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domenica 28 giugno 2026

"Non sei uno scrittore" non perché scrivi poco. Scrivi poco perché non lo sei ancora


"Non sei uno scrittore" non perché scrivi poco. Scrivi poco perché non lo sei ancora

La maggior parte delle persone pensa che il problema sia la quantità.

Scrivono poco.

Pubblicano poco.

Finiscono pochi progetti.

E quindi arrivano alla conclusione più ovvia:

"Non sono ancora uno scrittore."

Ma se il rapporto causa-effetto fosse esattamente al contrario?

Se non scrivessi poco perché non sei uno scrittore...

ma non fossi ancora uno scrittore perché continui ad agire come qualcuno che aspetta il permesso di diventarlo?

È una differenza sottile.

Ma cambia tutto.

Perché sposta il problema dalla produttività all'identità.

E l'identità è quasi sempre il vero terreno su cui si vince o si perde la battaglia della scrittura.

In sintesi

  • Scrivere poco è spesso un sintomo, non la causa del problema.
  • Le persone agiscono in modo coerente con l'identità che percepiscono di avere.
  • La disciplina da sola non risolve un conflitto identitario.
  • Molti aspiranti scrittori aspettano una conferma esterna prima di autorizzarsi a essere ciò che desiderano diventare.
  • La pratica stabile nasce quando smetti di aspettare il permesso.

Questo tema ti riguarda ora perché viviamo in un'epoca in cui tutto viene misurato, mostrato e confrontato, mentre le trasformazioni interiori restano invisibili.

Per chi è: chi scrive da tempo ma continua a sentirsi un principiante permanente.

Non è per chi: cerca scorciatoie, formule magiche o motivazione istantanea.

Perché continui a rimandare la scrittura?

Quando una persona dice di non trovare il tempo per scrivere, raramente sta descrivendo il problema reale.

Il tempo conta.

La stanchezza conta.

Gli impegni contano.

Ma spesso esiste qualcosa di più profondo.

Molti aspiranti scrittori vivono in una condizione strana: desiderano scrivere, pensano alla scrittura ogni giorno, immaginano storie, progettano libri, leggono manuali, seguono autori...

eppure continuano a percepire la scrittura come qualcosa di esterno alla loro identità.

Come qualcosa che faranno.

Non come qualcosa che sono.

E quando una pratica non appartiene alla tua identità, ogni sessione di lavoro richiede uno sforzo enorme.

Devi convincerti.

Motivarti.

Costringerti.

Ricominciare ogni volta da zero.

Non perché sei pigro.

Ma perché stai tentando di comportarti come una persona che, nel profondo, non credi ancora di essere.

Il problema non è la disciplina

Internet ama la disciplina.

Ama le routine perfette.

I calendari colorati.

Le sfide da 30 giorni.

I metodi per scrivere ogni mattina alle 5.

Ma esiste una verità che viene raccontata molto meno.

La disciplina funziona davvero solo quando è sostenuta da un'identità coerente.

Se ti percepisci come una persona che scrive, tornerai alla pagina anche dopo una settimana difficile.

Se ti percepisci come qualcuno che sta ancora cercando di diventare uno scrittore, ogni interruzione sembrerà la prova che non lo sei abbastanza.

Ecco perché molte persone passano anni a cercare il metodo giusto senza rendersi conto che stanno ignorando il problema centrale.

Non stanno combattendo contro la mancanza di disciplina.

Stanno combattendo contro l'immagine che hanno di sé.

📌 Se questa riflessione ti sta facendo riconsiderare il tuo rapporto con la scrittura, nel percorso gratuito CREA approfondisco proprio i meccanismi che trasformano la scrittura da attività occasionale a pratica stabile.

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Quando nasce davvero un'identità d'autore?

Molti credono che l'identità d'autore arrivi dopo.

Dopo la pubblicazione.

Dopo il primo contratto.

Dopo le prime recensioni.

Dopo il riconoscimento degli altri.

Ma osserva qualsiasi trasformazione importante della tua vita.

La realtà è quasi sempre opposta.

Prima cambi internamente.

Poi il mondo inizia ad accorgersene.

Lo scrittore non nasce quando riceve una conferma.

Nasce quando smette di aspettarla.

Nasce quando inizia a trattare la scrittura come qualcosa che fa parte della propria identità, anche quando nessuno lo guarda.

È un passaggio difficile perché comporta una responsabilità nuova.

Se sei soltanto un aspirante, puoi sempre rimandare.

Se invece accetti di essere uno scrittore, anche in una fase iniziale, non puoi più nasconderti dietro quella scusa.

La trasformazione che nessuno vede

Esiste un momento che raramente compare nei racconti sul successo.

Non è spettacolare.

Non è cinematografico.

Non produce applausi.

È il momento in cui smetti di chiederti se hai il diritto di scrivere.

E inizi semplicemente a scrivere.

Non perché sei sicuro.

Non perché ti senti pronto.

Ma perché hai compreso che nessuna autorità esterna potrà mai consegnarti ufficialmente quell'identità.

La costruirai attraverso le tue azioni.

Una pagina alla volta.

Una sessione alla volta.

Un ritorno alla scrittura alla volta.

📌 Approfondimento correlato

Perché inizi mille storie e non riesci mai a finirle?

Forse non ti manca disciplina.

Forse ti blocchi sempre nello stesso punto: quando la storia smette di essere un gioco e inizia a diventare una parte della tua identità.

Perché iniziare significa immaginare. Finire significa esporsi.

⚡ Leggi l'articolo

Cosa cambia quando smetti di aspettare il permesso?

Non diventi improvvisamente più produttivo.

Non spariscono i dubbi.

Non svaniscono le paure.

Ma accade qualcosa di molto importante.

L'attrito diminuisce.

La scrittura smette di sembrare un esame.

Smette di essere una prova continua del tuo valore.

Diventa una pratica.

Un luogo.

Uno spazio a cui torni.

Non perché devi dimostrare qualcosa.

Ma perché appartiene a ciò che sei.

Ed è qui che molte persone scoprono una verità controintuitiva.

La continuità non nasce dalla forza di volontà.

Nasce dall'identità.

La vera domanda non è quanto scrivi

La vera domanda è un'altra.

