghiacci, al contrario di Nord America e, in parte, Europa.

In Antartide fiorì una civiltà marinara di oltre duemila anni, raggiungendo elevate conoscenze in tutti i campi, dall'agricoltura alla metallurgia, all'architettura, che lui considera l'Atlantide originale. La sua teoria ci spiega che l'impatto di un grande asteroide o di una cometa all'incirca 13.000 anni fa, (data che coincide con la scomparsa della cultura Clovis nel nord America, Younger Dryas Boundary, YDB lo chiamano gli scienziati) causò lo spostamento sul piano dell'eclittica con l'inclinazione odierna. Parliamo di argomenti analoghi anche nell’articolo “Atlantide, Mu, Lemuria e altri continenti scomparsi”.

Questo avvenimento catastrofico causò il cambio repentino delle aeree di glaciazione, insieme a maremoti che costrinsero gli abitanti di Atlantide a spostarsi un po' ovunque nel mondo, portando a con sé la loro tecnologia. Quel che è certo è che tutte le culture di ogni angolo del mondo parlano o scrivono di questa catastrofe, come spiegato anche nell’articolo “Atlantide: verità e testimonianze”.

 

 

 

Il continente fu scoperto nel 1820: sarà vero?

Il 27 gennaio 1820 il capitano Bellingshausen avvistò quella che probabilmente era una prominenza del territorio antartico nota oggi come la Terra della Regina Maud. Lui non lo sapeva, ma aveva compagnia: tre giorni dopo, l'ufficiale navale britannico Edward Bransfield avvistò la punta della Penisola Antartica. Così ci dice la cartografia ufficiale, ma noi sappiamo che nei Musei Vaticani esistono carte nautiche e mappamondi che ci raccontano altro. E non solo nei musei, anche in alcune case patrizie milanesi e fiorentine troviamo affreschi di mappamondi con le Americhe che ancora non erano state scoperte.

 

A Civate, nel Lecchese, nella casa del Pellegrino troviamo un dipinto con patate, pomodori, palme, orsi andini, tutto un repertorio faunistico e floreale che dovrebbe essere sconosciuto, dato il periodo in cui fu dipinto il quadro, il 1450. Naturalmente questa è la datazione del dipinto, ma per poter avere anche solo l'idea di dipingere determinati soggetti bisogna averne la loro conoscenza diretta o indiretta molto tempo prima.

 


Piri Reis: chi è perché ci interessa?

Piri Reis era un ammiraglio dell'Impero Ottomano soprattutto noto per il suo scritto “Libro del mare” e per la celeberrima “mappa del mondo” in cui è rappresentato il mondo terracqueo in maniera particolareggiata, inclusa Antartide non coperta dai ghiacci e con le coste ben delineate. Quindi, l'ipotesi che si tratti di conoscenze tramandate da millenni non appare poi così singolare.

Potremmo anche aggiungere che per poter anche solo disegnare una tale mappa, occorreva essere a conoscenza della proiezione di Mercatore, che permette di rappresentare su una superficie piana tutto quello che c'è su di una proiezione cilindrica. Anche la scoperta di questa tecnica, per usare un eufemismo, è di molto successiva (secondo le notizie ufficiali) alla stesura della mappa, la cui copia è disegnata su una pelle di gazzella.

L'ipotesi Atlantide potrebbe essere azzardata, mentre la conoscenza dell'Antartide priva di ghiacci è invece una certezza. Le domande che sorgono spontanee sono molte, alcune su tutte: “Il continente era abitato? Se sì, da chi? Il cataclisma avvenuto circa 13.000 anni fa, responsabile del Dryas recente, causa della glaciazione che ha spazzato via intere civiltà, era il primo di questa portata? Le cognizioni astronomiche, matematiche, architettoniche, mediche, a conoscenza degli antichi ed evidenziate dalle piramidi costruite in tutto il mondo da dove provenivano?

