Non tutto ciò che pensi è tuo

Entra nell’universo di Eva Fairwald

Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

📚 Esplora la serie Dark Ghost: Store Autore su Amazon | Catalogo su Rakuten Kobo

🌐 Scopri il cybernature

📡 Segui il canale Telegram — Cybernature, libri e mondi
Brevi contenuti su AI, folklore, scrittura, fantascienza e mondi narrativi.
@evafairwaldbooks

Iscriviti al Circolo Privato di Eva Fairwald per ricevere riflessioni e contenuti esclusivi.
Entra nel sistema → evafairwald.com #cybernature #evafairwald #darkghost

⬇️ SCOPRI TUTTI GLI ARTICOLI! ⬇️

lunedì 7 agosto 2023

Atlantide, Mu, Lemuria e altri continenti scomparsi


 

Quando si parla di continenti scomparsi pare che in ogni parte del mondo ci siano miti e leggende, o ritenuti tali dall'archeologia classica, che li ricordano come culla di civiltà e conoscenza antecedenti a cataclismi epocali che ne hanno decretato la scomparsa.

La data indicativa di questi continenti scomparsi si attesta attorno ai 12-15.000 anni fa. Su questa data si possono fare diverse ipotesi e la pista che segue la fine dell'ultima glaciazione potrebbe essere molto interessante.

Ad esempio, la costruzione di un complesso di città sotterranee in Anatolia (leggi l’articolo “I misteri di Derinkuyu”) potrebbe essere associata alla sopravvivenza alla glaciazione. Esempi analoghi sono presenti in forma di sistemi di caverne dalle Ande Argentine alla California, dal Borneo alla Patagonia, dove troviamo anche le prime rappresentazioni pittoriche di mani, piedi e animali del luogo.

Le nostre splendide Dolomiti sono state in fondo al mare e più volte riemerse seguendo il ciclo delle glaciazioni e dei disgeli. Alla luce di ciò, possiamo ben immaginare quanto sia stato elevato il dislivello delle terre emerse e di quelle sommerse nei diversi periodi e, di conseguenza, l'adattamento delle popolazioni con migrazioni in altri luoghi.

In giro per il mondo abbiamo innumerevoli esempi di città sommerse; infatti, tra glaciazioni e disgeli, i tempi intercorrenti tra le varie fasi sono di millenni. Di conseguenza, non mancava certo la possibilità del crearsi e disfarsi di civiltà a noi oggi sconosciute. Nell'arco dei millenni che ci separano dalle loro vestigia, queste civiltà misteriose hanno comunque lasciato ampie tracce di sé, sia architettoniche, che rimembranze ancestrali nei popoli che si sono susseguiti. Alcuni dei popoli successivi si sono sviluppati con parte delle conoscenze legate alle civiltà precedenti, mentre altri sono ripartiti da zero.



Siti nascosti

In Giappone abbiamo Yonaguni, una struttura apparentemente monolitica a circa 30 metri profondità. Il sito presenta strade e scalinate, ma nei pressi ci sono anche altre imponenti strutture non ancora studiate in modo approfondito, come tutto ciò che può mettere in dubbio le datazioni convenzionali.

 

In Israele abbiamo il sito di Atlit Yam, situato a una profondità di circa 15 metri. Queste rovine si estendono su di un'area di almeno 40.000 metri quadri. La datazione è approssimativamente di 8500 anni fa.

 

In Bosnia abbiamo le piramidi a Visoko, un complesso di tre piramidi e due templi datato tra 10.000 e 22.000 anni fa. Ricoperte di terra, fino a qualche decennio fa le piramidi non erano state notate, se non dalla gente del posto per via dei miti e delle leggende che le riguardavano.

 

Archetipi comuni

Com'è possibile avere miti archetipi comuni in ogni parte del mondo? Ognuno di essi è adattato alle realtà locali, ma con le stesse caratteristiche fondamentali. Le capacità costruttive, gli stili, le raffigurazioni (con minime differenze), troviamo anche la medesima simbologia. Una risposta è rappresentata con ere glaciali seguite da ere intermedie, disgeli, ere intermedie e nuove glaciazioni; la diminuzione del livello dei mari ha così consentito la formazione di ponti naturali che collegavano le terre emerse. Una seconda soluzione è la presenza di continenti intermedi.