Che rapporto hai costruito con la persona che desideri diventare?

Perché finché continuerai a vederti come qualcuno che aspetta il momento giusto, il tempo giusto o il riconoscimento giusto, la scrittura resterà sempre ai margini della tua vita.

Ma quando inizi ad agire in coerenza con l'identità che vuoi costruire, qualcosa cambia.

La pagina non diventa più facile.

Diventa necessaria.

E da quel momento il problema non sarà più trovare il tempo per scrivere.

Sarà trovare il modo di non farlo.

Se a questo punto l’ostacolo è soprattutto pratico, proteggere tempo e continuità dentro una vita piena, puoi continuare con Come trovare il tempo per scrivere: guida di pianificazione per autori.



📌 Un ultimo pensiero

Se sei arrivato fin qui, forse il problema non è mai stato la quantità di parole che produci.

Forse il problema è l'identità da cui stai cercando di scrivere.

Crea nasce esattamente da questa domanda.

Non per insegnarti a scrivere di più.

Ma per aiutarti a costruire una relazione con la scrittura capace di durare nel tempo.

Perché la differenza tra chi continua a rimandare e chi costruisce davvero un percorso non è quasi mai il talento.

È l'identità che sceglie di incarnare ogni giorno.

Scopri CREA →

Domande frequenti - FAQ

Perché scrivo poco anche se desidero diventare uno scrittore?

Spesso il problema non è il tempo ma l'identità. Se continui a percepirti come qualcuno che vorrebbe scrivere, la scrittura resterà un'attività occasionale.

Si può essere scrittori senza aver pubblicato?

Sì. La pubblicazione è un riconoscimento esterno. L'identità d'autore nasce prima, attraverso la pratica e il rapporto costante con la scrittura.

Come si costruisce un'identità d'autore?

Attraverso azioni coerenti e ripetute nel tempo. L'identità non arriva all'improvviso: emerge dalla pratica quotidiana.

La disciplina basta per scrivere con costanza?

No. La disciplina aiuta, ma senza una trasformazione identitaria tende a diventare una lotta continua contro se stessi.

Quando si smette di sentirsi un impostore?

Raramente esiste un momento preciso. Molti scrittori imparano a convivere con il dubbio senza permettergli di guidare le proprie decisioni.


giovedì 15 gennaio 2026

Come riconoscere il condizionamento del pensiero: il ruolo dell’immagine personale





In sintesi:
La nostra immagine personale non è sempre “nostra”: spesso è plasmata da famiglia, società, traumi e aspettative esterne. Capire se ciò che mostriamo e crediamo di essere nasce da noi o da condizionamenti esterni è il primo passo per ritrovare autenticità e libertà di pensiero.


Perché partire dall’immagine personale

Quando indaghiamo il tema del pensiero condizionato, serve un metro di paragone. Questo punto di riferimento è la nostra immagine personale, cioè il modo in cui ci percepiamo.

Ma attenzione: ciò che pensiamo di noi stessi non è mai del tutto spontaneo. È contaminato da:

  • ciò che la società si aspetta,

  • ciò che la famiglia ci ha trasmesso,

  • esperienze e spesso traumi che hanno modellato la nostra identità.

Così, invece di un’immagine autentica, spesso costruiamo una maschera utile per ottenere approvazione o per sentirci parte di un gruppo.


🔗 Approfondimenti 

Se vuoi entrare davvero nel concetto:

⚡️ Cos’è Dark Ghost (e perché è cybernature)
⚡️ Cyberpunk vs cybernature: differenze, esempi e limiti
⚡️ Cybernature e coscienza: la tecnologia può evolvere come un organismo?
⚡️ 
Fantasy e fantascienza si incontrano: nasce il cybernature
⚡️ Dark Ghost e i trope nascosti: archetipi, distopia e consapevolezza
⚡️ Dark Ghost e la nascita del genere cybernature: fantascienza, spiritualità e coscienza
⚡️ 
Essere umani non basta: identità e futuro nell’era dell’intelligenza artificiale
⚡️ 
Cyberpunk: esempi famosi e cosa hanno in comune
⚡️ Cos’è il cyberpunk (spiegato semplice)
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Perché senti che la tecnologia è “viva”? (e non è solo suggestione)
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Esempi di cybernature: dove sta già emergendo oggi
⚡️ 
Tecnologia e natura: 5 visioni che stanno ridefinendo il futuro
⚡️ Esiste una tecnologia “viva”? Scienza, mito e possibilità



Come si plasma l’immagine personale

  • Eventi positivi o traumatici influenzano profondamente la percezione di sé.

  • Molti comportamenti quotidiani (dal come ci vestiamo al tono di voce) nascono dall’adattamento sociale.

  • La pressione esterna può portarci a interpretare un “personaggio” che risponde alle aspettative altrui.

Esempio: ti sei mai chiesto se parli più piano davanti a figure autoritarie o se segui un trend solo per sentirti incluso? Queste scelte, piccole o grandi, rivelano l’impatto del condizionamento sulla tua immagine.


Gratis per te:

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🎧 Ascolta il podcast Missione Scrittura:

➡️ Consigli di scrittura e i lati oscuri della manipolazione

📺 Seguimi su YouTube:

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Dal diario personale alla distopia

Un esercizio utile: scrivi nel tuo diario di scrittura una semplice domanda:
➡️ Chi sarei se nessuno mi stesse guardando?

Le tue risposte possono svelare quali comportamenti sono autentici e quali invece sono imposizioni esterne.

Questo tema ritorna anche nella mia narrativa. Nella saga Dark Ghost, tutti i personaggi affrontano conflitti legati all’immagine personale.

  • Adela lotta con il contrasto tra chi è e ciò che le viene richiesto.

  • Zero, un synt, si confronta con lo stesso problema, mostrando quanto sia sottile il confine fra adattamento e trasformazione.

Quando la società riesce a farti interiorizzare un’immagine precisa di ciò che devi essere, il controllo non è più esterno: diventa parte di te.


Spunti per riflettere

  • Quanti dei tuoi obiettivi sono davvero tuoi?

  • Quanto delle tue preferenze nasce da esperienze personali e quanto da modelli esterni?

  • C’è discrepanza tra ciò che sei e ciò che mostri?

