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venerdì 29 settembre 2023

Differenze tra tarocchi e sibille: cosa cambia nel concreto?

 


Carte enigmatiche vs carte pettegole: conosciamole meglio!

 

Se la divinazione ti affascina, probabilmente avrai già sentito parlare di tarocchi e sibille. Entrambi i metodi utilizzano le carte come strumento per la lettura del futuro, per comprendere meglio gli snodi del passato o per l'interpretazione di situazioni complicate del presente.

Ma quali sono le differenze tra i due approcci? E quale metodo dovresti scegliere per le tue letture? In questo articolo esploreremo le origini di queste due pratiche divinatorie, la struttura delle loro carte e le differenze nell'interpretazione. Se vuoi scoprire di più sui tarocchi e sulle sibille, continua a leggere!

 

Le origini di tarocchi e sibille 

 

Lo studio della loro storia può darci una prima chiave interpretativa. Mentre i tarocchi affondano le loro radici nell’antichità (e nessuno sa con certezza da dove arrivino), le sibille sono più recenti e la loro creazione è opera di una famosa sensitiva. Approfondiamo meglio le vicende dei due sistemi divinatori.

 

Storia dei tarocchi 

 

Le origini dei tarocchi sono avvolte nel mistero. La teoria più ampiamente accettata suggerisce che siano stati creati nel XV secolo in Italia come una versione modificata delle comuni carte da gioco, ma quasi sicuramente risalgono a molto tempo prima. Parecchi studiosi, infatti, hanno rivelato importanti punti di contatto tra le immagini dei geroglifici egizi e le figure dei tarocchi.

In ogni modo, il primo mazzo di cui siamo a conoscenza è quello dei “Tarocchi Visconti di Modrone, realizzato in Lombardia per la famiglia Visconti e attribuito al pittore di corte Bonifacio Bembo. Composto da 66 carte, è dipinto a mano e rivestito da una lamina d'oro finemente lavorata a bulino. Le carte presentano numerosi emblemi che fanno riferimento alla famiglia Visconti, come la corona con i rami di alloro e palma, i motti "A bon droyt" (che significa "a buon diritto") e "Phote mante" (cioè "bisogna mantenere").

 

Storia delle sibille 

 

L'origine delle sibille, così come le conosciamo oggi, risale agli appunti di Mlle Lenormand, celebre cartomante che utilizzava il mazzo francese per le sue divinazioni, assegnando a ciascuna carta significati simbolici precisi. Le sue annotazioni portarono alla diffusione di numerose carte illustrate, note come “Jeu de Mademoiselle Lenormand”, “Grand Lenormand”, “Le Petit Lenormand” e altri nomi ancora, pubblicate dopo la sua morte e nel corso dei secoli successivi.

Molti personaggi influenti della storia si rivolsero a Mlle Lenormand, tra cui Marat, Robespierre e Saint-Just, ai quali fu profetizzata una morte violenta. Queste previsioni la portarono all'arresto nel 1794; nonostante ciò, la sua fama continuò a crescere. Dopo la scarcerazione, fu consultata da numerosi personaggi di spicco, tra cui Napoleone (e di nuovo fu arrestata!).

La cartomante morì a Parigi il 25 giugno del 1843 all'età di settantacinque anni, lasciandoci in eredità le sibille che prendono il suo nome, ancora oggi famose in tutto il mondo.

 


 

La struttura di tarocchi e sibille 

 

Addentrandoci nella composizione dei mazzi, possiamo accorgerci che i tarocchi hanno un sistema più complesso delle sibille. Vediamo tutti i dettagli!

 

Descrizione delle carte dei tarocchi 

 

Solitamente, un mazzo di tarocchi è composto da una raccolta di carte tradizionali a cui si aggiungono 21 carte dette Trionfi e una carta singola detta Il Matto; in tutto, parliamo quindi di 78 carte.

I Trionfi e il Matto sono conosciuti con il nome di arcani maggiori, mentre le altre carte sono dette arcani minori.

Questo schema non è universale, perché esistono diverse varianti. Nel tarocchino bolognese o nel tarocco siciliano, per esempio, il numero di carte è ridotto (rispettivamente a 62 e 63 carte); nei germini fiorentini, invece, sale addirittura a 97 unità.

Quando si prende in mano un mazzo di tarocchi, in qualunque variante si presenti, non si può fare a meno di venire catturati dal fascino enigmatico degli archetipi raffigurati. Per questo motivo, secondo me sono un ottimo punto di partenza per costruire storie e superare i blocchi creativi. Ho parlato approfonditamente di questa tecnica nella mia guida “Come trovare il tempo per scrivere”, disponibile su Amazon.



