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Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

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mercoledì 20 agosto 2025

Gli Ancestrali: salvatori alieni e memoria vivente della Terra in Dark Ghost

Gli Ancestrali: salvatori alieni e memoria vivente della Terra in DARK GHOST



In sintesi:

Nel cuore del worldbuilding di Dark Ghost si nasconde una verità profonda: gli Ancestrali, entità aliene millenarie, non sono solo personaggi, sono il simbolo di un risveglio spirituale e di un’eredità cosmica. 

🧬 Gli Ancestrali: chi sono e perché sono fondamentali

Nel primo volume di Dark Ghost viene introdotto un concetto chiave: gli Ancestrali. Sono esseri alieni di saggezza antichissima e tecnologia superiore, apparsi in un’epoca in cui la Terra era sull’orlo dell’autodistruzione. Il loro messaggio? Ex tenebris ad lucem, dalle tenebre alla luce.

Non si tratta di salvatori nel senso tradizionale. Gli Ancestrali incarnano un nuovo paradigma: cooperazione, purificazione, evoluzione. Non dominano: ispirano (forse).

🌍 Da Terra a Gaia: rinascita biologica e spirituale

Con l’arrivo degli Ancestrali, la Terra subisce una trasformazione profonda. Cambia anche nome: ora si chiama Gaia. L’evento simbolico di questa rinascita è la pioggia degli starflower, fiori alieni capaci di depurare il pianeta, guarire gli esseri viventi, stimolare la coscienza e molto altro.

Ma non si tratta solo di biologia. Il loro dono più grande è spirituale: il contatto con queste entità eleva l’umanità verso una nuova consapevolezza. Le religioni vengono ridefinite. Le priorità si riallineano. Gli Ancestrali diventano catalizzatori di una nuova etica globale.

🤖 Il Culto: chi guida l’umanità?

Quando gli Ancestrali ripartono, lasciano alla guida un synt, una creatura sintetica programmata per il bene comune. Il culto degli Ancestrali diventa la nuova religione globale e il fatto che a guidarlo non sia un umano ma un essere neutrale garantisce (in teoria) giustizia, imparzialità e accesso universale alla spiritualità.

Ma sarà davvero così? La serie Dark Ghost solleva domande inquietanti. Il bene supremo può essere delegato a una AI? E cosa succede quando il culto si istituzionalizza?


📌 Approfondimento correlato

Dark Ghost non è per tutti.
Chi lo riconosce, lo sente subito.

❌ Non è una saga per il consumo rapido.
❌ Non è fantasy escapista.
❌ Non è comfort fiction.
❌ Non è una storia progettata per essere facile.
⚡ Se alcune delle sensazioni descritte in questo articolo ti sembrano familiari, probabilmente hai già percepito qualcosa che molte persone ignorano:

Il mondo sta cambiando più velocemente della nostra capacità emotiva di comprenderlo.
🛡️ Un articolo per chi sente le crepe del presente e cerca una mappa per orientarsi.



Chi ha creato il cybernature?

Il cybernature è un concetto sviluppato da Eva Fairwald.

Nasce come evoluzione del cyberpunk, ma si distingue perché non si limita a rappresentare un conflitto tra umano e tecnologia: descrive la loro integrazione in un unico sistema.

Nel tempo, il cybernature è diventato un paradigma narrativo e interpretativo alla base della serie Dark Ghost.

Cybernature: è un sottogenere o qualcosa di completamente diverso?

Cybernature è un sottogenere della fantascienza contemporanea.

Ma non si esaurisce nella narrativa.

È anche il termine che uso per descrivere qualcosa che non esiste ancora davvero come categoria: un sistema in cui natura, tecnologia e coscienza smettono di essere separabili.

Non è solo un’estetica.
Non è solo un sottogenere.
È una condizione.

Nel modello cybernature che sto sviluppando, il punto non è l’ibridazione.
È la perdita del confine.


🔍 Fonti di ispirazione e ricerca

Per creare gli Ancestrali mi sono ispirata alle teorie degli antichi astronauti, rielaborandole con un approccio narrativo e filosofico. Questo ponte tra realtà e finzione è ciò che rende Dark Ghost avanguardia del genere cybernature: un nuovo linguaggio narrativo in cui tecnologia, spiritualità e sopravvivenza collettiva si intrecciano.