Un pensiero completamente libero non è forse possibile, ma possiamo riconoscere condizionamenti che siamo disposti ad accettare e manipolazioni limitanti.


Conclusione

Il lavoro sull’immagine personale è un passo fondamentale per smascherare i condizionamenti e riconoscere dove inizia la libertà e dove finisce la manipolazione.

 

Ascolta l'episodio completo del podcast:




lunedì 4 agosto 2025

🌐 È online il mio nuovo sito: evafairwald.com


🌐 È online il mio nuovo sito: evafairwald.com

Scrittura, AI e futuri distopici: tutto in un solo luogo!


In sintesi:


Il sito ufficiale di Eva Fairwald è finalmente online. Se cerchi contenuti su scrittura, intelligenza artificiale, distopie psicologiche e creatività del futuro, ora hai un punto di riferimento unico e accessibile gratis e senza pubblicità invasive. 

Scopri chi sono, esplora i miei romanzi e segui il podcast e YouTube direttamente da casa tua.


Cosa trovi su evafairwald.com?

📘 Non solo romanzi
Scopri l’universo di Dark Ghost, la saga cybernature dove spiritualità, tecnologia e ribellione si intrecciano... e molto altro! Cyberpunk spirituale, scrittura creativa, distopia elfica, urban fantasy e paranormal romance: questa è la tua occasione per scoprire nuovi mondi!

🎙️ Podcast e video:
Ascolta gli episodi di Missione Scrittura, il podcast di scrittura creativa che smaschera le manipolazioni mentali e collega realtà e finzione narrativa con esempi pratici e attuali. Su YouTube hai accesso a tantissime dimostrazioni pratiche con il diario di scrittura... ho parlato anche di Kpop demon hunters nel video ⭐️Kpop Demon Hunters: cosa puoi imparare? 3 spunti narrativi da non perdere! How it's done done done

📩 Risorse gratuite nel Circolo Privato:
Iscriviti al circolo privato per ricevere ebook, spunti creativi, mini-guide e ispirazione per scrivere il tuo romanzo e per leggere gratis.


Perché ho creato questo sito?

Per anni ho scritto e condiviso contenuti su vari canali che ora sono invasi da profili fake, pubblicità invasive e truffe di vario genere, come recensioni comprate e followers finti e a pagamento. 

Ora tutto vive in un solo ecosistema, pulito e con una visione chiara:
🌺 creare connessioni autentiche,
🌺 diffondere idee che contano,
🌺 e offrire risorse a chi scrive e legge senza il filtro di algoritmi e spam


Esplora ora:

🌺 evafairwald.com


Domande frequenti

Chi è Eva Fairwald?
Autrice di romanzi distopici, podcaster e creatrice di contenuti su scrittura, AI, propaganda e identità creativa.

Come posso iniziare?
Vai su evafairwald.com e unisciti al Circolo Privato scegliendo il tuo regalo di benvenuto!

Posso contattarti per collaborazioni?
Sì! Trovi una sezione “Scrivimi” per proposte editoriali, interviste e progetti a tema libri.


✨ Scopri i mondi di Eva Fairwald

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#fantascienza #scrittura #evafairwald #darkghost

mercoledì 25 giugno 2025

🔥 Impegnato o produttivo? La differenza che può sabotare il tuo romanzo


🔥 Impegnato o produttivo? La differenza che può sabotare il tuo romanzo



In sintesi:

Essere impegnati non significa necessariamente fare progressi. In questo articolo (tratto dall’episodio del podcast Missione Scrittura), esploriamo la differenza concreta tra attività che ti tengono occupato e azioni che producono veri risultati nella scrittura. Ti aiuterà a cambiare prospettiva sul tempo, sull’attenzione e sulla gestione del tuo progetto narrativo.


🤔 Essere impegnati = essere produttivi?

Sembra una formula logica, vero? Se sei impegnato, stai facendo qualcosa. E se fai qualcosa, stai producendo.

In realtà... no.
Essere impegnati ed essere produttivi sono due cose molto diverse.
La differenza chiave? Il risultato tangibile.

Impegnato = stai facendo qualcosa

Produttivo = stai ottenendo qualcosa


📚 Vale per la scrittura, ma anche per la lettura

Questo fraintendimento colpisce anche chi legge per migliorarsi: che tu stia studiando narrativa, imparando tecniche o documentandoti per il tuo romanzo, leggere non basta.

Aprire articoli, saltare da un link all’altro, guardare video… può sembrare lavoro utile. Ma finché non selezioni, elabori e integri attivamente, non stai producendo. Stai solo riempiendo la testa. Per questo è indispensabile imparare a prendere appunti e a usarli in modo attivo!

Ti sarà utilissimo il video su YouTube: 

❌ Perché i tuoi APPUNTI sono INUTILI e come rimediare! ✅



💡 L’esempio classico: la ricerca che diventa un labirinto

Hai mai aperto 10 tab per cercare qualcosa per il tuo romanzo… e poi ti sei ritrovato a non aver salvato nulla?

Quella non è ricerca. È esplorazione preliminare.
La ricerca vera inizia quando:

  • salvi i materiali rilevanti

  • annoti ciò che ti serve davvero

  • ti poni domande per integrarli nel tuo progetto in modo proattivo

Solo allora diventa produttività narrativa... il resto è un passatempo.


✍️ Strategie pratiche per diventare davvero produttivi

1. Definisci priorità chiare

Prendi il tuo diario di scrittura (o iniziane uno). Scrivi:

  • Qual è il progetto su cui stai lavorando?

  • Quali sono le due attività che più impattano sul suo sviluppo?

  • Cosa devi concretamente fare per portarle avanti?

💬 Se il tuo obiettivo è "scrivere tot parole al giorno", allora sì: metti il sedere sulla sedia e inizia a scrivere. Nessuna magia.


2. Blocchi di tempo seri

Programma finestre di scrittura come se fossero appuntamenti dal dentista: non si rimandano.

Esempio:
🕐 dalle 17:00 alle 18:00 → scrittura
🕐 dalle 18:00 alle 18:30 → ricerca

Non mischiare. Scrivi quando scrivi. Ricerca quando è il momento di cercare. Correggi quando correggi.
Evita la dispersione.


