Non tutto ciò che pensi è tuo

Entra nell’universo di Eva Fairwald

Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

📚 Esplora la serie Dark Ghost: Store Autore su Amazon | Catalogo su Rakuten Kobo

🌐 Scopri il cybernature

Iscriviti al Circolo Privato di Eva Fairwald per ricevere riflessioni e contenuti esclusivi.
Entra nel sistema → evafairwald.com #cybernature #evafairwald #darkghost

⬇️ SCOPRI TUTTI GLI ARTICOLI! ⬇️

Visualizzazione post con etichetta rune. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rune. Mostra tutti i post

lunedì 26 febbraio 2024

Oracoli e divinazione

 


 

Così Cicerone esordisce nel suo saggio: “Della divinazione”.

 

 

«È un'opinione antica, risalente ai tempi leggendari e corroborata dal consenso del popolo romano e di tutte le genti, che vi siano uomini dotati di una sorta di divinazione - chiamata dai greci mantiké -, cioè capaci di presentire il futuro e di acquisirne la conoscenza. Capacità magnifica e salutare, se davvero esiste, grazie alla quale la natura di noi mortali si avvicinerebbe il più possibile alla potenza degli dèi! E come in altri casi noi romani ci esprimiamo molto meglio dei greci, così anche a questa straordinaria dote i nostri antenati dettero un nome tratto dalle divinità, mentre i greci, come spiega Platone, derivarono il nome corrispondente dalla follìa. Non conosco, in verità, alcun popolo, dai più civili e colti fino ai più efferati e barbari, che non creda che il futuro si manifesti con segni premonitori, e che esistano persone capaci di comprenderli e di spiegarli in anticipo.»

 

 

L'esigenza di conoscere il futuro è sempre stata presente in ogni tipo di società umana, dai suoi primordi fino a oggi. Cambiano i metodi, ma lo scopo è sempre lo stesso: sapere in anticipo se le nostre azioni raggiungeranno lo scopo desiderato.

Una via antica

È stato un percorso che all'inizio si confondeva con la magia, per poi sfociare in credenze religiose, animistiche e spirituali, in un certo senso possiamo dire che la pre-destinazione dell'uomo era insita nelle ricerche che venivano effettuate.

Infatti, cercare di sapere cosa ci accadrà in futuro indica che la via è già tracciata. O che pensiamo che lo sia, in caso contrario non avrebbe alcun senso cercare di sapere qualcosa che non c'è! Se ci facciamo leggere la mano, che è una forma di divinazione, crediamo che la nostra vita sia scritta dalla nascita alla morte in quelle linee, e che ci sia qualcuno che abbia le capacità di interpretarle. Una condizione perché sia la divinazione che le risposte oracolari acquisiscano una valenza di verità ai nostri occhi, è il credere all'esistenza di una entità soprannaturale che decida del destino di tutto e tutti.

 

La nascita della ricerca scientifica

In un certo senso, possiamo affermare che la divinazione e le risposte oracolari, conseguenza del senso di inadeguatezza dell'uomo nei confronti della natura in cui vive, della percezione del suo essere inerme alla mercé degli eventi, abbiano stimolato la nascita della ricerca scientifica. Una sorta di contrapposizione, di ribellione alla tirannia del soprannaturale attraverso la ragione e il metodo scientifico.

Le pratiche divinatorie e oracolari sono singoli eventi, riti che squarciano il velo che ci divide dagli universi altri per portarli qui. Ma sono sempre episodi singoli, specifici, che attraverso analogie ci illuminano sul molteplice. La ricerca scientifica rifiuta il dogma, la scienza è la massima espressione del dubbio, la ripetitività di un esperimento cercando di metterne in discussione i risultati, sempre e comunque, è lo scopo del metodo scientifico. Il risultato positivo del momento può e deve essere messo in discussione.

Attraverso i millenni, la divinazione si è basata su varie tecniche influenzate dalla tipologia di vita che avevano le popolazioni, dall'influenza degli animali che portavano con loro, o contro cui lottavano per la sopravvivenza.

In linea generale possiamo vederne alcuni esempi tipici:

 

1.    I segni celesti, quindi costellazioni, comete, eclissi. Da qui la nascita dell'astrologia, ma anche dell'astronomia con la previsione delle eclissi, per esempio.

2.    I segni atmosferici, con tutte le loro declinazioni specialistiche, quindi l'osservazione del vento, delle nuvole, della pioggia, dei tuoni e dei fulmini.

 

3.   L'avvistamento di specifici animali totem, o i movimenti di animali in specifici contesti, sia domestici tipo galli, gatti e topi, sia selvaggi.

 

4.    L'esame delle viscere degli animali sacrificati, soprattutto il fegato, ma anche le interiora, la quantità di sangue, il comportamento dell'animale durante il sacrificio.




 

Divinazione nel mondo

Un tipo diverso di divinazione è quella Shintoista, infatti su quattro strisce di carta si scrive la domanda al patrono o alla patrona del santuario. Sotto la domanda si scrivono tre no e un sì. L'Oen Sensei (sacerdote Shintoista) le prende arrotolandole come palline. Le mette su un piano appoggiato a un treppiede. Il sacerdote impugna un rametto con l'estremità piena di strisce di carta colorata, sventolandole da sinistra a destra, sempre più vicino alle palline. Quando finalmente una di esse cade, il sacerdote la raccoglie e te la mette in mano, mentre tu gli darai il riso dell'offerta. Questa è la parte finale del rito che implica una lunga fase di preparazione e purificazione prima di poterla eseguire.

 

Un altro tipo di divinazione è l'I Ching, o libro dei mutamenti, cinese. All'inizio, come la maggior parte delle risposte oracolari nel mondo antico, si limitava a un sì o un no. Queste risposte si differenziavano nell'utilizzo di una linea intera per il sì e una spezzata per il no. Nel corso dei tempi si è sentita la necessità di una maggiore differenziazione e si è arrivati all'utilizzo di otto segni. Nel tempo le combinazioni delle linee sono diventate più complesse, arrivando a sessantaquattro segni. Tutto questo per poter interpretare la mutevolezza dell'universo e avere un vaticinio in evoluzione. Infatti, l'attenzione non è sull'immagine del momento ma sulla mutazione nel tempo.

 

La lettura delle rune è una specificità del nord Europa, legata al culto di Odino, ai suoi eroi e demoni, e all'attesa del Ragnarǫk, la battaglia finale in cui si deciderà il destino degli dei che regnano su di noi. Le rune sono un insieme di caratteri che compongono un alfabeto. Il termine rune significa sussurro-segreto, quindi la loro lettura svela la visione del futuro che attende il supplice.

 

Tra gli oracoli più famosi, quello di Apollo a Delfi è quello più conosciuto. La sua origine è molto contesa, si racconta che Zeus abbia liberato due aquile agli antipodi del mondo e che si siano incontrate proprio lì decretando cosi il centro del mondo “Omphalos”. Altri raccontano di un capraio caduto in un anfratto, che da quel momento cominciò ad avere delle visioni. Comunque sia, inizialmente furono delle vergini a occuparsi di rispondere ai quesiti, interpretate dai sacerdoti di Apollo. In seguito, dopo alcuni rapimenti, furono messe delle donne più anziane. Anche qui prima di poter accedere al tempio era necessario sottoporsi a riti di purificazione e onorare il tempio con delle offerte.

 

L'antro della Sibilla Cumana, è certamente l'oracolo più famoso che abbiamo in Italia. Situato nei pressi del Lago d'Averno nei Campi Flegrei. Anche lei è una sacerdotessa di Apollo. Virgilio nel Libro VI dell’Eneide rappresenta la Sibilla Cumana come la sacerdotessa di Apollo e la custode dell’Ade. Giunto al tempio d’Apollo sull’Acropoli di Cuma, Enea viene condotto dalla Sibilla all’interno del tempio. "Ispirata" dal sacro furore di Apollo, la sacerdotessa mostra a Enea il mondo dell’aldilà e gli profetizza il glorioso futuro di Roma.

 

Ai nostri giorni la statistica ha preso il posto della divinazione e i nuovi oracoli sono i guru della finanza, che attraverso l'elaborazione di dati che si ripetono nel tempo danno le loro sentenze.

 

Volo d'uccelli,

un corvo che osserva:

voce che tuona.

 

Il fili del destino

tra le dita degli dei.

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

  

venerdì 1 settembre 2023

5 curiosità sulla storia dei tarocchi

 

 

Benvenuto/a nel mondo dei tarocchi, uno dei più intriganti sistemi di divinazione che esistano al mondo 

 

L’universo delle carte divinatorie ti appassiona? Allora sei nel posto giusto! In questo articolo, ti svelerò 5 notizie che (forse) non conoscevi.

Ma prima di entrare nel dettaglio, diamo un'occhiata alle domande alle quali risponderemo. Perché i tarocchi si chiamano così? Da dove provengono? Perché non si possono comprare? Cosa rivelano i tarocchi? E come si possono utilizzare per costruire storie?

Bene, ora siamo pronti a rivelare tutti i segreti e a scoprire insieme il fascino di questi strumenti. Ecco 5 curiosità sulla storia dei tarocchi che ti lasceranno a bocca aperta!

 

1. Perché i tarocchi si chiamano così? 

 

L’etimo della parola è incerto, nel corso dei secoli sono state elaborate varie teorie. Vediamo, di seguito, le più famose.

·      Secondo alcuni trae origine dal tipo di decorazione in rilievo delle carte, dal latino volgare “taràre, variante del verbo classico “térĕre” (cospargere di punteggiature).

·      Può essere legato al fiume Taro, affluente del Po.

·      Secondo un’ipotesi molto affascinante, deriva dall'egiziano “Ta-Rosh (“via regale”) oppure taru (consultare).

·      In ambito esoterico, si ritiene che sia un tetragramma cabalistico (ovvero il nome a quattro lettere di Dio), come “tora”, “rota” o altre varianti.

 

2. Che origine hanno i tarocchi? 

 

La storia dell'origine dei tarocchi è avvolta nel mistero e le ipotesi a riguardo sono variegate. La teoria più accreditata suggerisce che siano stati creati nel XV secolo in Italia, come una versione modificata delle comuni carte da gioco, ma probabilmente hanno origini molto più antiche. A riprova di questo fatto, possiamo osservare parecchi punti di contatto tra le immagini dei tarocchi e i geroglifici egizi.

Parlando degli oggetti fisici giunti a noi, un primo antenato dei tarocchi è rappresentato dalle “carte de trionfi” (il nome “trionfi” è rimasto a indicare gli arcani maggiori dei tarocchi) menzionate in una lettera del 1449, scritta dal capitano Jacopo Antonio Marcello alla duchessa Isabella di Lorena. La missiva accompagnava un mazzo di carte, che purtroppo è andato perso.

Nella lettera era inclusa una copia del trattato in latino di Marziano da Tortona, segretario del duca di Milano Filippo Maria Visconti. L’autore descrive solo ventiquattro carte del mazzo, di cui sedici illustrate con immagini di divinità greche e quattro con i Re; erano accompagnate da un mazzo di carte tradizionali, i cui semi erano rappresentati da uccelli. Siamo ancora lontani dai tarocchi come siamo abituati a vederli ora, ma questo esempio rappresenta una prima evoluzione delle carte dell’epoca.

Ma qual è il primo mazzo giunto fino a noi? Si tratta dei “Tarocchi Visconti di Modrone, realizzati in Lombardia per la famiglia Visconti e attribuiti al pittore di corte Bonifacio Bembo. Il gruppo di carte, composto da 66 pezzi, è dipinto a mano e ricoperto da una lamina d'oro finemente lavorata a bulino. Sulle carte sono impressi numerosi riferimenti alla famiglia Visconti, come la corona con i rami di palma e alloro e i motti “A bon droyt” (che significa “a buon diritto”) e “Phote mante” (cioè “bisogna mantenere”).

 



 

3. Perché i Tarocchi non si comprano? 

 

Si tratta di un’antica tradizione, legata al sistema di credenze che ruota intorno alle carte divinatorie. Secondo questa visione, i mazzi dovrebbero essere donati o tramandati di generazione in generazione, anziché acquistati.

L'idea di regalare i tarocchi simboleggia la trasmissione del potere magico da un individuo all'altro, e il fatto che non dovrebbero essere comperati sottolinea l'importanza di ottenere gli strumenti mistici attraverso mezzi spirituali e non commerciali. Tuttavia, è importante notare che questa è solo un’usanza del passato e che molte persone, attualmente, acquistano le carte per uso personale senza problemi (certamente Amazon mi sta ascoltando e sa benissimo che cosa ho nel carrello…).

