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lunedì 27 giugno 2022

Scrivere fa bene alla mente e al cuore: ecco perché

 


Scrivere fa bene, lo dice la scienza! Scopriamo insieme tutti i benefici

 

Un momento per noi stessi, una fonte di benessere alla portata di tutti: scrivere fa bene davvero, sia che si tratti della stesura di una storia inventata, sia che si tratti di un diario personale.

Nell’articolo di oggi vedremo nel dettaglio i vantaggi di questa attività.

Lo sapevi che scrivere può essere un vero e proprio toccasana per la tua salute psicofisica? Secondo diversi studi scientifici, infatti, mettere nero su bianco i propri pensieri e le proprie emozioni è un ottimo modo per prendersi cura di se stessi e di sfogarsi.

 

Perché le persone scrivono?

 

Per capire i vantaggi della scrittura, dobbiamo prima comprendere perché le persone scrivono sin dall’alba dei tempi.

Potremmo avvalerci del linguaggio scritto solo per motivi informativi o commerciali, invece lo facciamo anche per produrre romanzi, tramandare le nostre memorie, raccontare le nostre esperienze. Questo perché la scrittura ha un potere terapeutico: permette di distaccarsi dai ricordi che ci fanno soffrire e, viceversa, di fissare i momenti che desideriamo far tornare alla mente anche a distanza di anni. Ci consente inoltre di vivere vite alternative con la fantasia e di creare mondi immaginari, come se fossimo una divinità alle prese con un universo da costruire da zero.

Lo scrittore ricopre un ruolo privilegiato: quello di demiurgo, colui che crea e che decide cosa accade. Prendendo in mano la penna o digitando sulla tastiera, anche tu diventi padrone di ciò che scrivi per dare forma a pensieri, emozioni e situazioni incredibili e per fare ordine nel tuo caos interiore. In questo senso, la scrittura diventa anche un atto liberatorio e foriero di conforto, dà la sensazione di avere tutto sotto controllo anche quando nel mondo esterno non è così.

Ma non solo: la scrittura migliora la memoria e il pensiero critico, stimola la creatività e l’immaginazione. Si creano così certe aspettative di benessere, per questo scrivere diverte, dà sollievo dona sensazioni positive.

 

Perché è importante avere un diario personale?

Come abbiamo già accennato, la scrittura ha un potere terapeutico e può aiutarci a superare momenti difficili della nostra vita.

Il segreto è nel linguaggio: quando scriviamo, mettiamo in ordine i nostri pensieri, diamo un nome alle nostre emozioni e formuliamo i nostri ricordi. Questo processo ci consente di identificare, etichettare e comprendere ciò che succede. Questo metodo è utile per elaborare il lutto, la rabbia, la paura e altre emozioni negative, trasformandole in qualcosa di più gestibile.

Allo stesso modo, anche le emozioni positive vengono amplificate e conservate più a lungo.

 

Inoltre, la scrittura ci permette di osservare da una prospettiva diversa le nostre difficoltà: quando le mettiamo nero su bianco, infatti, riusciamo a vederle sotto una nuova luce e a individuare nuove soluzioni.

 

La scrittura può essere utilizzata come strumento per prevenire il burnout e ridurre lo stress. Se siamo soliti tenere un diario, possiamo sfruttarlo per tradurre in parole i nostri problemi e trovare nuove soluzioni, oltre che per individuare delle tendenze da correggere.

Se invece non siamo abituati a scrivere, possiamo utilizzare la scrittura come forma di meditazione, un modo per concentrarci sul presente e allentare la tensione. A questo proposito, possono aiutarti delle semplici tecniche di journaling, scopri di cosa si tratta nell’articolo gratuito Journaling: cos’è e quali sono le strategie migliori per iniziare!”.

Un’altra pratica che aiuta il benessere psicofisico è quella di tenere un diario della gratitudine, perché aiuta a focalizzare l’attenzione su ciò che c’è di positivo, invece che su problemi e preoccupazioni. Se non hai mai sentito parlare di questo potente strumento, scopri tutti i segreti di questa bellissima pratica nell’articolo “Diario della gratitudine: esempi pratici per iniziare subito”.


I benefici della scrittura

 

Esploriamo 5 benefici che la scrittura porta nelle nostre vite!

 

1. Scrivere fa bene al cervello, ne parla anche una ricerca dell’University of California, Los Angeles, risalente al 2007. Grazie all’uso di tecniche di neuroimaging per la mappatura del sistema nervoso è stato rilevato un collegamento fra la verbalizzazione di emozioni negative e la riduzione della loro forza.