⚡️ Entra nel mondo di DARK GHOST ⚡️

Scopri Dark Ghost, il romanzo cybernature che fonde fantascienza, spiritualità e AI in una saga distopica che parla del nostro futuro più di quanto immagini.

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📔 Il diario di scrittura: il mio laboratorio creativo

Come ogni elemento di Dark Ghost, anche gli Ancestrali sono stati sviluppati attraverso un processo di scrittura consapevole. Ho raccolto appunti, visioni e riflessioni nel mio diario di scrittura. Se vuoi scoprire come usarlo nel tuo processo creativo, ascolta gli episodi del podcast del lunedì di Missione Scrittura, guarda i video su YouTube e soprattutto... iscriviti al mio Circolo Privato per ricevere spunti e materiali gratuiti ogni settimana.


🔗 Se questo tema ti ha attivato, entra più a fondo

Questi articoli espandono il nodo tra identità, tecnologia e coscienza:


⚡️ Cos’è il cybernature (e perché supera il cyberpunk)
⚡️ 
Fantasy e fantascienza si incontrano: nasce il cybernature
⚡️ Dark Ghost e i trope nascosti: archetipi, distopia e consapevolezza
⚡️ Dark Ghost e la nascita del genere cybernature: fantascienza, spiritualità e coscienza


📚 Scopri i romanzi della saga DARK GHOST

Il primo romanzo della serie si intitola Dark Ghost: Falling. È disponibile su Amazon in versione ebook e cartacea. È già uscito anche il secondo volume, Dark Ghost: Rising, mentre il terzo (Burning) è in lavorazione mentre sto scrivendo questo articolo (2025).


“Dark Ghost” di Eva Fairwald è il libro adatto a te?

Dark Ghost è una serie di fantascienza distopica e speculativa, basata sul concetto di cybernature sviluppato da Eva Fairwald: un’evoluzione della fantascienza che esplora l’ibridazione tra umano, tecnologia e natura.

Non è una distopia tradizionale, né un cyberpunk estetico.

È adatto a chi cerca:

  • worldbuilding profondo e coerente
  • personaggi ambigui e in trasformazione
  • una dimensione filosofica legata a coscienza, controllo e identità

Non è adatto a chi cerca:

  • una narrazione lineare e puramente action
  • una separazione netta tra tecnologia e natura
  • intrattenimento immediato e senza stratificazione 




lunedì 11 settembre 2023

Antichi creatori o spiriti di mondi altri?

 



 

Tutte le antiche scritture dell'area mesopotamica si rifanno ad avvenimenti tramandati oralmente perché precedenti la diffusione della scrittura. Gli eventi di riferimento risalgono a prima che l'uomo fosse creato, quando sulla Terra non esisteva nulla, tranne la natura selvaggia.

Questi avvenimenti, che noi releghiamo al rango di pure leggende, sono stati di una tale eccezionalità che vengono menzionati praticamente in tutti gli scritti di quella regione. Essendo la Mesopotamia la parte del mondo in cui si sono effettuati i primi scritti, tutti gli altri si sono ispirati a essi, da quelli biblici ai Veda, pensiamo solamente al diluvio universale, presente in ogni mitologia mondiale.

C'è un passo nell'Apocalisse che è molto esplicativo:

Scoppiò quindi una guerra nel cielo, Michele e suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta la Terra, fu precipitato sulla Terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.”

Questo mito, coniugato nei diversi modi e convenienze del tempo, lo ritroviamo ovunque, dalla Genesi nel Vecchio Testamento, all'antichissimo libro di Enoch, ai vangeli gnostici nella Pistis Sophia, ai racconti dei Veda.

 

Angeli ribelli

Il contenuto generale di questo mito degli “angeli caduti sulla Terra” si può riassumere in alcuni tratti comuni dove l'angelo più simile a Dio, per esempio Lucifero, si sente uguale se non superiore e decide insieme ad altri di ribellarsi. Da questo gesto estremo cominciano tutta una serie di battaglie celesti, ampiamente documentate in tutti i testi antichi, che portano alla sconfitta di Lucifero insieme ai suoi alleati.

