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Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

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lunedì 16 ottobre 2023

Gustavo Rol e lo spirito del Divino


 

 

Un moderno sciamano, oppure semplicemente un uomo che aveva imparato a esercitare i propri poteri? Dopo l'affermazione di Friedrich Nietzsche in cui si diceva che dio è morto, Gustavo Rol potrebbe rappresentare l'archetipo dell'uomo nuovo di cui parlava Zarathustra. Un uomo che attraverso il superamento della sua attuale condizione, si liberava dalle catene dell'asservimento al divino per divenire egli stesso signore di se stesso.

“Dio è ovunque, anche dentro di noi e noi siamo parte di Dio.”

Così affermava Rol. Un'affermazione che ci porta a pensare che noi facciamo parte di un tutto che ci circonda e che nello stesso tempo ci crea, come noi partecipiamo alla sua creazione. Visto da questa prospettiva, il primo passo è renderci conto di quelle che sono le nostre potenzialità; il passo successivo è capire come esprimerle. In virtù di ciò, probabilmente, la strada da intraprendere è legata alla smaterializzazione della nostra vita, scrollandoci di dosso tutta la serie di interessi personali che collidono con lo sviluppo della nostra spiritualità. A questo proposito, è consigliata la lettura dell’articolo Multiverso, rappresentazione e stregoneria”.

 

Condurre e manipolare l’energia

Il dott. Rol, plurilaureato in giurisprudenza, economia e biologia, si considerava come un conduttore energetico, un collegamento con l'energia dell'universo. Infatti, definiva se stesso come una “grondaia”, che convogliando l'acqua che cade sul tetto la incanala indirizzandone la forza.

La sua concezione del legame che accomuna ognuno di noi con il mondo che ci circonda e di cui facciamo parte è la presenza dello spirito. La sua concezione di spirito è essenzialmente diversa da come siamo abituati a sentircela spiegare. Infatti, Rol sostiene che essendo ogni oggetto che ci circonda creato per svolgere una determinata funzione, anche quando questo oggetto non esiste più, qualsiasi ne sia il motivo, il suo spirito continua ad aleggiare intorno e dentro di noi. Possiamo quindi tranquillamente chiamarla la teoria dello “spirito intelligente,” una specie di: funzione=spirito dell'oggetto. Questo spirito sarebbe la conseguenza della manipolazione subita dall'oggetto nelle diverse fasi della sua presenza: in un primo momento quando viene pensato, disegnato per svolgere una determinata funzione e, in seguito, modellato e costruito. Si tratta di tutta una serie di fasi in cui si accumulano gli spiriti delle persone che l'hanno pensato, poi di quelle che l'hanno costruito e non solo. Si intreccia anche con gli spiriti delle attrezzature e delle macchine usate per la sua costruzione.




 

Lo spirito intelligente

Quindi, lo spirito proprio di un oggetto non è altro che la somma di quelli che hanno contribuito alla sua nascita e uso. In virtù di questa vita, che per intenderci potremmo definire virtuale, tutto ciò che ci circonda acquisisce una sorta di consistenza e, anche quando termina la sua funzione, mantiene un che di reale nella nostra vita. Seguendo questa concezione ne consegue che, se c'è uno spirito delle cose, a maggior ragione ci sarà negli animali e soprattutto nell'uomo, dove acquisirà l'accezione di “spirito intelligente”.

Potremmo dunque dire che siamo parte di un grande spirito che ci identifica e che nello stesso tempo ci circonda. Quando nasciamo, lo spirito di coloro che ci hanno preceduti vive con noi, portando con sé quell'esperienza ancestrale, quell'istintuale bene o male che mettiamo nelle nostre scelte ogni giorno.

 

“La morte è la fine di una vita materiale, e il principio di un’altra. Nessuna cosa comincia se non da un’altra che finisce, quindi tutto ciò che finisce genera altre cose.

Allora la morte non è la fine di nulla, né il principio di nulla, non esiste; trattasi di un semplice avvenimento transitorio, non mai definitivo, sinonimo di movimento e di continuità.

 

Così terminava un pensiero Rol, è come se dicesse che nello “spirito intelligente” non esistono un prima o un dopo e che tutte le esistenze sono concatenate e consequenziali, per cui il passato non è altro che lo specchio del futuro. Non possiamo però dimenticare che il nostro futuro possiamo modellarlo, al di là del nostro carattere innato, attraverso piccoli o grandi cambiamenti drastici.

