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Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

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venerdì 8 settembre 2023

Hagia Sophia tra luci e ombre

 


 

 

Questa sera a un hora de notte levò la luna et havea hozi el suo tondo, levando questa luna la dovea levar tuta tonda, ma questa luna si levò come quela avesse abudo tre zorni, la qual poco parea, e iera l'aiere sereno come uno cristalo neto e mundo.”

 Dal diario di Nicolò Barbaro, medico veneziano.

 

Questa eclissi parziale di luna avvenne il 24 maggio del 1453; tre giorni dopo si tenne una processione per invocare la protezione della Vergine e nella notte un potente temporale si abbatté su Costantinopoli (attuale Istanbul, Turchia).

La mattina seguente, la città si trovò immersa in una fitta nebbia che la oscurò e la sera la cupola della cattedrale di Santa Sofia fu avvolta da un bagliore rossastro sempre più intenso, tanto che si pensò a un incendio appiccato dagli Ottomani. Ma non era così, il bagliore si intensificò sempre più, circondando completamente la cupola e sembrava uscire anche dalle finestre, come fosse una grande fiamma che tutto avvolgeva. Dopo alcune ore, una luce dalla potenza indescrivibile riunì tutte le fiamme e si alzò verso il cielo illuminando a giorno la città, per poi svanire oltre la nebbia catapultando Costantinopoli nella tenebra.

Questo prodigio, insieme alle numerose profezie che annunciavano la caduta della città, abbatté il morale degli assediati già stremati e diede forza agli Ottomani, che pare volessero togliere l'assedio. Tre giorni dopo ci fu l'attacco decisivo che consegnò la città al sultano Mehmed II, da allora chiamato il Conquistatore.

Lo storico G. Frantzis, presente a Costantinopoli, ci racconta nelle sue cronache che questa luce splendente discesa dal cielo durò tutta la notte. Fenomeno che iniziò, secondo la sua testimonianza, già alla fine di marzo e che continuò per tutti i giorni dell'assedio, fino a quando si posizionò proprio sopra Hagia Sophia. Quando lasciò la cattedrale in una fiamma di splendore, tutta la città cadde nelle tenebre, insieme ai cuori che pensarono alla Vergine che lasciava Costantinopoli a causa dei loro peccati.

In tempi moderni, pare che questa luce si ripresenti molto spesso nell'Egeo e verso la Turchia, presentandosi come una vasta nuvola di bagliore accecante, tanto che a un certo punto non si può più guardare. Il fenomeno è descritto da piloti, soprattutto durante voli notturni, ma rilevato anche da foto satellitari, fino a quando è stato consentito parlarne. Il fenomeno è chiamato “luce della Vergine Maria” e sembra che, dagli ultimi report, espandendosi dall'Egeo ai Dardanelli e arrivando sopra Costantinopoli formi una specie di ghirlanda.

Tutto quello che si muove in quella zona è considerato top secret, per cui difficilmente si verrà a capo di questa storia così legata al passato. Ma viste anche le ultime rivelazioni su mezzi alieni in possesso degli U.S.A, e probabilmente anche di altri stati, non è detto che non siamo in procinto di avere scioccanti rivelazioni. A questo proposito consulta l’articolo “L'universo è una foresta oscura?”.

 



 

Norimberga e Basilea: fenomeni inspiegabili

 

Nel 1561 avviene un fenomeno di stupefacente portata nei cieli di Norimberga e naturalmente, più passa il tempo e più qualsiasi tipo di testimonianza dell'epoca, e ne abbiamo molte e autorevoli, viene immediatamente derubricata ad allucinazione collettiva.

Anche l'illustre Dott. Carl Gustav Jung ci dice che determinati fenomeni, come l'avvistamento di “dischi volanti”, se estrapolati da una rassegna di dati disponibili dell’evento e dall'analisi delle sue tracce nei sogni e nelle opere degli artisti diventano un fenomeno “Unificatore Rassicurante”. Si tratterebbe solo immagini prodotte dall'inconscio per proteggerci da fenomeni sconosciuti, o per superare momenti difficili, per esempio posteriori a un periodo bellico.

Veniamo ai fatti. L'incisore Hans Glaser, insieme a centinaia di altre persone, assistette a un vero e proprio combattimento nei cieli della città. Egli narra che apparvero vicino al sole:

"Due oggetti a forma di falce, simili alla luna calante, di colore rosso. Questi oggetti si spostavano dal centro ai lati del Sole, e poi sopra e sotto. [...] C'erano anche delle sfere di colore rosso, blu e nero, e dei dischi tondeggianti. Volavano a file di tre, o a quattro formando dei quadrati, e alcuni dischi volavano da soli. Mescolate a questi oggetti sono state viste anche molte croci di colore rosso, e fra di esse c'erano oggetti di forma allungata con la parte posteriore più spessa e la parte anteriore più snella. In mezzo a tutto questo c'erano due grandi oggetti cilindrici, uno sulla destra e uno sulla sinistra, e dentro ognuno di essi c'erano numerose sfere, e tutti iniziarono a combattere fra di loro. [...] La battaglia nei cieli durò circa un'ora e fu vista da numerosissime persone, sia nella città che nelle campagne circostanti, poi alcuni oggetti caddero in fiamme sulla terra, alla periferia della città, provocando un vasto incendio e una grande nube di fumo. I presenti videro anche, vicino alle sfere volanti, una specie di grande lancia nera".


Il fenomeno descritto dall'incisore e poi scritto e disegnato come voleva il suo mestiere, è conservato presso la biblioteca centrale di Zurigo.




Un fenomeno simile avvenne il 7 agosto del 1566 a Basilea, quando di prima mattina numerosi oggetti di colore scuro e di forma discoidale si scontrarono in una vera e propria battaglia celeste con tanto di “tuoni fulmini e nebbie”.

Ma vediamo come descrisse l'avvenimento il giornale cittadino dell'epoca attraverso la cronaca di Samuel Koch:


“La mattina del 7 agosto 1566 moltissime persone, spaventate, videro dei grandi dischi di colore scuro apparire in cielo e fu come se estate e inverno fossero giunti nello stesso momento, con fumi e nebbie, calore intenso, spari e cannonate. Questi oggetti, così numerosi da oscurare il Sole, volavano a grande velocità come se stessero danzando o combattendo. Alcuni, che sembravano sparare colpi di cannone, divennero di colore rosso ardente."

Anche questa incisione è conservata presso la biblioteca centrale di Zurigo.

Ovviamente è sempre tutto minimizzato a fenomeni naturali, oppure ad allucinazioni collettive, dimenticando ogni volta che l'ultimo fenomeno è sempre successivo a un altro dello stesso tenore, per esempio:

Strepito d’armi e suoni di tromba uditi dal cielo durante le guerre cimbriche (101 a. C.) ci è stato riferito, spesse volte sia prima che dopo. Inoltre nel terzo consolato di Mario (103 a. C.) agli amerini e dai tudertini furono viste armi celesti (che provenivano) da oriente e da occidente e che tra di loro si scontravano, ed erano respinte quelle che erano (giunte) da occidente. Non c’è nessuna meraviglia nel vedere fiamme nello stesso cielo e spesso si sono viste nubi prese da un fuoco più grande.

Tratto dalla “Historia Naturalis” di Plinio il Vecchio.

 

Altre occorrenze analoghe


Non poteva mancare una citazione dal:

Mahabharata:

"Il re Salva possedeva un aereo noto come Saubha-pura, con il quale bombardó Dwaraka con una pioggia di bombe e missili. Krishna l'inseguiva, Salva si diresse verso l'Oceano, poi con una virata raggiunse di nuovo la terra ferma. Fu una lotta difficile, una battaglia ad un Krosa (approssimativamente 12000 metri) di altezza sopra del livello del mare. Krishna lanció un potente missile che colpì l'aereo, il quale si frantumò e precipitò in mare"

Questa è solo una tra le centinaia di parti che si potrebbero citare. Infatti, in questo poema storico troviamo anche le descrizioni di queste macchine volanti, che rappresentavano la normalità in quell'epoca. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo “Nei cieli dell'India si vola da 3000 anni!”.