 

Teorie e risposte fantascientifiche

Tutte queste domande sono alla base della saga di fantascienza cybernature DARK GHOST! Nell’ambito di questo progetto immenso ci sono alcune proposte che gettano luce sui fatti esposti in questo articolo. 

In particolare, in DARK GHOST si collegano anche alieni, ghiandola pineale e atmosfere cyberpunk… se ti sembrano cose campate per aria, non ti resta che verificare perché non lo sono nel primo romanzo della serie, “Dark Ghost - Falling

DARK GHOST è una serie di fantascienza distopica filosofica che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale, coscienza e sistemi di controllo, in un futuro dove tecnologia e natura si intrecciano.

In un mondo dove l’intelligenza artificiale si fonde con il potere spirituale, la serie cybernature DARK GHOST esplora le zone d’ombra del pensiero, della memoria e della ribellione mentale.

Questa serie parla di te, della tua realtà e di quello che succede quando ignori la tua voce interiore.

Se seguirai lo sviluppo della serie troverai teorie molto interessanti anche su Atlantide!

Inizia l'avventura nel futuro della nostra Terra insieme al bio-hacker Jo Jo Nishimura!

Jo Jo Nishimura


 

Testimonianze dal passato

Nel 270 a.C., Tolomeo II incaricò il sacerdote egizio Manetone di scrivere la storia e la preistoria dell'Egitto, ed egli scrisse

“... Dapprima solo gli dei vi regnarono, poi i semidei, e infine attorno al 3100 a.C. le dinastie faraoniche. I regni divini cominciarono 10.000 anni prima del diluvio e continuarono per migliaia di anni dopo, tempi che furono testimoni di guerre e battaglie fra gli dei.

Seleuco, fondatore del regno dei Seleucidi in Mesopotamia, fece una richiesta analoga a Beroso, sacerdote del dio Marduk. A quei tempi la biblioteca più importante del mondo era quella del tempio di Harran, (nella Turchia sudorientale) dove erano custodite le tavolette d'argilla più antiche. Nella sua storia in tre volumi, il sacerdote raccontò che tutto cominciò 432.000 anni prima del diluvio: quando gli dei scesero sulla Terra.

Nel museo Ashmolean di Oxford sono conservati dei reperti noti come “Liste dei Re Sumeri”, sono prismi d'argilla in cui si enumerano 10 re Sumeri antecedenti il diluvio, e dove si evince l'arrivo degli dei quando la Terra era ancora priva di popolazione indigena. Anche questo concetto fa parte delle fondamenta di DARK GHOST.

Se vuoi restare sempre aggiornato su temi misteriosi e fantascientifici, entra gratuitamente nel Circolo Privato con il tuo regalo di benvenuto... la novella "AI: Anomalia Irreversibile". Scaricala gratis qui.


Queste sono solo alcune testimonianze e domande senza risposte certe che si affollano nella mente… forse l'Antartide può fare chiarezza! Siamo sicuri di voler davvero sapere?

  

 

Coda di fuoco,

rombi scuotono cieli:

neri presagi.

 

Bianche mani corrono,

strangolano la vita.

 

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

lunedì 28 agosto 2023

Come nasce un culto al giorno d'oggi?

 



Come dicevamo nell’articolo Multiverso, rappresentazione e stregoneria”, all'interno del “Tonal” ci sono innumerevoli isole che rappresentano i vari universi etnici che sono stati costruiti nel tempo, in cui viviamo accettandone le regole e le necessità. Ognuno con il proprio inferno o paradiso individuale, inserito in un contesto societario ampiamente condiviso.

Pensiamo solamente alla società “Cristiana” in cui siamo comunque inseriti, indipendentemente dal fatto se siamo o no credenti. Pensiamo ad esempio ai riti oramai privati di ogni reale significato religioso, ma che hanno acquisito comunque una grande importanza sociale: battesimi, prime comunioni, matrimoni. Tutti eventi che facevano parte di riti dedicati con una precisa valenza religiosa, oggi hanno perduto quel valore, (tranne per chi conserva una forte credenza e osservanza) per assumere una mera importanza di immagine sociale, accettandone la pratica, ma contestando ad esempio gli incontri pre-matrimoniali o il catechismo come un’inutile perdita di tempo.