 

Descrizione delle carte delle sibille 

 

Ogni mazzo di sibille è composto da 36 unità, ognuna delle quali corrisponde a una carta francese. I semi, perciò, sono i quattro classici (cuori, fiori, quadri e picche), ma a ciascuna carta è anche associata un’immagine peculiare, derivante dalle visioni di Mlle Lenormand.

Se vuoi conoscerle tutte, ti invito a leggere l’articolo “Cosa sono le sibille di Lenormand? Una storia appassionante”.

 

I diversi utilizzi di tarocchi e sibille 

 

Siamo arrivati al punto cruciale: qual è la variante principale tra questi due sistemi, a livello di interpretazione delle carte?

 

In cosa si differenziano le letture di tarocchi e sibille? 

 

Le letture di tarocchi e sibille si avvalgono di due diversi livelli di introspezione:

·      i tarocchi, divisi in arcani maggiori e minori, rappresentano le varie sfere della vita umana. Sono profondi ed enigmatici, parlano per immagini e metafore e richiedono una maggiore conoscenza esoterica;

·      le sibille sono più immediate e pratiche, parlano attraverso simboli semplici e diretti e descrivono la vita reale e fatti concreti. Per questo motivo, a volte sono conosciute con il simpatico soprannome di “carte pettegole” dagli addetti al settore.

 

Tirando le somme, le letture di tarocchi richiedono più intuizione e interpretazione, mentre le letture di sibille sono più immediate e concrete.

Entrambi i sistemi possono essere utili per ricevere delle risposte e dei consigli, ma dipende dal tipo di domanda che si vuole fare e dal grado di approfondimento che si cerca. Se si è alle prime armi, si può partire dalle sibille e poi, quando si ha acquisito una certa pratica, passare ai tarocchi. Se desideri leggere un approfondimento su queste carte così affascinanti e misteriose, ti consiglio l’articolo “5 curiosità sulla storia dei tarocchi”.

 

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

venerdì 22 settembre 2023

Come costruire storie con i tarocchi

 

 

3 modi per farti ispirare dagli oggetti divinatori e realizzare trame originali! 

 

L'uso di strumenti di divinazione come i tarocchi, le sibille Lenormand, le rune e le oracle cards può essere un metodo efficace per superare il blocco dello scrittore e stimolare la creatività.

Spesso, quando ci troviamo bloccati nel processo creativo, siamo limitati dalla razionalità e dalla logica che ci impediscono di esprimere al meglio le nostre idee. Gli oggetti esoterici, invece, ci aiutano a focalizzare l'attenzione su elementi simbolici e archetipici, aprendo la mente a nuove prospettive e liberando l'immaginazione.

Come usarli per progettare le nostre trame in modo originale? Vediamolo subito!

 

Come costruire storie con i tarocchi 

 

I tarocchi rappresentano simboli universali, che accomunano ogni essere umano dall’alba dei tempi. Ogni carta ha un significato basato su situazioni e archetipi diffusi in tutto il mondo, come un rapporto tossico, un mentore che trasmette autorevolezza, un momento di crollo, una morte metaforica, un nuovo inizio, sogni, illusioni e via dicendo.

Questi elementi accompagnano l’umanità da sempre e, con ogni probabilità, ci saranno anche in futuro. Per sfruttare la loro potenza, ti propongo tre esercizi creativi.

 

3 modi per costruire storie con i tarocchi 

 

1.    Fingi di essere un personaggio del tuo romanzo, poi pesca una carta e osserva bene la figura che ti è capitata. Quali sono i significati correlati? Potrebbero rappresentare una svolta nel cammino del tuo personaggio?

2.    Se ti trovi davanti a uno snodo della trama che non riesci a sbrogliare, prova a porre delle domande specifiche ai tarocchi e scopri cosa ti suggeriscono.

3.   Puoi disporre le carte secondo delle griglie di interpretazione, che ti permetteranno di avere una rappresentazione del passato, del presente e del futuro dei tuoi personaggi.

 

L’uso dei tarocchi è solo uno dei 25 modi per superare il blocco dello scrittore che ho proposto nel mio libro dedicato agli autori. Sì, hai letto bene: 25! I metodi per sconfiggere il terrore della pagina bianca sono numerosi, variegati e, lasciamelo dire, anche molto stimolanti! Perché la scrittura non è solo tecnica, ma anche divertimento. Se vuoi scoprire altri segreti della creatività letteraria, ti consiglio il mio manuale “Come trovare il tempo per scrivere”, disponibile su Amazon.

