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Il cybernature è un paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

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lunedì 28 giugno 2021

Quale folletto irlandese sei destinato a incontrare?



 

Hai in programma di organizzare un viaggio in Irlanda?

Se sì, ci sono molti abitanti del Piccolo Popolo a cui dovresti fare attenzione!

Alcuni possono renderci ricchi e famosi, altri possono invece tormentarci con ogni genere di dispetti… e parecchi amano fare entrambe le cose insieme! Perciò, bisogna sapere bene come comportarsi con loro.

Se sei curioso/a di scoprire quale creatura fatata incontrerai nel tuo prossimo viaggio in Irlanda, osserva bene l’immagine in apertura dell’articolo. Quale delle quattro foto ti ispira di più? In base alla tua scelta, ecco il folletto irlandese con cui avrai a che fare!

 

1. Kelpie 

 


 

Il kelpie è uno spirito dell’acqua appartenente al folklore irlandese e scozzese.

Appare ai mortali come un magnifico cavallo bianco, con la coda e la criniera gocciolanti di acqua scintillante. Vive nei pressi di laghi, fiumi e torrenti. Si fa vedere solo nelle giornate particolarmente nebbiose. Alcuni sostengono che il mostro di Loch Ness non sia altro che un kelpie sotto mentite spoglie.

Questo folletto dal corpo equino è un burlone. Accetta volentieri di farsi montare dagli esseri umani, ma poi si diverte a disarcionarli o farli cadere in acqua.

Se però il cavaliere di turno riesce a imbrigliarlo, riceverà una meravigliosa ricompensa: diventerà il cavallerizzo più bravo del mondo.

Perciò, se ti capita di fare un giro vicino a un lago nebbioso irlandese, porta sempre con te delle briglie: non si sa mai!

 

2. Leanan sídhe 

 


 

La Leanan sídhe è una bellissima fata appartenente alla stirpe dell'Aos , cioè al “Popolo dei Tumuli”: un clan di creature sovrannaturali che vive sottoterra, all’interno di sepolcri incantati.

È una creatura che appare quasi sempre in forma femminile, infatti abbiamo una sola attestazione di Leanan sídhe maschio.

Lo scopo di questa fata è scegliere amanti mortali per nutrirsi della loro energia vitale, oppure del loro sangue. In cambio, dona loro un eccezionale talento nella musica o nella poesia. Si potrebbe considerare una creatura a metà tra una musa e un vampiro.

Le persone amate dalla Leanan sídhe eccellono in campo artistico, ma sono anche destinate a morire in giovane età. Perciò, fa’ molta attenzione se ne incontri una… accettare le sue avances può non rivelarsi esattamente una buona idea!

 

3. Leprechaun 

 


 

Il leprechaun è il folletto irlandese più famoso in assoluto. Appare come un ometto vestito di verde, con un alto cilindro e una buffa barbetta rossa.

È un grandissimo burlone, ha sempre la battuta pronta e si diverte un mondo a fare dispetti ai malcapitati esseri umani che lo incontrano.

La dimora del leprechaun si trova alle pendici dell’arcobaleno. Qui il nostro amico barbuto custodisce un enorme pentolone pieno di monete d’oro. Ma non è così facile impadronirsene! Per ottenerlo occorre rispondere a tre difficili indovinelli. Se li azzecchi, otterrai un tesoro. Ma se sbagli la risposta, otterrai qualcosa di poco piacevole. Si narra che questi folletti si divertano a far spuntare gobbe, peli e verruche sui corpi dei mortali che non abbiano saputo rispondere ai loro quesiti!

 

4. Sheoques 

Illustrazione di Godo Art

 

Gli sheoques sono piccoli folletti simili agli gnomi, ma più alti (gli gnomi misurano circa 30 centimetri, mentre gli sheoques raggiungono l’altezza di un bambino di circa 6/7 anni). Indossano un cappello a punta, quasi sempre rosso, e hanno una barbetta bianca.

Fanno la guardia a forti fatati e alberi sacri (per approfondire la natura di questi luoghi magici, puoi leggere l’articolo “I folletti irlandesi esistono? Ecco dove avvistarli”.

In particolare, proteggono i biancospini. Perché proprio i biancospini? Perché tra le radici di questi alberi le fate hanno nascosto le loro ricchezze, dopo essere state esiliate sottoterra dall’antico popolo dei Milesi.