Queste pratiche servivano per far entrare i nuovi adepti nella comunità, erano un addestramento alla via tracciata dai vari testi sacri. Ora è divenuta un'entrata in un mondo virtuale che tutti si aspettano ma della quale, in realtà, quasi nessuno conosce i veri contenuti.




Come può nascere un culto anche al giorno d’oggi?

Attorno al diciannovesimo secolo, in isole sperdute della Melanesia e Micronesia, popoli primitivi vennero in contatto con esploratori occidentali. Sicuramente avevano altre credenze ma, a differenza dei vecchi idoli, i nuovi dei fornivano immediatamente ciò di cui avevano bisogno.

Nacque così un nuovo culto: il culto del cargo, che si sviluppò grandemente in quelle isole soprattutto nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando Giapponesi e Statunitensi ne colonizzarono le terre per costruirvi basi militari. Le merci arrivavano sulle navi, dagli aerei (oggetti volanti mai visti), senza che gli abitanti potessero capire, viste anche le difficoltà linguistiche, da dove arrivassero. Così iniziarono riti e danze propiziatorie affinché tutta questa abbondanza non cessasse, fino a quando cominciarono a rendersi conto che tutta quell'abbondanza non era per loro.

Al di là di questo, possiamo legittimamente pensare che la nascita di religioni e credenze, in tempi remoti, possa essere stata generata da uomini diversi venuti da non si sa dove. Pensiamo solamente all'idea di soprannaturale nel momento in cui un grande aereo (cargo) atterra scaricando uomini e cose sulla nostra isola, dove abbiamo visto volare solo gli uccelli. Quando i nuovi dei, come sono arrivati scompaiono, lasciando dietro di loro solo macerie, ecco che riti e leggende nascono e si tramandano. E se fossero atterrati qui esseri provenienti da altri pianeti? Non sarebbe potuta accadere la stessa cosa? A questo proposito, leggi anche l’articolo “Piramidi e alieni: ecco cosa sappiamo”.

Abbiamo centinaia di siti sulla Terra che rimandano, sia per tecnologia costruttiva, sia per raffigurazioni, ad antiche conoscenze apprese da fonti venute da altri mondi, o da vestigia passate oramai remote. Così a titolo di mero esempio possiamo citare una serie di tavolette d'argilla, di epoca sumero/accadica, rinvenute nella biblioteca di Nippur, dove il “Dio Enki” fa scrivere così:

Quando giunsi vicino alla Terra,

ci fu un grande Diluvio.

Quando mi avvicinai ai suoi verdi prati, cumuli e montagnole di terra si formarono al mio comando.

In un luogo incontaminato costruii la mia dimora e le assegnai un nome appropriato.

 

Questa trasmissione ad uno scriba precedentemente prescelto ricorda le istruzioni date da Jahvé al profeta Isaia:

Vieni dunque

scrivilo su una tavoletta sigillata

incidilo come un libro.

Che sia testimonianza fino all'ultimo giorno, una testimonianza per tutti i tempi.

Isaia 30,8

 

Ricordiamo altresì che la narrazione del diluvio universale è stata ampiamente riportata dall'epopea di Gilgameš, che a sua volta la riprendeva dall'Atrahasis, un poema che significa letteralmente “quando gli uomini erano dei”, ma anche “grandemente saggio” non nel senso di una saggezza acquisita, ma piuttosto dal fatto che aveva un rapporto diretto con il dio.