3. Monitora i tuoi progressi (davvero)

Tieni traccia nel diario di scrittura di:

  • data e ora della sessione

  • attività svolta (es. “capitolo 3 – 700 parole”)

  • risultato ottenuto, mood, sensazioni, note varie

Rileggendo dopo 2 settimane, capirai se stai avanzando… o solo girando in tondo.

Se non misuri, non puoi correggere la rotta.


❌ Attenzione alle trappole della finta produttività

  • Fare ricerche durante la scrittura → ti fa deragliare

  • Correggere mentre scrivi la prima stesura → ti fa perdere slancio

  • Leggere senza prendere appunti → illusione di apprendimento

  • Saltare da un’attività all’altra → zero profondità

La creatività ha bisogno di libertà, sì. Ma la libertà nasce da una struttura intelligente, non dal seguire il vento come una bandierina abbandonata su uno spaventapasseri!


🎁 Vuoi davvero diventare produttivo? Inizia da qui:

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📌 Due risorse gratuite per te

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📎 Domande frequenti

💭 Posso comunque leggere per ispirarmi?
Certo. Ma se vuoi che la lettura contribuisca al tuo progetto, servono strumenti attivi (note, domande, confronto).

💭 Serve davvero scrivere tutto su un diario?
Sì, se vuoi smettere di andare a caso. Il diario di scrittura è un alleato silenzioso che ti mostra dove stai andando. Puoi usare anche delle app, ma assicurati di non creare caos e dispersione.

💭 E se ho poco tempo?
Meglio 30 minuti produttivi che 3 ore di pseudo-impegno. Usa blocchi realistici.


🧠 In chiusura

Essere impegnato può darti l’impressione di fare molto.
Essere produttivo ti dà la prova che qualcosa è stato fatto davvero, anche con poco tempo a disposizione.

🎙️ Riascolta l’episodio completo del podcast per consolidare la tua convinzione!
E se vuoi creare davvero il tuo romanzo, comincia da piccole azioni vere.
Ogni parola conta. Ogni sessione è un mattoncino.


venerdì 22 settembre 2023

Come costruire storie con i tarocchi

 

 

3 modi per farti ispirare dagli oggetti divinatori e realizzare trame originali! 

 

L'uso di strumenti di divinazione come i tarocchi, le sibille Lenormand, le rune e le oracle cards può essere un metodo efficace per superare il blocco dello scrittore e stimolare la creatività.

Spesso, quando ci troviamo bloccati nel processo creativo, siamo limitati dalla razionalità e dalla logica che ci impediscono di esprimere al meglio le nostre idee. Gli oggetti esoterici, invece, ci aiutano a focalizzare l'attenzione su elementi simbolici e archetipici, aprendo la mente a nuove prospettive e liberando l'immaginazione.

Come usarli per progettare le nostre trame in modo originale? Vediamolo subito!

 

Come costruire storie con i tarocchi 

 

I tarocchi rappresentano simboli universali, che accomunano ogni essere umano dall’alba dei tempi. Ogni carta ha un significato basato su situazioni e archetipi diffusi in tutto il mondo, come un rapporto tossico, un mentore che trasmette autorevolezza, un momento di crollo, una morte metaforica, un nuovo inizio, sogni, illusioni e via dicendo.

Questi elementi accompagnano l’umanità da sempre e, con ogni probabilità, ci saranno anche in futuro. Per sfruttare la loro potenza, ti propongo tre esercizi creativi.

 

3 modi per costruire storie con i tarocchi 

 

1.    Fingi di essere un personaggio del tuo romanzo, poi pesca una carta e osserva bene la figura che ti è capitata. Quali sono i significati correlati? Potrebbero rappresentare una svolta nel cammino del tuo personaggio?

2.    Se ti trovi davanti a uno snodo della trama che non riesci a sbrogliare, prova a porre delle domande specifiche ai tarocchi e scopri cosa ti suggeriscono.

3.   Puoi disporre le carte secondo delle griglie di interpretazione, che ti permetteranno di avere una rappresentazione del passato, del presente e del futuro dei tuoi personaggi.

 

L’uso dei tarocchi è solo uno dei 25 modi per superare il blocco dello scrittore che ho proposto nel mio libro dedicato agli autori. Sì, hai letto bene: 25! I metodi per sconfiggere il terrore della pagina bianca sono numerosi, variegati e, lasciamelo dire, anche molto stimolanti! Perché la scrittura non è solo tecnica, ma anche divertimento. Se vuoi scoprire altri segreti della creatività letteraria, ti consiglio il mio manuale “Come trovare il tempo per scrivere”, disponibile su Amazon.

 



 

 

Sibille Lenormand 

 

Queste carte sono state create dalla celebre cartomante francese Marie-Anne-Adélaïde Lenormand, vissuta tra il 1768 e il 1843. Rappresentano oggetti più concreti dei tarocchi, per cui vanno lette in modo lineare.

Gli esercizi suggeriti per sfruttarne la carica creativa sono gli stessi del paragrafo precedente. Un grande punto a favore, rispetto ai tarocchi e alle oracle cards, è che sono più facili da reperire, perché ogni sibilla corrisponde a una carta del classico mazzo francese (quasi tutti ne abbiamo a casa uno!).

Se vuoi conoscerle più a fondo, ti consiglio l’articolo “Cosa sono le sibille di Lenormand? Una storia appassionante”.

 

Oracle cards 

 

Le Oracle cards sono usate per la divinazione, proprio come i tarocchi. A differenza di questi ultimi, però, non hanno una struttura standardizzata, poiché sono composte da un numero variabile di carte con immagini e simboli unici.

Possono essere utilizzate per ottenere una maggiore comprensione di se stessi e della propria vita, o per ricevere consigli su questioni specifiche, come le relazioni, la carriera, la salute o la spiritualità. Sono spesso accompagnate da un libro di istruzioni che fornisce spiegazioni dettagliate sui loro significati e sui modi in cui possono essere interpretate.

Si tratta di carte più criptiche di sibille e tarocchi, ma anche più creative perché ce ne sono con ogni tema possibile e immaginabile (fate, draghi, sirene, astrologia, divinità, creature mitologiche, arte e via dicendo). Se scrivi fantasy, possono essere di grande aiuto nella gestione dei personaggi e nella creazione del tuo mondo immaginario.