Questa magia avviene grazie alla cooperazione dell’amigdala e della corteccia prefrontale ventrolaterale destra. L’amigdala reagisce agli stimoli negativi attivando un sistema di stimoli a cascata con lo scopo di preservarci dal pericolo; la reazione avviene anche a livello subliminale, per esempio percependo segnali di pericolo nascosti e non direttamente visibili.

L’area nota come corteccia prefrontale ventrolaterale destra è invece implicata nell’inibizione di questo tipo di risposte. Gli studi hanno dimostrato che etichettare gli impulsi elaborati dall’amigdala attiva la risposta della corteccia prefrontale ventrolaterale destra, che ne riduce così l’impatto.

2. Scrivere fa bene al cuore, non a caso la scrittura viene usata in psicologia come strumento terapeutico per affrontare molte situazioni: sentimenti negativi, ricordi traumatici, elaborazione di un lutto, accettazione di cambiamenti, bassa autostima.

La spiegazione scientifica del punto precedente è alla base di questo risultato, perché la conseguenza è un senso di sollievo.

3. Scrivere aiuta a sfogarsi: ricordiamoci che il modo giusto per affrontare le nostre emozioni più distruttive (rabbia, gelosia, rancore ecc.) non è soffocarle, ma cercare di capire perché sono affiorate. Ogni emozione, infatti, è un segnale da interpretare. La scrittura può aiutarci in questo.

Grazie alla scrittura possiamo esprimere liberamente i nostri sentimenti, senza il timore di essere giudicati. Questo può aiutarci a sentirci meglio e ad affrontare la vita con maggiore serenità.

4. Scrivere aiuta a conoscere meglio se stessi: leggere e rileggere a distanza di tempo quello che abbiamo scritto può aiutarci a vederci da un’altra prospettiva, facendoci conoscere meglio noi stessi.

5. Scrivere ci fa volare con la fantasia: per quanto una giornata sia stata grigia e pesante, impugnando la nostra penna o digitando sulla nostra tastiera possiamo raggiungere mondi incantati.

Così come raccontare al foglio le nostre esperienze negative aiuta a guarirle ed esorcizzarle, anche scrivere cose belle e positive aiuta a diffondere un senso di benessere, proprio come accade quando si compila un diario della gratitudine.


Se sei pronto a metterti all'opera e hai sempre sognato di scrivere un libro, leggi subito la guida  "Come trovare il tempo per scrivere" (eBook + cartaceo).




 


 

Buona lettura e buon lavoro!


Contenuti in collaborazione con
Ivana Vele Poletti
:



lunedì 20 giugno 2022

Come pubblicare su Amazon... senza impazzire!


  

Molto più di una manciata di click: scopriamo i segreti della pubblicazione su Amazon 

 

Per pubblicare su Amazon non basta caricare un file sulla piattaforma e cliccare “invia”: bisogna sapersi muovere tra formati specifici, codici ASIN, parole chiave, costi e guadagni. In questo articolo vedremo come fare.

 

Continua a leggere per scoprire:

 

Quali sono i passaggi necessari per pubblicare su Amazon?

Amazon KDP: pro e contro della pubblicazione in esclusiva

Da sapere: ISBN e ASIN

Per pubblicare su Amazon bisogna avere la partita IVA?

Quanto costa pubblicare su Amazon?

Quanto si può guadagnare con un libro su Amazon?

 

Cominciamo!

 

Quali sono i passaggi necessari per pubblicare su Amazon?

 

Vediamo subito i passaggi necessari per approdare su milioni di comodini!


1. Aver scritto un libro, ovviamente!

Se non sai da dove cominciare, oppure se sei frustrato dalla mancanza di tempo, ti consiglio di leggere la guida gratuita “Come si scrive un libro... senza perdere tempo!”.

  

Se invece hai già iniziato la tua storia ma il blocco dello scrittore ti affligge, trova una via d’uscita nell’articolo “Cosa fare se si ha il blocco dello scrittore? Ecco la soluzione!”.


2. Scegliere la cover. Sembra un’operazione semplice ma non lo è affatto! Innanzitutto, non è detto che lo stile che piace a te sia anche quello che al momento è più adatto al mercato o al genere che hai scritto.