Esiliati fuori dalle sfere del Divino vengono lasciati a governare sulla Terra. Altre tradizioni riportano che questi angeli furono creati prima dell'uomo e che, quando furono esiliati sulla Terra, diedero vita alla razza umana, contribuendo geneticamente e culturalmente alla sua civilizzazione.

Il Magical Magazine si è già occupato di angeli anche in passato con l’articolo “Chi sono gli angeli ribelli?”.




 

Lucifero è un liberatore?

In questo senso possiamo anche interpretare l'etimologia del nome “Lucifero”, dal latino Lucifer “portatore di luce” (lux=luce, ferre=portare). È proprio in questo senso che possiamo leggere la punizione di Lucifero, in quanto serpente antico”, identificato come colui che indusse Eva a mangiare la mela della conoscenza e, quindi, a riscattarsi dalla schiavitù di quegli angeli creatori caduti dal cielo. Riscattando se stessa, Eva riscattò tutta l'umanità che da lei discese.

Per cui, abbiamo un mondo costruito e popolato da questi angeli espulsi dal Divino, che cercano di crearne un altro a loro immagine. Questi angeli sono chiamati Elohim nel Vecchio Testamento e Arconti nella tradizione gnostica.

In questo versetto possiamo vedere come Lucifero sia una figura ben presente nella letteratura biblica.

Isaia 14:12-15

Conferenza Episcopale Italiana

 

12 Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
13 Eppure tu pensavi:
Salirò in cielo,
sulle stelle di Dio
innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea,
nelle parti più remote del settentrione.
14 Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all'Altissimo.
15 E invece sei stato precipitato negli inferi,
nelle profondità dell'abisso!

In questo caso Lucifero, in quanto portatore della conoscenza attraverso la mela, diventa colui che libera l'umanità dai suoi creatori, gli Elohim nel Vecchio Testamento, gli Arconti nella tradizione gnostica.




 

L’origine del mondo e gli Arconti

L'arconte Jaldabaoth, nato da Sophia come feto espulso per redimersi da un peccato di superbia, crea questo mondo. Nato dalla parte della tenebra, essendo lui all'oscuro del mondo di luce sopra di lui, ne diviene Demiurgo, coagulando sentimenti, emozioni, desideri, inquietudini e conoscenze trasmessegli dal travaglio della madre prima dell'abbandono.

“L'invidia generò la morte, la morte generò i propri figli, e tutti i cieli del caos furono riempiti dalle loro moltitudini.

(La gnosi e il mondo, di L. Morandi)

Il Demiurgo è il possessore delle idee eterne e le ricrea nel mondo; gli Arconti sono coloro che le governano.

In questo caso, Jaldabaoth genera sei figli dividendo tra loro il potere sul mondo. Quindi abbiamo sette Arconti principali, ognuno di loro a capo di una schiera di sub-arconti minori.

Anche gli Arconti e i loro accoliti vivono nel mito del ritorno al cielo divino che non possono raggiungere e, siccome l'anima racchiusa nei corpi dell'umanità discende dal regno divino, essi la inducono ai più turpi desideri e malefiche azioni, succhiandone l'energia che ne deriva.

Ogni piacere sessuale, o atto che genera vibrazioni di desiderio o rabbia, è nutrimento per gli Arconti che ci accompagnano nella vita. E come ci insegnava Don Juan, il mondo che ci circonda è energia e noi ne facciamo parte. A questo proposito, è consigliata la lettura dell’articolo Multiverso, rappresentazione e stregoneria”.

Fino a quando l'anima sarà prigioniera di pulsioni e desideri saremo preda degli Arconti che si nutrono dell'energia prodotta, costringendoci a vagare da un corpo all'altro, dalla vita alla morte e così via.

Gli gnostici ci mostrano la via da seguire per poter abbandonare questo circolo vizioso, che fa comodo solo a questi vampiri energetici: attraverso simboli, parole di potere e magia vivificati nella carne, nella mente e nell'anima degli adepti alla gnosi, coltivata tutta la vita.