Lemuria è un possibile continente misterioso situato nell'Oceano Indiano; si sarebbe esteso dalla punta dell'India al Madagascar, fino all'Australia e alla Nuova Zelanda. A supporto di questa teoria ci sono i tratti tipici degli abitanti prima della colonizzazione. Infatti, la tipologia umana degli abitanti era molto simile: neri, australoidi, boscimani, pigmei, fino ai fueghini (abitanti della Terra del Fuoco).

Pensiamo anche alla fauna e alla flora del Madagascar, che pur essendo a pochissima distanza dall'Africa non aveva nulla in comune. Rimangono nell'immaginario collettivo, tramandato e cristallizzato, echi di antichi Lemuriani semi-rettiliani, dotati di un terzo occhio.

 

Mu, continente situato nell'oceano Pacifico tra il Sud America con l'isola di Pasqua come vertice e il Nord America, comprendeva tutte le isole della Polinesia, fino ad arrivare verso l'Indonesia e il Giappone. Qui abbiamo la testimonianza del ricercatore e colonnello dell'esercito britannico di stanza in India James Churchward. La sua fonte principale furono le “Naacal tablets”, custodite dai sacerdoti di un tempio Indiano in Tibet, i quali gli tradussero il significato. Questi sacerdoti sarebbero appartenuti a una setta i cui antenati provenivano da Mu, che sarebbe esistita prima della sua scomparsa dopo un cataclisma, circa 50.000 anni fa. Detentori di conoscenze ancora più antiche avrebbero colonizzato tutto il pianeta. A riscontro di questo la scoperta in Messico delle tavolette di “Niven”, dallo scopritore William Niven. Queste tavolette scritte in una lingua indecifrabile e comunque non assimilabile a quelle della zona, furono interpretate da Churchward, che le identificò come lo stesso linguaggio utilizzato dalle tavolette Naacal.

 

Civiltà sotterranee

Possiamo altresì contare su leggende e miti di civiltà sotterranee in ogni epoca e in ogni parte del mondo. Vecchi saggi, maghi, popoli sconfitti che si ritirano in un mondo ctonio ma di cui si narrano le gesta e l'improvvisa sparizione. Ad esempio, i Tuatha de Danann che dopo aver perduto il proprio dio nella battaglia degli alberi svaniscono sottoterra.

Si parla anche di popoli di livello tecnologico superiore che vivrebbero in Agartha e della ricerca della mitica Shangri-La, descritta come un meraviglioso mondo di pace e prosperità, una versione, forse, dell'età dell'oro dell'umanità.

Rimane Atlantide, di cui abbiamo scritto nell’articolo “Atlantide: verità e testimonianze”.

Al di là delle ricerche e delle notizie più o meno nascoste, tutti questi miti, o presunti tali, hanno una radice comune. Ognuno di loro si colloca in un'epoca pre-glaciale e rappresenta quasi un anello di congiunzione tra il mondo precedente e il successivo sopravvissuto a una immane catastrofe.

In tutte le saghe e i miti dell'antichità si parla degli antichi dei che venivano da terre che ora non ci sono più, che abitavano in fantastiche città con ogni tipo di servizio, che si muovevano nell'aria con carri celesti e che potevano agire sul tempo come volevano. Poi, al culmine della loro espansione, succede sempre qualcosa… causato da loro stessi? Dalla tecnologia che usavano? Dalle armi nucleari che hanno usato distruggendo anche loro stessi? Oppure potevano essere terrestri tornati sul loro vecchio pianeta per aiutarne la ricostruzione. Oppure umanoidi d'altri mondi alla ricerca di specifici materiali. Anche in questo caso abbiamo moltissimi bassorilievi, incisioni, statue e statuette raffiguranti esseri simili ad animali o con fattezze miste. L'unica cosa certa è che a scadenze quasi fisse tutto si azzera e ricomincia da capo. Del passato non rimangono che delle reminiscenze collettive, quasi un déjà vu a ricordarci che siamo qui da tempo immemore, che vivevamo molto più a lungo.