Personalmente, penso che la cover debba esprimere anche il mio gusto di autrice e l’identità del romanzo, perché se devo sempre adattarmi alle scelte altrui, allora non vedo l’utilità di essere indipendente. Ma si tratta di una mia opinione… probabilmente poco oculata dal punto di vista del marketing… per questo motivo, quando contatto un graphic designer, ho di solito una lista di elementi e di richieste che vanno dal concept alla palette di colori. Mi affido comunque all’esperienza del professionista per ricevere una consulenza su stili e requisiti del momento. La mia è più una lista di proposte di partenza che una to do list indispensabile! Non posso però negare di avere certe aspettative.

Alla luce di ciò, consiglio maggiore flessibilità, perché la cover è uno strumento di marketing e non il tuo selfie su Instagram. Avere delle idee è utile ma alla fine va fatto ciò che è meglio per il prodotto.

Trovare lo stile giusto è una vera scommessa. È necessario analizzare le cover dei romanzi appartenenti allo stesso genere, in modo da commissionare qualcosa di analogo ma comunque diverso e in grado di distinguersi. I lettori di certi generi sono attirati da un determinato stile ed essere troppo originali può essere controproducente.

A seconda delle annate e delle tendenze vanno magari di moda cover concentrate sul lettering, con cornice o con ritratti dei personaggi. Inoltre, alcuni stili “invecchiano” presto, altri sono più classici. La buona notizia è che puoi pensare a un restyling se dopo un po’ di tempo la cover ti sembra poco incisiva.

Anche trovare il grafico giusto è un’impresa, sia per i costi che per la disponibilità. In molti casi c’è una lista d’attesa di mesi. È dunque necessario muoversi con preventivi e bozze con largo anticipo. Per selezionare una rosa di professionisti da contattare, ti consiglio di seguire i tuoi colleghi autori e di curiosare a chi si sono rivolti. Un grafico con esperienza pregressa nel tuo genere di riferimento è una scelta efficace.


3. Caricare il file su Amazon per la versione eBook e/o cartaceaQuesta operazione, a volte frustrante, è completamente a carico tuo.

Prima di tutto devi dotarti dei file nel formato giusto: PDF per il cartaceo e altri formati compatibili per l’eBook (a seconda della presenza o no di illustrazioni e altri elementi grafici, tipicamente si carica un ePub, ma non è una regola).

Ti consiglio di leggere molto accuratamente le linee guida di Amazon KDP per essere sicuro di ciò che devi preparare o commissionare a terzi, anche perché ogni tanto subiscono cambi e aggiornamenti.

 

Alcune delle sfide della formattazione del libro cartaceo sono l’impostazione di gabbia, smarginatura e margini, la formattazione della parte introduttiva, del corpo e della postfazione e in generale di tutto l’aspetto formale e visivo del testo tra font, titoli, grandezze, spazi, rientri ed eventuali decorazioni e illustrazioni.

La formattazione dell’eBook è invece più semplice perché può essere automatizzata con più facilità. Da una parte se ne può occupare Amazon direttamente, posto che invii un file di testo già formattato a regola d’arte e in uno dei formati accettati.

Dall’altra parte, è facile produrre un eBook semplice e basilare direttamente attraverso il programma di scrittura Scrivener (e altri programmi). Tuttavia, se vuoi inserire elementi grafici, magari a inizio capitolo, la situazione è molto diversa ed è meglio evitare pasticci amatoriali.

Uno dei programmi più usati per queste operazioni è Adobe InDesign. Esistono ovviamente anche alternative gratuite, ma prima di lanciarti nel mondo dell’impaginazione per risparmiare… pensaci bene perché potresti finire a spendere di più fra corsi, abbonamenti e specialmente tempo investito.

Caricare i file impaginati e pubblicare è facile a dirsi, ma non sempre a farsi, motivo per cui dopo anni e anni passati a investire tanto tempo ed energie nella preparazione dei file, ho alla fine scelto di affidarmi a degli impaginatori professionisti.

Tocca comunque a me caricare il file correttamente e approvare le anteprime di stampa. Visualizzare con molta attenzione le anteprime è cruciale. Amazon fornisce una dashboard degli errori, ma alcune cose sono talmente piccole che non si notano, quindi devi osservare con calma e pazienza (moltissima pazienza, siediti comodo).

 

4. Compilare tutti i campi richiesti: descrizione, parole chiave, prezzo.

La descrizione può essere la quarta di copertina del tuo libro e deve essere interessante per catturare l’attenzione. Le parole chiave sono ciò che pensi i lettori cercheranno su Amazon quando vogliono leggere un libro simile a quello che hai scritto. Il prezzo è a tua discrezione.

La mia personalissima opinione di un prezzo adeguato per un eBook è di 1€ ogni 100 pagine. Non rispecchia assolutamente la mole di lavoro profusa, ma penso sia un prezzo onesto per i lettori.