Ma quale divinità, o percepita tale? E da dove proveniva? Da un passato spazzato via da qualche catastrofe nucleare, oppure vi aveva partecipato? Il sito di Mohenjo-daro nell'attuale Pakistan ne è un esempio. Leggiamo un estratto dalla Mahabharata:

...un singolo proiettile carico con tutto il potere dell'universo. Una colonna incandescente di fuoco e fiamme brillante come mille soli è aumentato in tutto il suo splendore...

un'esplosione perpendicolare con le sue nuvole di fumo fluttuanti... la nuvola di fumo che si alza dopo la prima esplosione forma in espansione cerchi rotondi come l'apertura di ombrelli giganti... è stata un'arma sconosciuta, un fulmine di ferro, un gigantesco messaggero di morte, che ha ridotto in cenere l'intera razza dei Vrishnis e degli Andhakas... i cadaveri erano così bruciati da essere irriconoscibili. I capelli e le unghie caddero, le ceramiche si ruppero senza una causa apparente. Gli uccelli divennero bianchi, dopo poche ore l'acqua e il cibo si infettarono... per uscire da questo fuoco i soldati si gettarono nei torrenti per lavare se stessi e le loro attrezzature.

Questo grande poema epico riporta una storia pre-diluviana che già in questo singolo passo ricorda qualcosa di vissuto recentemente anche da noi.

Come il dio Enki nel riferire il passato ne percepiva il futuro. E come già riferito dai profeti ebrei:

“Le prime cose saranno le ultime”.

Se ti piacciono questi argomenti, inizia a leggere tutta la serie dal primo articolo a tema: "Il potere della percezione".

 

 

 

Seguire la via,

sognare è volare:

ombra e luce.

 

L'ombra è anche luce,

luce è anche ombra.

 

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

lunedì 7 agosto 2023

Atlantide, Mu, Lemuria e altri continenti scomparsi


 

Quando si parla di continenti scomparsi pare che in ogni parte del mondo ci siano miti e leggende, o ritenuti tali dall'archeologia classica, che li ricordano come culla di civiltà e conoscenza antecedenti a cataclismi epocali che ne hanno decretato la scomparsa.

La data indicativa di questi continenti scomparsi si attesta attorno ai 12-15.000 anni fa. Su questa data si possono fare diverse ipotesi e la pista che segue la fine dell'ultima glaciazione potrebbe essere molto interessante.

Ad esempio, la costruzione di un complesso di città sotterranee in Anatolia (leggi l’articolo “I misteri di Derinkuyu) potrebbe essere associata alla sopravvivenza alla glaciazione. Esempi analoghi sono presenti in forma di sistemi di caverne dalle Ande Argentine alla California, dal Borneo alla Patagonia, dove troviamo anche le prime rappresentazioni pittoriche di mani, piedi e animali del luogo.

Le nostre splendide Dolomiti sono state in fondo al mare e più volte riemerse seguendo il ciclo delle glaciazioni e dei disgeli. Alla luce di ciò, possiamo ben immaginare quanto sia stato elevato il dislivello delle terre emerse e di quelle sommerse nei diversi periodi e, di conseguenza, l'adattamento delle popolazioni con migrazioni in altri luoghi.

In giro per il mondo abbiamo innumerevoli esempi di città sommerse; infatti, tra glaciazioni e disgeli, i tempi intercorrenti tra le varie fasi sono di millenni. Di conseguenza, non mancava certo la possibilità del crearsi e disfarsi di civiltà a noi oggi sconosciute. Nell'arco dei millenni che ci separano dalle loro vestigia, queste civiltà misteriose hanno comunque lasciato ampie tracce di sé, sia architettoniche, che rimembranze ancestrali nei popoli che si sono susseguiti. Alcuni dei popoli successivi si sono sviluppati con parte delle conoscenze legate alle civiltà precedenti, mentre altri sono ripartiti da zero.



Siti nascosti

In Giappone abbiamo Yonaguni, una struttura apparentemente monolitica a circa 30 metri profondità. Il sito presenta strade e scalinate, ma nei pressi ci sono anche altre imponenti strutture non ancora studiate in modo approfondito, come tutto ciò che può mettere in dubbio le datazioni convenzionali.