Se vuoi incontrare uno sheoquesdevi appostarti sotto un biancospino a mezzanotte in punto, seduto su uno sgabello di frassino a tre gambe.

Il folletto ti rivelerà dove sono nascoste le sue ricchezze. Ma… attenzione! Se durante gli scavi danneggerai in qualche modo il biancospino, lo sheoques te la farà pagare cara!


Altre chicche per chi ama i folletti 

 

Se ti piacciono le fate, le sorprese non sono finite qui: ecco un simpatico giochino per scoprire il tuo nome da folletto irlandese!



 

Il mio è Leanan Lurikeen e il tuo? Fammelo sapere nei commenti!

Come avrai intuito da questo articolo, sono molto affascinata dalle creature del Piccolo Popolo irlandese. Perciò ho dedicato un bel po’ di spazio all’argomento nella mia prima trilogia, “Le ombre di Dora”: uno dei personaggi più importanti è irlandese, l’azione si svolge in una dimensione parallela abitata da creature magiche, e il finale della saga è ambientato in Irlanda… e c’è anche un potente cerchio di pietre pericolosissimo!

Se sei curioso/a di saperne di più… 

Tutto inizia qui!
Leggi “L’ombra del sole” in formato cartaceo o sul tuo Kindle! 



Articolo scritto in collaborazione con Ivana Vele Poletti del blog Colorare la vita.


lunedì 21 giugno 2021

I folletti irlandesi esistono? Ecco dove avvistarli

 


Chiunque sia stato in Irlanda può testimoniare che sull’isola si respira un’atmosfera magica.

Le scogliere a picco sul mare, le colline verdissime, i fari, le antiche mura celtiche, i castelli, i menhir, i cerchi delle fate, le leggende tramandate di padre in figlio… tutto contribuisce a farci porre la fatidica domanda: «I folletti irlandesi esistono veramente?».

Molti abitanti della verde Éire ne sono convinti, infatti sull’isola ci sono parecchie aree considerate veri e propri portali verso il Piccolo Popolo.

Scopriamo quali!

 

Fairy Forts 

 


 

In tutto il territorio irlandese ci sono circa 60.000 Fairy Fort, ovvero “forti fatati”.

Cosa sono? Strutture circolari, circondate da argini di terra o fossati. I più antichi risalgono all’età del ferro. Possono essere:

·      fortezze collinari

·      cerchi di menhir o di megaliti

·      abitazioni preistoriche circolari.

 

Spesso la presenza di un Fairy Fort è testimoniata solo da vaghi segni rotondi nel paesaggio, magari ricoperti di vegetazione.

Si dice che siano state proprio le fate ad aver preservato le tracce di queste aree, che altrimenti il tempo avrebbe cancellato del tutto. Secondo il folklore locale, sono zone intrise della magia dei druidi celtici, pertanto possono permetterci di viaggiare tra il nostro mondo e il regno dei Sidhe.

Insomma, sono proprio il massimo per scoprire se i folletti irlandesi esistono veramente!

Ma bisogna stare molto attenti: mai danneggiare un Forte Fatato! I folletti irlandesi sono molto vendicativi. E non si tratta di una superstizione del passato, ma di una credenza ancora viva e radicata nella cultura dell’isola.

Un esempio?

Seán Quinn, nei primi anni 2000, era la persona più ricca della Repubblica d’Irlanda. Tutto cambiò quando decise di spostare un sepolcro megalitico ubicato nella contea di Cavan, per far spazio al suo impero di cemento (hotel e uffici assicurativi). Fece smontare l’antica struttura, pietra dopo pietra, e la spostò in un’altra parte del villaggio. Dopodiché, Seán Quinn perse gradualmente tutto il suo impero finanziario. I documenti fallimentari testimoniano che dieci anni dopo gli erano rimasti circa 11.000€ sul conto corrente. I locali non hanno dubbi: la causa di questo rovescio economico è stata l’ira dei folletti!

Tra i Fairy Forts più famosi ricordiamo la Collina di Tara, residenza del Re Supremo irlandese, e Grianan di Aileach, un ampio forte circolare ubicato nella contea del Donegal.