Dai sondaggi online sui social media emerge spesso che la maggior parte delle persone rifiuta di acquistare eBook che costano più di 2,99€. Altrettanto vero è che un prodotto col prezzo di 0,99€ viene percepito come di scarso valore… tuttavia, molti lettori dichiarano di attendere proprio le offerte a 0,99€ o gratis per procurarsi un nuovo libro. Diciamo che le opinioni sono molte e caotiche.

Per il cartaceo, invece, la situazione è diversa perché dal prezzo di copertina vengono sottratti i costi di produzione quindi, per restare entro per esempio i 10€, bisogna rinunciare a gran parte del guadagno, oppure, se il romanzo è lungo (presente!) 10€ non sono nemmeno un’opzione possibile.

I costi di produzione dipendono dal numero di pagine e vengono scalati automaticamente dalle royalty una volta che il libro viene spedito a chi l’ha ordinato. Per te, autore, non c’è nessun costo diretto per produrre una copia.

A mio parere, un modo funzionale per determinare il prezzo del tuo libro è di osservare i prezzi degli altri libri in classifica nella tua stessa categoria e di allinearti. Puoi comunque attivare delle promozioni o lanciare una prevendita a prezzo di favore per un tempo limitato.

Da un po’ di mesi, per promuovere meglio i propri libri, esistono anche i contenuti A+, che si possono creare post-pubblicazione. Si tratta di materiale grafico supplementare e di testi di approfondimento che presentano meglio il prodotto. A mio avviso sono molto accattivanti ma devi dotarti di immagini, di competenze grafiche e di tempo. Trovi alcuni esempi su come puoi strutturare i contenuti A+ quiqui e qui.

 

I contenuti A+ sono particolarmente utili per presentare tutti i titoli di una serie

 

Amazon KDP: pro e contro della pubblicazione in esclusiva

 

Amazon Kindle Direct Publishing (KDP) offre da molti anni anche l’opzione Kindle Select: cioè la pubblicazione vincolante ed esclusiva solo con Amazon in cambio della distribuzione tramite l’abbonamento Kindle Unlimited.

In questo caso, ulteriori guadagni (oltre alle vendite) derivano dalle pagine lette dagli abbonati a Kindle Unlimited.

Direttamente dalla pagina di AmazonQuando scegli KDP Select per un libro, ti impegni a rendere il formato digitale di quel libro disponibile esclusivamente attraverso KDP. Durante il periodo di esclusività di 90 giorni non puoi distribuire il tuo libro in formato digitale in nessun altro canale, incluso il tuo sito Web, i tuoi blog, ecc. Però, puoi continuare a distribuire il tuo libro in formato cartaceo o in qualsiasi altro formato non digitale.

Il periodo di 90 giorni può essere rinnovato automaticamente.

I pro sono royalty aggiuntive a quelle derivate dalla vendita e l’accesso a strumenti promozionali che permettono di gestire il prezzo fino a offrire periodi gratuiti.

I contro sono legati alla fetta di lettori che legge su dispositivi diversi dal Kindle, per esempio, gli utenti Kobo.

Se vuoi pubblicare e distribuire sia su Amazon che su Kobo (e altre piattaforme) è assolutamente possibile: basta non attivare l’opzione Kindle Select. In questo modo, rinunci ai guadagni derivanti dalle pagine lette ma puoi vendere il tuo libro anche in altri store. Le limitazioni dovute alla cessione dell’esclusiva riguardano solo la diffusione su altre piattaforme diverse da Amazon se decidi di aderire a Kindle Select, non se pubblichi con Amazon in generale.

Detto questo, tutti i miei libri aderiscono a Kindle Select per i lettori abbonati a Kindle Unlimited senza altri costi aggiuntivi.

Inoltre, ho scelto di rinunciare a qualsiasi protezione DRM (blocchi di sicurezza sul file eBook che impediscono di modificare il documento) per permettere a chiunque non legga su un dispositivo Kindle di acquistare e di convertire l’eBook in un formato diverso senza infrangere alcuna legge: quindi… anche chi legge con Kobo e altri dispositivi può comunque acquistare, convertire e leggere i miei romanzi.

 

Da sapere: ISBN e ASIN

 

Sono parolacce?

Assolutamente no! Però sono sigle che ogni autore dovrebbe riconoscere.