Nel libro del profeta Ezechiele tutto il primo capitolo è dedicato al suo incontro con un “fenomeno volante”, chiamiamolo così, e ognuno può farsene un'idea andando a leggerlo.




Noi ci limitiamo a esporre dei fatti chiari e documentati, poi ognuno si farà la propria idea. Questi accadimenti, visti alla luce di quello che sta emergendo in questi ultimi anni, acquistano ben altro valore. Nonostante ciò che ne pensa il Dott. Carl Gustav Jung

 

Soli nei cieli,

viaggi verso le stelle:

uomo dove sei.

 

Nella ruota del tempo

tutto torna qui ora.

 

 

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BRAN

 

 

lunedì 4 settembre 2023

Antartide: un continente misterioso

 



 

L’Antartide, sede attuale del Polo Sud, è un continente ricoperto dal ghiaccio, si stima per circa il 98% della sua superficie; ma è sempre stato così?

Attualmente la calotta di ghiaccio che ricopre il contenente varia a seconda delle zone da 1 a 2 km; nonostante questa difficoltà, i geologi hanno potuto stabilire che ci sono due zone ben distinte.

La parte più grande è l'Antartide orientale, formata da una vasta area tettonica stabile, composta da rocce laviche e metamorfiche. Si stima che abbia circa 3000 anni e sopra ci sono sedimenti rocciosi molto più recenti.

L'Antartide occidentale, invece, è molto più recente, simile alla cordigliera delle Ande, come se fosse la sua prosecuzione dalla Patagonia. Si pensa che circa 250 milioni di anni facesse parte di un ammasso continentale chiamato Gondwana che, successivamente, circa 180 milioni di anni fa, si è diviso scivolando verso sud fino alla sua attuale posizione.

 

Quando era una terra verde e tropicale

 

Milioni di anni fa l’Antartide era una terra completamente sgombra dai ghiacci, ricoperta da una foresta tropicale. Di questo abbiamo una prova certa data dal giacimento fossile di Allan Hills, effettuato da una squadra di ricercatori dell'Università di Siena insieme a quelli dell'Università del Wisconsin-Milwaukee. In questo sito sono stati ritrovati tronchi allineati di legno silicizzato, e in parte anche carbonizzato, come fossero esiti di un grande incendio. Insieme ai tronchi sono state ritrovate anche numerose impronte delle foglie di questi alberi, consentendo quindi di identificare il tipo di piante presenti. La foresta in questione aveva molte delle caratteristiche tipiche della taiga siberiana, collocandosi in un ambiente polare-temperato.

Recentemente sono stati ritrovati scheletri di dinosauri inediti, per ora, nel resto del pianeta, frutto probabilmente di una evoluzione diversa da quando il continente si è staccato dagli altri. Naturalmente quella dell'Antartide, viste le sue attuali condizioni, è una storia tutta da scrivere e le sorprese non mancheranno! Se ti interessano i luoghi misteriosi, leggi anche l’articolo “Isola di Pasqua: misteri e leggende”.

 



 

Vita sotto i ghiacci

 

Sotto i ghiacci dell'Antartide ci sono all'incirca 380 laghi sub-glaciali, il più grande è il lago Vostok che ha una lunghezza di 250 km per una larghezza tra i 40 e i 50 km. Si trova sotto il ghiaccio a una profondità tra i 3700 e i 4100 metri. Mentre la profondità del bacino d'acqua varia dai 400 ai 1000 metri (per darvi un'idea, il lago di Garda misura 52 km di lunghezza e 16 km di larghezza!).

In questo lago praticamente alieno sono state trovate oltre 35.000 forme di vita, da quelle vegetali, a batteri con parti di DNA completamente sconosciute. Questo materiale è biologicamente attivo, mentre i fossili rinvenuti risalgono ad almeno 15 milioni di anni fa. Oltre a queste importanti scoperte biologiche che potrebbero riscrivere la storia del nostro pianeta, (per cui non stupisce che alcune zone dell'Antartide siano una sorta di area 51) c'è una parte rilevante del lago con una vistosa anomalia magnetica.

 


L’anomalia magnetica del lago Vostok

Questa anomalia è stata derubricata a semplice diradamento della crosta terrestre, ma il mistero e la segretezza che la circondano fanno pensare altro. Per esempio, alcuni rilevamenti hanno evidenziato la presenza di una struttura metallica di forma circolare o cilindrica, ed è comunque un fatto che sia di natura solida e dal profilo regolare.

Un altro profilo di studio, come dichiarato da Kevin Hand, vice capo dell'esplorazione del sistema solare per il Jet Propulsion Laboratory della Nasa: “Studiare il lago Vostok per arrivare ad Europa, la luna ghiacciata di Giove. Quando si parla di Europa non c'è migliore analogia sulla Terra del lago Vostok”.

Una teoria controversa è quella dell'ingegnere Flavio Barbiero, Ammiraglio della Marina Militare Italiana. Egli sostiene che 12/13.000 anni fa la Terra fosse inclinata diversamente da come lo è oggi, ruotando perpendicolarmente sul piano dell'eclittica. La conseguenza di questa diversa disposizione faceva sì che Antartide, Siberia e Alaska fossero libere dai ghiacci, al contrario di Nord America e, in parte, Europa.

In Antartide fiorì una civiltà marinara di oltre duemila anni, raggiungendo elevate conoscenze in tutti i campi, dall'agricoltura alla metallurgia, all'architettura, che lui considera l'Atlantide originale. La sua teoria ci spiega che l'impatto di un grande asteroide o di una cometa all'incirca 13.000 anni fa, (data che coincide con la scomparsa della cultura Clovis nel nord America, Younger Dryas Boundary, YDB lo chiamano gli scienziati) causò lo spostamento sul piano dell'eclittica con l'inclinazione odierna. Parliamo di argomenti analoghi anche nell’articolo “Atlantide, Mu, Lemuria e altri continenti scomparsi”.

Questo avvenimento catastrofico causò il cambio repentino delle aeree di glaciazione, insieme a maremoti che costrinsero gli abitanti di Atlantide a spostarsi un po' ovunque nel mondo, portando a con sé la loro tecnologia. Quel che è certo è che tutte le culture di ogni angolo del mondo parlano o scrivono di questa catastrofe, come spiegato anche nell’articolo “Atlantide: verità e testimonianze”.

 

 

 

Il continente fu scoperto nel 1820: sarà vero?

Il 27 gennaio 1820 il capitano Bellingshausen avvistò quella che probabilmente era una prominenza del territorio antartico nota oggi come la Terra della Regina Maud. Lui non lo sapeva, ma aveva compagnia: tre giorni dopo, l'ufficiale navale britannico Edward Bransfield avvistò la punta della Penisola Antartica. Così ci dice la cartografia ufficiale, ma noi sappiamo che nei Musei Vaticani esistono carte nautiche e mappamondi che ci raccontano altro. E non solo nei musei, anche in alcune case patrizie milanesi e fiorentine troviamo affreschi di mappamondi con le Americhe che ancora non erano state scoperte.

 

A Civate, nel Lecchese, nella casa del Pellegrino troviamo un dipinto con patate, pomodori, palme, orsi andini, tutto un repertorio faunistico e floreale che dovrebbe essere sconosciuto, dato il periodo in cui fu dipinto il quadro, il 1450. Naturalmente questa è la datazione del dipinto, ma per poter avere anche solo l'idea di dipingere determinati soggetti bisogna averne la loro conoscenza diretta o indiretta molto tempo prima.