 

La Pietra del Destino, monolite posto sulla cima della Collina di Tara.
Foto di 
Germán Poo-Caamaño
)
 

Fairy Trees 



  

In Irlanda ci sono molte leggende legate ai Fairy Trees, gli alberi magici protetti dalle fate. Anche in questo caso, si tratta di passaggi verso l’“Otherworld”, ovvero l’“Altro Mondo”. Un luogo mitico dove, secondo i racconti tradizionali, i folletti irlandesi esistono veramente.

La tipologia di albero a cui sono legate più leggende di questo tipo è il biancospino. C’è addirittura un folletto che si occupa di proteggere i biancospini: è il sheoques, un omino che allontana gli umani molesti dagli alberi sacri.

Una fiaba irlandese molto famosa narra che l’antico popolo dei Milesi, il quale invase l’isola nell’XI secolo, costrinse tutti i folletti a trasferirsi nel sottosuolo. Prima di lasciare prati e boschi, la Piccola Gente mise tutti i suoi oggetti d’oro all’interno di grandi pentole, per poi nasconderle tra le radici dei biancospini.

Perciò, se vedete un biancospino in Irlanda, prestate molta attenzione: potrebbe essere abitato dalle fate e nascondere ingenti ricchezze!

Fairy Trees si possono vedere in qualunque zona della verde campagna irlandese. Oltre ai biancospini, sono considerati alberi fatati anche i frassini, i tassi e le querce. Spesso gli abitanti dei villaggi legano ancora nastri o strisce di stoffa colorata ai rami dei “Fairy Trees.

 

Quando appostarsi per scoprire sei i folletti irlandesi esistono? 




 

Se decidi di fare un appostamento per vedere i folletti con i tuoi occhi, sappi che si tratta di un’attività molto, molto rischiosa.

Come abbiamo visto, i Sidhe sono estremamente suscettibili e vendicativi. Inoltre, tendono a intrappolare gli umani nei loro cerchi fatati, per poi tenerli sempre con sé.

Se non ti fanno paura questi pericoli, ecco qualche consiglio:

·      Appostati nei Fairy Forts durante la festività pagana di Samhain, l’antico Capodanno Celtico. Si tratta della notte tra il 31 ottobre e il primo novembre. Nella cultura celtica, Samhain si trova in un punto al di fuori della dimensione spazio-tempo: non appartiene né all'anno vecchio né all’anno nuovo. In quel momento, il velo che divide la terra dei vivi da quella dei morti si assottiglia, e i due regni possono comunicare. Oltre a ciò, si annullano anche le barriere tra il mondo umano e il mondo fatato. Se qualche folletto decide di fare capolino attraverso i Fairy Fort, di sicuro Samhain è il momento giusto per avvistarlo.

·      Per quanto riguarda i biancospini, ogni notte può essere buona per avvistare un folletto, a patto che si osservi un rito specifico: siediti sotto l’albero a mezzanotte in punto, su uno sgabello a tre gambe intagliato nel legno di frassino. E poi… buona fortuna!

 

Che ne dici, secondo te i folletti irlandesi esistono veramente? 

 

Io non ho una risposta certa, però ci spero! Mi piace così tanto il folklore di quest’isola, che ho scelto di rendere irlandese il protagonista maschile del mio primo romanzo, “L’ombra del sole”. Si tratta di Connor, un giovane soldato in grado di spostarsi tra la dimensione umana e l’Impero del Sole.

Cos’è l’Impero del Sole? Non posso dirtelo, sarebbe uno spoiler!

Tutto inizia qui!
Leggi “L’ombra del sole” in formato cartaceo o sul tuo Kindle! 



Articolo scritto in collaborazione con Ivana Vele Poletti del blog Colorare la vita.


 

lunedì 14 giugno 2021

I simboli dell’Irlanda del Nord: storia, conflitti e significati nascosti

L’Irlanda del Nord non è solo una terra di castelli, nebbia e leggende celtiche.

È uno dei luoghi europei dove i simboli sono ancora vivi.

Bandiere, stemmi, murales e perfino un fazzoletto macchiato di sangue possono raccontare:

  • guerre civili;
  • identità spezzate;
  • religione;
  • resistenza;
  • memoria collettiva.

Alcuni di questi simboli sembrano usciti da una saga fantasy. Altri ricordano quanto il conflitto nordirlandese sia ancora presente nella cultura contemporanea.

In questo articolo vedremo i simboli più importanti dell’Irlanda del Nord, il loro significato storico e perché continuano ad avere un impatto ancora oggi.

In sintesi:

  • La Mano Rossa dell’Ulster è uno dei simboli più antichi e controversi dell’Irlanda del Nord.
  • Le bandiere nordirlandesi rappresentano identità politiche e religiose ancora molto forti.
  • Bloody Sunday ha trasformato immagini e oggetti reali in simboli storici globali.
  • Belfast e Stormont raccontano il rapporto tra memoria, potere e conflitto.
  • L’estetica dell’Irlanda del Nord ha influenzato anche fantasy e immaginario contemporaneo.
⚡️ Questo articolo appartiene alla tematica:
Tecnologia & Società — nodo: identità, memoria e rappresentazione simbolica.

I simboli non sono mai neutrali. In Irlanda del Nord, bandiere, stemmi e immagini pubbliche raccontano ancora divisioni storiche, appartenenza e memoria culturale.

5 importanti simboli dell’Irlanda del Nord

1. Cos’è la Mano Rossa dell’Ulster?

La Mano Rossa dell’Ulster (in gaelico “Lámh Dhearg Uladh”) è uno dei simboli più antichi e riconoscibili della cultura irlandese, soprattutto nella provincia dell’Ulster.

L’Ulster si trova nella parte nordorientale dell’isola. Spesso il nome viene usato come sinonimo di Irlanda del Nord, ma non è corretto: tre delle sue nove contee appartengono infatti alla Repubblica d’Irlanda.

Il significato originario della Mano Rossa si è perso nel tempo, probabilmente perché affonda le radici nelle tradizioni pagane celtiche.

Una delle teorie più diffuse collega il simbolo a Conall Cernach, eroe del “Ciclo dell’Ulster”, che avrebbe lasciato la propria impronta insanguinata su uno stendardo durante la vendetta per la morte del leggendario Cú Chulainn.

Nel corso dei secoli la Mano Rossa è diventata anche un simbolo politico e identitario.

Durante la Guerra dei Nove Anni contro il dominio inglese (1594–1603), fu usata nel celebre grido di battaglia del clan O’Neill:

“lámh dearg Éireann abú!”
“La Mano Rossa d’Irlanda alla vittoria!”
Stemma dell’Ulster

2. Perché l’Irlanda del Nord ha tre bandiere?

Esiste una domanda curiosa che racconta perfettamente la complessità dell’Irlanda del Nord:

“Qual è quella nazione che non ha una bandiera ufficiale… ma nello stesso tempo ne ha tre?”

La risposta è proprio l’Irlanda del Nord.

Qui le bandiere non rappresentano soltanto uno Stato: rappresentano identità culturali, religiose e politiche profondamente radicate.

Dal 1972 non esiste più una bandiera ufficiale nordirlandese riconosciuta. Oggi viene usata l’Union Jack, comune a tutto il Regno Unito.

Tra il 1953 e il 1972 la bandiera ufficiale era invece l’Ulster Banner, con la Mano Rossa al centro di una stella a sei punte che rappresentava le sei contee nordirlandesi.

La corona simboleggiava invece il legame con la monarchia britannica.

Nei quartieri cattolici e nazionalisti, però, continua a sventolare soprattutto il tricolore irlandese, simbolo dell’unificazione con la Repubblica d’Irlanda.

Negli ultimi anni, soprattutto dopo la Brexit, il tema del confine irlandese è tornato al centro del dibattito europeo.

Questo ha riportato attenzione internazionale anche sui simboli dell’Irlanda del Nord, ancora oggi profondamente legati alla memoria storica e alla divisione identitaria.

3. Lo stemma araldico di Belfast

Tra i simboli dell’Irlanda del Nord non possiamo dimenticare l’emblema araldico della capitale, Belfast.

Nella sua versione più semplice, lo stemma raffigura un veliero che batte la Bandiera di San Patrizio, sormontato da una campana d’argento.

Esiste anche una versione più complessa, con uno stemma sostenuto da un cane e da un ippocampo.

Il motto latino dello stemma è:

“Pro tanto quid retribuamus?”
“Cosa daremo in cambio per così tanto?”

Una frase tratta dal Salmo 116 della Bibbia.

4. Cosa rappresenta il fazzoletto di Edward Daly?

Non tutti i simboli nascono dall’araldica o dalla mitologia.

Alcuni emergono direttamente dalla tragedia.

Edward Kevin Daly (1933–2016), vescovo cattolico nordirlandese, divenne uno dei volti simbolo della Bloody Sunday del 1972.

Una celebre fotografia lo ritrae mentre cerca di proteggere il corpo di Jackie Duddy, ragazzo di sedici anni colpito durante la manifestazione.

Nell’immagine Daly sventola un fazzoletto bianco ormai macchiato di sangue.

Quel gesto è diventato uno dei simboli più forti del conflitto nordirlandese.

Murale dedicato alla Bloody Sunday

Daly dedicò il resto della propria vita alla resistenza pacifica e alla riconciliazione, opponendosi sia alla violenza inglese sia alle vendette interne.

5. Perché Stormont è importante nella storia dell’Irlanda del Nord?

Tra castelli e paesaggi spettacolari, Stormont occupa un posto particolare nella memoria politica nordirlandese.

Il castello di Stormont è stato:

  • residenza ufficiale del Primo Ministro dell’Irlanda del Nord;
  • centro amministrativo britannico nella regione;
  • base strategica durante il conflitto;
  • luogo collegato agli Accordi del Venerdì Santo.

Stormont rappresenta quindi il rapporto tra potere, controllo politico e tentativi di pace.

Castello di Stormont

Perché l’Irlanda del Nord affascina anche gli amanti del fantasy?

L’estetica dell’Irlanda del Nord sembra spesso sospesa tra realtà e leggenda.

Non sorprende quindi che molte location siano state utilizzate anche in produzioni fantasy come Game of Thrones.

Luoghi come Murlough Bay, con le loro coste isolate e l’atmosfera quasi irreale, hanno contribuito a costruire uno degli immaginari fantasy più famosi degli ultimi anni.

Anche per questo l’Irlanda del Nord continua ad affascinare: non è soltanto un luogo geografico, ma uno spazio simbolico dove storia, mito e memoria sembrano fondersi continuamente.

⚡️ Se ami le storie in cui memoria, identità e simboli si intrecciano con luoghi reali e atmosfere oscure, probabilmente ti interesserà anche il lato più narrativo del mio universo.

Nei romanzi di Dark Ghost e nelle altre opere del progetto esploro spesso:
  • identità collettive;
  • simboli culturali;
  • conflitti ideologici;
  • luoghi di frontiera;
  • memoria e trasformazione.
Alcune atmosfere dell’Irlanda e della cultura celtica hanno influenzato direttamente anche il mio immaginario narrativo.

⚡️ Irlanda, memoria e identità sono temi che hanno influenzato anche parte del mio immaginario narrativo.

La parte finale della trilogia Le Ombre di Dora è ambientata proprio in Irlanda, tra atmosfere sospese, misteri e luoghi segnati dalla storia. Se ami i racconti dove realtà, simboli e tensione emotiva si intrecciano con paesaggi quasi mitologici, potresti trovare qualcosa di familiare anche lì.

☀️ Scopri “L’ombra del sole”


FAQ — Simboli dell’Irlanda del Nord

Qual è il simbolo più famoso dell’Irlanda del Nord?

La Mano Rossa dell’Ulster è probabilmente il simbolo più noto e antico dell’Irlanda del Nord.

L’Irlanda del Nord ha una bandiera ufficiale?

No. Dal 1972 non esiste una bandiera ufficiale specifica dell’Irlanda del Nord. Viene generalmente utilizzata l’Union Jack britannica.

Qual è la differenza tra Ulster e Irlanda del Nord?

L’Ulster è una provincia storica composta da nove contee, mentre l’Irlanda del Nord comprende soltanto sei di queste contee.

Cosa successe durante la Bloody Sunday?

La Bloody Sunday fu una tragica giornata del 1972 durante la quale soldati britannici spararono contro manifestanti civili a Derry.

Dove si trova Stormont?

Stormont si trova vicino a Belfast ed è uno dei principali centri politici e amministrativi dell’Irlanda del Nord.

Game of Thrones è stato girato in Irlanda del Nord?