Il un codice ISBN (International Standard Book Number) consente al libro di essere distribuito nel canale libraio e ne occorre uno per ciascuna edizione: quindi, se pubblichiamo sia eBook che cartaceo, abbiamo bisogno di 2 codici perché ogni sigla rappresenta un solo prodotto specifico.

Tutto ciò ha un costo*: 60€ + IVA per ogni ISBN in aggiunta alla quota di adesione al servizio (45€ + IVA). *Prezzi relativi al 2022.

Ma quindi… è obbligatorio sostenere la spesa e acquistare il codice ISBN?

No, ma cambia il canale di distribuzione. In alternativa, ci si può avvalere del codice ASIN (Amazon Standard Identification Number) fornito da Amazon, che è gratuito MA non permette di vendere il libro in nessun altro canale… sempre che ti serva. Il punto è anche un altro: hai interesse a vendere al di fuori da Amazon? Solo tu puoi conoscere la risposta!

Per approfondire questo tema spinoso, ti consiglio la lettura dell’articolo “Cos’è, a cosa serve, dove si trova e quanto costa il codice ISBN: tutto quello che c’è da sapere”.

 

Per pubblicare su Amazon bisogna avere la partita IVA?

 

La risposta flash è no!

Ora la risposta meno breve.

Prima di tutto un chiarimento molto importante! Per ottenere informazioni univoche e precise, specialmente se hai già iniziato a pubblicare, rivolgiti per favore a un commercialista per evitare soprese!

Di seguito vediamo invece delle informazioni generali, in modo che tu abbia un’idea su come procedere.

Ecco una buona notizia! No, non è necessario aprire la partita IVA, perché si tratta di una pubblicazione indiretta, mediata da una piattaforma terza (Amazon). Se invece decidessimo di vendere l’opera autonomamente in un nostro e-commerce (pubblicazione diretta), allora diventerebbe un’attività commerciale e pertanto soggetta all’apertura di partita IVA.

Comunque, anche pubblicando su Amazon, prima o poi bisogna presentare il report delle vendite al commercialista per la dichiarazione dei redditi.

 

Quanto costa pubblicare su Amazon?

 

Di per sé nulla.

L’uso della piattaforma è completamente gratuito, così come non c’è una quota da versare per la stampa cartacea, in quanto i costi vengono trattenuti dalle royalties. Quindi, non ci sono costi legati all’accesso ad Amazon KDP.

Ovviamente, però, se vogliamo pubblicare un libro di qualità dobbiamo investire nelle lavorazioni editoriali sul testo: editing e correzione bozze + impaginazione, grafica e marketing.

Per garantire un prodotto di qualità ai lettori è necessario selezionare e gestire un team di professionisti del settore che si occupino in maniera adeguata di migliorare il testo a livello contenutistico e formale (insieme a te) e di impacchettarlo a dovere per la pubblicazione (con minore contributo creativo da parte tua).

La questione marketing è invece molto (MOLTO) più complessa e dipende anche tanto dalle tue capacità comunicative sui social media. In linea di massima, sarebbe comunque meglio anche in questo caso contattare dei professionisti che ti aiutino a creare un piano editoriale e dei contenuti accattivanti per il tuo pubblico.

Aprire un blog e nuovi account su ogni piattaforma è semplice, ma gestirli e proporre argomenti adeguati è tutta un’altra storia.

Nella fase che segue la stesura e l’autocorrezione, sta a te valutare i preventivi e le credenziali di editor, correttori di bozze, impaginatori, grafici e consulenti marketing.

Ciò che farai e come dipende ovviamente dal budget a tua disposizione. Se non hai previsto un budget per supportare le tue attività editoriali, ti consiglio di ripensarci.

 

Quanto si può guadagnare con un libro su Amazon?

 

Prima di tutto, le questioni pratiche.

Le royalty ottenute da un editore tradizionale per un libro cartaceo vanno, di solito, dal 4% al 10%. Le percentuali sono più alte per il formato eBook: se si ha fortuna, si può arrivare anche al 25%.

Con Amazon il guadagno è nettamente superiore. Su ogni copia cartacea la royalty è pari al 60%, mentre sugli eBook si arriva al 70% per ogni opera con un prezzo compreso tra 2,69€ e 9,99€ (altrimenti, si scende al 35%).

Detto questo, va precisato che pubblicando in maniera autonoma su Amazon KDP e altre piattaforme, va prima scritto e curato un prodotto di qualità!

Nel lontano 2012 (anno del mio esordio), Amazon KDP era una novità assoluta in Italia ma adesso è una realtà molto nota e concreta. Ho iniziato a scrivere molto prima del fatidico anno dell’esordio e non mi sono mai fermata!