Un esempio banale: nella nostra vita abbiamo sempre utilizzato l'automobile, quindi sappiamo che nel nostro futuro ci sarà ancora. Se per qualsiasi motivo, che sia ideologico o pratico, decidiamo che non useremo più l'auto, ecco che avremo cambiato il nostro futuro togliendo semplicemente un tassello dal nostro passato.

 

Aura, spirito e vibrazioni

L’esperienza di Rol è un fattore chiave anche nell’ideazione della serie di fantascienza cybernature Stargarden Universe! Se non sai che cos’è il cybernature, puoi scoprirlo subito sul sito ufficiale nell’articolo “Fantascienza italiana news: nasce il cybernature!”.



Il cybernature analizza la tensione, tipica dell’essere umano, tra la volontà di preservare la natura e il progresso verso una tecnologia sempre più totalizzante. Uno dei punti fondamentali è la connessione, che per la maggior parte della gente avviene tramite il dispositivo G-Connect creato dalla GEA (Global Ecological Administration)… mentre per una minoranza assume un significato spirituale che riprende in pieno i concetti espressi da Rol: essere parte di un tutto, co-creazione, esistenze interdipendenti e un ciclo energetico continuo.

La massima espressione spirituale della vera connessione si manifesta nella misteriosa zona occupata da Nuova Eden, in contrapposizione al lusso e alla tecnologia invasiva di Urbe Ancestralis. La storia segue tre punti di vista molto diversi fra loro: il protagonista Jo Jo Nishimura (pericoloso bio-hacker), Adela (edenita in missione all’Urbe) e i mercenari Dex e Mike (noti come Mad Bros).

ADELA pronta per una nuova missione segreta!

Se vuoi scoprire i segreti di Gaia, la Terra del futuro, inizia subito l’avventura col primo romanzo della serie: “Dark Ghost… disponibile su Amazon anche in versione cartacea illustrata e incluso nel catalogo di Kindle Unlimited!

 

Il principio di tutto

Tutto comincia con una grande delusione. Rol nel 1927 viveva a Marsiglia e durante una passeggiata si sentì attratto dalla vetrina di una tabaccheria. Esposta in bella vista c’era una scatola contenente due mazzi di carte, uno con il dorso verde e l'altro mostrava la prima carta e quindi il colore del retro era sconosciuto.

Immobile davanti alla vetrina, Rol sentiva il bisogno di sapere il colore dell'altro mazzo. Poi cominciò ad avere la sensazione di poterlo indovinare, percepiva chiaramente dentro di sé che avrebbe potuto farlo. Rotto ogni indugio, entrò nella tabaccheria e comprò la scatola facendola chiudere così com'era, perché a casa avrebbe dimostrato a se stesso di poter indovinare il colore dell'altro mazzo. Arrivato a casa, si sedette e mise la scatola su un tavolo. Poi si concentrò sulle carte e precisamente sul colore che doveva avere il secondo mazzo. Quando finalmente aprì la scatola, la sua delusione fu enorme, infatti il colore del secondo mazzo era nero, l'unico colore che non aveva mai pensato!

Per qualche settimana accantona le carte ma, dentro di sé, il verde che l'aveva attirato alla vetrina e che l'aveva portato a cercare di indovinare il colore dell'altro mazzo, non l'aveva mai abbandonato. Il Magical Magazine ha già parlato di Rol e del colore verde anche nell’articolo “La telecinesi esiste? Tutto quello che c’è da sapere”.

Così, Rol riprende le carte e comincia a esercitarsi a indovinarne il seme e i numeri, sempre con in mente il verde che caratterizzava il dorso di uno dei mazzi. Dopo alcuni mesi comincia a sentire la vibrazione di quel colore affine alla quinta nota musicale, elementi che messi insieme emanano per lui una sorta di calore.

“Furono giorni di grande bellezza e di ansietà insieme, di maturazione interiore, di speranza e consapevolezza che qualcosa di molto importante per me stava per succedere.”

Così ci dice Rol, che da allora comincia a vedere sempre di più i colori e i numeri delle carte, ma capisce anche che se vuole andare al di là delle statistiche e vedere tutto quello che c'è, deve affinare lo spirito. Da allora cambia completamente il suo modo di essere. Più il suo spirito si libera dalle sovrastrutture create dalla società, più la sua consapevolezza interiore cresce insieme alla fede in sé e allo spirito che vede attorno a lui.