Se ti interessano questi temi, allora la serie cybernature DARK GHOST fa per te! Vieni a conoscere Jo Jo Nishimura, la tua guida su Gaia, la Terra del futuro... salvata da misteriosi alieni chiamati Ancestrali. Il primo romanzo della serie si intitola "Dark Ghost": lo trovi su Amazon e Kobo.

Jo Jo Nishimura, protagonista di "Dark Ghost"



Più queste ere si sono susseguite, più il tempo della vita si è accorciato, o così è scritto per esempio nel Vecchio Testamento. Forse è giunto il momento che qualcuno ci ricordi perché siamo qui! Perché se lo scopo della vita è semplicemente la prosecuzione della stessa sotto qualsivoglia forma, allora possiamo dire come Kirillov, ne “I demoni” di Dostoevskij, che l'uomo ha inventato dio per poter continuare a vivere.

 

 

Sorge dal mare,

sul ruscello che scorre:

indica la via.

 

Petali colorano

rami spogli nel tempo.

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

 

 

 

lunedì 31 luglio 2023

Atlantide: verità e testimonianze

 

Quante Atlantide e quanti diluvi

Come riporta Platone nel “Timeo” e nel “Crizia”, un noto politico e legislatore ateniese di nome Solone andò in Egitto e incontrò degli anziani sacerdoti. Ciò avvenne nella città di Sais, luogo che aveva in comune con la Grecia la dea fondatrice Neith, omonima della greca Atena; in virtù di questa felice condivisione, le genti del luogo si sentivano quasi ateniesi.




Durante i colloqui con gli anziani sacerdoti, Solone si rese conto di quanto fosse ignorante sulla storia antica della propria gente, tanto che un vegliardo sacerdote gli disse:

“Solone, Solone, voi greci siete sempre bambini, non esiste un greco vecchio” e aggiunse “siete tutti giovani nelle anime, infatti in esse non avete alcuna antica opinione che provenga da una primitiva tradizione e neppure alcun insegnamento che sia canuto per l'età...”

Con questo, come poi viene spiegato più avanti, intendeva dire che i Greci non avevano memoria di tutte le catastrofi accadute prima delle epoche di cui avevano dei documenti scritti. Anche dove erano disponibili testimonianze riportate, esse venivano derubricate a semplici storie o banali leggende da ricordare ai bambini, ai quali il vegliardo li paragonava. Bambini nel senso che non avevano contezza degli avvenimenti delle epoche passate, ripartendo da zero dopo ogni catastrofe, senza testimonianze, né leggi o tradizioni precedenti da seguire.

 

La verità nei miti

Il sacerdote ricordò a Solone alcune storie ridotte a mito e raccontate in forma allegorica, per poi svelargli il vero significato. Fra queste c’è la storia di Fetonte che, guidando il carro del sole del padre, si ribaltò sulla Terra.

Nel caso di Fetonte, la vera storia era la deviazione dei corpi celesti che girano attorno alla Terra e che determina in lunghi intervalli di tempo la distruzione tramite il fuoco. Lo stesso valeva per la purificazione della Terra da parte degli dei attraverso l'acqua e, di conseguenza, i diluvi che si erano succeduti nel tempo.

Questa testimonianza, che troviamo nei due dialoghi citati in precedenza, ci porta alle parole riportate da chi le ha sentite dai protagonisti. E qui veniamo ad Atlantide. L'anziano sacerdote mostrò come loro, essendo stati creati come popolo dalla dea Atena, avessero le stesse leggi. Tuttavia gli ateniesi dopo l'ultima catastrofe, avendo perso l'arte della scrittura, dovettero apprendere di nuovo tutto quello che non conoscevano più.

Il sacerdote proseguì mostrandogli tutte le arti che avevano prosperato in quella città grazie alle leggi promulgate quando la città fu edificata. Aggiunse che prima la dea aveva fatto Atene e gli ateniesi, grazie al seme donato da Gea ed Efesto, e poi era venuta da loro. Lo disse mostrandogli le sacre scritture tramandate da ben oltre i novemila anni della storia ricordata oralmente e poi scritta di Atene.

E qui gli racconta le vicende di come l'allora grande e potente popolo ateniese avesse combattuto e vinto un colossale scontro con un'altra potenza in espansione protetta da Poseidone.

“E qui ritorniamo agli antichi racconti dell'Iliade, della Bibbia, dei Veda, degli Egizi, dei Sumeri, dove gli scontri tra i popoli della Terra erano sempre causati dalla presenza di entità sovrannaturali, e molto spesso si concludevano con immani catastrofi, anche nucleari. Come possiamo vedere dai resti vetrificati dei terreni di alcune città distrutte, dove i reperti di terreno vetrificato sono stati comparati con quelli degli esperimenti nucleari. In realtà combattevano tra loro usando i popoli su cui avevano influenza.”

Il popolo che gli ateniesi sconfissero veniva da un'isola chiamata Atlantide, che si trovava al di là delle Colonne d'Ercole. Era più grande della Libia e dell'Asia messe insieme e da quell'isola se ne potevano raggiungere altre, sino al continente opposto che circondava il vero mare. Quindi, già conoscevano anche il continente opposto: le Americhe.




Atlantis e la sua scomparsa

Fu un grande scontro di influenze, tra dei diversi che guidavano popoli diversi; Atlantide voleva espandersi al di qua delle Colonne d'Ercole, Atene si difese dall'invasione. Il risultato finale fu che al termine della contesa vinta dagli ateniesi, Atlantide scomparve in una notte a causa di un immane cataclisma e ancora non se ne sono trovate tracce certe, se non negli scritti.

Naturalmente, pur essendo Platone una fonte attendibile, abbiamo a supporto anche mappe dell'isola su antichi reperti egizi distribuiti in vari musei: descritta come l'isola di Atlantis occupata dal dio Shu, il dio che sostiene ed eleva il cielo, tradotto dai greci come Atlante.

La città al centro dell'isola aveva il nome di “Kerne” o “Kernea”, che significava la terra madre, o culla degli dei.

In altre descrizioni vediamo Atlantide disegnata come più isole concentriche divise da tratti di mare, fino ad arrivare all'isola centrale vera e propria, e anche la stessa città costruita con struttura simile. Da qui il nome di Ikent o Akent, isola con una città a forma di piatto concentrico in cui vive il dio Shu, tradotta in greco come Kerne.

Mappe e testimonianze

Esistono anche più geroglifici specifici che indicano un'isola dove vive il dio Shu.

Abbiamo le mappe sui sarcofagi di personaggi importanti, come generali, capi medici, che rappresentano il viaggio verso un'isola paradisiaca, con una città concentrica con un trono che galleggia sull'acqua, come descritto nel “Crizia”.

E. Schliemann, lo scopritore di Ilio (Troja), scrive nel suo memoriale che nel tesoro di Priamo trovò un grande vaso di bronzo all'interno del quale c'erano vari altri vasi, piccole immagini e monete di metallo. Su questi antichi reperti e sul gran vaso c'era scritto in geroglifici fenici: “Dal Re Chronos di Atlantide”.

Più tardi, visitando la mostra degli oggetti Thiahuanaca del Centro-America trovò la stessa tipologia di oggetti trovati nel tesoro di Priamo, soprattutto uno con la testa di gufo. Questi pezzi non avevano alcuna inscrizione, quindi ricontrollando i suoi reperti si rese conto che le incisioni fenicie erano state apposte posteriormente. Quando Schliemann si decise a confrontare e ad analizzare i reperti si rese conto che l'argilla di cui erano fatti era dello stesso tipo, ma che sia in Fenicia che in Centro-America non esisteva. Si trattava di un composto creato da un amalgama di platino, alluminio e rame mai conosciuto nei resti degli antichi.

E. Schliemann lasciò questo memoriale al nipote, che proseguiva la sua opera. In una nota gli raccomandò di rompere il vaso con la testa di gufo e di investigare nelle rovine Sais. E qui ritorniamo al viaggio di Solone, che si fermò esattamente in quella città costruita dalla dea Atena, protettrice di Atene. Il nipote ruppe il vaso e rinvenne una specie di medaglia o moneta, sul fondo del vaso un'inscrizione in vecchio Fenicio che diceva: “Proveniente dal tempio dei muri trasparenti”. Tra l'altro nella collezione di oggetti del tesoro di Ilio c'era un anello dello stesso metallo. Fra le altre cose rinvenute in quella spedizione, c’era anche un papiro dello storico egiziano Manheto, in cui pone la data di 13.900 anni come regno dei savi di Atlantide.

Quando il nipote, ottenuto il permesso di scavare nella città di Sais, trovò una collezione di monete in un sarcofago si rese conto che erano della stessa fattura di quelle rinvenute nel vaso del nonno. Il sarcofago si rivelò essere appartenuto a un sacerdote del tempio di Atena fondato, si diceva, da un atlantideo fuggito con una figlia del Re Chronos, nient'altro che il nome inciso sul vaso ritrovato nella collina di Hissarlick, a Ilio.

Ricordiamo che a palazzo Besta, nell'antico borgo di Teglio in Valtellina, troviamo un affresco che rappresenta il mondo, compresa l'Australia, e l'Antartide colorata di verde come se si sapesse che in epoche precedenti non era coperta dai ghiacci. Questo affresco è antecedente alla presunta scoperta di Colombo e copiato da chissà quali mappe, vista la presenza dell'Antartide.

Come al solito, i misteri sono sempre più vicini di quanto potessimo pensare.

 

Mondo sospeso,

Atlante lo sorregge:

perduta forza.

 

Dalle onde la vita,

sotto l'ignota strada.

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

lunedì 24 luglio 2023

Spirito e corpo sono due parti inscindibili?

 


 

Spirito e corpo sono due parti inscindibili, oppure due parti che possono essere separate?

Una parte è prettamente spirituale, fatta di pensieri, emozioni passate, esperienze vissute, tutto quello che consideriamo il nostro essere nel tempo. Un'altra parte è fisica e ci limita, ci contiene, con il tempo si sfalda e muore.

 

Le due vie dell'evoluzione: la diade e l'uno

Nonostante i limiti palesi, cerchiamo da sempre di modificare la nostra parte fisica, tentando di potenziarla in maniera da supportare ciò che sogniamo di poter fare, per più tempo e meglio di quanto potremmo se non cercassimo di migliorare le nostre capacità fisiche.

La stessa cosa avviene da sempre per quanto riguarda le capacità spirituali, con l'annullamento del corpo fisico in funzione dell'espansione della mente. Pensiamo agli antichi e tutt'ora presenti eremiti indiani, ma anche ai monaci di tutte le religioni o filosofie teiste. Nel contempo abbiamo assistito, e continuiamo tutt'ora ad assistere in misura forse minore, a pratiche di fusione tra corpo e spirito in modo di farli crescere insieme, come contenitori uno dell'altro. Un esempio sono le pratiche meditative accompagnate dalle arti marziali.

Il molteplice della Diade con le sue infinite possibilità, limitate dall'Uno a cui tutto alla fine si adegua. Quindi, la realtà diviene un misto bipolare di ciò che si potrebbe fare limitato da quello che è possibile fare. Il sogno, il mondo energetico in cui siamo inseriti ma con cui non possiamo interagire senza un'adeguata preparazione, ci mostra che corpo e spirito sono un'unica entità. A questo proposito, leggi l’articolo “Il potere della percezione”, che introduce la via dello stregone e apre questa serie di articoli.

Possiamo leggere diverse interpretazioni di questa questione in molti racconti distopici; vediamo per esempio come un trans-umanesimo verticistico si contrappone a un naturalismo collettivistico. A un iper-controllo tecnologico all'interno del trans-umanesimo si contrappongono tecnologie sempre più invadenti di potenziamento fisico-mentale per sfuggirvi. Se la parte Cyborg diventa preponderante, quale sarà il limite, se ce ne può essere uno?

In contrapposizione, un'altra parte della società cerca di evolversi attraverso lo sfruttamento delle capacità sensoriali proprie, attraverso la convivenza con un naturalismo collettivo, ma anche qui l'uso della genetica e della nanotecnologia resta un tratto comune.


Scopri il cybernature!



Se questa situazione ti affascina, allora ti piacerà la serie cybernature di Stargarden Universe! L’ambientazione si sviluppa fra la megalopoli iper urbanizzata Urbe Ancestralis e Nuova Eden… passando per il pericoloso Deserto delle Dune di Vetro.  Il primo romanzo ha come protagonista Jo Jo Nishimura, un bio-hacker che ha potenziato il proprio corpo con body mod eccezionali (per esempio, ha dei tatuaggi molto, molto speciali su tutto il corpo!). In contrapposizione a Jo Jo c’è Adela, cittadina di Nuova Eden, luogo in cui il governo propugna ideali di fratellanza e armonia con la natura.



Gli argomenti trattati in questa serie di articoli sono la base su cui è stata impostata tutta la serie di Stargarden Universe! Inizia l’avventura con “Dark Ghost”, ordinalo su Amazon in eBook (anche Kindle Unlimited) e in edizione cartacea illustrata!

Corpo + emozioni

Eppure, già da molto tempo sappiamo che corpo ed emozioni, sensibilità, tutto quello che concerne ogni tipo di rapporto sensore/sensazione, non risiede solo nel cervello ma, anzi, ha molteplici sedi in tutto il corpo e specialmente a livello intestinale. Neurotrasmettitori e recettori degli stessi, che divengono vere e proprie sedi di trasmissione di emozioni, hanno un’importanza cruciale. A questo proposito è consigliata la lettura di “Molecole di emozioni” di Candace Pert, di cui parliamo anche nell’articolo per il portale Stargarden Universe “Vibrazioni energetiche fra persone: esistono davvero?”.



 

Uomini o possibili divinità autocostruite

 

“Astro possente, che sarebbe la tua felicità, se non avessi coloro ai quali tu risplendi!” questo è l'inizio di: “Così parlò Zarathustra”.

E dopo essersi meravigliato del fatto che nessuno ancora sapeva che dio era morto, si avviò verso la città per annunciare la novella.

Il trans-umanesimo ci porta concettualmente in questa fase di transizione in cui dio, inteso come soggetto che detta le regole, ha cessato di esistere. Quindi, tutto è diade, il mondo, la sua possibilità di percezione e di costruzione, diviene esclusivamente relativistico. Tutto ciò che è possibile fare verrà fatto.

E perciò l'uomo, o l'umano, prende il seggio di dio, o della natura, nel dettare le regole. E qual è il primo fardello che porta con sé? Ma il corpo fisico naturalmente! Ecco, dunque, che ogni possibilità tecnologicamente possibile di eliminarne i malfunzionamenti, diviene auspicabile. Ogni tipo di ricerca diviene automaticamente lecita; in fondo, le regole concordate in una società relativistica non sono altro che contratti da raggiungere e poi superare. La ricerca e l'applicazione della cosiddetta “Gain of Function” in ogni campo, porterà la parte biologica ad essere potenziata e sostituita, oppure integrata con tutto ciò che potenzialmente sarà possibile. Il miraggio dell'eternità diverrà sempre più un obiettivo raggiungibile, ma auspicabile? Una volta raggiunta la perfezione, cosa rimarrà da fare?

Resta invece il problema della parte cosiddetta spirituale, emozionale; potremmo chiamarla il nostro io conscio, ora, di tutte le scelte fatte, e inconscio di quelle che comunque non abbiamo ancora fatto e che conosceremo solo in quel preciso istante. Si tratta di tutto il vissuto emozionale passato e quello che ci si attende dal futuro, in definitiva, ciò che siamo.

Probabilmente sarà possibile trasferire queste esperienze in un cervello sintetico, come si fa oggi tra computer. Magari un corpo completamente sintetico in cui vengono inseriti i dati del sé raggiunti al momento. Fino a quando il cervello si evolverà da sé. Ci attende un mondo di macchine? Sarà ancora possibile chiamarla “Umanità?” Il concetto di umanità si basa essenzialmente sul costrutto immaginario che siamo tutti uguali, situazione che non ha nessun riscontro in natura. Infatti, qualsiasi diritto a cui ci appelliamo dalla nascita ci è concesso, qualsiasi sia l'istituzione che ce lo concede. In passato abbiamo creato degli dei che ce li concedevano, quali che siano, con le loro regole. Per dirla con “Harari” nuovo ideologo del WEF, abbiamo creato: un ordine immaginario costituito.

Ma con quale scopo, qual è il fine di questa marcia a tappe forzate verso l'ignoto, cavalcando la tecnica? Semplicemente passare al soddisfacimento di una qualsiasi pulsione supportata dalla possibilità tecnica? “Se dio è morto”, l'unico scopo della vita è la prosecuzione di se stessa. Ma considerata dal punto di vista dell'umanità, sarà ancora qualcosa di umano?

Riscoperta del sapere antico

Abbiamo visto come gli antichi stregoni avevano la consapevolezza di conoscenze ben più antiche del mondo in cui vivevano. Ma che dire dei Sumeri, popolo apparso pressoché dal nulla in Mesopotamia circa 6000 anni prima di Cristo, ma già a conoscenza di matematica, astronomia, agricoltura, medicina, architettura, musica. Praticamente una civiltà già fatta!

Nel 1989 la NASA annunciava che il Voyager 2 stava mandando foto del pianeta Nettuno, scoperto nel 1846 da Le Verrier. Nel 1781 fu scoperto Urano da William Herschel, ma questi due pianeti erano già stati descritti in tavolette d'argilla incise. Ed era anche stato descritto il loro colore visto dallo spazio, un verde-azzurro ricco di acqua. Come è possibile che due pianeti così lontani dal sole potessero essere ricchi d'acqua in superficie, e come potevano saperlo nel 5000 a.C.?




Sicuramente non potremo essere noi a rispondere a questa domanda, ma il fatto è che non solo i due pianeti erano noti, ma li chiamavano “il pianeta doppio”, date le loro caratteristiche simili.

Le altissime temperature generate da un nucleo di roccia fusa fanno sì che le superfici dei due pianeti siano ricoperte di acqua bollente (così ipotizzato dal JPL, jet propulsion laboratory della NASA). Ricordiamo che ai tempi dei Sumeri già esistevano mappe del nostro sistema solare con il sole al centro e i pianeti nelle giuste orbite; la riscoperta di Copernico attorno al 1515 presenta alcuni pianeti in meno rispetto ai Sumeri.

Il nostro futuro è sicuramente scritto nel nostro passato, ben al di là di quello che ci dice l'archeologia ufficiale, gelosa del proprio ruolo egemone. In definitiva, quale sarebbe lo scopo finale di questo viaggio non ci è dato sapere. Forse il viaggio stesso? Un infinito cerchio dove ogni punto è un inizio ma anche la fine. Le ere si susseguono e per i veggenti indiani viviamo nel “Kali Yuga”, l'ultima delle quattro ere, prima che tutto ricominci. Un'era di disperazione e oscurità, di egoismo e sopraffazione, di dogmatismo materialistico. Per approfondire, leggi anche l'articolo "Multiverso, rappresentazione e stregoneria".

Cosa ci può salvare se non la via dello stregone?

 

 

Nero tramonto,

volano demoni dei:

nuova aurora.

 

Cieli puliti sopra,

specchi del mondo dentro.

 

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN