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venerdì 4 settembre 2026

Hai tempo ma non scrivi? Perché il tempo disponibile non è sempre tempo utilizzabile

Hai tempo ma non scrivi? Perché il tempo disponibile non è sempre tempo utilizzabile

Hai finalmente un’ora libera. Apri il file. Il cursore lampeggia. Passano cinque minuti, poi dieci. Controlli una nota, sistemi una frase, forse apri una scheda solo un attimo. Alla fine l’ora esisteva davvero, ma non è diventata scrittura.

Il vero ostacolo non è sempre il tempo, ma l’energia mentale o la sua assenza. 

È una distinzione semplice, ma cambia parecchio il modo in cui organizziamo il lavoro creativo. Perché avere tempo e avere tempo utilizzabile per scrivere non sono la stessa cosa.

In questo articolo userò l'espressione energia mentale in senso pratico: la combinazione di lucidità, concentrazione, attivazione e disponibilità a sostenere un compito creativo. Non è una misura clinica né una sostanza da quantificare. È un modo operativo per descrivere perché due ore identiche sul calendario possono produrre risultati completamente diversi.

Ascolta anche l'episodio del podcast Missione Scrittura | ⏰ Hai tempo ma non scrivi? Ecco il vero motivo!

In sintesi: il calendario non misura la qualità del tempo

  • Un’ora libera non è automaticamente un’ora pronta per la scrittura.
  • Il lavoro creativo richiede una certa qualità di attenzione, non soltanto minuti disponibili.
  • Se il tempo esiste ma non si converte in parole, conviene osservare energia, lucidità, frammentazione e chiarezza del compito.
  • Non tutte le attività di scrittura richiedono lo stesso livello di energia: bozza, revisione, ricerca e note possono essere distribuite diversamente.
  • Il diario di scrittura può diventare una mappa concreta dei momenti in cui lavori meglio, invece di un semplice registro di parole.
  • Proteggere l’inizio della sessione riduce il costo di attivazione: sapere già qual è il primo gesto aiuta più di un generico devo scrivere.
  • Se il problema è realmente la mancanza di tempo, nessuna strategia sull’energia può inventare ore che non esistono. La distinzione serve proprio a capire quale vincolo stai affrontando.

La falsa equazione: un’ora libera = un’ora di scrittura

Quando pianifichiamo, il tempo appare omogeneo. Dalle 19 alle 20 c’è uno spazio bianco: quindi, in teoria, potremmo scrivere.

Ma un’ora dopo una giornata di decisioni, riunioni, spostamenti e interruzioni non è identica a un’ora in cui la mente è già dentro la storia.

Il calendario registra disponibilità esterna. Non registra il costo del passaggio da ciò che stavi facendo a ciò che vuoi fare adesso.

Scrivere narrativa non significa soltanto muovere le dita. Devi ricostruire il contesto: dove eri rimasto, che cosa vuole il personaggio, quale tono stavi usando, che cosa non deve ancora essere rivelato, dove conduce la scena. Se il progetto è complesso, l’ingresso può richiedere più energia della scrittura stessa.

Per questo il fallimento di una sessione non dimostra automaticamente che non avevi abbastanza disciplina. Può semplicemente indicare che hai assegnato un compito ad alta intensità a una finestra temporale a bassa disponibilità mentale.

Che cosa significa davvero energia mentale qui

Il termine può diventare vago se lo usiamo per spiegare tutto. Conviene quindi renderlo osservabile.

In questo articolo, energia mentale significa quattro cose pratiche: riesci a mantenere l’attenzione abbastanza a lungo; hai sufficiente lucidità per prendere decisioni; riesci ad avviare il compito senza una lotta interminabile; hai abbastanza margine da tollerare l’incertezza che accompagna la scrittura.

Non serve avere tutte e quattro al massimo. E soprattutto non serve trasformarle in un altro standard di perfezione.

L’obiettivo è capire quale tipo di lavoro è realistico in quel momento.

Se hai tempo ma la mente continua a saltare altrove, il vincolo principale può essere la frammentazione. Se sei lucido ma non sai da dove riprendere, il problema può essere la mancanza di un punto d’ingresso. Se sei completamente scarico, forse la scelta migliore è non pretendere una scena complessa da quella finestra.

Tre modi in cui il tempo utilizzabile scompare

  1. Attenzione frammentata. La finestra è libera, ma arriva dopo molte interruzioni o continua a contenerle. Ogni cambio di contesto erode la continuità necessaria per tenere insieme la scena.
  2. Svuotamento cognitivo. Hai già usato molte risorse per decidere, risolvere problemi o comunicare. Il tempo c’è, ma la capacità di sostenere altre decisioni creative è più bassa.
  3. Nessun punto d’ingresso. Scrivere il romanzo è troppo grande come primo comando. Se non sai qual è la prossima azione concreta, una parte della sessione viene consumata soltanto per capire come cominciare.

Non tutte le attività di scrittura costano uguale

Uno dei modi più semplici per sprecare un’ora buona è trattare ogni attività come se richiedesse la stessa energia.

Scrivere da zero una scena emotivamente complessa, decidere la struttura di un atto o risolvere un problema di continuità richiedono in genere più lucidità di una sessione di note.

Può quindi essere utile costruire tre livelli personali, non universali.

  • Alta energia: prima bozza, scene difficili, decisioni strutturali, risoluzione di problemi narrativi.
  • Media energia: revisione locale, pianificazione della scena successiva, sintesi di ricerca, controllo di continuità.
  • Bassa energia: cattura di idee, aggiornamento del diario, organizzazione di appunti, piccole correzioni già definite.

Non è un invito a trasformare ogni minuto stanco in produttività. Il riposo resta un’attività indispensabile.

Il vantaggio della distinzione è un altro: smettere di chiedere al tuo cervello esattamente lo stesso lavoro in qualunque condizione.

Se alle 21 non riesci a generare una scena nuova ma riesci a lasciare tre note precise per il giorno dopo, quella sessione può comunque ridurre l’attrito della successiva.

Il diario di scrittura come mappa dell’energia

Per una o due settimane puoi registrare pochissime variabili: ora di inizio, tipo di compito, livello percepito di lucidità, principale frizione, durata effettiva e risultato.

Non serve un sistema sofisticato. Una riga per sessione basta.

Il dato interessante non è quante parole ho fatto oggi. È la relazione tra condizione e compito.