 



 

 

Sibille Lenormand 

 

Queste carte sono state create dalla celebre cartomante francese Marie-Anne-Adélaïde Lenormand, vissuta tra il 1768 e il 1843. Rappresentano oggetti più concreti dei tarocchi, per cui vanno lette in modo lineare.

Gli esercizi suggeriti per sfruttarne la carica creativa sono gli stessi del paragrafo precedente. Un grande punto a favore, rispetto ai tarocchi e alle oracle cards, è che sono più facili da reperire, perché ogni sibilla corrisponde a una carta del classico mazzo francese (quasi tutti ne abbiamo a casa uno!).

Se vuoi conoscerle più a fondo, ti consiglio l’articolo “Cosa sono le sibille di Lenormand? Una storia appassionante”.

 

Oracle cards 

 

Le Oracle cards sono usate per la divinazione, proprio come i tarocchi. A differenza di questi ultimi, però, non hanno una struttura standardizzata, poiché sono composte da un numero variabile di carte con immagini e simboli unici.

Possono essere utilizzate per ottenere una maggiore comprensione di se stessi e della propria vita, o per ricevere consigli su questioni specifiche, come le relazioni, la carriera, la salute o la spiritualità. Sono spesso accompagnate da un libro di istruzioni che fornisce spiegazioni dettagliate sui loro significati e sui modi in cui possono essere interpretate.

Si tratta di carte più criptiche di sibille e tarocchi, ma anche più creative perché ce ne sono con ogni tema possibile e immaginabile (fate, draghi, sirene, astrologia, divinità, creature mitologiche, arte e via dicendo). Se scrivi fantasy, possono essere di grande aiuto nella gestione dei personaggi e nella creazione del tuo mondo immaginario.

 

Rune 

 


 

Le rune sono simboli grafici che rappresentano un suono, un significato letterale e un significato figurato.

Per fare un esempio, prendiamo la runa “Fehu”: il suono è “f”, il significato letterale è “bestiame” e il significato figurato è “prosperità”. Se il nostro romanzo è ambientato in una metropoli moderna, forse non ci sarà modo di inserire il bestiame, ma comunque questo simbolo può indicare che uno dei personaggi riceverà una fonte di ricchezza inaspettata. Oppure, chissà: magari deciderà di lasciare la città per gestire un ranch in mezzo alle praterie, e allora il significato letterale della runa ci sarà utile!

Si possono quindi usare in un duplice modo per la creazione della trama, a seconda delle nostre preferenze (vogliamo associare a un personaggio il concetto concreto o quello astratto?).

Se vuoi approfondire l’argomento, ti rimando all’articolo “RUNE: cosa sono? Come usarle?”.

 

Oroscopi 

 

L’ultima dritta che ti suggerisco è quella di farti ispirare dal mondo dello zodiaco. Puoi assegnare un segno ai tuoi personaggi e scoprire cosa dice l’oroscopo del giorno, magari ti può venire qualche idea per gli sviluppi della tua trama. A ogni segno, inoltre, sono associati tratti psicologici che potrebbero aiutarti a caratterizzare i personaggi. Un ultimo spunto: non limitarti allo zodiaco occidentale, attingi anche ad altre culture, come quella cinese.

Anche in questo caso, se vuoi saperne di più il Magical Magazine ha l’articolo adatto a te! Ti lascio il link: “Che animale sono nell’oroscopo cinese?” Ecco la risposta!

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

venerdì 15 settembre 2023

Cosa sono le sibille di Lenormand? Una storia appassionante



 

Origini, usi e corrispondenze con le carte del mazzo francese 

 

La storia delle sibille di Lenormand è avvincente e ricca di misteri. Queste carte divinatorie, utilizzate per le predizioni, devono il loro nome alla celebre cartomante francese Marie-Anne-Adélaïde Lenormand (1768-1843).

Divennero rapidamente molto popolari in Europa, grazie alla grande abilità della loro creatrice nel prevedere il futuro e alle sue straordinarie doti intuitive. Molte persone le si rivolgevano per ricevere consigli e indicazioni sulla propria vita amorosa, professionale o finanziaria; la sua fama crebbe a tal punto da essere richiesta persino dalla corte di Napoleone Bonaparte.

Ma cosa sono le sibille di Lenormand nel concreto? E qual è l’avventurosa storia della loro ideatrice?