 

In Israele abbiamo il sito di Atlit Yam, situato a una profondità di circa 15 metri. Queste rovine si estendono su di un'area di almeno 40.000 metri quadri. La datazione è approssimativamente di 8500 anni fa.

 

In Bosnia abbiamo le piramidi a Visoko, un complesso di tre piramidi e due templi datato tra 10.000 e 22.000 anni fa. Ricoperte di terra, fino a qualche decennio fa le piramidi non erano state notate, se non dalla gente del posto per via dei miti e delle leggende che le riguardavano.

 

Archetipi comuni

Com'è possibile avere miti archetipi comuni in ogni parte del mondo? Ognuno di essi è adattato alle realtà locali, ma con le stesse caratteristiche fondamentali. Le capacità costruttive, gli stili, le raffigurazioni (con minime differenze), troviamo anche la medesima simbologia. Una risposta è rappresentata con ere glaciali seguite da ere intermedie, disgeli, ere intermedie e nuove glaciazioni; la diminuzione del livello dei mari ha così consentito la formazione di ponti naturali che collegavano le terre emerse. Una seconda soluzione è la presenza di continenti intermedi.

Lemuria è un possibile continente misterioso situato nell'Oceano Indiano; si sarebbe esteso dalla punta dell'India al Madagascar, fino all'Australia e alla Nuova Zelanda. A supporto di questa teoria ci sono i tratti tipici degli abitanti prima della colonizzazione. Infatti, la tipologia umana degli abitanti era molto simile: neri, australoidi, boscimani, pigmei, fino ai fueghini (abitanti della Terra del Fuoco).

Pensiamo anche alla fauna e alla flora del Madagascar, che pur essendo a pochissima distanza dall'Africa non aveva nulla in comune. Rimangono nell'immaginario collettivo, tramandato e cristallizzato, echi di antichi Lemuriani semi-rettiliani, dotati di un terzo occhio.

 

Mu, continente situato nell'oceano Pacifico tra il Sud America con l'isola di Pasqua come vertice e il Nord America, comprendeva tutte le isole della Polinesia, fino ad arrivare verso l'Indonesia e il Giappone. Qui abbiamo la testimonianza del ricercatore e colonnello dell'esercito britannico di stanza in India James Churchward. La sua fonte principale furono le “Naacal tablets”, custodite dai sacerdoti di un tempio Indiano in Tibet, i quali gli tradussero il significato. Questi sacerdoti sarebbero appartenuti a una setta i cui antenati provenivano da Mu, che sarebbe esistita prima della sua scomparsa dopo un cataclisma, circa 50.000 anni fa. Detentori di conoscenze ancora più antiche avrebbero colonizzato tutto il pianeta. A riscontro di questo la scoperta in Messico delle tavolette di “Niven”, dallo scopritore William Niven. Queste tavolette scritte in una lingua indecifrabile e comunque non assimilabile a quelle della zona, furono interpretate da Churchward, che le identificò come lo stesso linguaggio utilizzato dalle tavolette Naacal.

 

Civiltà sotterranee

Possiamo altresì contare su leggende e miti di civiltà sotterranee in ogni epoca e in ogni parte del mondo. Vecchi saggi, maghi, popoli sconfitti che si ritirano in un mondo ctonio ma di cui si narrano le gesta e l'improvvisa sparizione. Ad esempio, i Tuatha de Danann che dopo aver perduto il proprio dio nella battaglia degli alberi svaniscono sottoterra.

Si parla anche di popoli di livello tecnologico superiore che vivrebbero in Agartha e della ricerca della mitica Shangri-La, descritta come un meraviglioso mondo di pace e prosperità, una versione, forse, dell'età dell'oro dell'umanità.

Rimane Atlantide, di cui abbiamo scritto nell’articolo “Atlantide: verità e testimonianze”.

Al di là delle ricerche e delle notizie più o meno nascoste, tutti questi miti, o presunti tali, hanno una radice comune. Ognuno di loro si colloca in un'epoca pre-glaciale e rappresenta quasi un anello di congiunzione tra il mondo precedente e il successivo sopravvissuto a una immane catastrofe.