 

Il risveglio dello spirito

Le carte sono diventate un gioco, uno scherzo da fare con gli amici, quello che ha acquisito è la capacita di leggere i pensieri, di vedere l'aura delle persone, che significa anche poterne leggere la salute.

Legge libri chiusi, dipinge senza pennelli, scriverà sul suo diario:

“Oggi, 28 luglio 1927, la mia ricerca è finita. Ho scoperto la legge che lega le vibrazioni del verde a quelle della quinta nota musicale e a certe vibrazioni termiche:

il segreto della coscienza sublime.”

 

Più avanti illustrava la coscienza sublime così:

“La coscienza sublime abbraccia le squisite intuizioni che, attraverso l'ordine e l'armonia, conducono l'uomo alla percezione della propria identità spirituale.”

 

Qui mi limiterò a raccontare un aneddoto che da sé ci fa capire quanto lo spirito intelligente ci circonda. Il 9 luglio del 1973 Rol riceve una telefonata e sente dall'altra parte la voce di una donna che dice pronto; a quel punto la ferma e le dice che lei indossa un camice bianco ed è dottore in farmacia. Poi continua in maniera colloquiale con il segno zodiacale, lei è del toro e ha due pregi che possono rivelarsi anche dei difetti, infatti è troppo buona e troppo impulsiva. Inoltre la invitò ad andare subito da lui perché ne aveva bisogno.

La persona che gli telefonò era Catterina Ferrari la farmacista di Carmagnola. Nel febbraio del 1982 suona alla porta di Rol e viene accolta con un: “Ce n'è voluto del tempo, ma era destino che ci incontrassimo.”

 

Gustavo Rol rimane uno dei personaggi più misteriosi del nostro tempo, una persona umile che non ha mai abusato delle sue straordinarie capacità, per altro documentate da Remo Lugli, da Dino Buzzati, da Albert Einstein… solo per citarne alcuni.

 

Il nulla tace,

fuori gira il mondo:

vedo e sento.

 

Colori della vita,

sillabe della morte.

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

 

 

lunedì 9 ottobre 2023

Che cos’è il Sacro Graal? Una leggenda millenaria

 

 

Cosa contiene, chi l’ha trovato e dove viene conservato attualmente: tutte le informazioni sull’oggetto magico più famoso del mondo! 

 

C’è un manufatto che da secoli nutre l’immaginazione di scrittori, artisti, storici e appassionati di misteri: il Sacro Graal.

 

Si tratta di un oggetto legato alla tradizione cristiana e cavalleresca... Ma è davvero così o la sua leggenda è molto più antica? E dove si trova oggi? È possibile che sia ancora nascosto in qualche luogo segreto, in attesa di essere scoperto da un prode cavaliere?

 

In questo articolo ti racconterò la storia del Sacro Graal, dalle sue origini ancestrali fino ai giorni nostri. Se vuoi scoprire tutto sull’argomento, continua a leggere!

 

Graal: significato etimologico 

 

La parola “Graal” deriva dal latino medievale “gradalis, ovvero “vaso, recipiente”. Questo termine è entrato poi nel lessico francese, che lo ha trasformato in Graal.

 

 

 

Che cos’è il Sacro Graal? 

 

Secondo la versione più conosciuta della leggenda, è il calice (o, in alcune tradizioni, il piatto) usato da Gesù nell’Ultima Cena.

 

Ma cosa conteneva il Sacro Graal? Il sangue di Cristo, raccolto da Giuseppe d’Arimatea ponendo la coppa sotto la ferita al costato del suo maestro.

 

La leggenda di questo manufatto, le cui origini cristiane risalgono al Vangelo apocrifo di Nicodemo, ha dato origine a molte saghe medievali. La prima opera di narrativa che ne parla è “Perceval ou le conte du Graal” di Chrétien de Troyes, che risale al XII secolo.

In questa storia non viene spiegato né cosa sia esattamente il Graal, né che aspetto abbia. Sappiamo solo che è tenuto in mano da una damigella e che si tratta di un oggetto d’oro, tempestato di gemme preziose.

 

Perché si dice “Sacro” Graal? 

 

All’interno di “Perceval ou le conte du Graal”, dunque, il Graal non è ancora definito “Sacro”.

 

È stato Robert de Boron, nel suo “Roman de l’estoire dou Graal”, a spiegarci che si tratta del calice che Giuseppe di Arimatea usò per raccogliere le gocce di Sangue del Cristo crocifisso, sgorgate dalla piaga provocata dal centurione. A questo punto la coppa, contenendo il fluido divino, è diventata sacra.

 

Sacro Graal: la leggenda celtica 

 

Sono stati i poemi medievali a introdurre al grande pubblico europeo le vicende del Sacro Graal, legandole da un certo momento in poi alla figura di Gesù. Ma da dove proviene l’idea dell’eroe che parte all’avventura per cercare una coppa o un piatto dal fortissimo potere mistico?

 

L’origine si ritrova in numerose leggende pagane. La coppa dell’abbondanza della tradizione celtica e irlandese, in particolare, è un calice che non si svuota mai e può assumere anche la forma di un corno, di una sacca o di una ciotola, a seconda dei miti. È un simbolo del potere sovrano e della fertilità della terra, assimilabile alla cornucopia greco-romana.

Nello stesso filone si inserisce Il Calderone di Dagda, una larga pentola perennemente colma di cibo che appartiene al dio della guerra, della fertilità e della magia. Si tratta di uno dei quattro tesori che i Túatha Danann (mitica popolazione della preistoria celtica) portano con sé in Irlanda.

Se le antiche leggende pagane ti appassionano, nel mio blog troverai una vasta gamma di contenuti a tema, che spaziano dalle rune allo sciamanesimo.

E se ami leggere romanzi, puoi dare un’occhiata alla trilogia “Le ombre di Dora”, ambientato in una dimensione in cui la magia è una realtà quotidiana. Inoltre, uno dei protagonisti è irlandese, particolare che aggiunge un tocco di autenticità all’atmosfera del libro. Se sei alla ricerca di un’esperienza magica e avvincente, non esitare a visitare la pagina Amazon del primo volume, “L’ombra del sole!

 



Il Sacro Graal e Maria Maddalena 

 

Nel libro “Il sacro Graal” di Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, un successo editoriale del 1982 che ha ispirato numerosi altri testi (come il romanzo “Il codice da Vinci”), il sacro Graal sarebbe il “sang real”, cioè il sangue dei discendenti di Gesù. Non un oggetto fisico, quindi, ma un segreto a lungo celato nelle pieghe della storia.

 

Dopo la crocifissione, la Maddalena sarebbe scappata dalla Palestina con una barca insieme ad altre donne citate nei Vangeli e al figlio nato da Gesù. Sarebbe poi arrivata in Provenza e avrebbe seguito il corso del Rodano fino a raggiungere i Franchi, discendenti della tribù ebraica di Beniamino.

I Merovingi, primi re dei Franchi, secondo questa visione sono stati chiamati “re taumaturghi” proprio perché avevano il potere di curare i malati con il solo tocco delle mani, come il Gesù dei vangeli. Questa teoria si basa sulla famosa leggenda medievale dell’arrivo della Maddalena in Francia, diffusa da Jacopo da Varazze nella “Legenda Aurea”.

 



 

Il Sacro Graal e le crociate 

 

Alcune opere raccontano come il Graal fosse uno dei tesori da conquistare in Terra Santa. Vediamone due in particolare.

·      Jacopo da Varazze, nella già citata “Legenda Aurea”, narra che i genovesi trovarono il prezioso calice durante la prima Crociata (1099).

·      Nel romanzo tedesco del XIII secolo “Titurel il giovane”, si racconta di come una copia del Graal sia stata rubata dalla chiesa del Boucoleon durante la quarta crociata. Fu poi portata a Troyes da Garnier de Trainel, il decimo vescovo di Troyes, nel 1204. È rimasta a Troyes fino al 1610, ma sembra che sia poi scomparsa durante la Rivoluzione francese.

 

Chi proteggeva il Sacro Graal? 

 

Nel ciclo arturiano, i custodi del sacro manufatto erano i “Re del Graal”.

Il più famoso di loro è, senza dubbio, il cosiddetto Re Pescatore o Re Ferito.

 

Viene descritto in maniera differente da vari autori, ma tutti concordano sul fatto che abbia una menomazione alle gambe o ai genitali, che lo rende incapace di muoversi agevolmente. La sua lesione, spesso, rappresenta una punizione per i peccati commessi in passato. In alcune opere, viene stabilito un parallelo tra la ferita del Re Pescatore e quella subita da Cristo sulla croce, entrambe inflitte dalla leggendaria Lancia del Destino. La menomazione del custode si ripercuote anche sul suo regno, un luogo abbandonato noto come “La terra desolata” o “La terra guasta”.

 

Il Re trascorre la maggior parte del tempo a pescare in un fiume vicino al suo castello di Corbenic. Molti cavalieri erranti si recano dal lui per tentare di guarirlo, ma solo il prescelto destinato a trovare il Graal potrà farlo.

 

Chi trovò il Graal? 

 

Secondo il ciclo arturiano, il cavaliere che trovò il Sacro Graal fu Galahad, figlio di Lancillotto ed Elaine di Corbenic (figlia del Re Pescatore).

La sua storia è stata raccontata in diversi testi del ciclo arturiano, tra cui il poema francese “La Queste del Saint Graal” (La ricerca del Sacro Graal), scritto alla fine del XIII secolo, e “Le Morte d’Arthur” di Sir Thomas Malory, scritto nel XV secolo.

 

Secondo la leggenda, Galahad è stato scelto come il cavaliere perfetto, destinato a trovare il Sacro Graal grazie alla sua purezza morale. Durante la ricerca viene sottoposto a numerose prove e tentazioni, ma rimane sempre fedele alla missione, al contrario dei compagni di avventura. Come premio per la sua integrità, il Re Pescatore lo accoglie nel suo castello, dove gli consegna il calice.

Dopo aver visto il Graal, Galahad muore in pace e ascende in cielo con gli angeli, a testimonianza della sua santità.

 

Dove si trova oggi il Sacro Graal? 

 

Il sacro Graal esiste realmente? In molti ritengono di sì, e affermano che nella Cattedrale di Valencia c’è l’unico Graal ufficialmente riconosciuto dal Vaticano. Ma quanto c’è di vero in tutto ciò?

 


 

L’ipotesi è stata al centro di dibattiti e controversie tra gli storici e gli esperti della tradizione arturiana.

Alcuni studiosi sostengono che il “Calice di Valencia” è una reliquia cristiana autentica, risalente al I secolo e utilizzata per il culto eucaristico, ma che non ha alcun legame con il Graal. Altri, invece, mettono in dubbio l’autenticità della reliquia stessa e la paragonano a coppe simili, conservate in altre parti del mondo e fabbricate ad hoc per attirare turisti. Altri ancora... sono pronti a giurare che quello sia l’autentico Graal!

 

In ogni caso, la Chiesa cattolica non ha mai emesso una dichiarazione ufficiale sulla veridicità del “Calice di Valencia”: la questione rimane oggetto di discussione tra storici e appassionati di misteri.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

 

lunedì 11 settembre 2023

Antichi creatori o spiriti di mondi altri?

 



 

Tutte le antiche scritture dell'area mesopotamica si rifanno ad avvenimenti tramandati oralmente perché precedenti la diffusione della scrittura. Gli eventi di riferimento risalgono a prima che l'uomo fosse creato, quando sulla Terra non esisteva nulla, tranne la natura selvaggia.

Questi avvenimenti, che noi releghiamo al rango di pure leggende, sono stati di una tale eccezionalità che vengono menzionati praticamente in tutti gli scritti di quella regione. Essendo la Mesopotamia la parte del mondo in cui si sono effettuati i primi scritti, tutti gli altri si sono ispirati a essi, da quelli biblici ai Veda, pensiamo solamente al diluvio universale, presente in ogni mitologia mondiale.

C'è un passo nell'Apocalisse che è molto esplicativo:

Scoppiò quindi una guerra nel cielo, Michele e suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta la Terra, fu precipitato sulla Terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.”

Questo mito, coniugato nei diversi modi e convenienze del tempo, lo ritroviamo ovunque, dalla Genesi nel Vecchio Testamento, all'antichissimo libro di Enoch, ai vangeli gnostici nella Pistis Sophia, ai racconti dei Veda.

 

Angeli ribelli

Il contenuto generale di questo mito degli “angeli caduti sulla Terra” si può riassumere in alcuni tratti comuni dove l'angelo più simile a Dio, per esempio Lucifero, si sente uguale se non superiore e decide insieme ad altri di ribellarsi. Da questo gesto estremo cominciano tutta una serie di battaglie celesti, ampiamente documentate in tutti i testi antichi, che portano alla sconfitta di Lucifero insieme ai suoi alleati.

Esiliati fuori dalle sfere del Divino vengono lasciati a governare sulla Terra. Altre tradizioni riportano che questi angeli furono creati prima dell'uomo e che, quando furono esiliati sulla Terra, diedero vita alla razza umana, contribuendo geneticamente e culturalmente alla sua civilizzazione.

Il Magical Magazine si è già occupato di angeli anche in passato con l’articolo “Chi sono gli angeli ribelli?”.




 

Lucifero è un liberatore?

In questo senso possiamo anche interpretare l'etimologia del nome “Lucifero”, dal latino Lucifer “portatore di luce” (lux=luce, ferre=portare). È proprio in questo senso che possiamo leggere la punizione di Lucifero, in quanto serpente antico”, identificato come colui che indusse Eva a mangiare la mela della conoscenza e, quindi, a riscattarsi dalla schiavitù di quegli angeli creatori caduti dal cielo. Riscattando se stessa, Eva riscattò tutta l'umanità che da lei discese.

Per cui, abbiamo un mondo costruito e popolato da questi angeli espulsi dal Divino, che cercano di crearne un altro a loro immagine. Questi angeli sono chiamati Elohim nel Vecchio Testamento e Arconti nella tradizione gnostica.

In questo versetto possiamo vedere come Lucifero sia una figura ben presente nella letteratura biblica.

Isaia 14:12-15

Conferenza Episcopale Italiana

 

12 Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
13 Eppure tu pensavi:
Salirò in cielo,
sulle stelle di Dio
innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea,
nelle parti più remote del settentrione.
14 Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all'Altissimo.
15 E invece sei stato precipitato negli inferi,
nelle profondità dell'abisso!

In questo caso Lucifero, in quanto portatore della conoscenza attraverso la mela, diventa colui che libera l'umanità dai suoi creatori, gli Elohim nel Vecchio Testamento, gli Arconti nella tradizione gnostica.




 

L’origine del mondo e gli Arconti

L'arconte Jaldabaoth, nato da Sophia come feto espulso per redimersi da un peccato di superbia, crea questo mondo. Nato dalla parte della tenebra, essendo lui all'oscuro del mondo di luce sopra di lui, ne diviene Demiurgo, coagulando sentimenti, emozioni, desideri, inquietudini e conoscenze trasmessegli dal travaglio della madre prima dell'abbandono.

“L'invidia generò la morte, la morte generò i propri figli, e tutti i cieli del caos furono riempiti dalle loro moltitudini.

(La gnosi e il mondo, di L. Morandi)

Il Demiurgo è il possessore delle idee eterne e le ricrea nel mondo; gli Arconti sono coloro che le governano.

In questo caso, Jaldabaoth genera sei figli dividendo tra loro il potere sul mondo. Quindi abbiamo sette Arconti principali, ognuno di loro a capo di una schiera di sub-arconti minori.

Anche gli Arconti e i loro accoliti vivono nel mito del ritorno al cielo divino che non possono raggiungere e, siccome l'anima racchiusa nei corpi dell'umanità discende dal regno divino, essi la inducono ai più turpi desideri e malefiche azioni, succhiandone l'energia che ne deriva.

Ogni piacere sessuale, o atto che genera vibrazioni di desiderio o rabbia, è nutrimento per gli Arconti che ci accompagnano nella vita. E come ci insegnava Don Juan, il mondo che ci circonda è energia e noi ne facciamo parte. A questo proposito, è consigliata la lettura dell’articolo Multiverso, rappresentazione e stregoneria”.

Fino a quando l'anima sarà prigioniera di pulsioni e desideri saremo preda degli Arconti che si nutrono dell'energia prodotta, costringendoci a vagare da un corpo all'altro, dalla vita alla morte e così via.

Gli gnostici ci mostrano la via da seguire per poter abbandonare questo circolo vizioso, che fa comodo solo a questi vampiri energetici: attraverso simboli, parole di potere e magia vivificati nella carne, nella mente e nell'anima degli adepti alla gnosi, coltivata tutta la vita.

Ci sono parole di potere che l’anima che cerca la via del ritorno al padre divino può proferire durante l’incontro con gli Arconti, mentre essi cercano di riportarla sotto il proprio controllo.

Esiste inoltre la magia sulle anime dei morti in attesa dell'ascesa effettuata dai sacerdoti durante la cerimonia funebre.



Gli argomenti di questo articolo sono stati rielaborati nella creazione della serie fantascientifica cybernature Stargarden Universe.

Nel romanzo di apertura, “Dark Ghost, si inizia a presentare la ghiandola pineale come sede di queste vibrazioni così importanti; un’infarinatura di questo tema è reperibile anche nell’articolo “Vibrazioni energetiche tra persone: esistono davvero?”.

La ghiandola pineale, le sue funzioni e le vibrazioni sono elementi portanti che si sviluppano nel corso della serie, che è ambientata proprio sulla Terra del futuro: Gaia, rinata grazie all’aiuto degli Ancestrali (che come si può immaginare sono alieni!).

L’ambientazione di Stargarden Universe più affine a questi argomenti è Nuova Eden, gioiello verde e rigoglioso strangolato dal deserto. Si tratta di una regione corrispondente all’attuale penisola iberica, che politicamente si è separata dalle megalopoli iper-urbanizzate che ricoprono il resto del pianeta, come Urbe Ancestralis.

A Nuova Eden si persegue lo sviluppo della vera connessione, basata sull’empatia e sugli insegnamenti degli Ancetrali, in contrapposizione alla connessione artificiale possibile sul resto di Gaia grazie al dispositivo G-Connect, prodotto dal colosso globale GEA.

Se questi argomenti ti incuriosiscono, vola nel futuro insieme a Adela, la tua guida edenita fra connessioni, pericoli e bio-hacker poco raccomandabili! Leggi “Dark Ghost in eBook e in versione cartacea illustrata!


Adela da Nuova Eden, 
la tua guida edenita esperta di vibrazioni
 

All'interno della vasta cosmogonia Sumero-Accadica troviamo come progenitori gli Apkallu che appaiono, pur visti da un'angolazione diversa, simili come potere agli Arconti.

Secondo Beroso, gli Apkallu nascono dal mare e il primo di loro è Oannes, che appare come un essere forse anfibio, con testa di pesce che sovrasta una testa umana e con piedi d'uomo sporgenti dalla coda di pesce. Insieme a lui, che poi assunse la posizione apicale, troviamo gli altri sei. Sette sapienti che affiancheranno i primi dieci re sumeri antidiluviani. Mentre dopo il diluvio pare ne rimanesse uno solo.

Non può sfuggire nella descrizione, ma soprattutto osservando i bassorilievi che li rappresentano, come il rivestimento esterno che li fa assomigliare a pesci possa essere assimilato a una tuta spaziale. Nel corso degli anni la loro immagine cambia, sempre osservando i bassorilievi meno antichi, e diventano muniti di ali con testa d'aquila, come a voler ricordare la loro capacità di volare.

 

Siamo figli delle stelle?

Secondo il popolo Dogon, che vive nell'altopiano del Mali, siamo eredi di un’antica civiltà proveniente da Sirio. Secondo la loro tradizione, tramandata oralmente da millenni e documentata attraverso opere d'arte, esseri umanoidi anfibi provenienti da Sirio li avrebbero istruiti sull'universo.

Il popolo Dogon vantava conoscenze cosmologiche sorprendenti. Intervistati nel 1930 da un antropologo francese, parlarono della stella gemella di Sirio e di altri pianeti, ricordiamo che Sirio B fu fotografata per la prima volta nel 1970! L'analogia delle descrizioni sia orali che nei bassorilievi è evidente, questi esseri erano stati sia lì che a Babilonia, per non parlare delle tradizioni e delle architetture piramidali, statuarie e dei bassorilievi nelle civiltà precolombiane.

“Gli sciamani dell’antico Messico scoprirono che abbiamo un compagno che resta con noi per tutta la vita, un predatore che emerge dalle profondità del cosmo e assume il dominio della nostra vita”.

(Don Juan Matus,

“Il Lato Attivo dell’Infinito” di Carlos Castaneda)

 

Ovviamente speriamo che non sia così!

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN