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Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

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lunedì 11 settembre 2023

Antichi creatori o spiriti di mondi altri?

 



 

Tutte le antiche scritture dell'area mesopotamica si rifanno ad avvenimenti tramandati oralmente perché precedenti la diffusione della scrittura. Gli eventi di riferimento risalgono a prima che l'uomo fosse creato, quando sulla Terra non esisteva nulla, tranne la natura selvaggia.

Questi avvenimenti, che noi releghiamo al rango di pure leggende, sono stati di una tale eccezionalità che vengono menzionati praticamente in tutti gli scritti di quella regione. Essendo la Mesopotamia la parte del mondo in cui si sono effettuati i primi scritti, tutti gli altri si sono ispirati a essi, da quelli biblici ai Veda, pensiamo solamente al diluvio universale, presente in ogni mitologia mondiale.

C'è un passo nell'Apocalisse che è molto esplicativo:

Scoppiò quindi una guerra nel cielo, Michele e suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta la Terra, fu precipitato sulla Terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.”

Questo mito, coniugato nei diversi modi e convenienze del tempo, lo ritroviamo ovunque, dalla Genesi nel Vecchio Testamento, all'antichissimo libro di Enoch, ai vangeli gnostici nella Pistis Sophia, ai racconti dei Veda.

 

Angeli ribelli

Il contenuto generale di questo mito degli “angeli caduti sulla Terra” si può riassumere in alcuni tratti comuni dove l'angelo più simile a Dio, per esempio Lucifero, si sente uguale se non superiore e decide insieme ad altri di ribellarsi. Da questo gesto estremo cominciano tutta una serie di battaglie celesti, ampiamente documentate in tutti i testi antichi, che portano alla sconfitta di Lucifero insieme ai suoi alleati.

Esiliati fuori dalle sfere del Divino vengono lasciati a governare sulla Terra. Altre tradizioni riportano che questi angeli furono creati prima dell'uomo e che, quando furono esiliati sulla Terra, diedero vita alla razza umana, contribuendo geneticamente e culturalmente alla sua civilizzazione.

Il Magical Magazine si è già occupato di angeli anche in passato con l’articolo “Chi sono gli angeli ribelli?”.




 

Lucifero è un liberatore?

In questo senso possiamo anche interpretare l'etimologia del nome “Lucifero”, dal latino Lucifer “portatore di luce” (lux=luce, ferre=portare). È proprio in questo senso che possiamo leggere la punizione di Lucifero, in quanto serpente antico”, identificato come colui che indusse Eva a mangiare la mela della conoscenza e, quindi, a riscattarsi dalla schiavitù di quegli angeli creatori caduti dal cielo. Riscattando se stessa, Eva riscattò tutta l'umanità che da lei discese.

Per cui, abbiamo un mondo costruito e popolato da questi angeli espulsi dal Divino, che cercano di crearne un altro a loro immagine. Questi angeli sono chiamati Elohim nel Vecchio Testamento e Arconti nella tradizione gnostica.

In questo versetto possiamo vedere come Lucifero sia una figura ben presente nella letteratura biblica.

Isaia 14:12-15

Conferenza Episcopale Italiana

 

12 Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell'aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
13 Eppure tu pensavi:
Salirò in cielo,
sulle stelle di Dio
innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell'assemblea,
nelle parti più remote del settentrione.
14 Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all'Altissimo.
15 E invece sei stato precipitato negli inferi,
nelle profondità dell'abisso!

In questo caso Lucifero, in quanto portatore della conoscenza attraverso la mela, diventa colui che libera l'umanità dai suoi creatori, gli Elohim nel Vecchio Testamento, gli Arconti nella tradizione gnostica.




 

L’origine del mondo e gli Arconti

L'arconte Jaldabaoth, nato da Sophia come feto espulso per redimersi da un peccato di superbia, crea questo mondo. Nato dalla parte della tenebra, essendo lui all'oscuro del mondo di luce sopra di lui, ne diviene Demiurgo, coagulando sentimenti, emozioni, desideri, inquietudini e conoscenze trasmessegli dal travaglio della madre prima dell'abbandono.