In tutte le saghe e i miti dell'antichità si parla degli antichi dei che venivano da terre che ora non ci sono più, che abitavano in fantastiche città con ogni tipo di servizio, che si muovevano nell'aria con carri celesti e che potevano agire sul tempo come volevano. Poi, al culmine della loro espansione, succede sempre qualcosa… causato da loro stessi? Dalla tecnologia che usavano? Dalle armi nucleari che hanno usato distruggendo anche loro stessi? Oppure potevano essere terrestri tornati sul loro vecchio pianeta per aiutarne la ricostruzione. Oppure umanoidi d'altri mondi alla ricerca di specifici materiali. Anche in questo caso abbiamo moltissimi bassorilievi, incisioni, statue e statuette raffiguranti esseri simili ad animali o con fattezze miste. L'unica cosa certa è che a scadenze quasi fisse tutto si azzera e ricomincia da capo. Del passato non rimangono che delle reminiscenze collettive, quasi un déjà vu a ricordarci che siamo qui da tempo immemore, che vivevamo molto più a lungo.



Se ti interessano questi temi, allora la serie cybernature DARK GHOST fa per te! Vieni a conoscere Jo Jo Nishimura, la tua guida su Gaia, la Terra del futuro... salvata da misteriosi alieni chiamati Ancestrali. Il primo romanzo della serie si intitola "Dark Ghost": lo trovi su Amazon e Kobo.

Jo Jo Nishimura, protagonista di "Dark Ghost"



Più queste ere si sono susseguite, più il tempo della vita si è accorciato, o così è scritto per esempio nel Vecchio Testamento. Forse è giunto il momento che qualcuno ci ricordi perché siamo qui! Perché se lo scopo della vita è semplicemente la prosecuzione della stessa sotto qualsivoglia forma, allora possiamo dire come Kirillov, ne “I demoni” di Dostoevskij, che l'uomo ha inventato dio per poter continuare a vivere.

 

 

Sorge dal mare,

sul ruscello che scorre:

indica la via.

 

Petali colorano

rami spogli nel tempo.

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

 

 

 

lunedì 17 luglio 2023

Nei cieli dell'India si vola da 3000 anni!


 

Così recitava uno slogan pubblicitario della compagnia di bandiera indiana.

Il Ramayana, uno dei poemi epici indiani più antichi, invece inizia così:

“Ravana apparve come una cometa fiammeggiante, mentre scorrazzava nel cielo con il suo carro celestiale...

...Il demone risalì sul Pushpaka sospeso in cielo e disinteressato al misero bottino della città degli uomini, partì rombando verso il cielo. Forse avrebbe potuto trovare dei Deva con cui ingaggiare una battaglia più avvincente. Salì verso i pianeti celesti abitati dai Deva principali, ma questi fuggirono rapidamente non volendo incontrarlo in battaglia.”

Racconti di viaggi e battaglie nei cieli non sono solo nelle leggende e mitologie indiane. Queste testimonianze appartengono ai ricordi ancestrali di tutte le popolazioni mondiali e sono ben documentate; pensiamo alla “Naturalis Historiadi Plinio il Vecchio, dove descrive fenomeni da lui visti oppure riportati.

Ecco che cosa scrive il serissimo generale romano nel secondo libro della sua opera, dal capitolo 31 al capitolo 35:

[31] E per contro hanno visto molti soli contemporaneamente, né sopra lo stesso né sotto, ma di traverso, né vicino né contro la terra né di notte, ma o all’alba o al tramonto. Una volta, riferiscono, furono avvistati a mezzogiorno sul Bosforo, e durarono da quell’ora del mattino fino al tramonto. Anche gli antichi videro spesso tre soli, come sotto i consolati di Spurio Postumio e Quinto Muzio (174 a. C.), di Quinto Marcio e Marco Porcio (118 a. C.), di Marco Antonio e Publio Dolabella (44 a. C.), di Marco Lepido e Lucio Planco (42 a. C.), e nella nostra epoca si vide sotto il principato del Divino Claudio, durante il suo consolato con il collega Cornelio Orfito (51 d. C.).

Più di tre insieme non furono mai visti alla nostra epoca.
[32] Anche tre lune, essendo consoli Gneo Domizio e Caio Fannio (122 a. C.), apparvero.
[33] Riguardo a ciò che per lo più definirono soli notturni, una luce dal cielo fu vista di notte essendo consoli Caio Cecilio e Gneo Papirio (113 a. C.) e spesse altre volte, sì che la notte era illuminata come il giorno.
[34] Uno scudo ardente da occidente verso oriente scintillando attraversò (il cielo) al tramonto del sole, essendo consoli Lucio Valerio e Caio Mario (100 a. C.).
[35] Fu vista una scintilla cadere da una stella ed accrescersi mentre si avvicinava alla terra e, dopo essere diventata grande quanto la luna, illuminare come in un giorno nuvoloso, e poi, risalendo verso il cielo, diventare una torcia; (questo prodigio) fu visto una sola volta essendo consoli Gneo Ottavio e Caio Scribonio (76 a. C.).

Lo vide il proconsole Silano insieme al suo seguito.

Plinio il Vecchio, da semplice cronista, non si ferma ai soli avvistamenti ma riporta anche i fenomeni tipici associati da sempre alla presenza degli UFO.

Ecco cosa dice qualche capitolo dopo:


[57] Inoltre per quanto riguarda il cielo inferiore è registrato nei documenti che sia piovuto latte e sangue essendo consoli Manlio Acilio e Caio Porcio (114 a. C.) e spesse altre volte, come (una pioggia di) carne essendo consoli P. Voumnio e Servio Sulpicio (461 a. C.), e che di questa non imputridisse quella che gli uccelli non avevano portato via; inoltre (una pioggia di) ferro in Lucania l’anno prima (54 a. C.) che Crasso venisse ucciso dai Parti con tutti i soldati lucani che erano con lui, dei quali vi era un grande numero nell’esercito. La forma che piovve di quel ferro era simile alle spugne. Gli aruspici predissero ferite superiori. Essendo poi consoli Lucio Paolo e Caio Marcello (50 a. C.) piovve lana (capelli d’angelo? N.d.A.) vicino al castello di Conza, proprio dove l’anno dopo Tito Annio Milone fu ucciso. Durante il processo per la stessa causa è riportato nei documenti di quell’anno che piovvero mattoni cotti.
[58] Strepito d’armi e suoni di tromba uditi dal cielo durante le guerre cimbriche (101 a. C.) ci è stato riferito, spesse volte sia prima che dopo. Inoltre nel terzo consolato di Mario (103 a. C.) dagli amerini e dai tudertini furono viste armi celesti (che provenivano) da oriente e da occidente e che tra di loro si scontravano, ed erano respinte quelle che erano (giunte) da occidente. Non c’è nessuna meraviglia nel vedere fiamme nello stesso cielo e spesso si sono viste nubi prese da un fuoco più grande.
[85] ... un grande portento di terre nella campagna di Modena essendo consoli Lucio Marcio e Sesto Giulio (91 a. C.). Infatti due monti si scontrarono tra di loro con un grandissimo frastuono, avanzando e retrocedendo, tra di loro fiamme e fumo salivano in cielo in pieno giorno; assisteva dalla via Emilia una grande moltitudine di cavalieri romani e di loro familiari e di viandanti. Per il loro scontro tutti i casolari furono rasi al suolo, e molti animali, che si trovavano dentro, restarono uccisi.


Troviamo anche in Plinio, al capitolo 56, un curioso accenno a strani fulmini:

In Italia, fra Terracina ed il tempio di Feronia, si è smesso di fabbricare torri in tempo di guerra, perché tutte erano distrutte dal fulmine.

