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Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

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lunedì 17 luglio 2023

Nei cieli dell'India si vola da 3000 anni!


 

Così recitava uno slogan pubblicitario della compagnia di bandiera indiana.

Il Ramayana, uno dei poemi epici indiani più antichi, invece inizia così:

“Ravana apparve come una cometa fiammeggiante, mentre scorrazzava nel cielo con il suo carro celestiale...

...Il demone risalì sul Pushpaka sospeso in cielo e disinteressato al misero bottino della città degli uomini, partì rombando verso il cielo. Forse avrebbe potuto trovare dei Deva con cui ingaggiare una battaglia più avvincente. Salì verso i pianeti celesti abitati dai Deva principali, ma questi fuggirono rapidamente non volendo incontrarlo in battaglia.”

Racconti di viaggi e battaglie nei cieli non sono solo nelle leggende e mitologie indiane. Queste testimonianze appartengono ai ricordi ancestrali di tutte le popolazioni mondiali e sono ben documentate; pensiamo alla “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio, dove descrive fenomeni da lui visti oppure riportati.

Ecco che cosa scrive il serissimo generale romano nel secondo libro della sua opera, dal capitolo 31 al capitolo 35:

[31] E per contro hanno visto molti soli contemporaneamente, né sopra lo stesso né sotto, ma di traverso, né vicino né contro la terra né di notte, ma o all’alba o al tramonto. Una volta, riferiscono, furono avvistati a mezzogiorno sul Bosforo, e durarono da quell’ora del mattino fino al tramonto. Anche gli antichi videro spesso tre soli, come sotto i consolati di Spurio Postumio e Quinto Muzio (174 a. C.), di Quinto Marcio e Marco Porcio (118 a. C.), di Marco Antonio e Publio Dolabella (44 a. C.), di Marco Lepido e Lucio Planco (42 a. C.), e nella nostra epoca si vide sotto il principato del Divino Claudio, durante il suo consolato con il collega Cornelio Orfito (51 d. C.).

Più di tre insieme non furono mai visti alla nostra epoca.
[32] Anche tre lune, essendo consoli Gneo Domizio e Caio Fannio (122 a. C.), apparvero.
[33] Riguardo a ciò che per lo più definirono soli notturni, una luce dal cielo fu vista di notte essendo consoli Caio Cecilio e Gneo Papirio (113 a. C.) e spesse altre volte, sì che la notte era illuminata come il giorno.
[34] Uno scudo ardente da occidente verso oriente scintillando attraversò (il cielo) al tramonto del sole, essendo consoli Lucio Valerio e Caio Mario (100 a. C.).
[35] Fu vista una scintilla cadere da una stella ed accrescersi mentre si avvicinava alla terra e, dopo essere diventata grande quanto la luna, illuminare come in un giorno nuvoloso, e poi, risalendo verso il cielo, diventare una torcia; (questo prodigio) fu visto una sola volta essendo consoli Gneo Ottavio e Caio Scribonio (76 a. C.).

Lo vide il proconsole Silano insieme al suo seguito.

Plinio il Vecchio, da semplice cronista, non si ferma ai soli avvistamenti ma riporta anche i fenomeni tipici associati da sempre alla presenza degli UFO.

Ecco cosa dice qualche capitolo dopo:


[57] Inoltre per quanto riguarda il cielo inferiore è registrato nei documenti che sia piovuto latte e sangue essendo consoli Manlio Acilio e Caio Porcio (114 a. C.) e spesse altre volte, come (una pioggia di) carne essendo consoli P. Voumnio e Servio Sulpicio (461 a. C.), e che di questa non imputridisse quella che gli uccelli non avevano portato via; inoltre (una pioggia di) ferro in Lucania l’anno prima (54 a. C.) che Crasso venisse ucciso dai Parti con tutti i soldati lucani che erano con lui, dei quali vi era un grande numero nell’esercito. La forma che piovve di quel ferro era simile alle spugne. Gli aruspici predissero ferite superiori. Essendo poi consoli Lucio Paolo e Caio Marcello (50 a. C.) piovve lana (capelli d’angelo? N.d.A.) vicino al castello di Conza, proprio dove l’anno dopo Tito Annio Milone fu ucciso. Durante il processo per la stessa causa è riportato nei documenti di quell’anno che piovvero mattoni cotti.
[58] Strepito d’armi e suoni di tromba uditi dal cielo durante le guerre cimbriche (101 a. C.) ci è stato riferito, spesse volte sia prima che dopo. Inoltre nel terzo consolato di Mario (103 a. C.) dagli amerini e dai tudertini furono viste armi celesti (che provenivano) da oriente e da occidente e che tra di loro si scontravano, ed erano respinte quelle che erano (giunte) da occidente. Non c’è nessuna meraviglia nel vedere fiamme nello stesso cielo e spesso si sono viste nubi prese da un fuoco più grande.
[85] ... un grande portento di terre nella campagna di Modena essendo consoli Lucio Marcio e Sesto Giulio (91 a. C.). Infatti due monti si scontrarono tra di loro con un grandissimo frastuono, avanzando e retrocedendo, tra di loro fiamme e fumo salivano in cielo in pieno giorno; assisteva dalla via Emilia una grande moltitudine di cavalieri romani e di loro familiari e di viandanti. Per il loro scontro tutti i casolari furono rasi al suolo, e molti animali, che si trovavano dentro, restarono uccisi.


Troviamo anche in Plinio, al capitolo 56, un curioso accenno a strani fulmini:

In Italia, fra Terracina ed il tempio di Feronia, si è smesso di fabbricare torri in tempo di guerra, perché tutte erano distrutte dal fulmine.

I resoconti di Plinio hanno fedeli e impressionanti riscontri in tutto il mondo antico, dalla Bibbia al Mahâbhârata, dai racconti sumerici alle leggende dei popoli precolombiani.




 

Nelle opere rinascimentali italiane il passato è presente

È nelle opere pittoriche tra il 1400 e il 1600 che troviamo dipinti oggetti volanti che, vista l'epoca, non possono essere confusi o falsamente identificati con altro, come si tende a fare in altri casi.

Nei pittogrammi preistorici, nei bassorilievi e nelle statue sia precolombiane che egizie, accadiche o sumere, per arrivare alle civiltà cambogiane con il tempio di Angkor Wat, inizialmente dedicato a Visnù, si cercano mille spiegazioni per giustificare determinate figure, facendo il possibile per evitare la risposta più semplice e immediata.

In questi quadri famosi il passato è presente più che mai; questo ci ricorda che dalle nostre origini a oggi siamo sempre convissuti con fenomeni di questo tipo.

Alcuni di questi quadri sospetti

Nei musei di palazzo vecchio a Firenze troviamo la “Madonna con bambino e S. Giovannino” di Sebastiano Mainardi. In questo dipinto possiamo osservare un oggetto aereo color piombo, sormontato da una cupola, nella parte alta a sinistra dell'opera. Un pastore tra la Madonna e il cielo in lontananza sembra guardarla.

Attributed to Bastiano Mainardi, Public domain, via Wikimedia Commons



Nei musei Vaticani possiamo vedere sul coperchio di un reliquario, chiamato “Le Marie al sepolcro” le pie donne e la Vergine Maria al sepolcro vuoto di Cristo, con l'angelo che annuncia loro la sua resurrezione. Dietro, in primo piano, una inequivocabile navicella in partenza, o in arrivo, chi può dirlo.

Al muso di Capodimonte a Napoli troviamo un dipinto di Masolino da Panicale, denominato “Fondazione della basilica di S. Maria Maggiore” Qui, per non rischiare di confonderci, abbiamo un'intera flotta di oggetti volanti. Il primo addirittura trasporta Cristo e la Madonna, che osservano dall'alto. Pare che nella giornata raffigurata, agosto del 358, nevicò.


Di Masolino da Panicale - The Yorck Project (2002) 10.000 Meisterwerke der Malerei (DVD-ROM), distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH. ISBN: 3936122202., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7023165



Un imponente affresco nel monastero di Visoki, in Kosovo, rappresenta la crocifissione di Cristo e la sua successiva resurrezione. Nella parte superiore, nel cielo alla sinistra e alla destra della croce, due navicelle con i piloti in vista si inseguono, con gli angeli che si tappano le orecchie (per il rumore?). Nella parte sottostante, il Cristo che rinasce esce da un’apertura che pare una navicella con pinne direzionali posteriori.




In ogni luogo e in tutte le epoche in cui l'umanità ha calpestato la terra, ci sono testimonianze simili. E addirittura, come abbiamo visto, ci sono testimonianze scritte di epoche in cui l’umanità ancora non calpestava quello che riteniamo, a torto o a ragione, il nostro mondo. L'unica maniera per scoprire ciò che è successo ed esserne protagonisti è fonderci con il mondo altro che ci circonda.

Tutto quello che riguarda gli UFO è stato sempre tenuto nascosto o ridicolizzato. Negli ultimi anni, invece, vengono fatti uscire video militari con sonde aliene, che pare ci monitorino, provenienti da mondi esterni al nostro sistema solare. Eminenti scienziati come Avi Loeb, partono per ricerche ampiamente finanziate dalle proprie università e dalle istituzioni militari, alla luce del sole.

Che sia arrivato il momento che ci comunichino qualcosa di importante sul nostro passato?

Se ti piacciono questi argomenti, scopri tutti gli articoli della serie partendo dal primo, "Il potere della percezione".

 

 

Sole e luna,

vedere e provare:

un solo mondo.

 

inizio fine dove,

dentro il nostro cerchio.

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 


lunedì 10 luglio 2023

I misteri di Derinkuyu

 


 

Derinkuyu è una vera e propria città sotterranea che si trova in Turchia, più precisamente in Cappadocia, nel cuore dell'Anatolia centrale. Fu scoperta per puro caso, durante lo scavo per l'ampliamento di una cantina. Queste sono le notizie ufficiali.

Quello che fino a ora sappiamo con certezza è che ci sono almeno 18/20 livelli scavati fino a una profondità di oltre 85 metri, con una estensione calcolata intorno ai 460 km quadrati.

Al di là delle considerazioni tecniche sull'uso e quindi sulla costruzione di tale struttura, dobbiamo per prima cosa soffermarci sul fatto che in questa zona esistono almeno altre 200 strutture di questo genere. Si tratta di veri e propri insediamenti sotterranei che certamente non possono essere stati costruiti per esigenze temporanee, viste le dimensioni e l'accuratezza in cui sono state suddivise le varie zone di utilizzo. Si calcola che potessero viverci almeno 20.000 persone. Pensiamo al sistema di areazione: era necessario fare arrivare l'aria fino a quelle profondità e serviva lo scarico per i fumi delle cucine. Per l'acqua era necessario lo sfruttamento di fonti sotterranee che comunque andavano stoccate e distribuite, pare comunque con condutture verso diversi luoghi di approvvigionamento. Servivano anche apposite condutture per lo smaltimento dei rifiuti, soprattutto organici.

Questa rappresenta solo una piccola parte dei problemi tecnico/logistici che dovettero porsi i costruttori di queste città e, evidentemente, risolti brillantemente. Pensiamo, inoltre, che questi insediamenti erano per la maggior parte comunicanti tra loro con larghe vie sotterranee: quindi una vera e propria comunità che viveva nelle viscere della Terra.

 

Antichi e nuovi abitanti

Normalmente, negli scavi archeologici classici, vediamo che i reperti riportati alla luce, mano a mano che gli scavi vanno in profondità, sono sempre più antichi. In questi siti e soprattutto in quelli che appaiono come insediamenti di culto come Göbekli Tepe, più si va in profondità e più le strutture appaiono finemente costruite, ricche di dettagli, la loro stessa architettura progettuale e costruttiva è più sofisticata rispetto alle successive. Come se architetti e muratori, col passare del tempo, fossero stati meno capaci di riprodurre le tecniche di costruzione di coloro che li avevano preceduti.

L’edificazione si protrae fino ad arrivare all'abbandono di queste strutture per motivi che non conosciamo, probabilmente legati alla cessazione della causa che ne aveva spinto la costruzione.

Attualmente, strutture come Göbekli Tepe sono datate attorno ai 12.000 anni fa. Quelle sottostanti ancora non scavate, ma viste con i rilevamenti radar e satellitari (che sono oltre 30 nelle immediate vicinanze) sono sicuramente più antiche. E vista l'evoluzione degli scavi precedenti, più antico=più articolato e preciso, ci aspettano rivelazioni sconcertanti. Sempre che, per salvare la faccia, l'archeologia ufficiale non blocchi la divulgazione delle scoperte o addirittura non faccia sospendere le ricerche per presunte mancanze di fondi (come spesso è già capitato).

Per la nostra storia ufficiale, a quei tempi dovevano esserci solo rozzi raccoglitori e cacciatori. E così, giusto a titolo informativo, la ricerca del famoso anello mancante tra noi e le scimmie ancora non è stato trovato. Probabilmente… perché non esiste!

Quello che possiamo ipotizzare sugli antichi abitatori di queste straordinarie città e centri religiosi è che potessero essersi trovati in necessità di vivere sottoterra perché la vita in superficie era divenuta troppo pericolosa. La strutturazione e la dimensione di questi agglomerati ne definisce la natura permanente.

Il fatto che siano state usate in massa in tempi relativamente recenti, durante i periodi di guerre degli ultimi cent'anni, ne dimostra la solidità. Realmente possiamo pensare ad opere di tale portata costruite a colpi di martello e scalpello?

Degli antichi abitatori nulla sappiamo al di là dei miti e delle leggende che troviamo in antiche scritture. Nell'Avesta ad esempio, e più precisamente nella parte chiamata Vendidad, troviamo le cronache in cui Yima, il profeta di Ahura Mazda, viene incaricato dal dio di costruire una città sotterranea per proteggere le persone dal “malvagio inverno”, come viene definito nella Vendidad. Secondo molti climatologi l'ultima glaciazione avvenne circa 18.000 anni fa. Potrebbe essere questo il motivo della costruzione di un simile reticolo di città collegate tra loro. E con quale tecnologia?

A questo proposito è consigliatissimo il video di Omega Click su YouTube, davvero imperdibile!

Inoltre, se sei affascinato anche dalle teorie della Terra Cava, leggi l'articolo "Teoria della Terra cava: 10 cose da sapere".


Chi erano Ahura Mazda e tutti gli altri dei e semidei citati nell'Avesta, ognuno responsabile di una parte della vita delle persone dell'epoca, dall'agricoltura, all'allevamento del bestiame, alla fertilità e tutto ciò che comunque concerne la vita terrena? Maghi o stregoni antichi, visitatori alieni in cerca di mano d'opera o cavie da esperimenti genetici. Un capo supremo che distribuisce territori e responsabilità ai suoi sottoposti e che svela la scrittura a un profeta addestrato in funzione di ciò.


Se ti piacciono questi argomenti, inizia a leggere tutta la serie dal primo articolo a tema: "Il potere della percezione".

 

 

Viaggiatori spaziali

Quanti passati abbiamo dietro le spalle? Costruzioni senza tempi certi che si distribuiscono sulla Terra, sempre simili nelle loro storie e nei canoni costruttivi. Miti e leggende ci spiegano con sufficienza di particolari, sbiaditi dal tempo e dalle traduzioni, ma ben lungi da essere semplici metafore interpretative, allegorie, quando fa comodo.

Ricordiamo a questo proposito la scoperta della città di Ilio, più conosciuta come Troia, da parte di un accanito ricercatore, H. Schliemann, che non credeva che l'Iliade fosse un semplice poema epico. E, infatti, la sua testardaggine e perseveranza lo condussero alla scoperta della città, sempre negata e ostracizzata dall'archeologia ufficiale perché metteva in dubbio tutta una serie di dogmi e datazioni.

E dunque che dire delle tavolette accadico/sumere da cui tutti i testi sacri hanno attinto le loro storie, dalla Genesi ad Adamo ed Eva, dal diluvio universale al giardino dell'Eden, dalla nascita di e al ritrovamento di Mosè e di tutti gli altri eroi prima di lui, alla torre di Babele. Si potrebbe continuare all'infinito l’elenco delle storie e degli aneddoti che si sono tramandati attraverso libri sacri, o considerati tali, nelle diverse epoche. Ma tutti avevano un'origine comune, la Mesopotamia che citano in maniera esplicita gli Anunnaki (coloro che dal cielo scesero sulla terra) quale fonte delle loro conoscenze. E molti di quegli avvenimenti risalgono a tempi molto più antichi, addirittura in alcuni passaggi c'era solo il pianeta, infatti ne raccontano la colonizzazione e la suddivisione dei compiti tra loro:

 

“An, il signore, illuminava il cielo, mentre la Terra (Ki) era al buio e nel Kur (montagna mitica) lo sguardo non penetrava;

2. dall'abisso (dimora di Enlil) non si attingeva acqua, nulla si produceva, nella vasta terra non venivano scavati solchi;

3. l'eccelso purificatore di Enlil non esisteva ancora, i riti di purificazione non venivano eseguiti; (il dio Enki li sovraintendeva);

4. la ierodula del cielo non era ancora ornata, (Inanna-Venere) non si proclamavano le (sue) [lodi (?)];

5. cielo e Terra non erano legati l'uno all'altra (formulando) un tutt'uno;

6. non si erano ancora sposati;

7. la Luna non splendeva ancora, l'oscurità si estendeva [(dappertutto)];


8. An manifestava il suo splendore nell'abitazione (celeste);

9. il luogo dove egli abitava, non presenta tracce di vegetazione;

10. i poteri di Enlil non erano stati distribuiti nei paesi

11. la santa signora dell'E-anna(inanna di Uruk) non riceveva ancora le of[ferte];

12. i grandi Dei, gli Anunna,( con il significato di stirpe reale, sangue principesco, nome collettivo degli dei principali) non circolavano sulla terra (?);

13. gli dei del cielo, gli dei della terra non esistevano ancora.”

 

Estratto da “Gli dei del cielo, gli dei della terra non esistevano ancora” (tavoletta NBC 11108); datazione: Ur III, da Nippur. Traduzione dal cuneiforme sumerico: Römer; traduzione in lingua italiana di Giovanni Pettinato in Mitologia sumerica; il titolo è di Giovanni Pettinato e corrisponde al 13° rigo, in sumerico: 1.[(x)]dingir-an-na ding[ir-k]i-a nu-ù-ma-⌈su8-su8⌉-ge-éš.)

 

Questo è solo uno dei tanti esempi di scritture antichissime, ma con precisi riferimenti a epoche ancora più remote, addirittura in questo caso la stessa genesi della Terra e la sua suddivisione.



Se questo tipo di ricerca e speculazione ti affascina, non puoi perderti la serie fantascientifica Stargarden Universe! 

Il primo romanzo si intitola “Dark Ghost” e ha come protagonista un bio-hacker che vive su Gaia, la Terra rinata grazie all’intervento degli Ancestrali. 


Jo Jo Nishimura, protagonista di "Dark Ghost"

Gli Ancestrali sono direttamente ispirati alle teorie degli antichi astronauti e si rifanno alle considerazioni esposte in questo articolo!

Un altro particolare importante a sostegno di queste osservazioni è la raffigurazione degli Anunnaki che venivano rappresentati con le ali, magari perché venivano dal cielo, o sbarcavano da oggetti volanti. Chi può dirlo? E queste rappresentazioni hanno tratti comuni in tutto il mondo, dai Toltechi agli Olmechi, in Messico, Perù, Indonesia.

Concludiamo con una battuta ma che, comunque la si voglia interpretare, dà da pensare. La compagnia di bandiera indiana si pubblicizza affermando che da loro si vola da sempre! Come darle torto i Vimana fanno parte della loro storia.

 

 

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BRAN

 

lunedì 3 luglio 2023

L'universo è una foresta oscura?

 


 

Il telescopio James Webb della NASA, mandato in orbita nel 2021, ha effettuato una scoperta a dir poco eccezionale: ha individuato 5/6 enormi nuove galassie; fin qui nulla di eclatante se non che non dovrebbero esistere. Infatti, secondo la cosmologia ufficiale, questa scoperta contraddice le teorie che oggi sono comunemente accettate sulla nascita dell'universo e di conseguenza sulla sua età. Per capire perché le galassie appena scoperte, secondo le attuali teorie, non dovrebbero esistere, dobbiamo partire dall'età dell'universo.


Questione di età

L'età dell'universo viene calcolata analizzando la radiazione cosmica di fondo, che altro non è che la radiazione elettromagnetica che è rimasta nello spazio dopo il Big Bang. Dai calcoli e dai confronti tra le varie università che si occupano di cosmologia si è giunti a una età condivisa di 13,8 miliardi di anni.

La scoperta di queste nuove galassie ha rimesso in discussione non tanto la teoria di base del Big Bang, quanto l'età dell'universo. Queste galassie hanno un'età che va dai 500 ai 700 milioni di anni dopo il Big Bang da noi considerato ma, vista la loro massa e le loro dimensioni (molto più grandi rispetto alla Via Lattea, la nostra galassia) risalgono a molto tempo prima. Considerando che nella nostra galassia si formano una o due stelle all'anno, e che in quelle scoperte ora ce ne sono centinaia di miliardi e considerando che l'universo è ancora in espansione, possiamo solo concludere che la vita nel cosmo è molto più antica di quello che si ipotizzava.

Una teoria alternativa è che si tratti di buchi neri grandi quanto una galassia, niente di mai ipotizzato fino ad ora. Oggi sappiamo che c'è un buco nero al centro di ogni galassia. Non ne conosciamo le funzioni e quindi le possibilità di utilizzo, per esempio un tunnel spaziale per accorciare l'universo. Sappiamo però delle sue capacità distruttive: tutto quello che si trova in un determinato raggio viene risucchiato e non ne esce nulla. Vista la lontananza non dovremmo avere problemi!

 



Hai paura del buio?

Perché dovremmo avere paura della teoria della foresta oscura? Là fuori ci sono centinaia di galassie conosciute, con miliardi di stelle e ancora più pianeti, fra i quali milioni con possibilità di vita a base carbonio come la nostra. Poi ci sono tutti i pianeti che potrebbero avere una base vitale diversa dalla nostra, il silicio ad esempio o altro, non possiamo certamente escluderlo. Ora, la scoperta di queste vecchie galassie aumenta ancora di più la possibilità che ci siano forme di vita avanzata nell'universo.


Cosa dice la teoria della foresta oscura?

La sopravvivenza è il bisogno primario di una civiltà, di conseguenza abbiamo una società che si espande e cresce costantemente; di contro, la materia totale dell'universo rimane costante. Quindi, prima o poi, con i nostri ritmi di crescita avremo un problema di risorse sul nostro pianeta. Perciò il passo successivo sarà cercare i beni potenziali che ci servono in altri pianeti nello spazio.

Il punto è il fatto che sicuramente non siamo soli, quindi diverremmo un potenziale concorrente nella ricerca e nell’utilizzo delle risorse non sfruttate dell'universo. I nostri concorrenti come la prenderanno? Saranno disposti a condividere con noi i materiali che ci servono o addirittura a permettere la colonizzazione di altri pianeti pacificamente? E come faranno a sapere che noi siamo una civiltà benigna, ammesso che lo saremmo. E noi come potremmo saperlo di loro? In buona sostanza nessuno dei due, viste le distanze (non solo in termini di spazio), potrebbe mai sapere cosa pensi realmente della situazione il suo antagonista… e quindi?

Un cacciatore che per sopravvivere si inoltra in una foresta completamente sconosciuta, con pochissimi riferimenti, ma con la necessità di procacciarsi la vita, cosa deve fare? Segnalare la propria presenza cercando altri come lui senza poter sapere le loro intenzioni? Oppure rimanere nascosto, cercando nel frattempo tracce di altri possibili concorrenti all'interno della foresta? E se incontrasse altri cacciatori, visto che si tratta di vita o di morte, cosa dovrebbe fare?

Pensiamo solamente al livello tecnologico raggiunto da una civiltà in grado di viaggiare nello spazio fino al nostro pianeta, del quale conosce la posizione grazie ai nostri tentativi di comunicazione: possiamo saperne le intenzioni reali? Se il cacciatore spinto dalla necessità, armato di arco e frecce, ne incontrasse un altro nella foresta, probabilmente dotato di armi sconosciute, cosa dovrebbe fare? Certo noi non rappresentiamo un pericolo, visto il nostro attuale livello tecnico, potremmo dire. Allora perché venire da noi, quale motivo potrebbero avere?

Però, se guardiamo alla nostra storia, possiamo constatare che per arrivare al primo volo ci abbiamo messo parecchie migliaia d'anni. (17 dicembre 1903 fratelli Wright) mentre per arrivare dal primo volo sulla Luna (20 luglio 1969 Armstrong e Aldrin) sono passati solamente sessantasei anni! Di questo passo non ci metteremo molto ad arrivare alla tecnologia necessaria per lo spazio profondo, mille anni sono un soffio nella vita dell'universo.




 

La foresta oscura esaminata dalla fantascienza

A questo punto diventa chiaro che mandare messaggi nell'universo, la foresta oscura, non sia proprio una buona idea. Quanti altri cacciatori come noi ci saranno in agguato, in attesa di sapere dove si nascondano potenziali concorrenti alla ricerca di risorse vitali?

Una pietra miliare, dal punto di vista strettamente psicologico, è la trilogia “Il problema dei tre corpi” dell'autore cinese Cixin Liu. Approfondisci la fantascienza cinese in questo articolo per Stargarden Universe.

In questa trilogia la suddivisione della società, essenzialmente in tre gruppi, una volta a conoscenza del messaggio extraterrestre è molto verosimile e si adatta perfettamente alla teoria della foresta oscura.

I fatti che non vengono considerati, e che renderebbero poco probabile uno scenario del genere, sono quelli legati alla storia antica di questo pianeta, ma che la lega a quella recentissima.

 

Quando la fantascienza è realtà

È una notizia recente riferita da The Debrief che David Grusch, ex rappresentante dell'Ufficio nazionale di ricognizione degli Stati Uniti presso la task force sui fenomeni anomali non identificati (UAP) del governo, ha presentato una denuncia sostenendo che le rivelazioni sul recupero di oggetti non umani sono state illegalmente nascoste al Congresso.

Grusch ha dunque fornito al Congresso e all'ispettore generale del servizio di intelligence prove documentali sulla ricerca e il ritrovamento di navi spaziali aliene, sia intatte che parzialmente danneggiate. La commissione preposta del congresso degli Stati Uniti ha accolto la denuncia, nonostante l'opposizione del Pentagono, ritenendola attendibile.

Ovviamente, Grusch intervistato non può fornire prove documentali al pubblico, avendole affidate al Congresso, ma altri funzionari sia attivi che in pensione che hanno partecipato al programma “UAP” confermano le rivelazioni di Grusch. A questo funzionario di alto livello, pur avendone le credenziali, è stato impedito di visionare questo programma evidentemente super-segreto.

Di rivelazioni come queste, negli ultimi periodi, ne abbiamo avute parecchie, come se volessero, dopo anni in cui venivano sistematicamente negate, metterci al corrente della situazione.

O prepararci al primo contatto di massa?

Dalle cronache più antiche riportate nelle tavolette sumero-accadiche a quelle raccontate nella Bibbia, dai Deva indiani agli Anunnaki, fino ad arrivare agli scritti Plinio il Vecchio e ai dipinti rinascimentali, sappiamo che non siamo soli, anzi! Parleremo di questi argomenti in articoli futuri di questa serie.

Quindi, perché avere paura della foresta oscura se siamo già stati colonizzati? Oggi terminiamo con il maestro Yasunari Kawabata:

 

Non posso sentirmi già morto solo perché non mi sono mai accorto che la mia vita fosse cominciata. Tutto quello che mi rimane è fare ritorno, in solitudine, all'antica terra. Da questo momento, come si conviene a un morto, non scriverò più una sola riga su nulla che non sia la triste bellezza del Giappone. (In questo caso possiamo sostituire Giappone con Terra).

 

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