 

Rune 

 


 

Le rune sono simboli grafici che rappresentano un suono, un significato letterale e un significato figurato.

Per fare un esempio, prendiamo la runa “Fehu”: il suono è “f”, il significato letterale è “bestiame” e il significato figurato è “prosperità”. Se il nostro romanzo è ambientato in una metropoli moderna, forse non ci sarà modo di inserire il bestiame, ma comunque questo simbolo può indicare che uno dei personaggi riceverà una fonte di ricchezza inaspettata. Oppure, chissà: magari deciderà di lasciare la città per gestire un ranch in mezzo alle praterie, e allora il significato letterale della runa ci sarà utile!

Si possono quindi usare in un duplice modo per la creazione della trama, a seconda delle nostre preferenze (vogliamo associare a un personaggio il concetto concreto o quello astratto?).

Se vuoi approfondire l’argomento, ti rimando all’articolo “RUNE: cosa sono? Come usarle?”.

 

Oroscopi 

 

L’ultima dritta che ti suggerisco è quella di farti ispirare dal mondo dello zodiaco. Puoi assegnare un segno ai tuoi personaggi e scoprire cosa dice l’oroscopo del giorno, magari ti può venire qualche idea per gli sviluppi della tua trama. A ogni segno, inoltre, sono associati tratti psicologici che potrebbero aiutarti a caratterizzare i personaggi. Un ultimo spunto: non limitarti allo zodiaco occidentale, attingi anche ad altre culture, come quella cinese.

Anche in questo caso, se vuoi saperne di più il Magical Magazine ha l’articolo adatto a te! Ti lascio il link: “Che animale sono nell’oroscopo cinese?” Ecco la risposta!

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

lunedì 11 luglio 2022

Come diventare editore di sé stesso: una guida passo dopo passo


 

3 step per diventare con successo editori di noi stessi

 

Assumersi la responsabilità di essere editori di se stessi presenta numerosi vantaggi: controllo sul processo di correzione e perfezionamento del testo, scelta della cover, royalties più alte, non dover aspettare i tempi di risposta e pubblicazione delle CE tradizionali.

Tuttavia, non si tratta di un percorso fatto di click facili e di arcobaleni. Le difficoltà sul percorso di un autore indipendente sono molteplici: budget, tempo, organizzazione delle varie fasi.

Se hai sempre voluto capire come districarti fra tutte queste variabili più o meno complesse… sei nel posto giusto!

 

Come diventare editore di  stesso: STEP 1. ORGANIZZA LA SCRITTURA

 

Il primo passo per diventare editore di te stesso è quello di organizzare la scrittura... ma, prima di fare questo, è necessario capire come organizzare la propria giornata! Trovare o creare il tempo per scrivere è tanto indispensabile quanto la gestione efficace della scrittura.

Strutturare l’uso del tuo tempo e delle tue risorse e programmare le tue sessioni di scrittura in modo più o meno dettagliato è molto importante se hai intenzione di essere un autore indipendente e, dunque, editore di te stesso. Non si tratta solo di buttare giù una bozza accettabile, ma di curare l’intero processo creativo e produttivo che trasforma un testo in un prodotto editoriale completo e pronto per la fruizione da parte del pubblico.

Per acquisire le competenze indispensabili per lavorare in questo campo ti consiglio la lettura dell’articolo “Voglio scrivere un libro!” Ecco come fare!” per avere una prima infarinatura di tutto ciò che devi sapere per capire chi può scrivere un libro e chi lo può pubblicare in autonomia.

Detto questo, ecco alcuni suggerimenti che ti aiuteranno a cominciare il tuo percorso di editore di te stesso:

 

1) Identifica il momento della giornata in cui sei più produttivo. Se non riesci a scrivere bene la mattina, allora non forzarti a farlo perché impiegherai molto più tempo del dovuto anche per completare compiti semplici. Trova un altro momento della giornata in cui la tua mente è più lucida e attiva e sfruttalo per scrivere. In questa fase di ricerca e creazione del tempo, un diario personale o un diario di scrittura in cui prendere nota di tutto ciò che ti succede è un supporto molto valido. Se sei convinto di non avere tempo, oppure se non sai bene cosa significhi dividere i compiti in base alla tua soglia di attenzione, allora ti consiglio la lettura dell’articolo “Come organizzare la giornata tra casa, lavoro e interessi personali”. Una strategia molto utile, per esempio, è stabilire dei blocchi di tempo e poi lavorare impostando dei timer. Trovi la spiegazione di questa e di altre strategie nell’articolo di cui sopra. Analizzare l’uso attuale del tuo tempo e delle tue energie ti aiuterà a capire come organizzare meglio i tuoi impegni per dare più spazio alla scrittura e alle tue priorità. Puoi approfondire questo argomento anche nell’articolo “Come organizzarsi per scrivere un libro dall’inizio alla fine”.

 

2) Non aspettare l’ispirazione. Spesso si dice che bisogna attendere l’ispirazione per scrivere bene, ma si tratta di una visione molto riduttiva e poco pratica, adatta a chi vede la scrittura esclusivamente come hobby ma non come un lavoro serio e concreto. Se vuoi scrivere in modo professionale, devi essere in grado di produrre con e senza ispirazione, altrimenti non è possibile parlare di tempistiche, preventivi e piani editoriali. Inoltre, spesso l’ispirazione arriva proprio quando iniziamo a mettere giù le nostre idee, per questo motivo ti consiglio sempre di annotare qualsiasi cosa e di tenere un diario personale o un diario di lettura nel quale prendere appunti su tutte le tue letture in corso, passate e future. L’uso di un diario e del journaling ti aiuterà a restare sempre ispirato e motivato. Se pensi che tenere un diario sia una perdita di tempo, oppure se non sai bene a cosa serva né come iniziare, ti consiglio la lettura dell’articolo “Come scrivere un diario? Esempi pratici per iniziare subito”.

 

 

3) Crea uno spazio dedicato alla scrittura. Non è necessario avere uno studio o una stanza tutta per te, ma è importante avere uno spazio in cui sentirsi a proprio agio e che sia funzionale alla scrittura. Quando arrivi alla tua postazione devi essere in condizione di lavorare, in modo che il tuo cervello crei un’associazione di routine fra il luogo scelto e la produttività.