 


Piri Reis: chi è perché ci interessa?

Piri Reis era un ammiraglio dell'Impero Ottomano soprattutto noto per il suo scritto “Libro del mare” e per la celeberrima “mappa del mondo” in cui è rappresentato il mondo terracqueo in maniera particolareggiata, inclusa Antartide non coperta dai ghiacci e con le coste ben delineate. Quindi, l'ipotesi che si tratti di conoscenze tramandate da millenni non appare poi così singolare.

Potremmo anche aggiungere che per poter anche solo disegnare una tale mappa, occorreva essere a conoscenza della proiezione di Mercatore, che permette di rappresentare su una superficie piana tutto quello che c'è su di una proiezione cilindrica. Anche la scoperta di questa tecnica, per usare un eufemismo, è di molto successiva (secondo le notizie ufficiali) alla stesura della mappa, la cui copia è disegnata su una pelle di gazzella.

L'ipotesi Atlantide potrebbe essere azzardata, mentre la conoscenza dell'Antartide priva di ghiacci è invece una certezza. Le domande che sorgono spontanee sono molte, alcune su tutte: “Il continente era abitato? Se sì, da chi? Il cataclisma avvenuto circa 13.000 anni fa, responsabile del Dryas recente, causa della glaciazione che ha spazzato via intere civiltà, era il primo di questa portata? Le cognizioni astronomiche, matematiche, architettoniche, mediche, a conoscenza degli antichi ed evidenziate dalle piramidi costruite in tutto il mondo da dove provenivano?

 

Teorie e risposte fantascientifiche

Tutte queste domande sono alla base della saga di fantascienza cybernature DARK GHOST! Nell’ambito di questo progetto immenso ci sono alcune proposte che gettano luce sui fatti esposti in questo articolo. 

In particolare, in DARK GHOST si collegano anche alieni, ghiandola pineale e atmosfere cyberpunk… se ti sembrano cose campate per aria, non ti resta che verificare perché non lo sono nel primo romanzo della serie, “Dark Ghost - Falling

DARK GHOST è una serie di fantascienza distopica filosofica che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale, coscienza e sistemi di controllo, in un futuro dove tecnologia e natura si intrecciano.

In un mondo dove l’intelligenza artificiale si fonde con il potere spirituale, la serie cybernature DARK GHOST esplora le zone d’ombra del pensiero, della memoria e della ribellione mentale.

Questa serie parla di te, della tua realtà e di quello che succede quando ignori la tua voce interiore.

Se seguirai lo sviluppo della serie troverai teorie molto interessanti anche su Atlantide!

Inizia l'avventura nel futuro della nostra Terra insieme al bio-hacker Jo Jo Nishimura!

Jo Jo Nishimura


 

Testimonianze dal passato

Nel 270 a.C., Tolomeo II incaricò il sacerdote egizio Manetone di scrivere la storia e la preistoria dell'Egitto, ed egli scrisse

“... Dapprima solo gli dei vi regnarono, poi i semidei, e infine attorno al 3100 a.C. le dinastie faraoniche. I regni divini cominciarono 10.000 anni prima del diluvio e continuarono per migliaia di anni dopo, tempi che furono testimoni di guerre e battaglie fra gli dei.

Seleuco, fondatore del regno dei Seleucidi in Mesopotamia, fece una richiesta analoga a Beroso, sacerdote del dio Marduk. A quei tempi la biblioteca più importante del mondo era quella del tempio di Harran, (nella Turchia sudorientale) dove erano custodite le tavolette d'argilla più antiche. Nella sua storia in tre volumi, il sacerdote raccontò che tutto cominciò 432.000 anni prima del diluvio: quando gli dei scesero sulla Terra.

Nel museo Ashmolean di Oxford sono conservati dei reperti noti come “Liste dei Re Sumeri”, sono prismi d'argilla in cui si enumerano 10 re Sumeri antecedenti il diluvio, e dove si evince l'arrivo degli dei quando la Terra era ancora priva di popolazione indigena. Anche questo concetto fa parte delle fondamenta di DARK GHOST.

Se vuoi restare sempre aggiornato su temi misteriosi e fantascientifici, entra gratuitamente nel Circolo Privato con il tuo regalo di benvenuto... la novella "AI: Anomalia Irreversibile". Scaricala gratis qui.


Queste sono solo alcune testimonianze e domande senza risposte certe che si affollano nella mente… forse l'Antartide può fare chiarezza! Siamo sicuri di voler davvero sapere?

  

 

Coda di fuoco,

rombi scuotono cieli:

neri presagi.

 

Bianche mani corrono,

strangolano la vita.

 

 

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BRAN

 

venerdì 1 settembre 2023

5 curiosità sulla storia dei tarocchi

 

 

Benvenuto/a nel mondo dei tarocchi, uno dei più intriganti sistemi di divinazione che esistano al mondo 

 

L’universo delle carte divinatorie ti appassiona? Allora sei nel posto giusto! In questo articolo, ti svelerò 5 notizie che (forse) non conoscevi.

Ma prima di entrare nel dettaglio, diamo un'occhiata alle domande alle quali risponderemo. Perché i tarocchi si chiamano così? Da dove provengono? Perché non si possono comprare? Cosa rivelano i tarocchi? E come si possono utilizzare per costruire storie?

Bene, ora siamo pronti a rivelare tutti i segreti e a scoprire insieme il fascino di questi strumenti. Ecco 5 curiosità sulla storia dei tarocchi che ti lasceranno a bocca aperta!

 

1. Perché i tarocchi si chiamano così? 

 

L’etimo della parola è incerto, nel corso dei secoli sono state elaborate varie teorie. Vediamo, di seguito, le più famose.

·      Secondo alcuni trae origine dal tipo di decorazione in rilievo delle carte, dal latino volgare “taràre, variante del verbo classico “térĕre” (cospargere di punteggiature).

·      Può essere legato al fiume Taro, affluente del Po.

·      Secondo un’ipotesi molto affascinante, deriva dall'egiziano “Ta-Rosh (“via regale”) oppure taru (consultare).

·      In ambito esoterico, si ritiene che sia un tetragramma cabalistico (ovvero il nome a quattro lettere di Dio), come “tora”, “rota” o altre varianti.

 

2. Che origine hanno i tarocchi? 

 

La storia dell'origine dei tarocchi è avvolta nel mistero e le ipotesi a riguardo sono variegate. La teoria più accreditata suggerisce che siano stati creati nel XV secolo in Italia, come una versione modificata delle comuni carte da gioco, ma probabilmente hanno origini molto più antiche. A riprova di questo fatto, possiamo osservare parecchi punti di contatto tra le immagini dei tarocchi e i geroglifici egizi.

Parlando degli oggetti fisici giunti a noi, un primo antenato dei tarocchi è rappresentato dalle “carte de trionfi” (il nome “trionfi” è rimasto a indicare gli arcani maggiori dei tarocchi) menzionate in una lettera del 1449, scritta dal capitano Jacopo Antonio Marcello alla duchessa Isabella di Lorena. La missiva accompagnava un mazzo di carte, che purtroppo è andato perso.

Nella lettera era inclusa una copia del trattato in latino di Marziano da Tortona, segretario del duca di Milano Filippo Maria Visconti. L’autore descrive solo ventiquattro carte del mazzo, di cui sedici illustrate con immagini di divinità greche e quattro con i Re; erano accompagnate da un mazzo di carte tradizionali, i cui semi erano rappresentati da uccelli. Siamo ancora lontani dai tarocchi come siamo abituati a vederli ora, ma questo esempio rappresenta una prima evoluzione delle carte dell’epoca.

Ma qual è il primo mazzo giunto fino a noi? Si tratta dei “Tarocchi Visconti di Modrone, realizzati in Lombardia per la famiglia Visconti e attribuiti al pittore di corte Bonifacio Bembo. Il gruppo di carte, composto da 66 pezzi, è dipinto a mano e ricoperto da una lamina d'oro finemente lavorata a bulino. Sulle carte sono impressi numerosi riferimenti alla famiglia Visconti, come la corona con i rami di palma e alloro e i motti “A bon droyt” (che significa “a buon diritto”) e “Phote mante” (cioè “bisogna mantenere”).

 



 

3. Perché i Tarocchi non si comprano? 

 

Si tratta di un’antica tradizione, legata al sistema di credenze che ruota intorno alle carte divinatorie. Secondo questa visione, i mazzi dovrebbero essere donati o tramandati di generazione in generazione, anziché acquistati.

L'idea di regalare i tarocchi simboleggia la trasmissione del potere magico da un individuo all'altro, e il fatto che non dovrebbero essere comperati sottolinea l'importanza di ottenere gli strumenti mistici attraverso mezzi spirituali e non commerciali. Tuttavia, è importante notare che questa è solo un’usanza del passato e che molte persone, attualmente, acquistano le carte per uso personale senza problemi (certamente Amazon mi sta ascoltando e sa benissimo che cosa ho nel carrello…).

 

4. Come costruire storie con i tarocchi? 

 

L'utilizzo di strumenti divinatori come i tarocchi, le sibille Lenormand, le rune e le oracle cards può rappresentare un efficace metodo per superare i blocchi creativi e stimolare la fantasia.

Spesso, infatti, quando siamo davanti alla “paura della pagina bianca”, siamo limitati dalla razionalità e dalla logica che ci impediscono di esprimere le nostre idee al meglio. Gli oggetti esoterici, invece, ci aiutano a concentrarci su elementi simbolici e archetipici, aprendo la mente a nuove prospettive e liberando l'immaginazione. In questo modo, possiamo trovare una fonte d’ispirazione alternativa e arricchire la nostra inventiva.

Ci sono diversi modi per utilizzare i tarocchi per costruire storie. Uno di questi è quello di fingere di essere un personaggio del tuo romanzo, pescare una carta e osservare la figura che ti è stata assegnata. In questo modo, puoi individuare i significati correlati e considerare se l’immagine prescelta potrebbe rappresentare una svolta nel cammino del tuo personaggio.

Inoltre, se ti trovi bloccato/a in un punto cruciale della trama, potresti porre domande specifiche ai tarocchi per ricevere suggerimenti e superare l'ostacolo.

Un altro modo per utilizzare i tarocchi per creare storie è quello di disporre le carte in griglie di interpretazione che rappresentano il passato, il presente e il futuro dei tuoi personaggi.

Nel mio libro “Come trovare il tempo per scrivere”, ho proposto 25 modi per superare il blocco dello scrittore, e l'uso dei tarocchi è proprio uno di questi! Se ti interessa scoprire altri segreti della creatività letteraria, ti suggerisco di dare un’occhiata al mio manuale, che è disponibile su Amazon in versione eBook e cartacea corredata da esclusivo diario di scrittura (da acquistare separatamente).


 

5. Cosa rivelano i tarocchi? 

 

I tarocchi sono un sistema di linguaggio divinatorio che utilizza immagini archetipiche per trasmettere significati allegorici. Ogni carta ha una rappresentazione simbolica che può essere interpretata in base al contesto. La lettura si basa sull'idea che gli archetipi riprodotti siano universali e quindi possano essere compresi da chiunque, indipendentemente dalla lingua o dalla cultura di appartenenza.

Contrariamente alla credenza popolare, i tarocchi non sono utilizzati per prevedere il futuro in modo preciso e definitivo, ma piuttosto per aiutare a comprendere meglio il passato, interpretare il presente ed esplorare le varie strade che si possono aprire davanti a noi nel nostro domani. Sono uno strumento per conoscere se stessi, sondare la propria interiorità e sviluppare la consapevolezza di sé.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/