Scopriamolo subito!

 

Cosa sono le sibille di Lenormand 

 

Dopo i tarocchi di Marsiglia, le sibille di Lenormand sono le carte più diffuse al mondo per la divinazione. Ogni mazzo è composto da 36 unità, ognuna delle quali corrisponde a una carta del mazzo francese. I semi, perciò, sono i quattro classici: cuori, fiori, quadri e picche. Ecco le associazioni:

 

1.    Il cavaliere (Le Cavalier) – nove di cuori

2.    Il quadrifoglio (Le Trèfle) – sei di quadri

3.   La nave (Le Navire) – dieci di picche

4.    La casa (La Maison) – re di cuori

5.    L'albero (L'Arbre) – sette di cuori

6.    Le nuvole (Les Nuages) – re di fiori

7.    Il serpente (Le Serpent) – regina di fiori

8.    La bara (Le Cercueil) – nove di quadri

9.    Il mazzo di fiori (Le Bouquet) – regina di picche

10.La falce (La Faucille) – fante di quadri

11.La frusta (Le Fouet) – fante di fiori

12.Gli uccelli (Les Oiseaux) – sette di quadri

13.                 Il bambino o la fanciulla (L'Enfant) – fante di picche

14.La volpe (Le Renard) – nove di fiori

15.L'orso (L'Ours) – dieci di fiori

16.Le stelle (Les Étoiles) – sei di cuori

17.La cicogna (La Cigogne) – regina di cuori

18.Il cane (Le Chien) – dieci di cuori

19.La torre (La Tour) – sei di picche

20.Il giardino (Le Jardin) – otto di picche

21.La montagna (La Montagne) – otto di fiori

22.Il sentiero (Le Chemin) – regina di quadri

23.                 I topi (Les Souris) – sette di fiori

24.Il cuore (Le Coeur) – fante di cuori

25.L'anello (L'Anneau) – asso di fiori

26.Il diario o libro (Le Livre) – dieci di quadri

27.La lettera (La Lettre) – sette di picche

28.L'uomo (L'Homme) – l’asso di cuori

29.La donna (La Femme) – l’asso di picche

30.                 Il giglio (Le Lys) – re di picche

31.                 Il sole (Le Soleil) – asso di quadri

32.                 La luna (La Lune) – otto di cuori

33.                La chiave (La Clef) – otto di quadri

34.                 I pesci (Les Poissons) – re di quadi

35.                 L'ancora (L'Ancre) – nove di picche

36.                 La croce (La Croix) – sei di fiori

 

L’elaborazione delle sibille, così come le conosciamo oggi, deriva dagli appunti di Mlle Lenormand. La celebre cartomante usava per le sue divinazioni il mazzo francese, assegnando a ciascuna carta precisi significati simbolici. Le sue annotazioni portarono alla diffusione di numerosi mazzi di carte illustrati, noti come “Jeu de Mademoiselle Lenormand”, “Grand Lenormand”, “Le Petit Lenormand” e altri ancora, che vennero pubblicati dopo la sua morte e nel corso dei secoli successivi.

 

Usare le sibille di Lenormand per la creazione di storie 

 

Gli strumenti di divinazione – tarocchi, carte Lenormand, rune, oracle cards, pendoli – sono un ottimo modo per accendere la scintilla della creatività, superare il blocco dello scrittore e creare storie originali.

Mi rendo conto che questa soluzione possa sembrare strana, ma se ci pensi non è così assurda come appare a prima vista. Questi oggetti esoterici, infatti, aiutano a rompere il guscio della razionalità che ci impedisce di esprimere al meglio le nostre idee.

Ho parlato di questa funzione dei tarocchi nell’articolo “Come costruire storie con i tarocchi”. Per quanto riguarda le sibille di Lenormand, sono ancora più facili da utilizzare e reperire: quasi tutti abbiamo a casa un mazzo di carte francesi, che quindi possiamo associare alla corrispondente sibilla. Se vuoi approfondire queste e altre tematiche legate alla scrittura e alla creatività, dai un’occhiata al mio libro “Come trovare il tempo per scrivere”, disponibile su Amazon in eBook e cartaceo!


 

L’avventurosa storia di Marie-Anne-Adélaïde Lenormand 

 



 

Mlle Lenormand era figlia di un mercante di stoffe e di una donna di umili origini; fu allevata presso l'abbazia reale delle dame benedettine di Alençon, dove ricevette un'istruzione di alto livello.

Fin da piccola si distinse per la sua vivace intelligenza, il suo spiccato intuito e le abilità divinatorie: iniziò a fare profezie ad appena sette anni d’età. Le sue doti la fecero diventare una piccola celebrità nel convento (nel 1971 predisse il nome di quella che sarebbe stata la nuova badessa, informazione che si rivelò corretta l’anno dopo), ma causarono anche la sua espulsione.

 

Il successo come cartomante 

 

Marie-Anne-Adélaïde Lenormand si trasferì a Parigi durante i primi anni della Rivoluzione, nel 1790. Lavorò per un po' di tempo in una lavanderia, fino a quando arrivò la svolta: incontrò una cartomante di nome Madame Gilbert, che le insegnò i rudimenti della divinazione con l'aiuto dei tarocchi di Etteilla.

Tre anni dopo, la nostra eroina aprì uno studio di cartomanzia. A lei si rivolsero tre degli uomini più influenti della Rivoluzione (Marat, Robespierre e Saint-Just), ai quali fu profetizzata una morte violenta. Queste previsioni le costarono l’arresto nel 1974; nonostante ciò, la sua fama continuò a crescere.

Dopo la sua scarcerazione, fu consultata da numerosi personaggi di spicco, compresi Napoleone (che però la fece incarcerare due volte per motivi politici) e l’imperatrice Giuseppina di Beauharnais, con la quale fu molto intima. Morì a Parigi il 25 giugno del 1843, all’età di settantacinque anni, lasciando una considerevole fortuna ai suoi eredi e le sibille che prendono il suo nome al resto del mondo.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

 

venerdì 1 settembre 2023

5 curiosità sulla storia dei tarocchi

 

 

Benvenuto/a nel mondo dei tarocchi, uno dei più intriganti sistemi di divinazione che esistano al mondo 

 

L’universo delle carte divinatorie ti appassiona? Allora sei nel posto giusto! In questo articolo, ti svelerò 5 notizie che (forse) non conoscevi.

Ma prima di entrare nel dettaglio, diamo un'occhiata alle domande alle quali risponderemo. Perché i tarocchi si chiamano così? Da dove provengono? Perché non si possono comprare? Cosa rivelano i tarocchi? E come si possono utilizzare per costruire storie?

Bene, ora siamo pronti a rivelare tutti i segreti e a scoprire insieme il fascino di questi strumenti. Ecco 5 curiosità sulla storia dei tarocchi che ti lasceranno a bocca aperta!

 

1. Perché i tarocchi si chiamano così? 

 

L’etimo della parola è incerto, nel corso dei secoli sono state elaborate varie teorie. Vediamo, di seguito, le più famose.

·      Secondo alcuni trae origine dal tipo di decorazione in rilievo delle carte, dal latino volgare “taràre, variante del verbo classico “térĕre” (cospargere di punteggiature).

·      Può essere legato al fiume Taro, affluente del Po.

·      Secondo un’ipotesi molto affascinante, deriva dall'egiziano “Ta-Rosh (“via regale”) oppure taru (consultare).

·      In ambito esoterico, si ritiene che sia un tetragramma cabalistico (ovvero il nome a quattro lettere di Dio), come “tora”, “rota” o altre varianti.

 

2. Che origine hanno i tarocchi? 

 

La storia dell'origine dei tarocchi è avvolta nel mistero e le ipotesi a riguardo sono variegate. La teoria più accreditata suggerisce che siano stati creati nel XV secolo in Italia, come una versione modificata delle comuni carte da gioco, ma probabilmente hanno origini molto più antiche. A riprova di questo fatto, possiamo osservare parecchi punti di contatto tra le immagini dei tarocchi e i geroglifici egizi.

Parlando degli oggetti fisici giunti a noi, un primo antenato dei tarocchi è rappresentato dalle “carte de trionfi” (il nome “trionfi” è rimasto a indicare gli arcani maggiori dei tarocchi) menzionate in una lettera del 1449, scritta dal capitano Jacopo Antonio Marcello alla duchessa Isabella di Lorena. La missiva accompagnava un mazzo di carte, che purtroppo è andato perso.

Nella lettera era inclusa una copia del trattato in latino di Marziano da Tortona, segretario del duca di Milano Filippo Maria Visconti. L’autore descrive solo ventiquattro carte del mazzo, di cui sedici illustrate con immagini di divinità greche e quattro con i Re; erano accompagnate da un mazzo di carte tradizionali, i cui semi erano rappresentati da uccelli. Siamo ancora lontani dai tarocchi come siamo abituati a vederli ora, ma questo esempio rappresenta una prima evoluzione delle carte dell’epoca.