Nel 2021 ho pubblicato il primo titolo della nuova serie fantascientifica “Stargarden Universe” appartenente all’attualissimo sottogenere cybernature! Il titolo è “Dark Ghost e nell’anteprima su Amazon puoi vedere tutti i collaboratori che hanno contribuito alla qualità finale dell’opera!


 

Se vuoi scoprire il mio percorso di formazione e le mie pubblicazioni dal 2012 a oggi, corri a leggere la mia biografia!

 


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#fantascienza #scrittura #evafairwald #darkghost

lunedì 13 giugno 2022

Come scrivere un libro per la prima volta: 3 schemi semplici per iniziare subito

Mappa concettuale cybernature con collegamenti tra AI, coscienza, fantascienza esistenziale, Ghost in the Shell, NieR Automata e tecnologia organica in stile futuristico contemplativo.


Come scrivere un libro per la prima volta: 3 schemi semplici per iniziare subito

In sintesi:
Molti aspiranti autori non smettono di scrivere perché mancano di talento.
Si bloccano perché iniziano senza un sistema.

Quando provi a scrivere “seguendo l’ispirazione”, spesso succede questo:

  • accumuli idee senza concludere nulla
  • perdi il filo della storia
  • smetti appena la motivazione cala

Per questo, prima ancora dello stile o della pubblicazione, serve una cosa molto più concreta: una struttura sostenibile.

In questo articolo vedremo 3 schemi pratici per:

  • organizzare le idee
  • trovare tempo per scrivere
  • costruire una trama senza perderti a metà libro

📌 Questo articolo appartiene alla tematica Missione Scrittura — nodo: Disciplina & Metodo.

Per chi è:
- chi vuole scrivere il primo libro senza sentirsi sopraffatto
- chi ha idee sparse ma non riesce a trasformarle in pagine

Non è per chi:
- cerca formule magiche o “metodi veloci” per diventare bestseller in 30 giorni.


Perché molte persone non finiscono mai il primo libro?

Molti pensano che il problema sia la mancanza di talento.

In realtà, il primo ostacolo è quasi sempre questo: scrivere senza una struttura mentale sostenibile.

Quando inizi un libro solo con entusiasmo:

  • ogni scena sembra gigantesca
  • ogni dubbio sembra una prova di incapacità
  • ogni pausa sembra un fallimento

Per questo gli autori che riescono a finire davvero un manoscritto non sono necessariamente i più ispirati.

Spesso sono quelli che hanno imparato a costruire continuità.

Ed è qui che entrano in gioco gli schemi di scrittura: non come gabbie rigide, ma come strumenti per evitare il caos creativo.


Come organizzare le idee per scrivere un libro?

Il primo step consiste nel raccogliere e strutturare le idee.

Il problema non è quasi mai avere poche idee.
Di solito succede il contrario: ne hai troppe e non sai come trasformarle in una direzione narrativa chiara.

Per questo è fondamentale creare un sistema semplice che ti permetta di non perdere pezzi lungo il percorso.

Puoi usare:

  • un diario di scrittura
  • Notion
  • Scrivener
  • Google Docs
  • semplici quaderni cartacei

La cosa importante non è lo strumento.
È evitare di avere idee sparse ovunque.

Tre consigli fondamentali

  • Raccogli tutto in un solo posto (digitale o fisico)
  • Raggruppa idee simili e assegna loro un titolo
  • Scrivi brevi descrizioni per ciascun concetto

Un metodo molto utile consiste nel creare una mappa mentale con al centro la parola “libro” e rami secondari dedicati a:

  • personaggi
  • ambientazione
  • temi
  • scene importanti
  • conflitti

Attenzione però: organizzare non significa fare brainstorming infinito.

Molti aspiranti scrittori rimangono bloccati per mesi nella fase delle idee perché continuano ad aggiungere elementi senza mai trasformarli in una struttura narrativa reale.

Lo scopo non è svuotare il cervello.
È creare connessioni logiche che rendano la scrittura più fluida.

📩 Vuoi iniziare a scrivere senza sentirti sopraffatto?

Molti aspiranti autori non hanno bisogno di più motivazione.
Hanno bisogno di una direzione chiara.

Scarica gratuitamente la mini guida “5 azioni facili per scrivere con successo” e inizia a costruire una routine di scrittura sostenibile, concreta e adatta anche a chi parte da zero.

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Come organizzare il tempo per scrivere?

Il secondo step consiste nel creare una tabella di marcia sostenibile.