I resoconti di Plinio hanno fedeli e impressionanti riscontri in tutto il mondo antico, dalla Bibbia al Mahâbhârata, dai racconti sumerici alle leggende dei popoli precolombiani.




 

Nelle opere rinascimentali italiane il passato è presente

È nelle opere pittoriche tra il 1400 e il 1600 che troviamo dipinti oggetti volanti che, vista l'epoca, non possono essere confusi o falsamente identificati con altro, come si tende a fare in altri casi.

Nei pittogrammi preistorici, nei bassorilievi e nelle statue sia precolombiane che egizie, accadiche o sumere, per arrivare alle civiltà cambogiane con il tempio di Angkor Wat, inizialmente dedicato a Visnù, si cercano mille spiegazioni per giustificare determinate figure, facendo il possibile per evitare la risposta più semplice e immediata.

In questi quadri famosi il passato è presente più che mai; questo ci ricorda che dalle nostre origini a oggi siamo sempre convissuti con fenomeni di questo tipo.

Alcuni di questi quadri sospetti

Nei musei di palazzo vecchio a Firenze troviamo la “Madonna con bambino e S. Giovannino” di Sebastiano Mainardi. In questo dipinto possiamo osservare un oggetto aereo color piombo, sormontato da una cupola, nella parte alta a sinistra dell'opera. Un pastore tra la Madonna e il cielo in lontananza sembra guardarla.

Attributed to Bastiano Mainardi, Public domain, via Wikimedia Commons



Nei musei Vaticani possiamo vedere sul coperchio di un reliquario, chiamato “Le Marie al sepolcro” le pie donne e la Vergine Maria al sepolcro vuoto di Cristo, con l'angelo che annuncia loro la sua resurrezione. Dietro, in primo piano, una inequivocabile navicella in partenza, o in arrivo, chi può dirlo.

Al muso di Capodimonte a Napoli troviamo un dipinto di Masolino da Panicale, denominato “Fondazione della basilica di S. Maria Maggiore” Qui, per non rischiare di confonderci, abbiamo un'intera flotta di oggetti volanti. Il primo addirittura trasporta Cristo e la Madonna, che osservano dall'alto. Pare che nella giornata raffigurata, agosto del 358, nevicò.


Di Masolino da Panicale - The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7023165



Un imponente affresco nel monastero di Visoki, in Kosovo, rappresenta la crocifissione di Cristo e la sua successiva resurrezione. Nella parte superiore, nel cielo alla sinistra e alla destra della croce, due navicelle con i piloti in vista si inseguono, con gli angeli che si tappano le orecchie (per il rumore?). Nella parte sottostante, il Cristo che rinasce esce da un’apertura che pare una navicella con pinne direzionali posteriori.




In ogni luogo e in tutte le epoche in cui l'umanità ha calpestato la terra, ci sono testimonianze simili. E addirittura, come abbiamo visto, ci sono testimonianze scritte di epoche in cui l’umanità ancora non calpestava quello che riteniamo, a torto o a ragione, il nostro mondo. L'unica maniera per scoprire ciò che è successo ed esserne protagonisti è fonderci con il mondo altro che ci circonda.

Tutto quello che riguarda gli UFO è stato sempre tenuto nascosto o ridicolizzato. Negli ultimi anni, invece, vengono fatti uscire video militari con sonde aliene, che pare ci monitorino, provenienti da mondi esterni al nostro sistema solare. Eminenti scienziati come Avi Loeb, partono per ricerche ampiamente finanziate dalle proprie università e dalle istituzioni militari, alla luce del sole.

Che sia arrivato il momento che ci comunichino qualcosa di importante sul nostro passato?

Se ti piacciono questi argomenti, scopri tutti gli articoli della serie partendo dal primo, "Il potere della percezione".

 

 

Sole e luna,

vedere e provare:

un solo mondo.

 

inizio fine dove,

dentro il nostro cerchio.

 

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BRAN