Sì. Molte scene della serie sono state girate in Irlanda del Nord, soprattutto nelle aree costiere e nei paesaggi naturali più spettacolari.

lunedì 7 giugno 2021

Simbolo Irlanda: quadrifoglio o trifoglio? Tutto quello che c’è da sapere

 

Il simbolo dell’Irlanda è il quadrifoglio o il trifoglio?

Lo scopriremo tra pochissimo! Sarà un affascinante viaggio che ci svelerà antiche credenze druidiche, leggende legate a San Patrizio e moti d’orgoglio nazionale.

 

Cominciamo!

 

Simbolo Irlanda: quadrifoglio o trifoglio? 

 

Rispondiamo senza ulteriori indugi: il simbolo dell’Irlanda è il trifoglio.

In inglese si chiama “shamrock”, in irlandese “seamróg”, ovvero “giovane trifoglio”.

Spesso viene confuso con il quadrifoglio perché quest’ultimo è molto raro. Si stima che il rapporto tra quadrifogli e trifogli sia 1 su 10.000.

Il quadrifoglio è visto come qualcosa di unico e prezioso: per questo motivo molti credono che sia il simbolo dell’Irlanda, al posto del più comune trifoglio.

 

Quando viene citato il trifoglio come simbolo d’Irlanda per la prima volta? 

 

Il primo documento che attesta l’uso del trifoglio come simbolo d’Irlanda è il diario di Thomas Dingley, un antiquario inglese. Scrisse diversi giornali di viaggio, illustrati da lui stesso, tra cui uno dedicato all’Irlanda (nel 1681). Qui apprendiamo che i contadini irlandesi avevano l’abitudine di indossare un trifoglio sulle loro giacchette. Forse era un simbolo legato al loro status sociale, poiché le classi abbienti ne erano prive.


Ballycar Castle (Irlanda Occidentale), illustrato da Thomas Dingley

 

 

Più avanti, il trifoglio divenne un emblema diffuso presso tutti i gruppi sociali. Durante il regno della regina Vittoria (1837-1901) diventò uno dei simboli nazionali, sfoggiato sia sugli abiti militari che su quelli civili.

 

Perché il trifoglio è il simbolo d’Irlanda? 

 

La motivazione è da ricercare sia nelle antiche credenze druidiche, sia nelle leggende dedicate a San Patrizio.

Iniziamo dalla spiritualità celtica.


I Druidi consideravano il trifoglio sacro per tre motivi:

1. Era una pianta medicinale, con proprietà calmanti e disintossicanti. Era considerato un ottimo rimedio contro il veleno di serpenti e scorpioni. Per estensione, divenne anche un rimedio per allontanare gli spiriti malvagi.

2. Aveva la capacità di rendere fertili i terreni. In effetti, viene utilizzato ancora oggi dall’agricoltura biologica per auto-rafforzare il terreno.

3. Aveva virtù profetiche, poiché si diceva che le foglie rivolte verso l’alto preannunciassero tempesta.

 




 

Più avanti, il trifoglio fu associato alla figura di San Patrizio. Si dice che il celebre vescovo usò questa pianta per spiegare il concetto di trinità cristiana ai Celti.

 

San Patrizio raffigurato con il sacro trifoglio
nella Saint Patrick Catholic Church di Junction City. Foto di 
Nheyob

 

L’Irlanda è un Paese ricco di simboli. Ognuno è legato a una tradizione antichissima, spesso risalente agli antichi miti celtici. È un territorio ricco di storia e di magia!

Per questo ho deciso di ambientare il finale della mia saga “Le ombre di Dora” proprio in Irlanda. Si tratta della prima trilogia che io abbia mai pubblicato, perciò ha sempre avuto un significato molto importante per me. Volevo che la conclusione della storia fosse davvero magica… e cosa c’è di più magico di un tramonto irlandese, col sole infuocato che illumina le scogliere?

Il libro in cui troverete quest’ambientazione è “L’ombra dell’anima”, romanzo conclusivo della saga. Il prequel della serie è “L’ombra dell’angelo” e il primo libro è “L’ombra del sole”.


CHE COSA SEI DISPOSTO A FARE PER PROTEGGERE CHI AMI?

Una ragazza in pericolo e un ragazzo
impavido al momento giusto e nel posto giusto: coincidenza?


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Articolo scritto in collaborazione con Ivana Vele Poletti del blog Colorare la vita.