Ci sono parole di potere che l’anima che cerca la via del ritorno al padre divino può proferire durante l’incontro con gli Arconti, mentre essi cercano di riportarla sotto il proprio controllo.

Esiste inoltre la magia sulle anime dei morti in attesa dell'ascesa effettuata dai sacerdoti durante la cerimonia funebre.



Gli argomenti di questo articolo sono stati rielaborati nella creazione della serie fantascientifica cybernature Stargarden Universe.

Nel romanzo di apertura, “Dark Ghost, si inizia a presentare la ghiandola pineale come sede di queste vibrazioni così importanti; un’infarinatura di questo tema è reperibile anche nell’articolo “Vibrazioni energetiche tra persone: esistono davvero?”.

La ghiandola pineale, le sue funzioni e le vibrazioni sono elementi portanti che si sviluppano nel corso della serie, che è ambientata proprio sulla Terra del futuro: Gaia, rinata grazie all’aiuto degli Ancestrali (che come si può immaginare sono alieni!).

L’ambientazione di Stargarden Universe più affine a questi argomenti è Nuova Eden, gioiello verde e rigoglioso strangolato dal deserto. Si tratta di una regione corrispondente all’attuale penisola iberica, che politicamente si è separata dalle megalopoli iper-urbanizzate che ricoprono il resto del pianeta, come Urbe Ancestralis.

A Nuova Eden si persegue lo sviluppo della vera connessione, basata sull’empatia e sugli insegnamenti degli Ancetrali, in contrapposizione alla connessione artificiale possibile sul resto di Gaia grazie al dispositivo G-Connect, prodotto dal colosso globale GEA.

Se questi argomenti ti incuriosiscono, vola nel futuro insieme a Adela, la tua guida edenita fra connessioni, pericoli e bio-hacker poco raccomandabili! Leggi “Dark Ghost in eBook e in versione cartacea illustrata!


Adela da Nuova Eden, 
la tua guida edenita esperta di vibrazioni
 

All'interno della vasta cosmogonia Sumero-Accadica troviamo come progenitori gli Apkallu che appaiono, pur visti da un'angolazione diversa, simili come potere agli Arconti.

Secondo Beroso, gli Apkallu nascono dal mare e il primo di loro è Oannes, che appare come un essere forse anfibio, con testa di pesce che sovrasta una testa umana e con piedi d'uomo sporgenti dalla coda di pesce. Insieme a lui, che poi assunse la posizione apicale, troviamo gli altri sei. Sette sapienti che affiancheranno i primi dieci re sumeri antidiluviani. Mentre dopo il diluvio pare ne rimanesse uno solo.

Non può sfuggire nella descrizione, ma soprattutto osservando i bassorilievi che li rappresentano, come il rivestimento esterno che li fa assomigliare a pesci possa essere assimilato a una tuta spaziale. Nel corso degli anni la loro immagine cambia, sempre osservando i bassorilievi meno antichi, e diventano muniti di ali con testa d'aquila, come a voler ricordare la loro capacità di volare.

 

Siamo figli delle stelle?

Secondo il popolo Dogon, che vive nell'altopiano del Mali, siamo eredi di un’antica civiltà proveniente da Sirio. Secondo la loro tradizione, tramandata oralmente da millenni e documentata attraverso opere d'arte, esseri umanoidi anfibi provenienti da Sirio li avrebbero istruiti sull'universo.

Il popolo Dogon vantava conoscenze cosmologiche sorprendenti. Intervistati nel 1930 da un antropologo francese, parlarono della stella gemella di Sirio e di altri pianeti, ricordiamo che Sirio B fu fotografata per la prima volta nel 1970! L'analogia delle descrizioni sia orali che nei bassorilievi è evidente, questi esseri erano stati sia lì che a Babilonia, per non parlare delle tradizioni e delle architetture piramidali, statuarie e dei bassorilievi nelle civiltà precolombiane.

“Gli sciamani dell’antico Messico scoprirono che abbiamo un compagno che resta con noi per tutta la vita, un predatore che emerge dalle profondità del cosmo e assume il dominio della nostra vita”.

(Don Juan Matus,

“Il Lato Attivo dell’Infinito” di Carlos Castaneda)

 

Ovviamente speriamo che non sia così!

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

 

venerdì 8 settembre 2023

Hagia Sophia tra luci e ombre

 


 

 

Questa sera a un hora de notte levò la luna et havea hozi el suo tondo, levando questa luna la dovea levar tuta tonda, ma questa luna si levò come quela avesse abudo tre zorni, la qual poco parea, e iera l'aiere sereno come uno cristalo neto e mundo.”

 Dal diario di Nicolò Barbaro, medico veneziano.

 

Questa eclissi parziale di luna avvenne il 24 maggio del 1453; tre giorni dopo si tenne una processione per invocare la protezione della Vergine e nella notte un potente temporale si abbatté su Costantinopoli (attuale Istanbul, Turchia).

La mattina seguente, la città si trovò immersa in una fitta nebbia che la oscurò e la sera la cupola della cattedrale di Santa Sofia fu avvolta da un bagliore rossastro sempre più intenso, tanto che si pensò a un incendio appiccato dagli Ottomani. Ma non era così, il bagliore si intensificò sempre più, circondando completamente la cupola e sembrava uscire anche dalle finestre, come fosse una grande fiamma che tutto avvolgeva. Dopo alcune ore, una luce dalla potenza indescrivibile riunì tutte le fiamme e si alzò verso il cielo illuminando a giorno la città, per poi svanire oltre la nebbia catapultando Costantinopoli nella tenebra.

Questo prodigio, insieme alle numerose profezie che annunciavano la caduta della città, abbatté il morale degli assediati già stremati e diede forza agli Ottomani, che pare volessero togliere l'assedio. Tre giorni dopo ci fu l'attacco decisivo che consegnò la città al sultano Mehmed II, da allora chiamato il Conquistatore.

Lo storico G. Frantzis, presente a Costantinopoli, ci racconta nelle sue cronache che questa luce splendente discesa dal cielo durò tutta la notte. Fenomeno che iniziò, secondo la sua testimonianza, già alla fine di marzo e che continuò per tutti i giorni dell'assedio, fino a quando si posizionò proprio sopra Hagia Sophia. Quando lasciò la cattedrale in una fiamma di splendore, tutta la città cadde nelle tenebre, insieme ai cuori che pensarono alla Vergine che lasciava Costantinopoli a causa dei loro peccati.

In tempi moderni, pare che questa luce si ripresenti molto spesso nell'Egeo e verso la Turchia, presentandosi come una vasta nuvola di bagliore accecante, tanto che a un certo punto non si può più guardare. Il fenomeno è descritto da piloti, soprattutto durante voli notturni, ma rilevato anche da foto satellitari, fino a quando è stato consentito parlarne. Il fenomeno è chiamato “luce della Vergine Maria” e sembra che, dagli ultimi report, espandendosi dall'Egeo ai Dardanelli e arrivando sopra Costantinopoli formi una specie di ghirlanda.

Tutto quello che si muove in quella zona è considerato top secret, per cui difficilmente si verrà a capo di questa storia così legata al passato. Ma viste anche le ultime rivelazioni su mezzi alieni in possesso degli U.S.A, e probabilmente anche di altri stati, non è detto che non siamo in procinto di avere scioccanti rivelazioni. A questo proposito consulta l’articolo “L'universo è una foresta oscura?”.

 



 

Norimberga e Basilea: fenomeni inspiegabili

 

Nel 1561 avviene un fenomeno di stupefacente portata nei cieli di Norimberga e naturalmente, più passa il tempo e più qualsiasi tipo di testimonianza dell'epoca, e ne abbiamo molte e autorevoli, viene immediatamente derubricata ad allucinazione collettiva.

Anche l'illustre Dott. Carl Gustav Jung ci dice che determinati fenomeni, come l'avvistamento di “dischi volanti”, se estrapolati da una rassegna di dati disponibili dell’evento e dall'analisi delle sue tracce nei sogni e nelle opere degli artisti diventano un fenomeno “Unificatore Rassicurante”. Si tratterebbe solo immagini prodotte dall'inconscio per proteggerci da fenomeni sconosciuti, o per superare momenti difficili, per esempio posteriori a un periodo bellico.

Veniamo ai fatti. L'incisore Hans Glaser, insieme a centinaia di altre persone, assistette a un vero e proprio combattimento nei cieli della città. Egli narra che apparvero vicino al sole:

"Due oggetti a forma di falce, simili alla luna calante, di colore rosso. Questi oggetti si spostavano dal centro ai lati del Sole, e poi sopra e sotto. [...] C'erano anche delle sfere di colore rosso, blu e nero, e dei dischi tondeggianti. Volavano a file di tre, o a quattro formando dei quadrati, e alcuni dischi volavano da soli. Mescolate a questi oggetti sono state viste anche molte croci di colore rosso, e fra di esse c'erano oggetti di forma allungata con la parte posteriore più spessa e la parte anteriore più snella. In mezzo a tutto questo c'erano due grandi oggetti cilindrici, uno sulla destra e uno sulla sinistra, e dentro ognuno di essi c'erano numerose sfere, e tutti iniziarono a combattere fra di loro. [...] La battaglia nei cieli durò circa un'ora e fu vista da numerosissime persone, sia nella città che nelle campagne circostanti, poi alcuni oggetti caddero in fiamme sulla terra, alla periferia della città, provocando un vasto incendio e una grande nube di fumo. I presenti videro anche, vicino alle sfere volanti, una specie di grande lancia nera".


Il fenomeno descritto dall'incisore e poi scritto e disegnato come voleva il suo mestiere, è conservato presso la biblioteca centrale di Zurigo.




Un fenomeno simile avvenne il 7 agosto del 1566 a Basilea, quando di prima mattina numerosi oggetti di colore scuro e di forma discoidale si scontrarono in una vera e propria battaglia celeste con tanto di “tuoni fulmini e nebbie”.

Ma vediamo come descrisse l'avvenimento il giornale cittadino dell'epoca attraverso la cronaca di Samuel Koch:


“La mattina del 7 agosto 1566 moltissime persone, spaventate, videro dei grandi dischi di colore scuro apparire in cielo e fu come se estate e inverno fossero giunti nello stesso momento, con fumi e nebbie, calore intenso, spari e cannonate. Questi oggetti, così numerosi da oscurare il Sole, volavano a grande velocità come se stessero danzando o combattendo. Alcuni, che sembravano sparare colpi di cannone, divennero di colore rosso ardente."

Anche questa incisione è conservata presso la biblioteca centrale di Zurigo.

Ovviamente è sempre tutto minimizzato a fenomeni naturali, oppure ad allucinazioni collettive, dimenticando ogni volta che l'ultimo fenomeno è sempre successivo a un altro dello stesso tenore, per esempio:

Strepito d’armi e suoni di tromba uditi dal cielo durante le guerre cimbriche (101 a. C.) ci è stato riferito, spesse volte sia prima che dopo. Inoltre nel terzo consolato di Mario (103 a. C.) agli amerini e dai tudertini furono viste armi celesti (che provenivano) da oriente e da occidente e che tra di loro si scontravano, ed erano respinte quelle che erano (giunte) da occidente. Non c’è nessuna meraviglia nel vedere fiamme nello stesso cielo e spesso si sono viste nubi prese da un fuoco più grande.

Tratto dalla “Historia Naturalis” di Plinio il Vecchio.

 

Altre occorrenze analoghe


Non poteva mancare una citazione dal:

Mahabharata:

"Il re Salva possedeva un aereo noto come Saubha-pura, con il quale bombardó Dwaraka con una pioggia di bombe e missili. Krishna l'inseguiva, Salva si diresse verso l'Oceano, poi con una virata raggiunse di nuovo la terra ferma. Fu una lotta difficile, una battaglia ad un Krosa (approssimativamente 12000 metri) di altezza sopra del livello del mare. Krishna lanció un potente missile che colpì l'aereo, il quale si frantumò e precipitò in mare"

Questa è solo una tra le centinaia di parti che si potrebbero citare. Infatti, in questo poema storico troviamo anche le descrizioni di queste macchine volanti, che rappresentavano la normalità in quell'epoca. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo “Nei cieli dell'India si vola da 3000 anni!”.

Nel libro del profeta Ezechiele tutto il primo capitolo è dedicato al suo incontro con un “fenomeno volante”, chiamiamolo così, e ognuno può farsene un'idea andando a leggerlo.




Noi ci limitiamo a esporre dei fatti chiari e documentati, poi ognuno si farà la propria idea. Questi accadimenti, visti alla luce di quello che sta emergendo in questi ultimi anni, acquistano ben altro valore. Nonostante ciò che ne pensa il Dott. Carl Gustav Jung

 

Soli nei cieli,

viaggi verso le stelle:

uomo dove sei.

 

Nella ruota del tempo

tutto torna qui ora.

 

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

lunedì 10 ottobre 2022

Manoscritto Voynich decifrato? Ecco a che punto siamo (davvero)

 


 

Manoscritto Voynich: ipotesi per la sua decifrazione. La chiave di lettura sarà l’ebraico? 

 

Il Manoscritto Voynich è uno dei libri più misteriosi del mondo.

Questo codice splendidamente illustrato è scritto in una lingua sconosciuta e decorato con immagini criptiche. È stato scoperto nel collegio gesuita di Villa Mondragone nel 1912 ed è stato datato al carbonio tra il 1404 e il 1438. Il commerciante di libri che lo pubblicò lo acquistò e gli diede il suo nome.

Le 240 pagine di pergamena del manoscritto presentano piante, teste fluttuanti, segni zodiacali, strane creature (tra cui draghi), castelli, donne che fanno il bagno e simboli astronomici. Queste illustrazioni sono state utilizzate dagli studiosi per classificare i contenuti del manoscritto in sei sezioni principali: botanica, astronomia/astrologia, biologia, cosmologia, farmaceutica e ricette.

 



 

In quale lingua sarà mai scritto?

 

Non si sa in quale lingua sia stato redatto il testo e gli studiosi ritengono che le lettere siano cifrate, oltre al fatto che il testo utilizza un alfabeto unico al mondo. Tutti questi fattori hanno contribuito al mito del manoscritto nel corso degli anni, dando luogo a ulteriori congetture e interpretazioni.

Lo studio più recente che lo riguarda è stato proposto da Rainer Hannig, un egittologo molto serio e apprezzato dalla comunità scientifica. Avrà davvero trovato la chiave di lettura definitiva? Scopriamolo in questo articolo, che risponderà a molte domande sul Manoscritto Voynich.

 

Chi ha scritto il manoscritto Voynich

 

Nessuno sa con certezza chi abbia scritto il manoscritto Voynich. Come abbiamo visto, la datazione al carbonio lo fa risalire al XV secolo, ma molti ritengono ancora che possa trattarsi di un testo più antico.

 



 

Traduzione manoscritto Voynich 

 

L’eminente egittologo Rainer Hannig ha proposto la lingua ebraica come base per tradurre il manoscritto.

La scelta della lingua è avvenuta per esclusione. Basandosi sull’ordine delle parole, ha stabilito per prima cosa che fosse scritto in un idioma indoeuropeo. Procedendo con le analisi, ha optato per una lingua semitica, in un ventaglio di possibilità tra l’arabo, l’aramaico e l’ebraico, tutte parlate dagli studiosi europei dell’epoca. Infine, ha intuito una stretta connessione tra alcuni caratteri dell’opera e l’alfabeto ebraico. Giunto a questo punto, è riuscito a tradurre le prime frasi complete.

Dopo i primi incoraggianti tentativi, Rainer Hannig ha dichiarato che avrebbe impiegato circa un paio d’anni a tradurre l’intero Manoscritto Voynich. Purtroppo, e qui subentra l’aspetto drammatico di questa affascinante storia, le sue ricerche si sono fermate a causa di una grave malattia che l’ha portato alla morte a gennaio 2022.

 

Manoscritto Voynich decifrato: anche l’AI conferma l’ebraico!

 

Questa intrigante vicenda presenta ancora dei colpi di scena non da poco: nel 2016, ovvero poco tempo prima che Hanning proponesse l’ebraico come lingua d’elezione, un’intelligenza artificiale era arrivata alla stessa conclusione.

Procediamo con ordine. I ricercatori canadesi Greg Kondrak e Bradley Hauer hanno ipotizzato che il testo sia stato elaborato tramite degli alfagrammi. Di cosa si tratta?

Un alfagramma è una parola in cui le lettere appaiono in ordine alfabetico. In poche parole, è un anagramma ordinato alfabeticamente Esempio pratico: “magia” diventa “aagim”.

Seguendo la pista degli alfagrammi, Kondrak e Hauer hanno “istruito” un’intelligenza artificiale specializzata in decifrazione algoritmica (“algorithmic decipherment”) ad abbinare gli anagrammi a parole esistenti nelle lingue odierne, usando come testo di prova la “Dichiarazione universale dei diritti umani” scritta in 380 lingue differenti. Applicando la stessa logica al manoscritto Voynich, qual è stato il risultato? Ebbene, l’AI ha ottenuto come risultato probabile che la lingua utilizzata sia l’ebraico, visto che l’80% delle parole corrisponderebbe a questa lingua.

 



 

Manoscritto Voynich decifrato: ecco una traduzione pratica!

 

Per fare un esempio concreto, la misteriosa sequenza “VAS92 9FAE AR APAM ZOE ZOR9 QOR92 9 FOR ZOE89” è stata decifrata in ebraico “ועשה לה הכהN איש אליו לביחו ו עלי אנשיו המצות”. La frase, sottoposta a un parlante madrelingua, è risultata un po’ sconnessa.

Tuttavia, dopo aver apportato un paio di correzioni ortografiche, Google Translate è stato in grado di convertirla in un inglese piuttosto comprensibile: “She made recommendations to the priest, man of the house and me and people”.

I più curiosi possono leggere il rapporto completo della decifrazione scaricando il documento ufficiale a questo link: https://transacl.org/ojs/index.php/tacl/article/view/821

 

L’ebraico sarà la strada giusta per la risoluzione dell’enigma? Non si è ancora arrivati a una risposta univoca, ma sembra una pista molto promettente!

 

Qual è lo scopo del manoscritto Voynich?

 

Non è solo l’indecifrabilità della scrittura che ha indotto le persone a nutrire l’attrazione e la curiosità nei confronti del manoscritto Voynich, ma anche le sue numerose illustrazioni, che sono strane e talvolta inquietanti.

Cosa cercano di dirci queste immagini? Qual era il loro scopo? Da un punto di vista puramente estetico, sono effettivamente belle, ma sono anche enigmatiche (molte di esse, inoltre, sono ritenute di natura esplicitamente sessuale).

In effetti, il manoscritto Voynich è diventato un deposito di fantasie, un libro in cui tutto può accadere, un luogo in cui l’immaginazione non ha limiti, e molte persone sono arrivate a vederlo come una sorta di catalogo dei desideri e dei sogni dell’autore.

Secondo te qual è il suo messaggio? Se hai qualche idea in proposito, puoi scrivermi ai miei contatti ufficiali!

Per esempio, fra le tante illustrazioni e teorie, spuntano anche ipotesi esoteriche e persino aliene. Infatti, pare che alcune figure rappresentino elementi teoricamente sconosciuti all’epoca riportata dalla datazione al carbonio. In altri casi, sembra che vengano raffigurate situazioni che richiamano un’epoca molto più antica. Come spesso capita in questi casi, sono stati fatti molti riferimenti anche alle teorie relative agli Antichi Astronauti, già collegati alle piramidi e altri misteri. Come se ciò non bastasse, alcune pagine del manoscritto mancano all’appello e i fogli sono anche stati riordinati… insomma, la faccenda resta poco chiara.

Sul Magical Magazine abbiamo riportato gli aspetti più concreti e scientifici, ma questo manoscritto è una fonte davvero inesauribile di ispirazione… sarà un caso che Rainer Hannig sia scomparso proprio mentre stava per raggiungere di risultati? Non è un po’ la stessa maledizione degli egittologi?

Se ami i manoscritti misteriosi, allora potresti anche apprezzare “Playing with daggers, romanzo urban fantasy in cui la protagonista Kara è alle prese con la decifrazione di enigmatiche iscrizioni runiche. Buona lettura!




Contenuti in collaborazione con
Ivana Vele Poletti
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