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venerdì 4 settembre 2026

Hai tempo ma non scrivi? Perché il tempo disponibile non è sempre tempo utilizzabile

Hai tempo ma non scrivi? Perché il tempo disponibile non è sempre tempo utilizzabile

Hai finalmente un’ora libera. Apri il file. Il cursore lampeggia. Passano cinque minuti, poi dieci. Controlli una nota, sistemi una frase, forse apri una scheda solo un attimo. Alla fine l’ora esisteva davvero, ma non è diventata scrittura.

Il vero ostacolo non è sempre il tempo, ma l’energia mentale o la sua assenza. 

È una distinzione semplice, ma cambia parecchio il modo in cui organizziamo il lavoro creativo. Perché avere tempo e avere tempo utilizzabile per scrivere non sono la stessa cosa.

In questo articolo userò l'espressione energia mentale in senso pratico: la combinazione di lucidità, concentrazione, attivazione e disponibilità a sostenere un compito creativo. Non è una misura clinica né una sostanza da quantificare. È un modo operativo per descrivere perché due ore identiche sul calendario possono produrre risultati completamente diversi.

Ascolta anche l'episodio del podcast Missione Scrittura | ⏰ Hai tempo ma non scrivi? Ecco il vero motivo!

In sintesi: il calendario non misura la qualità del tempo

  • Un’ora libera non è automaticamente un’ora pronta per la scrittura.
  • Il lavoro creativo richiede una certa qualità di attenzione, non soltanto minuti disponibili.
  • Se il tempo esiste ma non si converte in parole, conviene osservare energia, lucidità, frammentazione e chiarezza del compito.
  • Non tutte le attività di scrittura richiedono lo stesso livello di energia: bozza, revisione, ricerca e note possono essere distribuite diversamente.
  • Il diario di scrittura può diventare una mappa concreta dei momenti in cui lavori meglio, invece di un semplice registro di parole.
  • Proteggere l’inizio della sessione riduce il costo di attivazione: sapere già qual è il primo gesto aiuta più di un generico devo scrivere.
  • Se il problema è realmente la mancanza di tempo, nessuna strategia sull’energia può inventare ore che non esistono. La distinzione serve proprio a capire quale vincolo stai affrontando.

La falsa equazione: un’ora libera = un’ora di scrittura

Quando pianifichiamo, il tempo appare omogeneo. Dalle 19 alle 20 c’è uno spazio bianco: quindi, in teoria, potremmo scrivere.

Ma un’ora dopo una giornata di decisioni, riunioni, spostamenti e interruzioni non è identica a un’ora in cui la mente è già dentro la storia.

Il calendario registra disponibilità esterna. Non registra il costo del passaggio da ciò che stavi facendo a ciò che vuoi fare adesso.

Scrivere narrativa non significa soltanto muovere le dita. Devi ricostruire il contesto: dove eri rimasto, che cosa vuole il personaggio, quale tono stavi usando, che cosa non deve ancora essere rivelato, dove conduce la scena. Se il progetto è complesso, l’ingresso può richiedere più energia della scrittura stessa.

Per questo il fallimento di una sessione non dimostra automaticamente che non avevi abbastanza disciplina. Può semplicemente indicare che hai assegnato un compito ad alta intensità a una finestra temporale a bassa disponibilità mentale.

Che cosa significa davvero energia mentale qui

Il termine può diventare vago se lo usiamo per spiegare tutto. Conviene quindi renderlo osservabile.

In questo articolo, energia mentale significa quattro cose pratiche: riesci a mantenere l’attenzione abbastanza a lungo; hai sufficiente lucidità per prendere decisioni; riesci ad avviare il compito senza una lotta interminabile; hai abbastanza margine da tollerare l’incertezza che accompagna la scrittura.

Non serve avere tutte e quattro al massimo. E soprattutto non serve trasformarle in un altro standard di perfezione.

L’obiettivo è capire quale tipo di lavoro è realistico in quel momento.

Se hai tempo ma la mente continua a saltare altrove, il vincolo principale può essere la frammentazione. Se sei lucido ma non sai da dove riprendere, il problema può essere la mancanza di un punto d’ingresso. Se sei completamente scarico, forse la scelta migliore è non pretendere una scena complessa da quella finestra.

Tre modi in cui il tempo utilizzabile scompare

  1. Attenzione frammentata. La finestra è libera, ma arriva dopo molte interruzioni o continua a contenerle. Ogni cambio di contesto erode la continuità necessaria per tenere insieme la scena.
  2. Svuotamento cognitivo. Hai già usato molte risorse per decidere, risolvere problemi o comunicare. Il tempo c’è, ma la capacità di sostenere altre decisioni creative è più bassa.
  3. Nessun punto d’ingresso. Scrivere il romanzo è troppo grande come primo comando. Se non sai qual è la prossima azione concreta, una parte della sessione viene consumata soltanto per capire come cominciare.

Non tutte le attività di scrittura costano uguale

Uno dei modi più semplici per sprecare un’ora buona è trattare ogni attività come se richiedesse la stessa energia.

Scrivere da zero una scena emotivamente complessa, decidere la struttura di un atto o risolvere un problema di continuità richiedono in genere più lucidità di una sessione di note.

Può quindi essere utile costruire tre livelli personali, non universali.

  • Alta energia: prima bozza, scene difficili, decisioni strutturali, risoluzione di problemi narrativi.
  • Media energia: revisione locale, pianificazione della scena successiva, sintesi di ricerca, controllo di continuità.
  • Bassa energia: cattura di idee, aggiornamento del diario, organizzazione di appunti, piccole correzioni già definite.

Non è un invito a trasformare ogni minuto stanco in produttività. Il riposo resta un’attività indispensabile.

Il vantaggio della distinzione è un altro: smettere di chiedere al tuo cervello esattamente lo stesso lavoro in qualunque condizione.

Se alle 21 non riesci a generare una scena nuova ma riesci a lasciare tre note precise per il giorno dopo, quella sessione può comunque ridurre l’attrito della successiva.

Il diario di scrittura come mappa dell’energia

Per una o due settimane puoi registrare pochissime variabili: ora di inizio, tipo di compito, livello percepito di lucidità, principale frizione, durata effettiva e risultato.

Non serve un sistema sofisticato. Una riga per sessione basta.

Il dato interessante non è quante parole ho fatto oggi. È la relazione tra condizione e compito.

Magari scopri che la mattina hai poca voglia ma alta lucidità. Che la sera riesci a revisionare bene ma non a inventare. Che dopo una giornata di ufficio il problema non è la durata disponibile, ma il tempo necessario per cambiare modalità. Che venti minuti protetti funzionano meglio di un’ora piena di micro-interruzioni.

Dopo qualche giorno puoi iniziare a progettare intorno a ciò che accade davvero, non intorno allo scrittore ideale che immagini di dover essere.

Una mini scheda da copiare nel diario

  • Tempo disponibile: quanti minuti avevo realmente?
  • Lucidità percepita: bassa / media / alta.
  • Compito scelto: bozza / revisione / struttura / ricerca / note.
  • Primo ostacolo: distrazione / stanchezza / non sapevo da dove partire / altro.
  • Risultato: parole, minuti concentrati o problema risolto.
  • Nota per la prossima sessione: qual è il primo passo già deciso?

L’ultima voce è spesso la più potente. Se chiudi una sessione dicendo al tuo futuro te stesso esattamente dove rientrare, elimini una parte del costo di attivazione.

Non riaprirai il progetto davanti a un comando enorme come continua il libro. Riaprirai davanti a qualcosa di specifico: scrivi il dialogo in cui X rifiuta la proposta oppure controlla la continuità tra queste due scene.

Proteggi l’inizio, non soltanto la durata

Quando pensiamo al tempo per scrivere, tendiamo a proteggere la fine: voglio trenta minuti, un’ora, due ore.

Ma spesso è l’inizio a essere più fragile.

Se i primi dieci minuti vengono consumati da notifiche, ricerca casuale, riordino delle cartelle o decisioni che avresti potuto prendere prima, la parte restante della sessione deve ancora costruire slancio.

Una protezione semplice consiste nel lasciare già preparato il punto di ingresso. Documento aperto o facilmente raggiungibile, una nota di una riga, nessuna decisione amministrativa necessaria prima di iniziare.

Non è un rituale obbligatorio. È progettazione su come eliminare l'attrito iniziale.

Per un articolo più centrato sullo stato di ingresso puoi leggere anche Scrivere è un rituale (non una tecnica): come entrare nello stato giusto per scrivere.

Quando il problema è davvero il tempo

Questa distinzione non deve diventare un nuovo modo per colpevolizzarsi.

Se hai quindici minuti liberi in una settimana, il problema può essere semplicemente il tempo. Se hai responsabilità, lavoro, cura di altre persone o condizioni che riducono drasticamente gli spazi disponibili, non serve reinterpretare tutto come un difetto di energia.

L’obiettivo non è dire il tempo non conta. Conta eccome.

L’obiettivo è evitare l’errore opposto: continuare a cercare nuove ore quando il calendario contiene già finestre che però arrivano nel momento sbagliato, con il compito sbagliato o dopo un consumo mentale incompatibile con ciò che stai chiedendo a te stesso.

Per strategie dedicate proprio alla scarsità di tempo puoi approfondire con Scrivere anche con poco tempo: è davvero possibile (ecco come).

📩 Scrivere non è il problema.
Il problema è riuscire a entrare nello stato mentale giusto.
Hai poco tempo.
La mente è piena.
Apri il file… e senti solo rumore mentale.

Per questo ho creato il Kit di Emergenza per scrittori senza tempo: non per “motivarti”, ma per aiutarti a entrare più velocemente nello stato di scrittura, anche nelle giornate peggiori.
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ma scrivere in uno stato mentale diverso.

Un sistema semplice: tempo × energia × compito

Puoi ridurre l’intero articolo a una piccola matrice.

Prima della sessione chiediti tre cose: quanto tempo ho? quanta lucidità ho? che tipo di lavoro sto per chiedermi?

Quindici minuti + alta lucidità possono essere perfetti per una micro-scena o una decisione precisa. Sessanta minuti + bassa lucidità potrebbero essere migliori per revisioni leggere o note. Trenta minuti + nessun punto d’ingresso richiedono prima di tutto una definizione del prossimo passo.

Il valore non sta nel trovare la combinazione perfetta. Sta nell’accorgersi che una sessione fallita non ha una sola causa possibile.

Quando il problema diventa specifico, anche la risposta può diventare specifica.

Il tempo ti dice quando puoi sederti. L’energia ti dice quale lavoro puoi davvero sostenere.

FAQ

Se ho un’ora libera e non scrivo, significa che sono stanco?

Non necessariamente. L’articolo mette al centro l’energia mentale, ma una sessione può fallire anche per attenzione frammentata, mancanza di un punto d’ingresso o scelta di un compito troppo impegnativo per quel momento.

Devo scrivere solo quando mi sento pieno di energia?

No. Il punto è abbinare meglio compito e condizione. Alcune attività richiedono molta lucidità, altre possono funzionare anche in finestre più leggere. E a volte la scelta corretta è riposare.

Il diario di scrittura serve solo a contare le parole?

No. In questo approccio serve soprattutto a riconoscere pattern: quando lavori meglio, quale tipo di compito regge in diversi momenti e quali frizioni ricorrono.

Questa è una strategia contro burnout, ADHD o problemi di salute mentale?

No. L’articolo parla di organizzazione creativa e auto-osservazione, non di diagnosi o trattamento. Difficoltà persistenti che incidono sulla vita quotidiana meritano un contesto appropriato e, quando necessario, supporto professionale.

Qual è la domanda da aggiungere a quando posso scrivere?

Quando ho abbastanza lucidità per il tipo di scrittura che voglio fare? È una domanda diversa e spesso produce un calendario più realistico.

Conclusione: non cercare soltanto spazio, cerca spazio utilizzabile

Quando non scriviamo, il tempo è il primo imputato perché è facile da misurare. O c’è o non c’è.

L’energia creativa è più difficile da vedere. Cambia nel corso della giornata, dipende da ciò che abbiamo fatto prima, dal tipo di compito, dal livello di chiarezza e da quanto è costoso rientrare nel progetto.

Per questo un’ora vuota sul calendario può essere un’ottima sessione oppure soltanto sessanta minuti in cui proviamo a costringerci a funzionare in una modalità che in quel momento non è disponibile.

Il diario di scrittura serve proprio a smettere di indovinare.

Osserva. Registra. Cerca pattern. Proteggi i momenti in cui la mente è più adatta al lavoro che vuoi fare. E prepara compiti diversi per stati diversi.

Non devi chiederti soltanto dove trovo il tempo?

Devi anche chiederti: quale parte di questo tempo è davvero utilizzabile e per che cosa?

venerdì 24 ottobre 2025

La storia è già dentro di te: devi solo tradurla in parole

 

Scrivi per scoprire, non per pensare



In sintesi:

E se la tua storia fosse già scritta, molto prima di toccare la tastiera?
Le neuroscienze lo confermano: il cervello elabora narrazioni anche quando credi di non avere idee. Scrivere diventa allora un atto di ascolto, non di creazione dal nulla.


Il cervello come narratore segreto

La tua mente crea microstorie continuamente. Lo fa per dare un senso al mondo, Questo genera una sorta di “pre-scrittura” mentale.

Quando ti siedi davanti alla pagina bianca, quindi, non stai iniziando da zero.
Stai solo traducendo in linguaggio lineare ciò che il cervello ha già raccontato nel linguaggio simbolico dell’inconscio.

Questa è una simulazione mentale: il cervello costruisce scenari narrativi anche in assenza di stimoli esterni.
È lo stesso meccanismo che ti fa sognare, immaginare o ricordare.


Scrivere è tradurre ciò che già esiste

Molti autori credono che scrivere significhi inventare.
Prova invece a vederlo come un atto di riconoscimento.

La tua voce interiore organizza emozioni, ricordi e intuizioni in strutture che diventano poi personaggi, dialoghi, ambientazioni.
Quando dici “questa scena mi è venuta di colpo”, stai semplicemente intercettando una narrazione che il cervello aveva già elaborato.

Scrivere, quindi, non è tanto creare dal nulla, ma trascrivere ciò che è già stato pensato in forma non verbale.


Come allinearti al cervello che scrive per te

  1. Disattiva la resistenza prima di scrivere.
    10 minuti di journaling libero o respirazione lenta servono ad ammorbidire la modalità razionale.

  2. Cerca il ritmo, non il senso.
    Durante la prima bozza, non chiederti se “funziona”: lascia che le parole scorrano. Il cervello cercherà la coerenza dopo.

  3. Rileggi come un traduttore, non come un editor.
    Stai cercando di decodificare un linguaggio astratto e misterioso, non è il momento di correggere.

  4. Riconosci i pattern emotivi.
    Se certi temi ritornano, non è casuale: il cervello ripete ciò che ha bisogno di esprimere.


Case study: Dark Ghost

Quando ho scritto Dark Ghost, mi sono accorta che molte scene esistevano già dentro di me.
Non le ho inventate: le ho ricordate.
E solo dopo ho capito che quelle immagini erano la traduzione narrativa di paure e idee che il mio cervello elaborava da anni... ci sono infatti alcuni elementi che avevo già esplicitato nel romanzo distopico Trusting Darkness, anche se in maniera più superficiale e magica, mentre in Dark Ghost l'evoluzione è tecnologica e spirituale.

La storia, in fondo, era già lì.
Io dovevo solo darle voce.


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Conclusione

Il cervello scrive prima di te.
Tu devi solo imparare ad ascoltarlo.
Quando accetti che la storia è già dentro, smetti di cercare l’ispirazione e inizi a riconoscere la tua voce.

La scrittura non è controllo, è risonanza mentale.

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lunedì 6 giugno 2022

Scrittura veloce: 5 trucchi per scrivere più parole possibili al minuto


 

Come scrivere parole il più veloce possibile?

 

Per gli scrittori con tante idee (ma poco tempo) le tecniche di scrittura veloce sono un vero e proprio toccasana.

Se il tuo scopo non è quello di vincere i campionati mondiali di dattilografia, ma vuoi semplicemente ottimizzare il modo in cui digiti con la tastiera, pochi e semplici accorgimenti mirati faranno davvero la differenza.

Iniziamo!

 

Scrittura veloce sulla tastiera: 5 trucchi da applicare subito 

1. Posizionati correttamente: trova un punto d’appoggio per i gomiti, tieni la schiena dritta, posiziona lo schermo all’altezza degli occhi e applica i famosi consigli per assumere una postura il più possibile corretta dal punto di vista ergonomico. Stare seduti in modo da avere il corpo ben sostenuto ti aiuterà a concentrarti meglio e a evitare che i muscoli del collo e della schiena assumano posizioni innaturali e dolorose (specialmente a lungo termine).

 

A mio parere, vale assolutamente la pena investire in una sedia/poltrona adatta. La guerra fra gli amanti delle sedie da ufficio e degli amanti delle poltrone da gaming è sempre aperta. Io... sono schierata con le poltrone da gaming; da quando ho fatto il salto di qualità non ho mai più avuto alcun dolore. Provare per credere! Inoltre, per essere davvero extra si può attaccare il massaggiatore cervicale al posto del cuscino… e chi si sposta più?

 

2. Usa le scorciatoie (shortcut) della tastiera. Usare queste combo di tasti ti fa risparmiare tempo perché non devi spostare l'attenzione su altri strumenti (il mouse o il touchpad) e non devi nemmeno cercare i comandi nelle varie barre e menu dei programmi che usi.

 

3. Personalizza le impostazioni del tuo software di scrittura in modo da automatizzare le azioni più frequenti. 

 

Su Word ci sono le opzioni di sostituzione automatica, alle quali possiamo accedere da “Strumenti di correzione”. Ad esempio, possiamo impostare di sostituire << con «, in modo da avere le virgolette caporali a disposizione ogni volta che vogliamo e minimizzando ogni sforzo.

 

Scrivener si apre automaticamente dove l'hai lasciato alla fine della sessione precedente, incluse le finestre in split view (magari con appunti, scalette e foto di riferimento). Questa impostazione per me è cruciale, così non devo MAI perdere tempo a cercare il punto esatto da cui ripartire a scrivere.

 

4. A ogni area le sue dita.


Di Draco flavus - Opera propria,
CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2257968


  

Posizionando correttamente le dita e memorizzando i tasti come indicato, possiamo imparare la “scrittura a tastiera cieca”, nella quale non c’è più nemmeno bisogno di guardare la tastiera quando si digita.

 

Se come me vivi all'estero, oppure se ti è capitato di fare shopping di elettronica in altri Paesi o di connetterti da un internet café... magari hai scoperto che nonostante il layout diverso delle tastiere straniere, le tue dita sanno lo stesso dove trovare gli accenti e le altre comodità della tastiera italiana. Se ancora non hai sviluppato questo superpotere... non ti resta che scrivere di più!

 

Io scrivo abitualmente sia con tastiera tedesca che americana, cambiando la lingua solo dal lato software e non ho mai bisogno di guardare i tasti quando scrivo. Chiaramente batto tasti per tante ore al giorno da molti anni e posso solo confermare che la "scrittura a tastiera cieca" è indispensabile per produrre in modo più agevole e non solo più rapido. Infatti, vedere le parole che nascono sullo schermo in tempo reale dà molta soddisfazione e ti permette anche di valutare subito se la frase che hai scritto merita di esistere o no.

 

5. Poniamoci degli obiettivi di miglioramento e misuriamoli con gli appositi test della velocità di battitura. Oltre a darti un'idea delle tue capacità attuali, sono anche divertenti. Mi raccomando, tieni traccia di queste informazioni nel tuo diario di scrittura o nel bullet journal! Vedere i tuoi traguardi nero su bianco è una bella botta di motivazione!

 

Tuttavia, ci tengo a specificare una differenza molto importante che sussiste fra la velocità durante il test e la velocità durante la scrittura. Quando participi al test, devi leggere e copiare le parole date, anche se scrivi senza guardare la tastiera e ti concentri sempre sullo schermo, calcola che il cervello deve comunque coordinare l'informazione acquisita, prima di riconvertirla nel movimento delle dita.

 

Quando scrivi, invece, questo passaggio non c'è e le parole vanno direttamente dalla testa alle dita. Quindi, non ti abbattere se non ottieni chissà quale numero stratosferico e ricorda che in ogni caso più scrivi e più diventi veloce e preciso.

 

Un altro particolare di cui non si parla mai è la lunghezza delle unghie! Io le porto sempre molto lunghe e usando tastiere basse e sottili, posso premere più tasti muovendo meno le dita perché sfioro le lettere limitrofe con le unghie. Infatti, nelle rare occasioni in cui porto le unghie corte, la differenza si sente subito!


Visto che parliamo di obiettivi, sfide e velocità, ti consiglio di leggere anche l'articolo "NaNoWriMo Italia: cos’è e quali tattiche usare per vincerlo", si tratta di un evento che cade ogni anno a novembre ed è una bella maratona di scrittura!

 

 


I test della velocità di battitura

 

I test della velocità di battitura sono esercizi che permettono di misurare la propria performance nello scrivere parole il più velocemente possibile. Il più famoso è il “10 fast fingers”, un sito che permette di esercitarsi e confrontare il proprio punteggio con quello degli altri utenti.

 

Ci sono diversi fattori che influenzano la velocità di battitura:

 

- La dimensione delle dita: quelle piccole sono più veloci e agili negli spazi angusti delle tastiere.

 

- La destrezza e allenamento.

 

- Essere abituati a usare esattamente quella tastiera, perché non tutte sono uguali e l’abitudine è un punto cruciale per stimolare la velocità

 

 

Quante battute si scrivono di solito in un minuto?

 

Per avere un’idea del nostro livello iniziale, è utile sapere che l’unità di misura della dattilografia è il WPM (words per minute), cioè il numero di parole scritte al minuto.

 

In base a questa unità di misura, possiamo stimare il nostro livello di scrittura veloce iniziale.

 

Il numero medio di WPM per la maggior parte delle persone è da 35 a 40. Ciò corrisponde a circa 170/190 battute. Per la differenza tra parole, caratteri e battute, ti consiglio l'articolo "Battute: come si contano?".

 

Vuoi sviluppare una scrittura veloce? Evita le distrazioni!

 

In questo articolo abbiamo visto che digitare velocemente è un'abilità molto interessante. Tuttavia, essere rapidi serve a poco se non riusciamo a mantenere la concentrazione, ritagliarci del tempo utile ed evitare le distrazioni.

 

Il segreto per scrivere in modo rapido e produttivo non è tanto infrangere la barriera del suono con le nostre WPM... è concentrarsi ed essere preparati. Per questo motivo ho preparato la guida speciale Come trovare il tempo per scrivere" (eBook + cartaceo). L’ho scritta per rivelare tutti i miei segreti di produttività e spunti utili per chi vuole scrivere un libro ma non sa da dove iniziare. Sono autrice indipendente dal 2012 e, in questi anni, ho accumulato un po’ di esperienza da trasmettere!



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Buona lettura e buon lavoro!



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lunedì 23 maggio 2022

Come scrivere un diario? Esempi pratici per iniziare subito



Tutto quello che devi sapere se desideri creare da zero un diario personale

 

Scrivere un diario è una pratica che apporta molti benefici: rilassa la mente, riduce lo stress, aumenta la concentrazione e la creatività, aiuta a elaborare le emozioni.

Le motivazioni per iniziarne uno sono quindi numerose. Per capire come intraprendere questa avventura, ci dobbiamo innanzitutto chiedere perché vogliamo cominciare a scrivere.

Rispondiamo subito a questa domanda!

 

Perché scrivere un diario?

 

So che sembra una sfida, ma voglio incoraggiarti a creare il tuo diario personale. Questo è un progetto che riguarda solo te e nessuno può leggere ciò che scrivi se tu non lo vuoi. Quindi, buttati! Non hai nulla di cui vergognarti! Trova un posto tranquillo dove poterti rilassare e inizia a scrivere. Presto ti accorgerai dei benefici che ne derivano.

 

Ecco 5 motivi validi per iniziare a scrivere un diario!

 

1) Per mettere nero su bianco e nostre emozioni e rileggerle con il dovuto distacco.

 

Questa è una pratica molto utile in particolare per chi ha difficoltà a gestire la rabbia. Sebbene una risposta caustica e immediata possa dare grande soddisfazione, potrebbe rivelarsi una cattiva strategia a lungo termine. Dedicarsi a un po' di journaling per ritrovare la calma e rivalutare le emozioni in seguito, può essere terapeutico.

 

2) Per avere un ricordo della nostra vita

 

A volte basta un piccolo dettaglio per risvegliare un modo di ricordi.  Scrivere un diario può aiutarci a preservare momenti importanti, sia felici che tristi, in modo che possano essere rivalutati futuro. In un’ottica di miglioramento e crescita personale, tenere un diario aiuta a individuare un filo conduttore nelle attività (o persone) che ci portano a perseguire cattive abitudini. Puoi ovviamente scegliere di annotare solo i momenti felici, tuttavia la magia del potere terapeutico della scrittura si sprigiona più facilmente elaborando eventi scomodi.

 

3) Per organizzare le nostre attività creative!

 

Ci sono mille cose da annotare! La marca preferita di un certo strumento che ci piace usare, la dimensione di penne e pennelli per il lettering, tutti i manuali di scrittura creativa che vogliamo leggere, per inserire note di gradimento sui romanzi che abbiamo letto, per raccogliere tutte le password che usiamo in un luogo sicuro... le attività creative da gestire sono infinite!

 

In questo caso, un semplice diario per annotare le proprie emozioni, idee e commenti può essere affiancato a uno stile bullet journal, più specifico e orientato all'organizzazione e al raggiungimento degli obiettivi.

 

La scrittura può avere un impatto positivo sulla creatività. Più espandiamo la nostra capacità di esprimerci, più aumentano gli strumenti che possiamo usare per comunicare. Quando la scrittura diventa un'abitudine, il fluire dei pensieri e delle emozioni viene canalizzato in modo da stimolare la creatività anche in altri settori della nostra vita.

 

4) Per conoscersi meglio

 

Quando iniziamo a scrivere un diario, spesso ci troviamo a dover affrontare argomenti delicati per la prima volta. Questo è il momento in cui ci rendiamo conto di quanto sia utile conoscere noi stessi a fondo. Indagare sulla propria personalità, sulle proprie emozioni e sugli eventi che hanno influenzato la nostra vita è molto importante, soprattutto se vogliamo migliorarci.

 

A questo proposito, ti consiglio il divertente test delle 16 personalità (MBTI), perché è molto più accurato di quello che sembra e la lettura del profilo completo (meglio se fai il test in versione originale in inglese, perché la traduzione italiana è solo un riassunto) può darti spunti di riflessione molto interessanti!

Bonus: se sei uno scrittore, fai il test per scoprire la personalità dei tuoi personaggi! Usa i risultati come delle linee guida per assicurarti che il loro comportamento sia sempre coerente e non come fa comodo alla trama! Nessuno vuole leggere le avventure di un personaggio muffo!

Per esempio, ADELA, l’unico punto di vista femminile del romanzo di fantascienza cybernature “Dark Ghost” è ENFP! Non faccio spoiler sul protagonista JO JO NISHIMURA… ma è facilmente riconoscibile!

 

Commenta qui sotto e condividi il risultato! Se segui il Magical Magazine da un po' e hai letto gli altri miei articoli a tema produttività e strategie di scrittura... magari riesci a indovinare la mia personalità! Sono aperte le scommesse!

 

Come vedi, le possibilità sono molteplici! Puoi usare il tuo diario anche in modo molto mirato, trasformandolo in un bullet journal, in un diario di scrittura, in un diario di lettura e in mille altre cose!

 

Scopri altri spunti per usare il tuo diario nella guida gratuita "Come si scrive un libro... senza perdere tempo! La guida definitiva".

 

5) Per vedere la vita con positività: diario della gratitudine

 

Il diario della gratitudine è una variante del diario personale che prevede l'annotazione di cose per le quali siamo grati. Questo esercizio semplice, ma molto potente, serve a focalizzare la nostra attenzione sulle cose belle della vita e a mantenere un atteggiamento positivo anche nelle situazioni più difficili.

 

Il diario della gratitudine può essere un ottimo strumento per allontanare lo stress, la tristezza e l'ansia. Si può annotare qualsiasi cosa, dal fiorellino sul balcone ai Pan di Stelle in sconto al supermercato... non si tratta di ignorare la vita, ma di spostare l'attenzione su cose che aumentano il senso di benessere.

Se temi di non avere nulla da scrivere, puoi valutare un diario della gratitudine già preimpostato con delle pagine guida (e magari anche dei mandala da colorare!).

 

Se non ne hai mai sentito parlare, scopri tutti i segreti di questa novità nell'articolo "Diario della gratitudine: esempi pratici per iniziare subito".

 

Allora, qual è il primo passo da fare? La risposta più ovvia è scegliere un diario che ti piaccia. Puoi optare per un taccuino o un quaderno, oppure per un diario elettronico, se ti senti più a tuo agio.

 

Ti consiglio di personalizzare il tuo diario in modo che sia davvero tuo: scegli una copertina che ti rappresenti, dei colori che ti piacciono, degli adesivi simpatici e dei segnalibri con messaggi incoraggianti o ricordi di viaggio. Così facendo, ti sentirai sempre a tuo agio.

 

 

Cosa si può scrivere in un diario? 

 

A seconda dello scopo, imposteremo il nostro diario.  Se vogliamo usarlo per registrare i nostri pensieri quotidiani, allora possiamo annotare tutto ciò che ci viene in mente, senza alcun tipo di struttura. Se invece vogliamo usarlo per riflettere sulle nostre emozioni, allora sarà meglio alternare momenti di introspezione a pensieri più razionali. Inoltre, possiamo anche usarlo per tenere traccia dei nostri progressi, annotando le nostre mete e i risultati ottenuti.

Se non hai proprio idea di come impostare un diario di scrittura, un tracker o altre grafiche per tenere tutto sotto controllo, ho preparato apposta per te un diario di scrittura ricco di contenuti guidati da compilare! "Raggiungi i tuoi obiettivi - diario di scrittura, pianificazione e produttività" è un tipo di diario mai visto prima, che certamente ti aiuterà a capire come affrontare la scrittura con serenità ed efficienza.





Se vuoi migliorare il modo in cui gestisci il tempo e i tuoi impegni, un diario è un supporto fondamentale, scopri come nell’articolo gratuito “Come organizzare la giornata tra casa, lavoro e interessi personali”.

 

Per esempio, se ti vuoi focalizzare sulla magia della positività per sconfiggere lo stress, puoi dedicarti a un diario della gratitudine partendo da liste di ricordi che ti fanno sorridere, da piccole cose quotidiane di cui essere grati e così via.

 

Se sei un grande lettore, ti saranno utili delle tabelle nel tuo diario di lettura in cui riportare i libri letti, le stelline di gradimento, delle note su ciò che ti ha colpito e se ci sono altri libri dello stesso autore che vorresti recuperare, se li hai presi in biblioteca o se attendi l'offerta giusta per acquistarli. Appuntare queste cose in un diario non è solo liberatorio, può anche aiutarti a risparmiare e a fare sempre il punto della situazione.

 

Se sei uno scrittore (o aspirante tale), avere un diario di scrittura nel quale annotare le distrazioni che ti impediscono di lavorare in pace può davvero fare la differenza. Se soffri di blocco dello scrittore, anche in questo caso un semplice diario può essere la chiave per ritrovare la creatività. Anche un diario di scrittura con delle schede di supporto preimpostate è una scelta strategica per essere sempre sul pezzo e non perdere tempo.

 

Altre tematiche molto divertenti da usare come spunti per scrivere nel tuo diario, sono i "what if" fantastici, cioè dei pensieri creativi partendo da un'affermazione ipotetica. Scopri altre tecniche simili nell’articolo “Come trovare argomenti interessanti per scrivere un libro”.

Per esempio, nel quaderno di lettura a tema vampiri che ho creato per la mia linea di quaderni, ci sono anche delle schede da compilare intitolate "Se fossi immortale..."; lo scopo è di espandere il tuo punto di vista. Nella migliore delle ipotesi, potresti renderti conto che per fare alcune delle cose che desideri... non è necessario essere immortale, né essere uno dei "Vampiri famosi: i 10 più sexy di libri, cinema e TV"!

 

 

Come si struttura una pagina di diario? 

 

La struttura classica prevede data e intestazione standard del tipo “Caro diario...”.  A seguire, il contenuto della pagina. In alcuni casi è possibile che il diario venga diviso in capitoli o in sezioni tematiche. Ma questo passo è solo per chi ha già le idee chiare e vuole creare contenuti mirati, come per esempio la gratitudine o la scrittura. Lo scopo di un diario è aiutare, non stressare!

 

Volendo, si può dare un nome proprio al diario, in modo da avere l’impressione di rivolgersi a una persona vera. Questo ci può rendere ancora più aperti e disponibili a raccontarci.

Possiamo impreziosire l’intestazione con una grafia particolare, magari scopri di essere appassionato di lettering! Se invece non ti senti pronto a dedicare molto tempo al tuo diario, puoi fare delle decorazioni semplici con delle penne colorate, con dei washi tape o con adesivi.

Le possibilità sono infinite, puoi anche scrivere e basta, dipende tutto dal tuo gusto estetico. Qualsiasi cosa tu decida, ricorda che le pagine puntinate sono in genere più versatili delle comuni pagine a righe o a quadretti, perché i puntini possono anche essere usati come riferimento per fare dei disegni, dei grafici e altri specchietti personalizzati in base alle tue esigenze.

 

È ora di iniziare a scrivere un diario! 

 

Come hai visto, ci sono molte ragioni per cominciare! Può essere solo uno sfogo, oppure un vero e proprio piano di crescita, solo tu puoi decidere!

 

Se ancora non sai bene come scegliere un diario, dai un'occhiata alla mia linea di quaderni, l'ho progettata apposta per offrire:

 

- Percorsi di lettura

- Diari per la crescita personale

- Solo pagine puntinate (massima libertà!)




 

E tu quale diario vuoi?

 


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