Magari scopri che la mattina hai poca voglia ma alta lucidità. Che la sera riesci a revisionare bene ma non a inventare. Che dopo una giornata di ufficio il problema non è la durata disponibile, ma il tempo necessario per cambiare modalità. Che venti minuti protetti funzionano meglio di un’ora piena di micro-interruzioni.

Dopo qualche giorno puoi iniziare a progettare intorno a ciò che accade davvero, non intorno allo scrittore ideale che immagini di dover essere.

Una mini scheda da copiare nel diario

  • Tempo disponibile: quanti minuti avevo realmente?
  • Lucidità percepita: bassa / media / alta.
  • Compito scelto: bozza / revisione / struttura / ricerca / note.
  • Primo ostacolo: distrazione / stanchezza / non sapevo da dove partire / altro.
  • Risultato: parole, minuti concentrati o problema risolto.
  • Nota per la prossima sessione: qual è il primo passo già deciso?

L’ultima voce è spesso la più potente. Se chiudi una sessione dicendo al tuo futuro te stesso esattamente dove rientrare, elimini una parte del costo di attivazione.

Non riaprirai il progetto davanti a un comando enorme come continua il libro. Riaprirai davanti a qualcosa di specifico: scrivi il dialogo in cui X rifiuta la proposta oppure controlla la continuità tra queste due scene.

Proteggi l’inizio, non soltanto la durata

Quando pensiamo al tempo per scrivere, tendiamo a proteggere la fine: voglio trenta minuti, un’ora, due ore.

Ma spesso è l’inizio a essere più fragile.

Se i primi dieci minuti vengono consumati da notifiche, ricerca casuale, riordino delle cartelle o decisioni che avresti potuto prendere prima, la parte restante della sessione deve ancora costruire slancio.

Una protezione semplice consiste nel lasciare già preparato il punto di ingresso. Documento aperto o facilmente raggiungibile, una nota di una riga, nessuna decisione amministrativa necessaria prima di iniziare.

Non è un rituale obbligatorio. È progettazione su come eliminare l'attrito iniziale.

Per un articolo più centrato sullo stato di ingresso puoi leggere anche Scrivere è un rituale (non una tecnica): come entrare nello stato giusto per scrivere.

Quando il problema è davvero il tempo

Questa distinzione non deve diventare un nuovo modo per colpevolizzarsi.

Se hai quindici minuti liberi in una settimana, il problema può essere semplicemente il tempo. Se hai responsabilità, lavoro, cura di altre persone o condizioni che riducono drasticamente gli spazi disponibili, non serve reinterpretare tutto come un difetto di energia.

L’obiettivo non è dire il tempo non conta. Conta eccome.

L’obiettivo è evitare l’errore opposto: continuare a cercare nuove ore quando il calendario contiene già finestre che però arrivano nel momento sbagliato, con il compito sbagliato o dopo un consumo mentale incompatibile con ciò che stai chiedendo a te stesso.

Per strategie dedicate proprio alla scarsità di tempo puoi approfondire con Scrivere anche con poco tempo: è davvero possibile (ecco come).

📩 Scrivere non è il problema.
Il problema è riuscire a entrare nello stato mentale giusto.
Hai poco tempo.
La mente è piena.
Apri il file… e senti solo rumore mentale.

Per questo ho creato il Kit di Emergenza per scrittori senza tempo: non per “motivarti”, ma per aiutarti a entrare più velocemente nello stato di scrittura, anche nelle giornate peggiori.
✨ Ritrovare concentrazione anche con poco tempo
✨ Ridurre il rumore mentale prima di scrivere
✨ Entrare più rapidamente nel flow creativo
✨ Smettere di aspettare “il momento giusto”
🌘 È il primo passo per entrare nel Circolo Privato:
uno spazio per chi non vuole soltanto scrivere di più,
ma scrivere in uno stato mentale diverso.

Un sistema semplice: tempo × energia × compito

Puoi ridurre l’intero articolo a una piccola matrice.

Prima della sessione chiediti tre cose: quanto tempo ho? quanta lucidità ho? che tipo di lavoro sto per chiedermi?

Quindici minuti + alta lucidità possono essere perfetti per una micro-scena o una decisione precisa. Sessanta minuti + bassa lucidità potrebbero essere migliori per revisioni leggere o note. Trenta minuti + nessun punto d’ingresso richiedono prima di tutto una definizione del prossimo passo.

Il valore non sta nel trovare la combinazione perfetta. Sta nell’accorgersi che una sessione fallita non ha una sola causa possibile.

Quando il problema diventa specifico, anche la risposta può diventare specifica.

Il tempo ti dice quando puoi sederti. L’energia ti dice quale lavoro puoi davvero sostenere.

FAQ

Se ho un’ora libera e non scrivo, significa che sono stanco?

Non necessariamente. L’articolo mette al centro l’energia mentale, ma una sessione può fallire anche per attenzione frammentata, mancanza di un punto d’ingresso o scelta di un compito troppo impegnativo per quel momento.

Devo scrivere solo quando mi sento pieno di energia?

No. Il punto è abbinare meglio compito e condizione. Alcune attività richiedono molta lucidità, altre possono funzionare anche in finestre più leggere. E a volte la scelta corretta è riposare.

Il diario di scrittura serve solo a contare le parole?

No. In questo approccio serve soprattutto a riconoscere pattern: quando lavori meglio, quale tipo di compito regge in diversi momenti e quali frizioni ricorrono.

Questa è una strategia contro burnout, ADHD o problemi di salute mentale?

No. L’articolo parla di organizzazione creativa e auto-osservazione, non di diagnosi o trattamento. Difficoltà persistenti che incidono sulla vita quotidiana meritano un contesto appropriato e, quando necessario, supporto professionale.

Qual è la domanda da aggiungere a quando posso scrivere?

Quando ho abbastanza lucidità per il tipo di scrittura che voglio fare? È una domanda diversa e spesso produce un calendario più realistico.

Conclusione: non cercare soltanto spazio, cerca spazio utilizzabile

Quando non scriviamo, il tempo è il primo imputato perché è facile da misurare. O c’è o non c’è.

L’energia creativa è più difficile da vedere. Cambia nel corso della giornata, dipende da ciò che abbiamo fatto prima, dal tipo di compito, dal livello di chiarezza e da quanto è costoso rientrare nel progetto.

Per questo un’ora vuota sul calendario può essere un’ottima sessione oppure soltanto sessanta minuti in cui proviamo a costringerci a funzionare in una modalità che in quel momento non è disponibile.

Il diario di scrittura serve proprio a smettere di indovinare.

Osserva. Registra. Cerca pattern. Proteggi i momenti in cui la mente è più adatta al lavoro che vuoi fare. E prepara compiti diversi per stati diversi.

Non devi chiederti soltanto dove trovo il tempo?

Devi anche chiederti: quale parte di questo tempo è davvero utilizzabile e per che cosa?

lunedì 26 gennaio 2026

Kit di Emergenza per scrittori senza tempo






Kit di Emergenza per scrittori senza tempo


Perché ricominciare a scrivere non richiede una vita diversa, ma un metodo flessibile


In sintesi:

Se senti che vorresti scrivere ma il tempo non basta mai, non sei solo.
Il problema non è la mancanza di disciplina, ma l’assenza di una struttura gentile.


Il Kit di Emergenza per scrittori senza tempo nasce per questo: aiutarti a ripartire anche quando la vita è piena, senza stravolgerla.


Perché molti scrittori si bloccano proprio quando hanno più cose da dire

C’è un paradosso di cui si parla poco: più la vita si riempie, più la scrittura diventa necessaria ma, allo stesso tempo, dedicarle attenzione sembra impossibile.

Lavoro, studio, relazioni, stanchezza mentale. Non manca il desiderio di scrivere.
Manca lo spazio.

E quando lo spazio non c’è, iniziano le scuse interiori:

  • Quando avrò più tempo

  • Quando sarò più lucido

  • Quando le cose si calmeranno

La verità scomoda è questa: quel momento perfetto non arriva quasi mai.


Non ti serve più tempo. Ti serve un metodo.

Il Kit di Emergenza per scrittori senza tempo nasce da questa constatazione.

🤔 Non è un corso.
🤔 Non è un percorso motivazionale fuffa guru
🤔 Non ti chiede di diventare una persona diversa.

✅ È un kit pratico, essenziale e gentile pensato per aiutarti a:

  • ripartire senza pressione

  • usare il tempo che già hai

  • costruire continuità invece che performance ansiogena

  • tornare a sentirti una persona che scrive

Anche con 10–15 minuti al giorno.


Cosa trovi dentro il Kit di Emergenza

Il kit è strutturato come un pronto soccorso creativo, da usare quando senti che la scrittura si è fermata.

Dentro trovi:

❤️‍🩹 Reset dolce

Per preparare lo spazio mentale, ridurre il rumore e scegliere un solo progetto possibile.

🤓 La regola dell’1%

🛟 Come scegliere il progetto giusto

⏱️ Il Metodo dei 15 Minuti

🎯 Intenzione d’Autore

Un modo diverso di pensare l’anno creativo, senza obiettivi irrealistici ma con una direzione chiara.


Per chi è pensato questo kit

Questo kit è per te se:

  • vuoi scrivere ma non trovi mai il momento giusto

  • ti senti bloccato da aspettative irrazionali

  • cerchi un metodo pratico, non ispirazione vuota

  • desideri tornare a scrivere senza sensi di colpa

Non è pensato per chi cerca formule magiche o vuole scrivere un libro a caso in 20 giorni per diventare milionario su Amazon in 10 minuti. 

È pensato per scrittori reali, con vite reali.

È pensato per persone che hanno qualcosa da dire.

È pensato per te.




Come usarlo

Puoi usarlo come preferisci:

  • in 7 giorni consecutivi

  • a piccoli passi

  • come riferimento nei momenti di blocco

È compatibile con il Diario di scrittura guidato “Raggiungi i tuoi obiettivi”, con il podcast Missione Scrittura e con i contenuti del Circolo Privato (di cui diventi membro gratuitamente scaricando il Kit di Emergenza): fa parte di un accompagnamento continuo, non isolato.


Dove scaricare il Kit di Emergenza per scrittori senza tempo

🛟 SOLO QUI | SOLO GRATIS

Usalo quando vuoi.
Anche oggi.
Anche piano.


Un ultimo pensiero...

La tua identità d’autore non nasce quando hai tempo.
Nasce quando decidi di non rimandare più, anche solo di cinque minuti.

Se hai 5 minuti (invece di fare scroll compulsivo), il kit è qui per te.


lunedì 11 luglio 2022

Come diventare editore di sé stesso: una guida passo dopo passo


 

I 3 step per diventare con successo editori di noi stessi

 

Assumersi la responsabilità di essere editori di se stessi presenta numerosi vantaggi: controllo sul processo di correzione e perfezionamento del testo, scelta della cover, royalties più alte, non dover aspettare i tempi di risposta e pubblicazione delle CE tradizionali.

Tuttavia, non si tratta di un percorso fatto di click facili e di arcobaleni. Le difficoltà sul percorso di un autore indipendente sono molteplici: budget, tempo, organizzazione delle varie fasi.

Se hai sempre voluto capire come districarti fra tutte queste variabili più o meno complesse… sei nel posto giusto!

 

Come diventare editore di sé stesso: STEP 1. ORGANIZZA LA SCRITTURA

 

Il primo passo per diventare editore di te stesso è quello di organizzare la scrittura... ma, prima di fare questo, è necessario capire come organizzare la propria giornata! Trovare o creare il tempo per scrivere è tanto indispensabile quanto la gestione efficace della scrittura.

Strutturare l’uso del tuo tempo e delle tue risorse e programmare le tue sessioni di scrittura in modo più o meno dettagliato è molto importante se hai intenzione di essere un autore indipendente e, dunque, editore di te stesso. Non si tratta solo di buttare giù una bozza accettabile, ma di curare l’intero processo creativo e produttivo che trasforma un testo in un prodotto editoriale completo e pronto per la fruizione da parte del pubblico.

Per acquisire le competenze indispensabili per lavorare in questo campo ti consiglio la lettura dell’articolo “Voglio scrivere un libro!” Ecco come fare!” per avere una prima infarinatura di tutto ciò che devi sapere per capire chi può scrivere un libro e chi lo può pubblicare in autonomia.

Detto questo, ecco alcuni suggerimenti che ti aiuteranno a cominciare il tuo percorso di editore di te stesso:

 

1) Identifica il momento della giornata in cui sei più produttivo. Se non riesci a scrivere bene la mattina, allora non forzarti a farlo perché impiegherai molto più tempo del dovuto anche per completare compiti semplici. Trova un altro momento della giornata in cui la tua mente è più lucida e attiva e sfruttalo per scrivere. In questa fase di ricerca e creazione del tempo, un diario personale o un diario di scrittura in cui prendere nota di tutto ciò che ti succede è un supporto molto valido. Se sei convinto di non avere tempo, oppure se non sai bene cosa significhi dividere i compiti in base alla tua soglia di attenzione, allora ti consiglio la lettura dell’articolo “Come organizzare la giornata tra casa, lavoro e interessi personali”. Una strategia molto utile, per esempio, è stabilire dei blocchi di tempo e poi lavorare impostando dei timer. Trovi la spiegazione di questa e di altre strategie nell’articolo di cui sopra. Analizzare l’uso attuale del tuo tempo e delle tue energie ti aiuterà a capire come organizzare meglio i tuoi impegni per dare più spazio alla scrittura e alle tue priorità. Puoi approfondire questo argomento anche nell’articolo “Come organizzarsi per scrivere un libro dall’inizio alla fine”.

 

2) Non aspettare l’ispirazione. Spesso si dice che bisogna attendere l’ispirazione per scrivere bene, ma si tratta di una visione molto riduttiva e poco pratica, adatta a chi vede la scrittura esclusivamente come hobby ma non come un lavoro serio e concreto. Se vuoi scrivere in modo professionale, devi essere in grado di produrre con e senza ispirazione, altrimenti non è possibile parlare di tempistiche, preventivi e piani editoriali. Inoltre, spesso l’ispirazione arriva proprio quando iniziamo a mettere giù le nostre idee, per questo motivo ti consiglio sempre di annotare qualsiasi cosa e di tenere un diario personale o un diario di lettura nel quale prendere appunti su tutte le tue letture in corso, passate e future. L’uso di un diario e del journaling ti aiuterà a restare sempre ispirato e motivato. Se pensi che tenere un diario sia una perdita di tempo, oppure se non sai bene a cosa serva né come iniziare, ti consiglio la lettura dell’articolo “Come scrivere un diario? Esempi pratici per iniziare subito”.

 

 

3) Crea uno spazio dedicato alla scrittura. Non è necessario avere uno studio o una stanza tutta per te, ma è importante avere uno spazio in cui sentirsi a proprio agio e che sia funzionale alla scrittura. Quando arrivi alla tua postazione devi essere in condizione di lavorare, in modo che il tuo cervello crei un’associazione di routine fra il luogo scelto e la produttività.

 

4) Rimani in contatto con altri scrittori. La scrittura può essere un’attività solitaria, ma è importante rimanere in contatto con altri scrittori, sia online che offline. Questo ti aiuterà non solo a migliorare la qualità del tuo lavoro attraverso il beta reading, ma anche a mantenere alta la motivazione. Puoi conoscere altri amici scrittori partecipando ad attività come il NaNoWriMo. Se non hai mai sentito parlare di questa iniziativa fantastica, leggi l’articolo “NaNoWriMo Italia: cos’è e quali tattiche usare per vincerlo”.

 

Queste fasi preparatorie sono importanti perché ti aiuteranno a evitare di procrastinare e a mantenere un ritmo costante nella scrittura. Inoltre, pianificare il tuo tempo ti darà una chiara idea di quanto lavoro dovrai svolgere ogni giorno e ti aiuterà a organizzare le tue priorità in base ai tuoi obiettivi.

Stabilire i tuoi obiettivi come autore (es. pubblicare un romanzo all’anno, scrivere una trilogia, partecipare a una raccolta di racconti ecc.) ti permetterà di sapere perché scrivi e da dove viene la tua motivazione.

Fissare i tuoi obiettivi narrativi (tema dell’opera, perché ti interessa, cosa vuoi trasmettere e il motivo, importanza del messaggio ecc.) ti consentirà invece di creare delle linee guida per scrivere un libro coerente e coeso dal punto di vista della forma e dei contenuti. Non sottovalutare queste operazioni: se lo farai, il tuo lavoro sarà più difficile in seguito.

Adesso che hai un’idea delle fasi preliminari, puoi organizzare la scrittura! Prima di tutto è necessario riordinare idee e appunti in modo da poter estrarre concetti validi e collegamenti interessanti da integrare nel tuo libro. Un modo efficace per procedere è quello di accoppiare tecniche di brainstorming e la creazione di mappe mentali. Se non sai bene cosa sono le mind map o se proprio non sai nemmeno come generare idee, l’articolo “Come trovare argomenti interessanti per scrivere un libro”, ti aiuterà molto!

 

Dopo aver organizzato le idee puoi procedere in vari modi più o meno liberi. A mio avviso, la via più efficiente in termini di ottimizzazione dei tempi e di gestione dei contenuti è la creazione di una scaletta dettagliata. In alternativa, puoi dedicarti alla redazione di un canovaccio più generale, ciò che non cambia è la necessità di avere uno schema da seguire, che ti permetta di conoscere tutte le fasi cruciali e lo svolgimento della tua storia.

Trovi alcuni esempi su come procedere nello specifico nell’articolo “Lo schema per scrivere un libro (e ottimizzare i tempi)”. Il principio alla base di questa idea è avere sempre qualcosa a cui lavorare; la paura della pagina bianca viene eliminata alla radice perché saprai sempre cosa scrivere, come e per quale motivo.

Se ogni volta che ti metti a scrivere devi pensare da zero a cosa vuoi che succeda, devi investire continuamente molte energie nella fase creativa a discapito di quella produttiva, in particolare se già hai poco tempo. Sebbene anche questo metodo porti alla conclusione del romanzo, i tempi di produzione si dilatano molto sia durante la prima stesura che durante le fasi di correzione successive. Dovrai lavorare alla generazione di collegamenti e nessi di causa effetto a cui non hai pensato in precedenza: senza questi elementi, rischi di avere un romanzo poco coerente, con ritmo scarso, scene deboli e con la sensazione di “incollato lì perché era bello” e non perché serve.

Inoltre, quando hai una scaletta, sei meno incline a iniziare a navigare sul web in cerca di ispirazione e dunque a procrastinare.

La scaletta è un ottimo strumento per pianificare il proprio lavoro. Non solo ti aiuta a tenere traccia del materiale che devi ancora scrivere, ma ti consente anche di suddividere il lavoro. In questo modo, puoi essere certo di non lasciare nulla al caso e di avere un piano d’azione chiaro e ben definito. Quando sai quanti capitoli hai e quanto materiale devi gestire, puoi anche pensare a come suddividere la mole di lavoro in base ai criteri che ti sono più congeniali. Puoi organizzare le tue sessioni di scrittura in base al tempo che hai, in base a un obiettivo giornaliero di parole, in base alla priorità di un progetto rispetto a un altro, oppure impostando una scadenza e agendo di conseguenza. Sono tutti metodi validi che dipendono esclusivamente da te.

Qualsiasi metodo tu scelga per organizzare quanto scegli di lavorare (o per quanto tempo) e quando, ti serve anche un sistema per monitorare se effettivamente stai seguendo il programma prefissato oppure se hai difficoltà.

Quando inizi a scrivere per davvero, dopo aver preparato il terreno e aver stabilito una tabella di marcia, assicurati di annotare ogni volta come è andata la sessione di scrittura. Per questa operazione puoi usare un tracker nel tuo diario di scrittura, oppure delle app per l’organizzazione come Notion. Per approfondire il discorso dei tracker e per vedere un’immagine di esempio del mio diario di scrittura personale, ti consiglio l’articolo “Cosa significa “BuJo” e come crearne uno tutto tuo”. In questo caso, io ho stabilito un obiettivo giornaliero basato sul numero di parole da scrivere, che è la mia modalità preferita perché so che per scrivere 500 parole mi basta mezz’ora di concentrazione. Io preferisco impostare un obiettivo che so di poter raggiungere facilmente, così sono più motivata a superarlo oppure, se non lo raggiungo, posso recuperare più facilmente la volta successiva.

Una volta conclusa la prima stesura, puoi passare alla revisione. La revisione è importante per garantire che il libro sia di alta qualità, sia per contenuti che per presentazione. Prima di rivolgerti a dei professionisti (editor e correttori di bozze), è opportuno stabilire un processo di autorevisione efficace. Questo ti consente anche di risparmiare sui preventivi, perché fornirai un testo già parzialmente corretto e revisionato.

 

La prima cosa da fare è lasciar riposare il testo almeno per qualche settimana. Dopo, a seconda della tua esperienza, il processo varia. Se sei al tuo primo tentativo e le fasi preparatorie sono state leggere e poco precise, è possibile che dovrai dedicarti a una riscrittura completa. Dipende tutto da quante incongruenze e pezzi poco logici trovi durante la rilettura, questo dipende a sua volta dalla precisione del lavoro preliminare.

In ogni caso, ti consiglio di assegnare un obiettivo specifico a ogni rilettura e di lasciare gli aspetti linguistici alla fine, perché è inutile rifinire per ore una frase che poi verrà tagliata perché parte di un paragrafo di infodump clamoroso! Assegnare un obiettivo a ogni bozza è utile perché così concentrerai tutti i tuoi sforzi per sistemare una cosa sola alla volta, invece di tentare di correggere di tutto a caso, senza metodo e in modo sparso. La spontaneità non è una strategia utile in fase di revisione.

Fai una pausa tra le diverse revisioni. Dopo aver scritto e rivisto il libro più volte, è normale non notare più gli errori. Prenditi del tempo lontano dal testo, in modo da poterlo rileggere con occhi nuovi. Magari, nel frattempo, se pensi che il testo sia già sufficientemente valido, invialo a un beta reader. I beta reader sono tipicamente altri amici autori, lettori e conoscenti che leggono in anteprima e gratuitamente per aiutarti con dei pareri personali. Considera che appunto si tratta di opinioni, alcune possono essere più valide di altre, quindi correggi ciò che ritieni opportuno. Però, se tre persone su cinque ti fanno notare la stessa cosa, è molto probabile che la problematica sia reale e non solo una percezione personale.

A ogni revisione concentrati su aspetti sempre più specifici. Puoi per esempio partire considerando solo la storia, per cercare buchi e passaggi poco utili. In seguito puoi concentrarti sulla trasmissione delle emozioni e sulla psicologia dei personaggi. Dopo puoi valutare tutto ciò che va tagliato perché superfluo… finché, alla fine, potrai finalmente dedicarti alle questioni linguistiche prima di inviare tutto all’editor.

Puoi contattare un editor anche dopo la prima bozza, ma i costi saranno chiaramente maggiori perché ci sarà molto (MOLTISSIMO) lavoro supplementare da parte di entrambi, dato che l’editor si vedrà costretto anche a fare un pesante lavoro di developmental editing atto a definire temi, struttura, messaggi e altri punti chiave dell’opera. Si tratta di aspetti che l’editor analizzerà in ogni caso, ma lavorare a una prima bozza acerba e sconnessa e correggere un manoscritto già revisionato più volte è un lavoro completamente diverso. Assisterti subito dopo la prima bozza diventerebbe praticamente un impegno di personal coaching. In questo caso, dovresti rivolgerti a chi svolge questa professione.

Anche durante queste fasi di revisione è indispensabile usare uno strumento per tenere sotto controllo ogni step. Ti consiglio di impiegare fin da subito un’app o un diario di scrittura cartaceo. Se non sai da dove cominciare, puoi optare per una versione guidata con schede di supporto da compilare. Diari di questo genere, pensati per altri autori, sono difficili da trovare in commercio (e in italiano), per questa ragione curo dal 2022 la mia personale linea di quaderni e diari di scrittura dedicati agli altri autori. Trovi tutti i titoli e le versioni disponibili sulla pagina dedicata del Magical Magazine “Linea di quaderni”.

 

 

Scopri l'anteprima degli interni di questo quaderno sulla pagina Amazon!

 

Come diventare editore di se stesso: STEP 2. CREA IL TUO TEAM

 

Da autore indipendente e quindi da editore di te stesso, avrai anche la responsabilità di creare il tuo personale team di professionisti. Ci sono alcune figure di cui dovrai avvalerti.

Vediamo una breve lista dei collaboratori che dovrai cercare, i costi e come valutare il loro operato.

·  Beta reader: gratis. Di solito si tratta di amici e di lettori volenterosi. Puoi trovarli online sui social nei gruppi di lettori e di scrittori. Devi però fare attenzione: non tutti hanno buone intenzioni, quindi è bene prima verificare che tipo di persone hai davanti. Invia il tuo testo a pezzi e attendi i commenti prima di mandare il resto.

·  Editor: se il tuo testo è molto pulito perché hai fatto una revisione autonoma profonda e accurata, o se puoi offrire qualche altro vantaggio (per esempio un incarico continuativo su una saga di più libri) puoi spuntarla con un prezzo che parte da 4€ a cartella. Meno è davvero difficile con un professionista serio, anche se puoi avere molta fortuna e trovarne uno.

·  Correttore di bozze: i prezzi più o meno partono da almeno 1€ a cartella. Non pensare che dopo l’editing sia un passo inutile, perché una correzione bozze ben fatta si nota eccome! Inoltre se scrivi serie, il tuo correttore bozze di fiducia può aiutarti nella redazione di un Normario che contiene tutti i nomi strani che usi, le loro grafie e altri dettagli che devono essere uniformi in tutti i romanzi seguenti.

·  Impaginatore: capire i prezzi di un’impaginazione è una vera missione suicida, perché c’è di tutto. In linea di massima, c’è chi chiede quanto una correzione bozze e chi fa un prezzo forfettario. Direi di contare almeno 150€ per un forfait ma di aspettarsi qualsiasi cosa, anche cifre da capogiro.

·  Graphic designer: le cover premade (già fatte e dove si cambiano solo i testi) costano anche meno di 30€, quelle personalizzate anche più di 200€, il mercato è vasto e diversificato, dipende da chi contatti.

 

In linea di massima, per un libro di circa 60.000 parole, secondo me è il caso di stimare un budget minimo di 1000€. Puoi farcela con meno con fortuna e attenzione, ma puoi spendere anche molto di più.

 

Come diventare editore di se stesso: STEP 3. PROMUOVI IL TUO LIBRO 

 

Questo è spesso il passo più difficile, specialmente se sei ancora rimasto all’idea molto romantica e retrò che uno scrittore scrive e basta. Se quando vieni interpellato sul tuo lavoro la tua risposta base è “ma io scrivo”, forse è il caso di rivalutare il tuo operato.

Sia che tu scelga il self publishing, sia che tu venga scelto da una casa editrice blasonata… non credere di poter fuggire alla Maldive a scrivere sotto una palma senza occuparti di alcuna questione di marketing.




 

Di seguito, ecco qualche spunto da cui partire:

·      Comincia a creare hype molto prima dell’uscita, con post sui social: facile a dirsi, meno a farsi. Nel senso che non tutto il pubblico di riferimento reagisce allo stesso modo. Ci sono lettori che rispondono meglio a contenuti video, altri che preferiscono immagini e altri che prediligono i testi (una categoria in via d’estinzione). Preparati a creare post diversificati per ogni piattaforma. Le principali sono Facebook (ma sempre meno utile a livello di visualizzazioni e partecipazione), Twitter (solo se hai il dono della sintesi per contenuti brevissimi e incisivi), Instagram (post + storie), Waveful (dal destino incerto), Goodreads (social per lettori). Il tuo nuovo migliore amico si chiama Canva, un’app di grafica facilissima da usare e super rifornita di template bellissimi, disponibile per tutti i dispositivi e via web. Canva è un vero miracolo!

·      Crea un blog e aggiornalo con costanza. Si tratta di una strategia a lungo temine (pensa in anni) perché Google impiega un minimo di sei mesi per indicizzare i contenuti, posto che detti contenuti rispettino le leggi mutevoli e misteriose del SEO (Search Engine Optimization), cioè l’ottimizzazione per i motori di ricerca. I tuoi articoli dovranno contenere parole chiave precise, una formattazione in linea con le preferenze degli algoritmi e rispondere alle domande degli utenti. Puoi fare questo lavoro da solo? No, a meno che tu non inizi immediatamente un percorso di formazione che ti permetta di capire e usare questi sistemi che consentono agli utenti di trovare i tuoi contenuti. Scrivere un articolo super interessante, utile e originale serve a poco se poi non appare fra i primi risultati della prima pagina di Google. Quindi, il supporto di un content creator esperto fa la differenza. Cosa puoi fare da solo? Puoi imparare a scrivere testi persuasivi e orientati al copywriting, dopotutto sei uno scrittore e questo compito è alla tua portata! Puoi affinare le tue capacità riguardanti testi diversi dai romanzi; scrivere un articolo non è come scrivere un romanzo ma ciò non significa che sia poco impegnativo. Avviare un blog richiede molto tempo per ricercare, pianificare, strutturare e scrivere (praticamente la parte più semplice) articoli di qualità e che rispondano alle ricerche effettuate su Google. Non solo, questo lavoro deve essere costante e continuativo: un articolo al mese non basta. Venti articoli in due settimane e poi silenzio tombale per tre mesi non funziona. I contenuti devono avere una scadenza ciclica e di routine. I tuoi articoli possono essere generali o settoriali, a seconda del tuo scopo e di ciò che scrivi. Sul sito della saga di fantascienza Stargarden Universe trovi un esempio di articoli specifici sui temi caldi della fantascienza, ambito di sviluppo della serie.

·      Prova con i FB ads, i contenuti sponsorizzati su Facebook. Ovviamente ti servono una pagina FB e un budget da utilizzare per fare dei test. Puoi cavartela anche con 10€ se sei molto (MOLTO) fortunato. Fra esperimenti e campagna vera, calcola circa 50€ per una sponsorizzazione efficace di circa una settimana a budget basso. Con impostazioni per copertura maggiore, il costo sale. Personalmente, ho visto decrescere l’utilità dei FB ads (e della piattaforma in generale) a un ritmo allarmante. Campagne che funzionano bene oggi possono essere un fallimento clamoroso fra due settimane a causa di cambi negli algoritmi e altri fattori. Inoltre, FB con le sue crescenti limitazioni e con utenza sempre più aggressiva, negativa e ottusa, è ormai un luogo poco produttivo. In linea di massima, puoi avviare campagne che ti costano 1€ al giorno, tuttavia il costo del pay per click a volte si rivela talmente alto che bloccare la campagna è una scelta migliore. Mi è capitato di avviare la stessa campagna in periodi diversi ma con risultati opposti. Al momento, ritengo che essere su FB sia ancora necessario (purtroppo) ma non nascondo che trovare community in cui non si viva di polemiche, offese e utenti altezzosi è davvero una missione quasi impossibile. A te la scelta sul da farsi. Io spero sempre in qualche nuova piattaforma!

·      Inserzioni sponsorizzate su Amazon: anche qui si tratta di budget e di fortuna, se non hai conoscenze settoriali specifiche. Prima di tutto, il budget richiesto per le sponsorizzazioni su Amazon è molto più alto rispetto a FB: 1€ al giorno non è sufficiente. In secondo luogo, l’interfaccia è caotica e difficile da gestire, quindi richiede anche molto impegno per capire dove cliccare e con quale risultato. Personalmente non ho avuto esperienze positive con questo servizio.

· Contatti con book-influencer. Possono essere blogger, instagrammer eccetera. A seconda dei follower e del lavoro svolto, non ti sorprendere se il servizio è a pagamento. Possono offrirti visibilità con post generici di anteprima, foto curate del cartaceo o mockup, recensioni, book tag, blog tour e altre iniziative da concordare. Sta a te selezionare le persone con cui vuoi lavorare.

·      Presentazioni in librerie, eventi e biblioteche locali: solo se sei un bravo intrattenitore, se hai preparato contenuti multimediali accattivanti e preferibilmente con qualche tipo di rinfresco per attirare pubblico. Nessuno vuole andare a vedere un autore sconosciuto che legge estratti decontestualizzati, specialmente se poi viene fatta pressione per l’acquisto e ci sono meno di dieci persone presenti e tutti controllano chi compra e chi no…

·      Rispondi sempre ai commenti dei lettori ma evita di lanciarti in filippiche contro le recensioni negative. Sebbene questo tipo di polemica attiri molto pubblico con flame, faide, ripicche e altre meraviglie, io personalmente la trovo una strategia repellente, che e mi spinge a non seguire più gli autori che passano il tempo a lamentarsi sui social.

·      Diventa anche tu influencer. Se sei in grado di essere opinionista, di produrre contenuti di tendenza e via dicendo: complimenti!

 

Pronto/a per iniziare? 

 

Se veramente vuoi intraprendere questo cammino, è arrivata l’ora di fare sul serio!

Ordina la tua copia personale della guida "Come trovare il tempo per scrivere" (eBook + cartaceo) e del diario guidato di accompagnamento "Raggiungi i tuoi obiettivi - diario di scrittura, pianificazione e produttività".




 


Contenuti in collaborazione con
Ivana Vele Poletti
:

http://colorarelavita.blogspot.com/

 

 

 

lunedì 16 maggio 2022

“Voglio scrivere un libro!” Ecco come fare!



 

Le basi e i consigli utili per iniziare a scrivere la tua storia

 

C’è una vocina dentro di te che dice “Voglio scrivere un libro”? Allora è il momento di ascoltarla!

Per trasformare il tuo sogno in realtà occorre partire bene fin da subito, imparando le basi e i trucchi che ti permetteranno di impostare una strategia vincente.

Troppi scrittori hanno mille idee, ma non riescono a concretizzarne nemmeno una a causa di impegni, distrazioni e scarsa motivazione.

Per fortuna, ci sono molte tattiche per evitare queste trappole. Prima di esaminarle, però, dobbiamo rispondere a una domanda fondamentale: “Chi può scrivere un libro?”.

 

Chi può scrivere un libro?

 

Qualunque persona alfabetizzata può scrivere un testo, ma non tutte hanno le capacità per scrivere un libro.

Il libro è un prodotto editoriale che ha una sua coerenza interna, è un’opera che viene editata, corretta e impaginata. Per scriverlo e pubblicarlo ci vogliono delle conoscenze e dei requisiti di base.

Ciò non significa che se al momento non hai queste conoscenze non potrai mai scrivere il libro dei tuoi sogni!

Non ti scoraggiare, vuol dire solo che dovrai impegnarti per acquisire le informazioni che ti mancano per compiere il salto da "testo" a "libro".

 

Quali sono le basi per iniziare a scrivere un libro?

 

1. Padronanza non solo della lingua scritta, ma anche dei canoni del genere letterario che si vuole affrontare.

 

Ciò significa avere una buona conoscenza della storia della letteratura, delle tecniche narrative e dei generi. Inoltre, è necessario anche acquisire un certo senso critico che permetta di avere delle opinioni motivate dopo aver letto un libro, specialmente se si tratta di un classico della letteratura. Se quel titolo è riuscito a superare la barriera del tempo, un motivo ci sarà... ed è il caso di scoprire qual è. Non è necessario che il romanzo in questione ti piaccia, il punto è capire quali sono gli elementi che creano la sua identità, perché e come contestualizzare l'opera.

 

La conoscenza e la comprensione della letteratura, della sua storia e dei suoi canoni è importante perché ti permette di riconoscere temi ricorrenti, tecniche universali e anche dei cliché che possiamo lasciarci alle spalle.

In questo modo puoi capire meglio le basi dei tanti generi letterari che abbiamo a disposizione. Capire le caratteristiche fondamentali del genere che vuoi scrivere è importante, perché  ti aiuta a strutturare meglio il tuo lavoro e a comprendere le aspettative dei lettori di quel genere. La maggior parte dei lettori che sceglie di leggere un determinato genere, ha spesso aspettative più o meno precise e sta a te capire come soddisfarle.

Trovi qualche esempio di questo tipo nell’articolo “Genere fantastico: come nasce e quali sono i filoni principali”.

 

 

2. Motivazione e costanza. 

 

Il cammino che porta alla produzione (e magari alla pubblicazione) di un libro è lungo e tortuoso, ma se si hanno costanza e motivazione si può fare tutto senza impazzire. 

La motivazione ti permette di superare gli ostacoli che inevitabilmente incontrerai lungo il cammino. La costanza, invece, è la qualità che ti consentirà di arrivare al traguardo finale anche quando hai poca motivazione a proseguire.

Per tenere traccia di questi due aspetti da non sottovalutare, potrebbe aiutarti l’uso di un bullet journal (se non ne hai mai sentito parlare, ti consiglio l’articolo “Cosa significa “BuJo” e come crearne uno tutto tuo”) o di un diario di scrittura, in modo da avere sempre una panoramica dei tuoi traguardi, difficoltà e progressi.

La scrittura di un libro è un lavoro a tutti gli effetti se il tuo obiettivo è pubblicare un prodotto di qualità, anche se consideri la scrittura un hobby. Prima capirai che l'impegno richiesto non ha nulla di meno rispetto a un "lavoro normale" e più sarà facile iniziare il tuo percorso in modo efficace e con cognizione di causa.

Puoi lavorare su questi aspetti di crescita personale anche con semplici strategie di journaling. Se non conosci questa pratica, ti consiglio l’articolo “Journaling: cos’è e quali sono le strategie migliori per iniziare!”.

 

3. Consapevolezza del nostro tema portante, che ci farà da guida nella stesura.

 

Un libro ha un tema portante che andrebbe individuato e analizzato in profondità. Uno degli scopi di avere un filo conduttore è dare un senso di coerenza alla narrazione.

Questo tema ti guiderà nella stesura, ti aiuterà a strutturare la trama e a gestire i conflitti che devono affrontare i personaggi e il relativo sviluppo psicologico.




 

Come scrivere un libro e farlo pubblicare?

 

Scrivere un libro è una missione da affrontare gradualmente, completando un passo alla volta, in modo da basare la narrazione su delle fondamenta solide.

 

Un buon modo per cominciare a scrivere il tuo libro è raccogliere materiale e idee. Leggere molto stimolerà la tua immaginazione a creare nuove storie e personaggi. Trovi altri spunti su questo argomento nell'articolo "Come trovare argomenti interessanti per scrivere un libro". Annota tutte le tue idee e fai ricerche su temi che ti piacciono e che vuoi rielaborare nella tua opera.

Poi, sarà il caso di dedicarsi al plotting, cioè alla pianificazione della trama del libro, la suddivisione in capitoli, i colpi di scena, il finale e tutto il resto. Un punto cruciale da sviluppare insieme alla trama è la personalità dei personaggi, specialmente i conflitti interiori che li spingono a prendere certe decisioni, i loro desideri e ciò di cui hanno bisogno. A seconda del tipo di romanzo che scrivi, l'ambientazione e il worldbuilding saranno più o meno importanti.

 

So che molti aspiranti scrittori credono di dover scrivere esclusivamente in preda all'ispirazione. Ognuno può decidere di fare come vuole. A mio parere, è più utile sviluppare un sistema che stimoli la creatività, la costanza e la produttività. Di conseguenza parlo di strategie e spunti per scrivere in modo efficace anche se manca l'ispirazione. Parte di questo processo è l'organizzazione. Per approfondire questo argomento ti consiglio l'articolo "Come organizzarsi per scrivere un libro dall’inizio alla fine".

 

La prima stesura del testo, probabilmente, sarà piuttosto grezza (dipende dalla tua esperienza pregressa), ma è un traguardo indispensabile. In qualsiasi caso, per migliorare è necessario prima avere un testo di partenza, perché l'alternativa è un foglio bianco...

 

Dopo la prima bozza e le successive revisioni (o riscritture), sarà utile ricevere il parere di un beta reader (lettore beta), anche se nulla può sostituire l'intervento di un editor esperto, specialmente se sceglierai la strada del self publishing e di diventare un autore indipendente.

 

Una volta che il libro avrà raggiunto il massimo livello qualitativo che puoi offrire, potrai pensare alla pubblicazione.

 

Ci sono diversi modi per farlo: tramite una casa editrice tradizionale, in crowdfunding oppure in self publishing, commissionando le lavorazioni editoriali.

 

La via tradizionale tramite la selezione di una casa editrice ti solleva dalla responsabilità imprenditoriale che trasforma il tuo romanzo in un prodotto per i lettori. In questo caso, però, dovrai anche rinunciare almeno in parte al potere decisionale su aspetti come la copertina e il prezzo. Dovrebbe essere la casa editrice a occuparsi di editing, correzione bozze e distribuzione... non credere però di essere esente dall'onere della promozione.

 

Il crowdfunding consiste in una raccolta fondi studiata per raggiungere il budget necessario per realizzare il tuo progetto. In caso di pubblicazione tramite crowdfunding sarai tu a dover gestire la campagna per convincere gli investitori a finanziare il tuo sogno. Devi essere creativo nel presentare il libro, pianificare una strategia di marketing efficace e produrre materiale originale (trailer, video, articoli sul libro, interviste e altro materiale promozionale). Diciamo che in questo caso devi essere un bravo venditore prima che un bravo autore.

 

Il self publishing, quindi il sentiero dell'autopubblicazione (tipicamente tramite Amazon KDP), ti dà il pieno controllo su tutti gli aspetti della pubblicazione, ma richiede anche maggiori capacità imprenditoriali ed editoriali perché sei tu il solo responsabile di ogni minimo passo necessario. Qualsiasi decisione ricade su di te. Qualsiasi. Sempre.

 

Oltre a scrivere e curare il libro dal punto di vista qualitativo prima di passare alle fasi di perfezionamento, dovrai occuparti di tutti gli aspetti della produzione editoriale: editing, correzione bozze, impaginazione, creazione della cover e di altro materiale promozionale, la campagna di marketing per lanciare l'uscita e tutti gli altri processi per renderti visibile e farti trovare e conoscere dai lettori.

 

È tua responsabilità trovare dei professionisti con cui collaborare, pagarli con puntualità ma anche valutare il lavoro fatto. Sebbene potersi fidare ciecamente sarebbe molto bello, esistono molte persone che si spacciano per professionisti, ma non lo sono. Il web è pieno di sedicenti editor e correttori di bozze, per non parlare dei grafici e dei traduttori (passare 6 mesi a Londra come lavapiatti non fa di te un traduttore, ripetiamolo tutti insieme!).

Trovare dei professionisti che lavorano con serietà e che possano occuparsi di rendere il tuo libro un prodotto completo è assolutamente possibile, però devi essere pronto a investire prima tutto molto tempo nella ricerca e nella valutazione di preventivi e credenziali. A questo punto ti chiederai “quanto costa autopubblicare un libro?” bene… trovi una panoramica nella guida gratuita scaricabile in PDF “Come si scrive un libro... senza perdere tempo! La guida definitiva”.

 

Essere un autore indipendente è un lavoro a tempo pieno a tutti gli effetti ed è il tipo di pubblicazione che offre anche la percentuale di royalty più alta, oltre alla totale libertà di gestione delle tue attività.


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“Voglio scrivere un libro!” E allora... iniziamo davvero!

 

Se sei arrivato fin qui, complimenti! Se vuoi inseguire il tuo sogno e scrivere quel libro che ti fa passare notti insonni… sei nel posto giusto! Qui sul Magical Magazine non si parla solo di fantasy, magia, letture e creature fantastiche! Ci sono anche altri articoli che esaminano nello specifico vari aspetti della scrittura.

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