Molti immaginano la scrittura come un’attività che dipende esclusivamente dall’ispirazione.

Ma nella realtà, la maggior parte dei libri viene completata grazie alla continuità, non ai picchi di motivazione.

Scrivere tutti i giorni non significa obbligarsi a produrre pagine perfette.
Significa creare un ritmo abbastanza realistico da sopravvivere anche alle settimane difficili.

Cosa puoi monitorare?

  • tempo giornaliero di scrittura
  • numero di parole scritte
  • giorni consecutivi di lavoro
  • scene completate
  • tempo dedicato alla revisione

Puoi usare:

  • un tracker cartaceo
  • un bullet journal
  • Notion
  • Google Calendar
  • app dedicate alla produttività

L’importante è tracciare i progressi in modo realistico.

Per esempio:

  • se hai scritto poco, non significa che hai fallito
  • se hai saltato un giorno, non significa che devi ricominciare da zero
  • se sei stanco, forse il problema non è la disciplina ma il ritmo

La disciplina sostenibile non serve a trasformarti in una macchina.
Serve a costruire fiducia nel tempo.


Quanto tempo serve per scrivere un libro?

Non esiste una risposta universale.

Dipende da:

  • genere
  • lunghezza
  • esperienza
  • tempo disponibile
  • complessità del progetto

Un errore molto comune è confrontarsi con ritmi impossibili visti online.

Scrivere un libro può richiedere:

  • alcuni mesi
  • un anno
  • diversi anni

E questo non rende il progetto meno valido.

La vera differenza non la fa la velocità.
La fa la capacità di continuare anche quando l’entusiasmo iniziale diminuisce.


Come si fa una scaletta per scrivere un libro?

Il terzo step consiste nel pianificare la trama.

Molti rifiutano la scaletta perché temono di “ingabbiare” la creatività.

Ma spesso il caos totale non libera: paralizza.

Una scaletta non serve a controllare ogni dettaglio.
Serve a non perdere la direzione mentre scrivi.

Puoi partire da una struttura molto semplice:

  • inizio
  • sviluppo
  • conclusione

Oppure creare una tabella più dettagliata con:

  • capitoli
  • scene
  • obiettivi dei personaggi
  • conflitti
  • rivelazioni
  • colpi di scena

Domande utili per costruire una scaletta

  • Cosa vuole davvero il protagonista?
  • Cosa gli impedisce di ottenerlo?
  • Come cambia nel corso della storia?
  • Quali eventi aumentano la tensione?
  • Qual è il momento di rottura?

Un trucco molto utile consiste nel segnare la funzione narrativa di ogni capitolo:

  • azione
  • transizione
  • rivelazione
  • conflitto
  • costruzione emotiva

Questo ti aiuta a evitare parti troppo lente o ripetitive.


È meglio scrivere un libro senza scaletta?

Dipende dal tuo metodo.

Alcuni scrittori preferiscono scoprire la storia mentre scrivono.
Altri hanno bisogno di pianificare quasi tutto.

La soluzione migliore spesso sta nel mezzo.

Puoi usare una struttura flessibile:

  • sapere dove iniziare
  • sapere dove vuoi arrivare
  • lasciare spazio all’evoluzione naturale della storia

Non esiste un metodo valido per tutti.

Esiste il metodo che ti permette di continuare senza distruggere il rapporto con la scrittura.

✨ Scrivere un libro non significa aspettare il momento perfetto

La maggior parte dei manoscritti non viene abbandonata per mancanza di idee.

Viene abbandonata perché chi scrive resta solo dentro il caos.

Missione Scrittura nasce proprio per questo: trasformare la scrittura da evento casuale a pratica sostenibile.

Puoi iniziare gratuitamente con la mini guida:

📘 Inizia gratis da qui


Come evitare il blocco dello scrittore all’inizio?

Molte persone si bloccano perché cercano di scrivere bene subito.

Ma la prima versione di un libro non deve essere perfetta.
Deve esistere.

Il perfezionismo iniziale spesso nasconde:

  • paura del giudizio
  • paura di non essere abbastanza capaci
  • paura di scoprire i propri limiti

Per questo il modo migliore per superare il blocco creativo non è aspettare più sicurezza.

È creare una pratica abbastanza semplice da poter essere ripetuta.

Anche scrivere poco conta.
Anche una pagina conta.
Anche una scena incompleta conta.

La continuità costruisce identità.


Uno schema basta per diventare autori?

No.