Ma qual è il primo mazzo giunto fino a noi? Si tratta dei “Tarocchi Visconti di Modrone, realizzati in Lombardia per la famiglia Visconti e attribuiti al pittore di corte Bonifacio Bembo. Il gruppo di carte, composto da 66 pezzi, è dipinto a mano e ricoperto da una lamina d'oro finemente lavorata a bulino. Sulle carte sono impressi numerosi riferimenti alla famiglia Visconti, come la corona con i rami di palma e alloro e i motti “A bon droyt” (che significa “a buon diritto”) e “Phote mante” (cioè “bisogna mantenere”).

 



 

3. Perché i Tarocchi non si comprano? 

 

Si tratta di un’antica tradizione, legata al sistema di credenze che ruota intorno alle carte divinatorie. Secondo questa visione, i mazzi dovrebbero essere donati o tramandati di generazione in generazione, anziché acquistati.

L'idea di regalare i tarocchi simboleggia la trasmissione del potere magico da un individuo all'altro, e il fatto che non dovrebbero essere comperati sottolinea l'importanza di ottenere gli strumenti mistici attraverso mezzi spirituali e non commerciali. Tuttavia, è importante notare che questa è solo un’usanza del passato e che molte persone, attualmente, acquistano le carte per uso personale senza problemi (certamente Amazon mi sta ascoltando e sa benissimo che cosa ho nel carrello…).

 

4. Come costruire storie con i tarocchi? 

 

L'utilizzo di strumenti divinatori come i tarocchi, le sibille Lenormand, le rune e le oracle cards può rappresentare un efficace metodo per superare i blocchi creativi e stimolare la fantasia.

Spesso, infatti, quando siamo davanti alla “paura della pagina bianca”, siamo limitati dalla razionalità e dalla logica che ci impediscono di esprimere le nostre idee al meglio. Gli oggetti esoterici, invece, ci aiutano a concentrarci su elementi simbolici e archetipici, aprendo la mente a nuove prospettive e liberando l'immaginazione. In questo modo, possiamo trovare una fonte d’ispirazione alternativa e arricchire la nostra inventiva.

Ci sono diversi modi per utilizzare i tarocchi per costruire storie. Uno di questi è quello di fingere di essere un personaggio del tuo romanzo, pescare una carta e osservare la figura che ti è stata assegnata. In questo modo, puoi individuare i significati correlati e considerare se l’immagine prescelta potrebbe rappresentare una svolta nel cammino del tuo personaggio.

Inoltre, se ti trovi bloccato/a in un punto cruciale della trama, potresti porre domande specifiche ai tarocchi per ricevere suggerimenti e superare l'ostacolo.

Un altro modo per utilizzare i tarocchi per creare storie è quello di disporre le carte in griglie di interpretazione che rappresentano il passato, il presente e il futuro dei tuoi personaggi.

Nel mio libro “Come trovare il tempo per scrivere”, ho proposto 25 modi per superare il blocco dello scrittore, e l'uso dei tarocchi è proprio uno di questi! Se ti interessa scoprire altri segreti della creatività letteraria, ti suggerisco di dare un’occhiata al mio manuale, che è disponibile su Amazon in versione eBook e cartacea corredata da esclusivo diario di scrittura (da acquistare separatamente).


 

5. Cosa rivelano i tarocchi? 

 

I tarocchi sono un sistema di linguaggio divinatorio che utilizza immagini archetipiche per trasmettere significati allegorici. Ogni carta ha una rappresentazione simbolica che può essere interpretata in base al contesto. La lettura si basa sull'idea che gli archetipi riprodotti siano universali e quindi possano essere compresi da chiunque, indipendentemente dalla lingua o dalla cultura di appartenenza.

Contrariamente alla credenza popolare, i tarocchi non sono utilizzati per prevedere il futuro in modo preciso e definitivo, ma piuttosto per aiutare a comprendere meglio il passato, interpretare il presente ed esplorare le varie strade che si possono aprire davanti a noi nel nostro domani. Sono uno strumento per conoscere se stessi, sondare la propria interiorità e sviluppare la consapevolezza di sé.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

 

 

 

lunedì 6 dicembre 2021

Streghe vere oggi: dove abitano e quali poteri hanno



 

Dove vivono le streghe vere oggi? 