“L'invidia generò la morte, la morte generò i propri figli, e tutti i cieli del caos furono riempiti dalle loro moltitudini.

(La gnosi e il mondo, di L. Morandi)

Il Demiurgo è il possessore delle idee eterne e le ricrea nel mondo; gli Arconti sono coloro che le governano.

In questo caso, Jaldabaoth genera sei figli dividendo tra loro il potere sul mondo. Quindi abbiamo sette Arconti principali, ognuno di loro a capo di una schiera di sub-arconti minori.

Anche gli Arconti e i loro accoliti vivono nel mito del ritorno al cielo divino che non possono raggiungere e, siccome l'anima racchiusa nei corpi dell'umanità discende dal regno divino, essi la inducono ai più turpi desideri e malefiche azioni, succhiandone l'energia che ne deriva.

Ogni piacere sessuale, o atto che genera vibrazioni di desiderio o rabbia, è nutrimento per gli Arconti che ci accompagnano nella vita. E come ci insegnava Don Juan, il mondo che ci circonda è energia e noi ne facciamo parte. A questo proposito, è consigliata la lettura dell’articolo Multiverso, rappresentazione e stregoneria”.

Fino a quando l'anima sarà prigioniera di pulsioni e desideri saremo preda degli Arconti che si nutrono dell'energia prodotta, costringendoci a vagare da un corpo all'altro, dalla vita alla morte e così via.

Gli gnostici ci mostrano la via da seguire per poter abbandonare questo circolo vizioso, che fa comodo solo a questi vampiri energetici: attraverso simboli, parole di potere e magia vivificati nella carne, nella mente e nell'anima degli adepti alla gnosi, coltivata tutta la vita.

Ci sono parole di potere che l’anima che cerca la via del ritorno al padre divino può proferire durante l’incontro con gli Arconti, mentre essi cercano di riportarla sotto il proprio controllo.

Esiste inoltre la magia sulle anime dei morti in attesa dell'ascesa effettuata dai sacerdoti durante la cerimonia funebre.



Gli argomenti di questo articolo sono stati rielaborati nella creazione della serie fantascientifica cybernature Stargarden Universe.

Nel romanzo di apertura, “Dark Ghost, si inizia a presentare la ghiandola pineale come sede di queste vibrazioni così importanti; un’infarinatura di questo tema è reperibile anche nell’articolo “Vibrazioni energetiche tra persone: esistono davvero?”.

La ghiandola pineale, le sue funzioni e le vibrazioni sono elementi portanti che si sviluppano nel corso della serie, che è ambientata proprio sulla Terra del futuro: Gaia, rinata grazie all’aiuto degli Ancestrali (che come si può immaginare sono alieni!).

L’ambientazione di Stargarden Universe più affine a questi argomenti è Nuova Eden, gioiello verde e rigoglioso strangolato dal deserto. Si tratta di una regione corrispondente all’attuale penisola iberica, che politicamente si è separata dalle megalopoli iper-urbanizzate che ricoprono il resto del pianeta, come Urbe Ancestralis.

A Nuova Eden si persegue lo sviluppo della vera connessione, basata sull’empatia e sugli insegnamenti degli Ancetrali, in contrapposizione alla connessione artificiale possibile sul resto di Gaia grazie al dispositivo G-Connect, prodotto dal colosso globale GEA.

Se questi argomenti ti incuriosiscono, vola nel futuro insieme a Adela, la tua guida edenita fra connessioni, pericoli e bio-hacker poco raccomandabili! Leggi “Dark Ghost in eBook e in versione cartacea illustrata!


Adela da Nuova Eden, 
la tua guida edenita esperta di vibrazioni
 

All'interno della vasta cosmogonia Sumero-Accadica troviamo come progenitori gli Apkallu che appaiono, pur visti da un'angolazione diversa, simili come potere agli Arconti.

Secondo Beroso, gli Apkallu nascono dal mare e il primo di loro è Oannes, che appare come un essere forse anfibio, con testa di pesce che sovrasta una testa umana e con piedi d'uomo sporgenti dalla coda di pesce. Insieme a lui, che poi assunse la posizione apicale, troviamo gli altri sei. Sette sapienti che affiancheranno i primi dieci re sumeri antidiluviani. Mentre dopo il diluvio pare ne rimanesse uno solo.

Non può sfuggire nella descrizione, ma soprattutto osservando i bassorilievi che li rappresentano, come il rivestimento esterno che li fa assomigliare a pesci possa essere assimilato a una tuta spaziale. Nel corso degli anni la loro immagine cambia, sempre osservando i bassorilievi meno antichi, e diventano muniti di ali con testa d'aquila, come a voler ricordare la loro capacità di volare.

 

Siamo figli delle stelle?

Secondo il popolo Dogon, che vive nell'altopiano del Mali, siamo eredi di un’antica civiltà proveniente da Sirio. Secondo la loro tradizione, tramandata oralmente da millenni e documentata attraverso opere d'arte, esseri umanoidi anfibi provenienti da Sirio li avrebbero istruiti sull'universo.

Il popolo Dogon vantava conoscenze cosmologiche sorprendenti. Intervistati nel 1930 da un antropologo francese, parlarono della stella gemella di Sirio e di altri pianeti, ricordiamo che Sirio B fu fotografata per la prima volta nel 1970! L'analogia delle descrizioni sia orali che nei bassorilievi è evidente, questi esseri erano stati sia lì che a Babilonia, per non parlare delle tradizioni e delle architetture piramidali, statuarie e dei bassorilievi nelle civiltà precolombiane.

“Gli sciamani dell’antico Messico scoprirono che abbiamo un compagno che resta con noi per tutta la vita, un predatore che emerge dalle profondità del cosmo e assume il dominio della nostra vita”.

(Don Juan Matus,

“Il Lato Attivo dell’Infinito” di Carlos Castaneda)

 

Ovviamente speriamo che non sia così!

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

 

venerdì 8 settembre 2023

Hagia Sophia tra luci e ombre

 


 

 

Questa sera a un hora de notte levò la luna et havea hozi el suo tondo, levando questa luna la dovea levar tuta tonda, ma questa luna si levò come quela avesse abudo tre zorni, la qual poco parea, e iera l'aiere sereno come uno cristalo neto e mundo.”

 Dal diario di Nicolò Barbaro, medico veneziano.

 

Questa eclissi parziale di luna avvenne il 24 maggio del 1453; tre giorni dopo si tenne una processione per invocare la protezione della Vergine e nella notte un potente temporale si abbatté su Costantinopoli (attuale Istanbul, Turchia).

La mattina seguente, la città si trovò immersa in una fitta nebbia che la oscurò e la sera la cupola della cattedrale di Santa Sofia fu avvolta da un bagliore rossastro sempre più intenso, tanto che si pensò a un incendio appiccato dagli Ottomani. Ma non era così, il bagliore si intensificò sempre più, circondando completamente la cupola e sembrava uscire anche dalle finestre, come fosse una grande fiamma che tutto avvolgeva. Dopo alcune ore, una luce dalla potenza indescrivibile riunì tutte le fiamme e si alzò verso il cielo illuminando a giorno la città, per poi svanire oltre la nebbia catapultando Costantinopoli nella tenebra.

Questo prodigio, insieme alle numerose profezie che annunciavano la caduta della città, abbatté il morale degli assediati già stremati e diede forza agli Ottomani, che pare volessero togliere l'assedio. Tre giorni dopo ci fu l'attacco decisivo che consegnò la città al sultano Mehmed II, da allora chiamato il Conquistatore.

Lo storico G. Frantzis, presente a Costantinopoli, ci racconta nelle sue cronache che questa luce splendente discesa dal cielo durò tutta la notte. Fenomeno che iniziò, secondo la sua testimonianza, già alla fine di marzo e che continuò per tutti i giorni dell'assedio, fino a quando si posizionò proprio sopra Hagia Sophia. Quando lasciò la cattedrale in una fiamma di splendore, tutta la città cadde nelle tenebre, insieme ai cuori che pensarono alla Vergine che lasciava Costantinopoli a causa dei loro peccati.

In tempi moderni, pare che questa luce si ripresenti molto spesso nell'Egeo e verso la Turchia, presentandosi come una vasta nuvola di bagliore accecante, tanto che a un certo punto non si può più guardare. Il fenomeno è descritto da piloti, soprattutto durante voli notturni, ma rilevato anche da foto satellitari, fino a quando è stato consentito parlarne. Il fenomeno è chiamato “luce della Vergine Maria” e sembra che, dagli ultimi report, espandendosi dall'Egeo ai Dardanelli e arrivando sopra Costantinopoli formi una specie di ghirlanda.

Tutto quello che si muove in quella zona è considerato top secret, per cui difficilmente si verrà a capo di questa storia così legata al passato. Ma viste anche le ultime rivelazioni su mezzi alieni in possesso degli U.S.A, e probabilmente anche di altri stati, non è detto che non siamo in procinto di avere scioccanti rivelazioni. A questo proposito consulta l’articolo “L'universo è una foresta oscura?”.

 



 

Norimberga e Basilea: fenomeni inspiegabili

 

Nel 1561 avviene un fenomeno di stupefacente portata nei cieli di Norimberga e naturalmente, più passa il tempo e più qualsiasi tipo di testimonianza dell'epoca, e ne abbiamo molte e autorevoli, viene immediatamente derubricata ad allucinazione collettiva.

Anche l'illustre Dott. Carl Gustav Jung ci dice che determinati fenomeni, come l'avvistamento di “dischi volanti”, se estrapolati da una rassegna di dati disponibili dell’evento e dall'analisi delle sue tracce nei sogni e nelle opere degli artisti diventano un fenomeno “Unificatore Rassicurante”. Si tratterebbe solo immagini prodotte dall'inconscio per proteggerci da fenomeni sconosciuti, o per superare momenti difficili, per esempio posteriori a un periodo bellico.

Veniamo ai fatti. L'incisore Hans Glaser, insieme a centinaia di altre persone, assistette a un vero e proprio combattimento nei cieli della città. Egli narra che apparvero vicino al sole:

"Due oggetti a forma di falce, simili alla luna calante, di colore rosso. Questi oggetti si spostavano dal centro ai lati del Sole, e poi sopra e sotto. [...] C'erano anche delle sfere di colore rosso, blu e nero, e dei dischi tondeggianti. Volavano a file di tre, o a quattro formando dei quadrati, e alcuni dischi volavano da soli. Mescolate a questi oggetti sono state viste anche molte croci di colore rosso, e fra di esse c'erano oggetti di forma allungata con la parte posteriore più spessa e la parte anteriore più snella. In mezzo a tutto questo c'erano due grandi oggetti cilindrici, uno sulla destra e uno sulla sinistra, e dentro ognuno di essi c'erano numerose sfere, e tutti iniziarono a combattere fra di loro. [...] La battaglia nei cieli durò circa un'ora e fu vista da numerosissime persone, sia nella città che nelle campagne circostanti, poi alcuni oggetti caddero in fiamme sulla terra, alla periferia della città, provocando un vasto incendio e una grande nube di fumo. I presenti videro anche, vicino alle sfere volanti, una specie di grande lancia nera".


Il fenomeno descritto dall'incisore e poi scritto e disegnato come voleva il suo mestiere, è conservato presso la biblioteca centrale di Zurigo.




Un fenomeno simile avvenne il 7 agosto del 1566 a Basilea, quando di prima mattina numerosi oggetti di colore scuro e di forma discoidale si scontrarono in una vera e propria battaglia celeste con tanto di “tuoni fulmini e nebbie”.

Ma vediamo come descrisse l'avvenimento il giornale cittadino dell'epoca attraverso la cronaca di Samuel Koch:


“La mattina del 7 agosto 1566 moltissime persone, spaventate, videro dei grandi dischi di colore scuro apparire in cielo e fu come se estate e inverno fossero giunti nello stesso momento, con fumi e nebbie, calore intenso, spari e cannonate. Questi oggetti, così numerosi da oscurare il Sole, volavano a grande velocità come se stessero danzando o combattendo. Alcuni, che sembravano sparare colpi di cannone, divennero di colore rosso ardente."

Anche questa incisione è conservata presso la biblioteca centrale di Zurigo.

Ovviamente è sempre tutto minimizzato a fenomeni naturali, oppure ad allucinazioni collettive, dimenticando ogni volta che l'ultimo fenomeno è sempre successivo a un altro dello stesso tenore, per esempio:

Strepito d’armi e suoni di tromba uditi dal cielo durante le guerre cimbriche (101 a. C.) ci è stato riferito, spesse volte sia prima che dopo. Inoltre nel terzo consolato di Mario (103 a. C.) agli amerini e dai tudertini furono viste armi celesti (che provenivano) da oriente e da occidente e che tra di loro si scontravano, ed erano respinte quelle che erano (giunte) da occidente. Non c’è nessuna meraviglia nel vedere fiamme nello stesso cielo e spesso si sono viste nubi prese da un fuoco più grande.

Tratto dalla “Historia Naturalis” di Plinio il Vecchio.

 

Altre occorrenze analoghe


Non poteva mancare una citazione dal:

Mahabharata:

"Il re Salva possedeva un aereo noto come Saubha-pura, con il quale bombardó Dwaraka con una pioggia di bombe e missili. Krishna l'inseguiva, Salva si diresse verso l'Oceano, poi con una virata raggiunse di nuovo la terra ferma. Fu una lotta difficile, una battaglia ad un Krosa (approssimativamente 12000 metri) di altezza sopra del livello del mare. Krishna lanció un potente missile che colpì l'aereo, il quale si frantumò e precipitò in mare"

Questa è solo una tra le centinaia di parti che si potrebbero citare. Infatti, in questo poema storico troviamo anche le descrizioni di queste macchine volanti, che rappresentavano la normalità in quell'epoca. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo “Nei cieli dell'India si vola da 3000 anni!”.

Nel libro del profeta Ezechiele tutto il primo capitolo è dedicato al suo incontro con un “fenomeno volante”, chiamiamolo così, e ognuno può farsene un'idea andando a leggerlo.




Noi ci limitiamo a esporre dei fatti chiari e documentati, poi ognuno si farà la propria idea. Questi accadimenti, visti alla luce di quello che sta emergendo in questi ultimi anni, acquistano ben altro valore. Nonostante ciò che ne pensa il Dott. Carl Gustav Jung

 

Soli nei cieli,

viaggi verso le stelle:

uomo dove sei.

 

Nella ruota del tempo

tutto torna qui ora.

 

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

lunedì 16 gennaio 2023

5 occultisti famosi da scoprire


 

La storia e gli straordinari poteri dei maestri dell’occultismo 

 

Prima di conoscere gli occultisti più famosi del mondo, dobbiamo fare una precisazione sulla differenza tra occultismo ed esoterismo. Per Treccani, la distinzione risiede nel fatto che il primo è una teoria e il secondo è una pratica.

Secondo questa visione, l’esoterismo è un puro sistema di pensiero, una dottrina segreta trasmessa all’interno di un gruppo di iniziati. L’occultismo è invece più “pragmatico”: mette in pratica l’impianto teorico dei credi esoterici, intervenendo sulla realtà fisica per modificarla, per evocare creature di altre dimensioni o per istituire connessioni mentali tra individui. Si tratta però di una definizione un po’ rigida, infatti per molti studiosi i confini tra i due ambiti sono decisamente più sfumati.

Entrambi i termini nascono nel XIX secolo, ma questo non significa che non ci siano stati importanti occultisti ed esoteristi anche nelle epoche precedenti... sebbene si chiamassero diversamente. Gli adepti dei culti misterici, i sufisti, i taoisti, gli alchimisti e i teosofi sono tutti esempi di mistici che hanno praticato questo tipo di spiritualità. Per saperne di più ti consiglio di leggere l’articolo “Cosa significa esoterismo? Scopriamo il vero significato”.

 

5 occultisti famosi che hanno fatto la storia 

 

1. Edward Kelley


Kelley è l’occultista più antico della nostra rassegna, e forse anche quello che più si avvicina al concetto di “mago” della tradizione popolare europea: tra i suoi strumenti del mestiere troviamo pozioni, formule alchemiche e perfino una sfera di cristallo!

Nacque a Worcester il 1º agosto 1555 e, secondo le fonti, in gioventù lavorò come apprendista in una farmacia. La svolta avvenne quando, nel 1582, si presentò a John Dee, occultista alla corte della regina Elisabetta I. Dee aveva provato più volte a evocare gli angeli, ma non aveva mai ottenuto risultati. Kelley, grazie alle sue doti di chiaroveggenza e alla sua sfera di cristallo, riuscì a mettersi in contatto con le creature angeliche in maniera così credibile che Dee lo assunse subito come chiaroveggente.

Kelley e Dee non si limitarono a parlare con gli angeli, ma trascrissero anche il loro alfabeto: stiamo parlando della cosiddetta lingua enochiana, la stessa usata da Dio per la creazione, l’idioma universale che si sgretolò in tanti piccoli frammenti dopo l’affronto della Torre di Babele.

Il sodalizio tra i due occultisti li portò anche a cimentarsi con la negromanzia, l’alchimia e l’astrologia.

 

2. Grigorij Rasputin 

 

Tra gli occultisti famosi non possiamo certo dimenticare il celeberrimo Rasputin, legato in maniera indissolubile alla tragica storia della casata Romanov.

Grigórij Efímovič Rasputin nacque il 21 gennaio 1869 in un piccolo villaggio della Siberia sudoccidentale, da una semplice famiglia contadina. Il suo percorso spirituale iniziò nel 1897 con un pellegrinaggio al monastero di San Nicola di Verhoturje, dove si recò per incontrare il giovane asceta Makarij.

Tornato al suo villaggio, Rasputin divenne una sorta di guru in grado di riunire attorno a sé un folto gruppo di fedeli. Oltre a leggere e interpretare passi dei libri sacri, si dice che organizzasse elaborati cerimoniali che culminavano in riti sessuali.

Il carisma e le doti spirituali di Rasputin favorirono la sua ascesa: prima entrò nelle grazie dei dignitari religiosi di Kazan, poi approdò presso i salotti della nobiltà pietroburghese. Ormai aveva la strada spianata per entrare nella corte dello zar, che conquistò per la vita dopo aver fermato un’emorragia di Aleksej, il giovanissimo erede al trono afflitto dall’emofilia.

A Pietroburgo, Rasputin non si procurò solo la riconoscenza eterna dei regnanti, ma anche l’odio di parecchi nemici: l’alcolismo, la condotta sessuale scandalosa e l’influenza che esercitava sugli zar lo fecero malvolere da molte persone, in tutti gli strati della società.

La sua morte fu rocambolesca come la sua vita. Il principe Felix Jusupov e la moglie Irina lo avvelenarono con pasticcini alla crema di cianuro, ma Rasputin li mangiò tutti senza avere conseguenze. A quel punto, il principe gli sparò ma l’occultista sopravvisse ancora una volta e riuscì a scappare. Infine, venne freddato sul cortile del palazzo principesco con due colpi di revolver.

 

3. Helena Blavatsky 


 

Helena Blavatsky nacque il 12 agosto 1831 a Dnipro, nell’Ucraina orientale. La sua era una famiglia prestigiosa, discendente dall’antica aristocrazia prussiana (da parte di padre) e ugonotta (da parte di madre).

Fin da piccola dimostrò eccezionali facoltà psichiche di chiaroveggenza, chiaroudienza e psicocinesi. Al centro delle sue visioni c’era spesso il Maestro Morya, un iniziato orientale originario di Rajput. Dal punto di vista teorico, si formò grazie alla biblioteca dell’occulto ereditata dal nonno.

Venne fatta sposare dalla famiglia con un uomo molto più vecchio di lei, ma il matrimonio non fu mai consumato. Helena riuscì a sfuggire al marito e giunse prima in Turchia, poi in Egitto e in Grecia.

Approdata a Londra, incontrò dal vivo proprio il Maestro Morya che popolava le sue visioni quando era bambina. Da questo momento in poi perseguì il grande disegno di riportare alla luce l’antica teosofia, il sottotesto di verità rivelate comune a tutte le religioni, alla scienza e alla filosofia. Per farlo compì numerosi viaggi intorno al mondo; uno dei più importanti fu quello in Tibet, dove incontrò il Maestro Kut Humi.

Oltre a essere nel novero delle più influenti teoriche del pensiero teosofico, ebbe un ruolo cruciale nella diffusione della spiritualità buddhista e induista in Occidente e fu una delle grandi precorritrici della corrente New Age.

 

4. Aleister Crowley 


 

Crowley è stato uno degli occultisti più famosi del mondo. Nacque a Leamington, il 12 ottobre 1875, da una famiglia di Cristiani Evangelici molto credente e chiusa in sé stessa, al punto che i genitori frequentavano solo membri del loro credo.

In gioventù, Crowley visse due grandi tragedie che lo segnarono per tutti gli anni a venire: la morte della sorellina appena nata e quella del padre. Questi eventi contribuirono ad allontanarlo dalla Chiesa Evangelica e a interessarsi a un tipo di fede diversa, più vicina ai misteri della vita e della morte.

Durante gli studi a Cambridge scrisse i primi saggi sulla magia, poi entrò nell’Ordine ermetico dell’Alba dorata, un gruppo esoterico dedito alla cabala e all’alchimia. La sua leggenda, però, nacque quando si trasferì al Cairo con la moglie Rose. Dopo una notte trascorsa nella piramide di Cheope, riuscì a invocare la forma astrale del Dio Thot: da allora in poi, divenne un esperto evocatore di divinità e demoni egizi.

L’8,9 e 10 aprile 1904 scrisse sotto dettatura di Aiwass (il messaggero del dio Horus, detto “la Bestia che si trova oltre l’Abisso”) il “Liber AL vel Legis”, che rivela l’unica legge divina denominata “thelema.

Il suo pensiero ha influenzato molti artisti, soprattutto nell’ambito del rock: tra i suoi fan più appassionati troviamo i Beatles, Ozzy Osbourne, David Bowie, Marilyn Manson, Mick Jagger e Jimmy Page.

 

 

5. Alice Bailey 

 

Alice Bailey nacque a Manchester il 16 giugno 1880 da una famiglia della buona società inglese, che la educò secondo i rigidi principi della morale vittoriana. Le sue doti psichiche cominciarono a manifestarsi all’età di quindici anni, quando nel suo salotto si materializzò la figura del maestro tibetano Kut Humi: le rivelò che avrebbe avuto un ruolo importante nello sviluppo spirituale del mondo.

Qualche anno dopo si recò in India, dove conobbe il futuro marito Walter Evans. L’unione, però, non fu fortunata. I continui maltrattamenti spinsero Alice a chiedere la separazione e allontanarsi dal marito con le sue tre figlie. Seguì un periodo difficile, in cui dovette lavorare come operaia per mantenere stessa e le bambine.

La svolta avvenne quando entrò in contatto con la società teosofica e con il pensiero di Helena Blavatsky. Da allora in poi, scrisse numerosi libri che tuttora sono tra i pilastri delle correnti esoteriche occidentali. Molti di essi sono stati dettati telepaticamente dal maestro Kut Humi.

 

Il fascino dell’occultismo 

 

La storia dell’occulto mi ha sempre intrigata molto. Non per niente la mia tesi di laurea magistrale analizza proprio la figura del Dottor Faust… noto mago e negromante, dal folklore fino all’opera di Thomas Mann “Doktor Faustus”, che collega la magia della letteratura e la magia della musica. Se ti interessa anche questo argomento, ti consiglio la lettura dell’articolo “Musica e letteratura: collegamenti tra due arti magiche”.

Nella mia produzione affronto spesso temi inerenti alla magia, agli angeli, allo sciamanesimo, agli alfabeti misteriosi, agli antichi manoscritti. Uno dei romanzi in cui questi argomenti sono più presenti è “Playing with daggers”, dove la moderna sciamana Kara si destreggia tra demoni, iscrizioni runiche e un’ancestrale magia norrena... il tutto cercando di sopravvivere alle forze oscure che minacciano lei e la sua famiglia. Per conoscerla, non ti resta che leggere il romanzo!


 

Contenuti in collaborazione con
Ivana Vele Poletti
:

http://colorarelavita.blogspot.com/