Uno schema può aiutarti a iniziare, ma diventare autori richiede anche:

  • disciplina
  • tecnica
  • lettura critica
  • capacità di revisione
  • costanza nel tempo

L’ispirazione è importante, ma non basta per sostenere l’intero processo creativo.

Scrivere un libro significa costruire un sistema personale che ti permetta di continuare anche quando:

  • sei stanco
  • hai dubbi
  • la motivazione cala
  • la storia sembra non funzionare

E spesso è proprio in quella fase che un autore inizia davvero a diventare tale.


Conclusione

Scrivere il primo libro può sembrare enorme quando guardi tutto insieme.

Per questo gli schemi non servono a limitare la creatività.
Servono a rendere il processo più umano, sostenibile e affrontabile.

Inizia da qui:

  • organizza le idee
  • crea un ritmo realistico
  • costruisci una direzione narrativa

Non hai bisogno di essere perfetto per iniziare.
Hai bisogno di smettere di aspettare il momento perfetto.


FAQ — Domande frequenti su come scrivere un libro

Come si scrive un libro per la prima volta?

Per scrivere un libro per la prima volta è fondamentale partire da una struttura semplice e sostenibile. Invece di aspettare l’ispirazione perfetta, conviene organizzare le idee, creare una routine di scrittura realistica e pianificare almeno i punti principali della trama. La continuità conta più della perfezione.

Quanto tempo ci vuole per scrivere un libro?

Dipende dalla lunghezza del progetto, dal genere e dal tempo disponibile. Alcuni libri vengono completati in pochi mesi, altri richiedono anni. La vera differenza non la fa la velocità, ma la capacità di mantenere una pratica costante nel tempo.

Serve una scaletta per scrivere un romanzo?

Non è obbligatoria, ma può aiutare moltissimo. Una scaletta permette di gestire meglio ritmo, conflitti e sviluppo dei personaggi, evitando di perdere la direzione durante la scrittura. Anche una struttura minima può fare la differenza.

Qual è il metodo migliore per iniziare a scrivere?

Il metodo migliore è quello che riesci a sostenere nel tempo. Alcuni scrittori preferiscono pianificare tutto, altri scoprono la storia mentre scrivono. Nella maggior parte dei casi funziona meglio un approccio flessibile: una direzione chiara con spazio per l’evoluzione creativa.

Come evitare il blocco dello scrittore?

Il blocco creativo spesso nasce dal perfezionismo e dalla paura del giudizio. Per superarlo è utile abbassare la pressione iniziale, creare piccoli obiettivi realistici e concentrarsi sulla continuità invece che sulla perfezione della prima bozza.

Quante parole bisogna scrivere al giorno?

Non esiste un numero perfetto. Anche poche centinaia di parole al giorno possono portare a completare un libro nel tempo. L’obiettivo dovrebbe essere creare un ritmo sostenibile, non inseguire standard irrealistici.

Posso scrivere un libro anche se non ho esperienza?

Sì. Tutti gli autori hanno iniziato da zero. La differenza sta nel trasformare la scrittura da idea astratta a pratica concreta. Studiare tecnica narrativa, leggere molto e scrivere con continuità permette di migliorare progressivamente.

È meglio scrivere a mano o al computer?

Dipende dal tuo metodo di lavoro. Alcuni scrittori preferiscono il cartaceo per brainstorming e appunti, altri lavorano meglio in digitale con strumenti come Notion o Scrivener. La cosa importante è usare un sistema che renda la scrittura più semplice e organizzata.


Se questo tema ti riguarda, entra più a fondo

Questi articoli ti aiuteranno:

📌 Il blocco creativo non è un blocco: è un sistema di difesa
📌 Perché inizi mille storie e non finisci mai (non è disciplina)
📌 Scrivere è un rituale (non una tecnica): come entrare nello stato giusto per scrivere
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Hai paura di scrivere? No. Hai paura di essere visto
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Non hai perso la concentrazione. Ti hanno cambiato il modo in cui funziona.



📌 Missione Scrittura

Scrivere un libro non è il problema.
Restare soli dentro il caos creativo sì.

La maggior parte delle persone non smette di scrivere perché manca talento.

Smette perché:

  • aspetta il momento perfetto;
  • vive la scrittura come caos mentale;
  • confonde disciplina con punizione;
  • si sente costantemente “indietro”.

Missione Scrittura nasce per trasformare la scrittura da lotta casuale a sistema creativo sostenibile.

Non per scrivere “di più”.
Per ridurre attrito mentale, blocco creativo e dispersione cognitiva.

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Per chi sente di avere idee, immaginazione e visione…
ma continua a perdere energia nel rumore mentale.