 

4) Rimani in contatto con altri scrittori. La scrittura può essere un’attività solitaria, ma è importante rimanere in contatto con altri scrittori, sia online che offline. Questo ti aiuterà non solo a migliorare la qualità del tuo lavoro attraverso il beta reading, ma anche a mantenere alta la motivazione. Puoi conoscere altri amici scrittori partecipando ad attività come il NaNoWriMo. Se non hai mai sentito parlare di questa iniziativa fantastica, leggi l’articolo NaNoWriMo Italia: cos’è e quali tattiche usare per vincerlo”.

 

Queste fasi preparatorie sono importanti perché ti aiuteranno a evitare di procrastinare e a mantenere un ritmo costante nella scrittura. Inoltre, pianificare il tuo tempo ti darà una chiara idea di quanto lavoro dovrai svolgere ogni giorno e ti aiuterà a organizzare le tue priorità in base ai tuoi obiettivi.

Stabilire i tuoi obiettivi come autore (es. pubblicare un romanzo all’anno, scrivere una trilogia, partecipare a una raccolta di racconti ecc.) ti permetterà di sapere perché scrivi e da dove viene la tua motivazione.

Fissare i tuoi obiettivi narrativi (tema dell’opera, perché ti interessa, cosa vuoi trasmettere e il motivo, importanza del messaggio ecc.) ti consentirà invece di creare delle linee guida per scrivere un libro coerente e coeso dal punto di vista della forma e dei contenuti. Non sottovalutare queste operazioni: se lo farai, il tuo lavoro sarà più difficile in seguito.

Adesso che hai un’idea delle fasi preliminari, puoi organizzare la scrittura! Prima di tutto è necessario riordinare idee e appunti in modo da poter estrarre concetti validi e collegamenti interessanti da integrare nel tuo libro. Un modo efficace per procedere è quello di accoppiare tecniche di brainstorming e la creazione di mappe mentali. Se non sai bene cosa sono le mind map o se proprio non sai nemmeno come generare idee, l’articolo “Come trovare argomenti interessanti per scrivere un libro”, ti aiuterà molto!

 

Dopo aver organizzato le idee puoi procedere in vari modi più o meno liberi. A mio avviso, la via più efficiente in termini di ottimizzazione dei tempi e di gestione dei contenuti è la creazione di una scaletta dettagliata. In alternativa, puoi dedicarti alla redazione di un canovaccio più generale, ciò che non cambia è la necessità di avere uno schema da seguire, che ti permetta di conoscere tutte le fasi cruciali e lo svolgimento della tua storia.

Trovi alcuni esempi su come procedere nello specifico nell’articolo “Lo schema per scrivere un libro (e ottimizzare i tempi)”. Il principio alla base di questa idea è avere sempre qualcosa a cui lavorare; la paura della pagina bianca viene eliminata alla radice perché saprai sempre cosa scrivere, come e per quale motivo.

Se ogni volta che ti metti a scrivere devi pensare da zero a cosa vuoi che succeda, devi investire continuamente molte energie nella fase creativa a discapito di quella produttiva, in particolare se già hai poco tempo. Sebbene anche questo metodo porti alla conclusione del romanzo, i tempi di produzione si dilatano molto sia durante la prima stesura che durante le fasi di correzione successive. Dovrai lavorare alla generazione di collegamenti e nessi di causa effetto a cui non hai pensato in precedenza: senza questi elementi, rischi di avere un romanzo poco coerente, con ritmo scarso, scene deboli e con la sensazione di “incollato lì perché era bello” e non perché serve.

Inoltre, quando hai una scaletta, sei meno incline a iniziare a navigare sul web in cerca di ispirazione e dunque a procrastinare.

La scaletta è un ottimo strumento per pianificare il proprio lavoro. Non solo ti aiuta a tenere traccia del materiale che devi ancora scrivere, ma ti consente anche di suddividere il lavoro. In questo modo, puoi essere certo di non lasciare nulla al caso e di avere un piano d’azione chiaro e ben definito. Quando sai quanti capitoli hai e quanto materiale devi gestire, puoi anche pensare a come suddividere la mole di lavoro in base ai criteri che ti sono più congeniali. Puoi organizzare le tue sessioni di scrittura in base al tempo che hai, in base a un obiettivo giornaliero di parole, in base alla priorità di un progetto rispetto a un altro, oppure impostando una scadenza e agendo di conseguenza. Sono tutti metodi validi che dipendono esclusivamente da te.

Qualsiasi metodo tu scelga per organizzare quanto scegli di lavorare (o per quanto tempo) e quando, ti serve anche un sistema per monitorare se effettivamente stai seguendo il programma prefissato oppure se hai difficoltà.

Quando inizi a scrivere per davvero, dopo aver preparato il terreno e aver stabilito una tabella di marcia, assicurati di annotare ogni volta come è andata la sessione di scrittura. Per questa operazione puoi usare un tracker nel tuo diario di scrittura, oppure delle app per l’organizzazione come NotionPer approfondire il discorso dei tracker e per vedere un’immagine di esempio del mio diario di scrittura personale, ti consiglio l’articolo “Cosa significa “BuJo” e come crearne uno tutto tuo”. In questo caso, io ho stabilito un obiettivo giornaliero basato sul numero di parole da scrivere, che è la mia modalità preferita perché so che per scrivere 500 parole mi basta mezz’ora di concentrazione. Io preferisco impostare un obiettivo che so di poter raggiungere facilmente, così sono più motivata a superarlo oppure, se non lo raggiungo, posso recuperare più facilmente la volta successiva.

Una volta conclusa la prima stesura, puoi passare alla revisioneLa revisione è importante per garantire che il libro sia di alta qualità, sia per contenuti che per presentazione. Prima di rivolgerti a dei professionisti (editor e correttori di bozze), è opportuno stabilire un processo di autorevisione efficace. Questo ti consente anche di risparmiare sui preventivi, perché fornirai un testo già parzialmente corretto e revisionato.