 

Con l’avvento di Wicca, etenismo, celtismo e neopaganesimo in generale, le streghe sono tornate nel mondo moderno. Vivono un po’ dappertutto, ma ci sono luoghi di grande misticismo dove la loro presenza è tangibile in ogni angolo, soprattutto se sono stati teatro di processi per stregoneria.

Alcuni di questi luoghi, come leggerai in questo articolo, si trovano proprio in Italia (soprattutto in Liguria e nel Lazio).

Se vuoi scoprire dove incontrare le streghe vere e se sei interessato/a a capire quali poteri effettivamente abbiano, allora sei nel posto giusto!

 

Dove trovare le streghe vere in Italia? 

 

Triora 

 

Se vuoi respirare un’atmosfera davvero stregata, non puoi farti sfuggire una gita a Triora, il borgo delle streghe (questa indicazione è presente addirittura nei cartelli stradali!). Si tratta di un paese molto suggestivo, abbarbicato sulle montagne liguri. Dagli anni ’90 in poi è divenuto meta di pellegrinaggio di streghe, aspiranti tali o anche di semplici appassionati di occulto e magia.

Deve la sua fama ai numerosi processi di stregoneria che vi avvennero verso la fine del ‘500, di cui conserviamo intatta la documentazione. Le donne torturate e condannate in questa tragica pagina di storia furono il capro espiatorio di una grave carestia; le accuse derivavano principalmente dal fatto che conoscevano in maniera approfondita le erbe medicinali e le formule per scacciare il malocchio.

Ancora oggi, tra gli abitanti di Triora circolano molte leggende riguardo alle apparizioni sovrannaturali nella Cabotina (luogo dove si incontravano anticamente le streghe), ad esempio fantasmi o cani con gli occhi rossi. Sembra, inoltre, che in determinati giorni ci sia una luce magica che protegga il borgo.

Ma le streghe vere esistono ancora a Triora? Sì: la più celebre è Antonietta, classe 1928, ultima guaritrice del paese in grado di utilizzare erbe medicinali, preghiere e litanie per guarire dai malanni. Grazie a diversi documentari e interviste, il patrimonio delle sue conoscenze magiche è stato divulgato agli appassionati di occulto. Per saperne di più, ti segnaliamo un bellissimo video del vlogger “The Pillow”.

 



 

Lago di Nemi 

 

È un piccolo lago di origine vulcanica, ubicato sui Colli Albani nel territorio dei Castelli Romani. Deve il suo nome a Nemus Dianaebosco sacro dedicato alla dea Diana. In effetti, vicino al lago si trovano un’area cultuale e un tempio costruito in onore della divinità della caccia.

Il Lago di Nemi, in virtù della sua consacrazione a Diana, è diventato da molti anni uno dei luoghi di culto principali per la Wicca e per altri movimenti neopagani italiani. Nel tempio vengono organizzati ancora oggi rituali per onorare la dea.

 

William Turner, Il lago di Nemi, olio su tela, ca. 1828.


Salem

 

Spostiamoci ora in America, dove troviamo la città delle streghe per antonomasia: Salem, nel Massachusetts, dove si svolse l’ultima e terribile caccia alle streghe della storia (la cosiddetta “Witch Hysteria” iniziata nel 1862).

A Salem ci sono 22 negozi di magia e 16 musei sulla stregoneria, ma soprattutto risiedono 400 streghe "ufficialmente riconosciute". Proprio così: si tratta di un vero e proprio punto di ritrovo per chi esercita le arti occulte. Le streghe (vere) di Salem esercitano oggi la loro professione all’intero di appositi spazi pubblici, dove somministrano pozioni e unguenti guaritori ed eseguono profezie con vari strumenti di divinazione.

 

Quali poteri hanno le streghe vere? 

 

Le streghe vere, a quanto ci risulta, non volano sulle scope e non passano il tempo a trasformare le persone in ranocchi. Uscendo dal territorio della fantasia e addentrandoci in quello della realtà, potremmo indicare tre aree principali riguardanti i loro poteri:

 

·      guarigione: l’uso delle erbe medicinali per guarire malanni di varia natura è di sicuro una delle grandi capacità delle streghe vere;

·      trattamento del malocchio: le energie negative possono fare grandi danni, quindi le streghe hanno affinato nel corso dei secoli la capacità di allontanare il malocchio dalle persone e purificare ambienti/oggetti tramite particolari erbe e riti;

·   profezie: le streghe forniscono rivelazioni e previsioni riguardo al futuro delle persone, tramite oggetti sacri come rune (per saperne di più, ti consiglio l’articolo “RUNE: cosa sono? Come usarle?”) e tarocchi, oppure grazie alla consultazione di spiriti guida.




Cosa odiano le streghe vere? 

 

Le streghe vere non odiano né l’aglio, né i crocifissi, né l’acqua santa. Anzi, quello che odiano è proprio il fatto di essere scambiate per fenomeni da baraccone o creature demoniache che non hanno rispetto per il divino.

Al contrario, le vere streghe (quelle che perseguono il bene) hanno una fortissima spiritualità e operano nel rispetto di tutte le creature viventi. Possono far parte di una coven Wicca o operare da sole, possono appartenere al filone del neopaganesimo o seguire gli insegnamenti cristiani, possono avere in casa un altare dedicato a Diana o a Loki. L’importante è che siano mosse da un genuino amore per la loro missione e non da un tornaconto personale. Una persona che si improvvisa “indovina” e riduce sul lastrico la povera gente con false profezie non è una strega, è solo una truffatrice.

 

Perché si veniva accusati di stregoneria in passato? 

 

I motivi potevano essere molti. Come abbiamo visto nel caso di Triora, spesso la causa scatenante delle accuse per stregoneria erano le carestie o altri gravi eventi che sconvolgevano la vita di una determinata area geografica, come una pestilenza, una malattia del bestiame o una serie di morti ritenuta inspiegabile.

Ecco che si ricercava un capro espiatorio a cui addossare la colpa di avvenimenti tanto tragici. Le vittime ideali erano le donne che sapevano usare le erbe medicinali e le antiche formule di guarigione: erano considerate potenti, pericolose e miscredenti, perché portavano avanti riti ancestrali risalenti all’epoca pagana.

 

Qual è la strega più potente del mondo? 

 

Difficile dire quale sia la più potente; se però parliamo di fama a livello mondiale e influenza sulla cultura di massa, possiamo pensare a personalità celebri come Phyllis CurottStarhawk e Zsuzsanna Budapest. Sono donne che hanno approfondito le tematiche della spiritualità e del feminino sacro e che hanno contribuito a diffondere una concezione moderna della stregoneria.

Se parliamo del passato, dobbiamo invece citare Ursula Kemp, probabilmente la strega più famosa di tutti i tempi. Nacque nel 1525 a St Osyth, nell’Essex.

Ursula sapeva usare molto bene le erbe medicinali, conosceva formule per allontanare il malocchio, ma soprattutto era una bravissima ostetrica. La sua abilità nel curare i bambini insospettì così tanto il vicinato da farla ritenere colpevole della morte di una neonata, in realtà caduta accidentalmente dalla culla.

Ben presto Ursula fu accusata di ogni genere di malefatta e addirittura persone della sua famiglia testimoniarono che compiva riti magici in compagnia di quattro famigli: il gatto grigio Tyffin, l’agnello bianco Tyttey, il rospo nero Pygine e il gatto nero Jacke. Con una falsa promessa di assoluzione, Ursula fu indotta a confessare i suoi “crimini” e fu impiccata a Chelmsford nel 1582.

 

I migliori libri sulla stregoneria: 7 proposte per te 

 

Se vuoi approfondire le tematiche che abbiamo appena visto, ecco sette saggi consigliati dal Magical Magazine:

1.    “La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell'Età moderna” di Brian P. Levack.

2.    “Storia della stregoneria. Origini, credenze, persecuzioni e rinascita nel mondo contemporaneo” di Giordano Berti.

3.    Aradia o il vangelo delle streghe” di Charles Godfrey Leland.

4.    “Il libro delle streghe. Un moderno libro delle ombre per la pratica della stregoneria” di Raymond Buckland.

5.    “I segreti delle streghe. Alla scoperta della nostra storia e del nostro sapere” di Julie Lègére, Elsa Whyte e Laura Pérez (Autore).

6.    “La stregoneria oggi” di Gerald Gardner (uno dei grandi padri fondatori della Wicca).

7.    “Wicca. Il libro essenziale. Una guida per risvegliare la magia che è in te” di Phyllis Curott.

 

Un romanzo con una strega moderna 

 

Se oltre ai saggi ti piacciono i romanzi, allora potrebbe interessarti un libro che parla di una strega moderna che pratica l’antico sciamanesimo femminile norreno!


Scopri subito "Playing with daggers", romanzo urban fantasy!




Articolo scritto in collaborazione con Ivana Vele Poletti del blog Colorare la vita.