 

4. Come costruire storie con i tarocchi? 

 

L'utilizzo di strumenti divinatori come i tarocchi, le sibille Lenormand, le rune e le oracle cards può rappresentare un efficace metodo per superare i blocchi creativi e stimolare la fantasia.

Spesso, infatti, quando siamo davanti alla “paura della pagina bianca”, siamo limitati dalla razionalità e dalla logica che ci impediscono di esprimere le nostre idee al meglio. Gli oggetti esoterici, invece, ci aiutano a concentrarci su elementi simbolici e archetipici, aprendo la mente a nuove prospettive e liberando l'immaginazione. In questo modo, possiamo trovare una fonte d’ispirazione alternativa e arricchire la nostra inventiva.

Ci sono diversi modi per utilizzare i tarocchi per costruire storie. Uno di questi è quello di fingere di essere un personaggio del tuo romanzo, pescare una carta e osservare la figura che ti è stata assegnata. In questo modo, puoi individuare i significati correlati e considerare se l’immagine prescelta potrebbe rappresentare una svolta nel cammino del tuo personaggio.

Inoltre, se ti trovi bloccato/a in un punto cruciale della trama, potresti porre domande specifiche ai tarocchi per ricevere suggerimenti e superare l'ostacolo.

Un altro modo per utilizzare i tarocchi per creare storie è quello di disporre le carte in griglie di interpretazione che rappresentano il passato, il presente e il futuro dei tuoi personaggi.

Nel mio libro “Come trovare il tempo per scrivere”, ho proposto 25 modi per superare il blocco dello scrittore, e l'uso dei tarocchi è proprio uno di questi! Se ti interessa scoprire altri segreti della creatività letteraria, ti suggerisco di dare un’occhiata al mio manuale, che è disponibile su Amazon in versione eBook e cartacea corredata da esclusivo diario di scrittura (da acquistare separatamente).


 

5. Cosa rivelano i tarocchi? 

 

I tarocchi sono un sistema di linguaggio divinatorio che utilizza immagini archetipiche per trasmettere significati allegorici. Ogni carta ha una rappresentazione simbolica che può essere interpretata in base al contesto. La lettura si basa sull'idea che gli archetipi riprodotti siano universali e quindi possano essere compresi da chiunque, indipendentemente dalla lingua o dalla cultura di appartenenza.

Contrariamente alla credenza popolare, i tarocchi non sono utilizzati per prevedere il futuro in modo preciso e definitivo, ma piuttosto per aiutare a comprendere meglio il passato, interpretare il presente ed esplorare le varie strade che si possono aprire davanti a noi nel nostro domani. Sono uno strumento per conoscere se stessi, sondare la propria interiorità e sviluppare la consapevolezza di sé.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

 

 

 

lunedì 6 dicembre 2021

Streghe vere oggi: dove abitano e quali poteri hanno



 

Dove vivono le streghe vere oggi? 

 

Con l’avvento di Wicca, etenismo, celtismo e neopaganesimo in generale, le streghe sono tornate nel mondo moderno. Vivono un po’ dappertutto, ma ci sono luoghi di grande misticismo dove la loro presenza è tangibile in ogni angolo, soprattutto se sono stati teatro di processi per stregoneria.

Alcuni di questi luoghi, come leggerai in questo articolo, si trovano proprio in Italia (soprattutto in Liguria e nel Lazio).

Se vuoi scoprire dove incontrare le streghe vere e se sei interessato/a a capire quali poteri effettivamente abbiano, allora sei nel posto giusto!

 

Dove trovare le streghe vere in Italia? 

 

Triora 

 

Se vuoi respirare un’atmosfera davvero stregata, non puoi farti sfuggire una gita a Triora, il borgo delle streghe (questa indicazione è presente addirittura nei cartelli stradali!). Si tratta di un paese molto suggestivo, abbarbicato sulle montagne liguri. Dagli anni ’90 in poi è divenuto meta di pellegrinaggio di streghe, aspiranti tali o anche di semplici appassionati di occulto e magia.

Deve la sua fama ai numerosi processi di stregoneria che vi avvennero verso la fine del ‘500, di cui conserviamo intatta la documentazione. Le donne torturate e condannate in questa tragica pagina di storia furono il capro espiatorio di una grave carestia; le accuse derivavano principalmente dal fatto che conoscevano in maniera approfondita le erbe medicinali e le formule per scacciare il malocchio.

Ancora oggi, tra gli abitanti di Triora circolano molte leggende riguardo alle apparizioni sovrannaturali nella Cabotina (luogo dove si incontravano anticamente le streghe), ad esempio fantasmi o cani con gli occhi rossi. Sembra, inoltre, che in determinati giorni ci sia una luce magica che protegga il borgo.

Ma le streghe vere esistono ancora a Triora? Sì: la più celebre è Antonietta, classe 1928, ultima guaritrice del paese in grado di utilizzare erbe medicinali, preghiere e litanie per guarire dai malanni. Grazie a diversi documentari e interviste, il patrimonio delle sue conoscenze magiche è stato divulgato agli appassionati di occulto. Per saperne di più, ti segnaliamo un bellissimo video del vlogger “The Pillow”.

 



 

Lago di Nemi 

 

È un piccolo lago di origine vulcanica, ubicato sui Colli Albani nel territorio dei Castelli Romani. Deve il suo nome a Nemus Dianaebosco sacro dedicato alla dea Diana. In effetti, vicino al lago si trovano un’area cultuale e un tempio costruito in onore della divinità della caccia.

Il Lago di Nemi, in virtù della sua consacrazione a Diana, è diventato da molti anni uno dei luoghi di culto principali per la Wicca e per altri movimenti neopagani italiani. Nel tempio vengono organizzati ancora oggi rituali per onorare la dea.

 

William Turner, Il lago di Nemi, olio su tela, ca. 1828.


Salem

 

Spostiamoci ora in America, dove troviamo la città delle streghe per antonomasia: Salem, nel Massachusetts, dove si svolse l’ultima e terribile caccia alle streghe della storia (la cosiddetta “Witch Hysteria” iniziata nel 1862).

A Salem ci sono 22 negozi di magia e 16 musei sulla stregoneria, ma soprattutto risiedono 400 streghe "ufficialmente riconosciute". Proprio così: si tratta di un vero e proprio punto di ritrovo per chi esercita le arti occulte. Le streghe (vere) di Salem esercitano oggi la loro professione all’intero di appositi spazi pubblici, dove somministrano pozioni e unguenti guaritori ed eseguono profezie con vari strumenti di divinazione.

 

Quali poteri hanno le streghe vere? 

 

Le streghe vere, a quanto ci risulta, non volano sulle scope e non passano il tempo a trasformare le persone in ranocchi. Uscendo dal territorio della fantasia e addentrandoci in quello della realtà, potremmo indicare tre aree principali riguardanti i loro poteri:

 

·      guarigione: l’uso delle erbe medicinali per guarire malanni di varia natura è di sicuro una delle grandi capacità delle streghe vere;

·      trattamento del malocchio: le energie negative possono fare grandi danni, quindi le streghe hanno affinato nel corso dei secoli la capacità di allontanare il malocchio dalle persone e purificare ambienti/oggetti tramite particolari erbe e riti;

·   profezie: le streghe forniscono rivelazioni e previsioni riguardo al futuro delle persone, tramite oggetti sacri come rune (per saperne di più, ti consiglio l’articolo “RUNE: cosa sono? Come usarle?”) e tarocchi, oppure grazie alla consultazione di spiriti guida.




Cosa odiano le streghe vere? 

 

Le streghe vere non odiano né l’aglio, né i crocifissi, né l’acqua santa. Anzi, quello che odiano è proprio il fatto di essere scambiate per fenomeni da baraccone o creature demoniache che non hanno rispetto per il divino.

Al contrario, le vere streghe (quelle che perseguono il bene) hanno una fortissima spiritualità e operano nel rispetto di tutte le creature viventi. Possono far parte di una coven Wicca o operare da sole, possono appartenere al filone del neopaganesimo o seguire gli insegnamenti cristiani, possono avere in casa un altare dedicato a Diana o a Loki. L’importante è che siano mosse da un genuino amore per la loro missione e non da un tornaconto personale. Una persona che si improvvisa “indovina” e riduce sul lastrico la povera gente con false profezie non è una strega, è solo una truffatrice.

 

Perché si veniva accusati di stregoneria in passato? 

 

I motivi potevano essere molti. Come abbiamo visto nel caso di Triora, spesso la causa scatenante delle accuse per stregoneria erano le carestie o altri gravi eventi che sconvolgevano la vita di una determinata area geografica, come una pestilenza, una malattia del bestiame o una serie di morti ritenuta inspiegabile.

Ecco che si ricercava un capro espiatorio a cui addossare la colpa di avvenimenti tanto tragici. Le vittime ideali erano le donne che sapevano usare le erbe medicinali e le antiche formule di guarigione: erano considerate potenti, pericolose e miscredenti, perché portavano avanti riti ancestrali risalenti all’epoca pagana.

 

Qual è la strega più potente del mondo? 

 

Difficile dire quale sia la più potente; se però parliamo di fama a livello mondiale e influenza sulla cultura di massa, possiamo pensare a personalità celebri come Phyllis CurottStarhawk e Zsuzsanna Budapest. Sono donne che hanno approfondito le tematiche della spiritualità e del feminino sacro e che hanno contribuito a diffondere una concezione moderna della stregoneria.

Se parliamo del passato, dobbiamo invece citare Ursula Kemp, probabilmente la strega più famosa di tutti i tempi. Nacque nel 1525 a St Osyth, nell’Essex.

Ursula sapeva usare molto bene le erbe medicinali, conosceva formule per allontanare il malocchio, ma soprattutto era una bravissima ostetrica. La sua abilità nel curare i bambini insospettì così tanto il vicinato da farla ritenere colpevole della morte di una neonata, in realtà caduta accidentalmente dalla culla.

Ben presto Ursula fu accusata di ogni genere di malefatta e addirittura persone della sua famiglia testimoniarono che compiva riti magici in compagnia di quattro famigli: il gatto grigio Tyffin, l’agnello bianco Tyttey, il rospo nero Pygine e il gatto nero Jacke. Con una falsa promessa di assoluzione, Ursula fu indotta a confessare i suoi “crimini” e fu impiccata a Chelmsford nel 1582.

 

I migliori libri sulla stregoneria: 7 proposte per te 

 

Se vuoi approfondire le tematiche che abbiamo appena visto, ecco sette saggi consigliati dal Magical Magazine:

1.    “La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell'Età moderna” di Brian P. Levack.

2.    “Storia della stregoneria. Origini, credenze, persecuzioni e rinascita nel mondo contemporaneo” di Giordano Berti.

3.    Aradia o il vangelo delle streghe” di Charles Godfrey Leland.

4.    “Il libro delle streghe. Un moderno libro delle ombre per la pratica della stregoneria” di Raymond Buckland.

5.    “I segreti delle streghe. Alla scoperta della nostra storia e del nostro sapere” di Julie Lègére, Elsa Whyte e Laura Pérez (Autore).

6.    “La stregoneria oggi” di Gerald Gardner (uno dei grandi padri fondatori della Wicca).

7.    “Wicca. Il libro essenziale. Una guida per risvegliare la magia che è in te” di Phyllis Curott.

 

Un romanzo con una strega moderna 

 

Se oltre ai saggi ti piacciono i romanzi, allora potrebbe interessarti un libro che parla di una strega moderna che pratica l’antico sciamanesimo femminile norreno!


Scopri subito "Playing with daggers", romanzo urban fantasy!




Articolo scritto in collaborazione con Ivana Vele Poletti del blog Colorare la vita.

lunedì 7 settembre 2020

Rune vichinghe: 10 curiosità da scoprire



Cosa ti viene in mente se dico “Vichinghi”? Probabilmente un popolo di rozzi guerrieri, dediti alle scorribande e alle gozzoviglie più sfrenate. In parte è vero, ma i Vichinghi non erano solo questo. Erano anche grandi amanti di poemi e saghe mitologiche. Presso i nobili era molto richiesta la figura dello “scaldo”, poeta di corte assimilabile al bardo della cultura celtica.

Non solo guerrieri e festaioli, quindi: i Vichinghi erano anche poeti. Inoltre, praticavano l’arte della divinazione e la scrittura di testi sacri con le rune.

Ma in cosa si differenziano le rune vichinghe dalle altre rune?

Quante sono e come sono fatte?

Scopriamolo in questo articolo!


 

Rune vichinghe: 10 curiosità da scoprire

 

1.     Le rune vichinghe, usate in Scandinavia e in altri insediamenti vichinghi dal IX secolo in poi, sono anche conosciute col nome di “Futhark recente”, “rune scandinave”, oppure “alfabeto dei norreni”.

2.     Perché vengono chiamate “Futhark recente”? Perché derivano dal Futhark antico germanico, un alfabeto runico in uso dal II all’VIII secolo. La denominazione “Futhark” è dovuta al suono delle prime 6 rune dell’alfabeto: F-U-TH-A-R-K.

3.     Il passaggio tra i due alfabeti non fu brusco, ma graduale. Tra il 650 e l’800 ci fu un periodo di transizione, testimoniato da pietre runiche incise con un misto di alfabeto antico e recente. Qualche esempio: le pietre runiche svedesi di Björketorp, Stentoften e Rök, nonché la pietra runica danese di Snoldelev.

4.     Mentre il Futhark antico germanico contava 24 rune, le rune vichinghe comprendevano solo 16 caratteri.

5.     L’introduzione delle rune vichinghe avvenne nello stesso momento in cui la lingua proto-norrena ebbe un’evoluzione, tramutandosi nel norreno vero e proprio.

6.     Mentre il Futhark antico era un alfabeto elitario, le rune vichinghe erano molto più diffuse. Infatti, ci sono rimaste ben 6000 pietre runiche vichinghe!

7.     Il più antico catalogo di rune vichinghe a noi pervenuto è l’”Abecedarium Nordmannicum” ("abbecedario normanno"), risalente all’alto Medioevo. Purtroppo l’originale è andato distrutto, ma ci rimane una copia ottocentesca conservata nella biblioteca dell’abbazia di San Gallo, in Svizzera. Presenta le 16 rune vichinghe sottoforma di breve poema.

8.     Ci sono altri due cataloghi di rune vichinghe: il poema runico norvegese e il poema runico islandese. Non solo elencano tutte le 16 rune, ma per ognuna ne chiariscono il significato con una strofa poetica. Per esempio, nel poema runico islandese la prima runa (“fé”) è descritta così: “Ricchezza – Fé/fonte di discordia fra parenti/e fuoco del mare/e percorso del serpente” (traduzione tratta da “Wiccanews”). Probabilmente le rime servivano a memorizzare l’alfabeto.

9.     Ci sono due tipologie di rune vichinghe: quelle a rami lunghi, danesi, e quelle a rami corti, svedesi e norvegesi. Come mai questa differenziazione? Il motivo non è ancora chiaro, i linguisti hanno dibattuto per secoli sulla questione. L’ipotesi più accreditata è che le rune a rami lunghi fossero destinate a scrivere sulla pietra, mentre quelle a rami corti servissero per i messaggi pubblici o privati su legno.

10.  Come sono fatte le rune vichinghe? Puoi scoprirlo nell’immagine sottostante.


 

Ed ecco come si leggono:

 

(, "ricchezza")

úr (, "ferro"/"pioggia")

þurs (, "gigante"),

óss (Áss)

reið (, "cavalcata")

kaun (, "ulcera")

hagall (, "grandine")

nauðr (, "bisogno")

isa (, "ghiaccio")

ár (, "abbondanza")

sol (, "sole")

Týr (Týr)

bjarken (, "betulla")

maðr (, "uomo")

lögr (, "acqua")

yr (, "tasso").

 

La società vichinga mi ha sempre affascinata, infatti nel 2018 mi sono cimentata nell’arduo, ma stimolante, compito di scrivere un romanzo basato su un’antica saga norrena. È un progetto ancora top secret: il manoscritto c’è, è pure bello corposo, ma per presentarlo al meglio ai lettori ho bisogno di ancora un po’ di tempo. Quando sarà il momento giusto ne parlerò su queste pagine!

Nel frattempo, posso consigliarti il romanzo urban fantasy in cui ho parlato in maniera più approfondita di rune e magia norrena: “Playing with daggers”. La protagonista, Kara, è un’esperta e ambiziosa studiosa e traduttrice di antiche rune fatate

Per saperne di più, clicca QUI.



Articolo scritto in collaborazione con Ivana Vele Poletti del blog Colorare la vita.