 

La prima cosa da fare è lasciar riposare il testo almeno per qualche settimana. Dopo, a seconda della tua esperienza, il processo varia. Se sei al tuo primo tentativo e le fasi preparatorie sono state leggere e poco precise, è possibile che dovrai dedicarti a una riscrittura completa. Dipende tutto da quante incongruenze e pezzi poco logici trovi durante la rilettura, questo dipende a sua volta dalla precisione del lavoro preliminare.

In ogni caso, ti consiglio di assegnare un obiettivo specifico a ogni rilettura e di lasciare gli aspetti linguistici alla fine, perché è inutile rifinire per ore una frase che poi verrà tagliata perché parte di un paragrafo di infodump clamoroso! Assegnare un obiettivo a ogni bozza è utile perché così concentrerai tutti i tuoi sforzi per sistemare una cosa sola alla volta, invece di tentare di correggere di tutto a caso, senza metodo e in modo sparso. La spontaneità non è una strategia utile in fase di revisione.

Fai una pausa tra le diverse revisioni. Dopo aver scritto e rivisto il libro più volte, è normale non notare più gli errori. Prenditi del tempo lontano dal testo, in modo da poterlo rileggere con occhi nuovi. Magari, nel frattempo, se pensi che il testo sia già sufficientemente valido, invialo a un beta reader. I beta reader sono tipicamente altri amici autori, lettori e conoscenti che leggono in anteprima e gratuitamente per aiutarti con dei pareri personali. Considera che appunto si tratta di opinioni, alcune possono essere più valide di altre, quindi correggi ciò che ritieni opportuno. Però, se tre persone su cinque ti fanno notare la stessa cosa, è molto probabile che la problematica sia reale e non solo una percezione personale.

A ogni revisione concentrati su aspetti sempre più specifici. Puoi per esempio partire considerando solo la storia, per cercare buchi e passaggi poco utili. In seguito puoi concentrarti sulla trasmissione delle emozioni e sulla psicologia dei personaggi. Dopo puoi valutare tutto ciò che va tagliato perché superfluo… finché, alla fine, potrai finalmente dedicarti alle questioni linguistiche prima di inviare tutto all’editor.

Puoi contattare un editor anche dopo la prima bozza, ma i costi saranno chiaramente maggiori perché ci sarà molto (MOLTISSIMO) lavoro supplementare da parte di entrambi, dato che l’editor si vedrà costretto anche a fare un pesante lavoro di developmental editing atto a definire temi, struttura, messaggi e altri punti chiave dell’opera. Si tratta di aspetti che l’editor analizzerà in ogni caso, ma lavorare a una prima bozza acerba e sconnessa e correggere un manoscritto già revisionato più volte è un lavoro completamente diverso. Assisterti subito dopo la prima bozza diventerebbe praticamente un impegno di personal coaching. In questo caso, dovresti rivolgerti a chi svolge questa professione.

Anche durante queste fasi di revisione è indispensabile usare uno strumento per tenere sotto controllo ogni step. Ti consiglio di impiegare fin da subito un’app o un diario di scrittura cartaceo. Se non sai da dove cominciare, puoi optare per una versione guidata con schede di supporto da compilare. Diari di questo genere, pensati per altri autori, sono difficili da trovare in commercio (e in italiano), per questa ragione curo dal 2022 la mia personale linea di quaderni e diari di scrittura dedicati agli altri autori. Trovi tutti i titoli e le versioni disponibili sulla pagina dedicata del Magical Magazine “Linea di quaderni”.

 

 

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Come diventare editore di se stesso: STEP 2. CREA IL TUO TEAM

 

Da autore indipendente e quindi da editore di te stesso, avrai anche la responsabilità di creare il tuo personale team di professionisti. Ci sono alcune figure di cui dovrai avvalerti.

Vediamo una breve lista dei collaboratori che dovrai cercare, i costi e come valutare il loro operato.

·  Beta reader: gratis. Di solito si tratta di amici e di lettori volenterosi. Puoi trovarli online sui social nei gruppi di lettori e di scrittori. Devi però fare attenzione: non tutti hanno buone intenzioni, quindi è bene prima verificare che tipo di persone hai davanti. Invia il tuo testo a pezzi e attendi i commenti prima di mandare il resto.

·  Editor: se il tuo testo è molto pulito perché hai fatto una revisione autonoma profonda e accurata, o se puoi offrire qualche altro vantaggio (per esempio un incarico continuativo su una saga di più libri) puoi spuntarla con un prezzo che parte da 4€ a cartella. Meno è davvero difficile con un professionista serio, anche se puoi avere molta fortuna e trovarne uno.

·  Correttore di bozze: i prezzi più o meno partono da almeno 1€ a cartella. Non pensare che dopo l’editing sia un passo inutile, perché una correzione bozze ben fatta si nota eccome! Inoltre se scrivi serie, il tuo correttore bozze di fiducia può aiutarti nella redazione di un Normario che contiene tutti i nomi strani che usi, le loro grafie e altri dettagli che devono essere uniformi in tutti i romanzi seguenti.

·  Impaginatore: capire i prezzi di un’impaginazione è una vera missione suicida, perché c’è di tutto. In linea di massima, c’è chi chiede quanto una correzione bozze e chi fa un prezzo forfettario. Direi di contare almeno 150€ per un forfait ma di aspettarsi qualsiasi cosa, anche cifre da capogiro.

·  Graphic designer: le cover premade (già fatte e dove si cambiano solo i testi) costano anche meno di 30€, quelle personalizzate anche più di 200€, il mercato è vasto e diversificato, dipende da chi contatti.

 

In linea di massima, per un libro di circa 60.000 parole, secondo me è il caso di stimare un budget minimo di 1000€. Puoi farcela con meno con fortuna e attenzione, ma puoi spendere anche molto di più.

 

Come diventare editore di se stesso: STEP 3. PROMUOVI IL TUO LIBRO 

 

Questo è spesso il passo più difficile, specialmente se sei ancora rimasto all’idea molto romantica e retrò che uno scrittore scrive e basta. Se quando vieni interpellato sul tuo lavoro la tua risposta base è “ma io scrivo”, forse è il caso di rivalutare il tuo operato.

Sia che tu scelga il self publishing, sia che tu venga scelto da una casa editrice blasonata… non credere di poter fuggire alla Maldive a scrivere sotto una palma senza occuparti di alcuna questione di marketing.




 

Di seguito, ecco qualche spunto da cui partire:

·      Comincia a creare hype molto prima dell’uscita, con post sui social: facile a dirsi, meno a farsi. Nel senso che non tutto il pubblico di riferimento reagisce allo stesso modo. Ci sono lettori che rispondono meglio a contenuti video, altri che preferiscono immagini e altri che prediligono i testi (una categoria in via d’estinzione). Preparati a creare post diversificati per ogni piattaforma. Le principali sono Facebook (ma sempre meno utile a livello di visualizzazioni e partecipazione), Twitter (solo se hai il dono della sintesi per contenuti brevissimi e incisivi), Instagram (post + storie), Waveful (dal destino incerto), Goodreads (social per lettori). Il tuo nuovo migliore amico si chiama Canva, un’app di grafica facilissima da usare e super rifornita di template bellissimi, disponibile per tutti i dispositivi e via web. Canva è un vero miracolo!

·      Crea un blog e aggiornalo con costanza. Si tratta di una strategia a lungo temine (pensa in anni) perché Google impiega un minimo di sei mesi per indicizzare i contenuti, posto che detti contenuti rispettino le leggi mutevoli e misteriose del SEO (Search Engine Optimization), cioè l’ottimizzazione per i motori di ricerca. I tuoi articoli dovranno contenere parole chiave precise, una formattazione in linea con le preferenze degli algoritmi e rispondere alle domande degli utenti. Puoi fare questo lavoro da solo? No, a meno che tu non inizi immediatamente un percorso di formazione che ti permetta di capire e usare questi sistemi che consentono agli utenti di trovare i tuoi contenuti. Scrivere un articolo super interessante, utile e originale serve a poco se poi non appare fra i primi risultati della prima pagina di Google. Quindi, il supporto di un content creator esperto fa la differenza. Cosa puoi fare da solo? Puoi imparare a scrivere testi persuasivi e orientati al copywriting, dopotutto sei uno scrittore e questo compito è alla tua portata! Puoi affinare le tue capacità riguardanti testi diversi dai romanzi; scrivere un articolo non è come scrivere un romanzo ma ciò non significa che sia poco impegnativo. Avviare un blog richiede molto tempo per ricercare, pianificare, strutturare e scrivere (praticamente la parte più semplice) articoli di qualità e che rispondano alle ricerche effettuate su Google. Non solo, questo lavoro deve essere costante e continuativo: un articolo al mese non basta. Venti articoli in due settimane e poi silenzio tombale per tre mesi non funziona. I contenuti devono avere una scadenza ciclica e di routine. I tuoi articoli possono essere generali o settoriali, a seconda del tuo scopo e di ciò che scrivi. Sul sito della saga di fantascienza Stargarden Universe trovi un esempio di articoli specifici sui temi caldi della fantascienza, ambito di sviluppo della serie.

·      Prova con i FB ads, i contenuti sponsorizzati su Facebook. Ovviamente ti servono una pagina FB e un budget da utilizzare per fare dei test. Puoi cavartela anche con 10€ se sei molto (MOLTO) fortunato. Fra esperimenti e campagna vera, calcola circa 50€ per una sponsorizzazione efficace di circa una settimana a budget basso. Con impostazioni per copertura maggiore, il costo sale. Personalmente, ho visto decrescere l’utilità dei FB ads (e della piattaforma in generale) a un ritmo allarmanteCampagne che funzionano bene oggi possono essere un fallimento clamoroso fra due settimane a causa di cambi negli algoritmi e altri fattori. Inoltre, FB con le sue crescenti limitazioni e con utenza sempre più aggressiva, negativa e ottusa, è ormai un luogo poco produttivo. In linea di massima, puoi avviare campagne che ti costano 1€ al giorno, tuttavia il costo del pay per click a volte si rivela talmente alto che bloccare la campagna è una scelta migliore. Mi è capitato di avviare la stessa campagna in periodi diversi ma con risultati opposti. Al momento, ritengo che essere su FB sia ancora necessario (purtroppo) ma non nascondo che trovare community in cui non si viva di polemiche, offese e utenti altezzosi è davvero una missione quasi impossibile. A te la scelta sul da farsi. Io spero sempre in qualche nuova piattaforma!

·      Inserzioni sponsorizzate su Amazon: anche qui si tratta di budget e di fortuna, se non hai conoscenze settoriali specifiche. Prima di tutto, il budget richiesto per le sponsorizzazioni su Amazon è molto più alto rispetto a FB: 1€ al giorno non è sufficiente. In secondo luogo, l’interfaccia è caotica e difficile da gestire, quindi richiede anche molto impegno per capire dove cliccare e con quale risultato. Personalmente non ho avuto esperienze positive con questo servizio.

· Contatti con book-influencer. Possono essere blogger, instagrammer eccetera. A seconda dei follower e del lavoro svolto, non ti sorprendere se il servizio è a pagamento. Possono offrirti visibilità con post generici di anteprima, foto curate del cartaceo o mockup, recensioni, book tag, blog tour e altre iniziative da concordare. Sta a te selezionare le persone con cui vuoi lavorare.

·      Presentazioni in librerie, eventi e biblioteche locali: solo se sei un bravo intrattenitore, se hai preparato contenuti multimediali accattivanti e preferibilmente con qualche tipo di rinfresco per attirare pubblico. Nessuno vuole andare a vedere un autore sconosciuto che legge estratti decontestualizzati, specialmente se poi viene fatta pressione per l’acquisto e ci sono meno di dieci persone presenti e tutti controllano chi compra e chi no…

·      Rispondi sempre ai commenti dei lettori ma evita di lanciarti in filippiche contro le recensioni negative. Sebbene questo tipo di polemica attiri molto pubblico con flame, faide, ripicche e altre meraviglie, io personalmente la trovo una strategia repellente, che e mi spinge a non seguire più gli autori che passano il tempo a lamentarsi sui social.

·      Diventa anche tu influencer. Se sei in grado di essere opinionista, di produrre contenuti di tendenza e via dicendo: complimenti!

 

Pronto/a per iniziare? 

 

Se veramente vuoi intraprendere questo cammino, è arrivata l’ora di fare sul serio!

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Contenuti in collaborazione con
Ivana Vele Poletti
:

http://colorarelavita.blogspot.com/