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lunedì 18 dicembre 2023

Il ruolo dell’oggetto magico nel fantasy




 

Dal sacro Graal alla pietra filosofale: ecco perché gli oggetti magici sono così importanti nel fantasy 

 

Il “Ritorno con l’elisir” è la fase conclusiva del viaggio dell’Eroe, il celebre modello narrativo elaborato da Christopher Vogler.

L’elisir ha il potere di modificare il mondo ordinario del protagonista: può essere utilizzato per risolvere problemi, cambiare il destino di un personaggio o addirittura trasformare l’intera comunità. Spesso, simboleggia il tesoro interiore che l’eroe ha scoperto dentro di sé durante il viaggio.

Nel corso dei secoli (e ben prima delle teorie di Vogler) il cosiddetto “elisir”, ovvero l’oggetto magico intorno al quale ruota la storia, ha trovato varie forme. Vediamo 10 esempi di questo fondamentale elemento della narrativa fantastica!

 

1. Graal 



 

La parola “Graal” deriva dal latino medievale “gradalis”, ovvero “vaso, recipiente”. Secondo la leggenda, è il calice (o, in alcune tradizioni, il piatto) usato da Gesù nell’Ultima Cena. Contiene il sangue di Cristo, raccolto da Giuseppe d’Arimatea ponendo il contenitore sotto la ferita al costato del suo maestro.

La prima opera di narrativa che ne parla è “Perceval ou le conte du Graal” di Chrétien de Troyes, del XII secolo. In questa storia non viene spiegato né cosa sia esattamente né che aspetto abbia, ma sappiamo che si tratta di un manufatto d’oro, tempestato di gemme preziose.

Questo oggetto magico, probabilmente, ha origini pagane: nella fattispecie, potrebbe derivare dalla leggendaria pentola dell’abbondanza. Scopri di più nell’articolo “Che cos’è il Sacro Graal? Una leggenda millenaria”.

 

 

2. Pentola dell’abbondanza 


 

È un simbolo del potere sovrano e della fertilità della terra, un po’ come la cornucopia greco-romana.

Una delle pentole magiche più famose è il Calderone di Dagda (il dio celtico della guerra, della fecondità e della magia). Si tratta di uno dei quattro tesori che i Túatha Dé Danann (mitica popolazione della preistoria celtica) portano con sé in Irlanda.

 

3. Bacchetta




Nelle antiche culture celtiche i druidi impiegavano ramoscelli di rovere, edera o biancospino come mezzi di connessione con il mondo spirituale. La bacchetta serviva a canalizzare le forze della natura, per ottenere guarigione dalle malattie e protezione dalle energie negative.

Nella società norrena, la bacchetta era lo strumento di potere di colei che deteneva la magia: la vǫlva (il cui nome significa, appunto, “portatrice della bacchetta”). Per saperne di più ti consiglio l’articolo “Lo sciamanesimo femminile nella società norrena”.

Se poi vuoi conoscere un’autentica vǫlva moderna, ti invito a leggere il mio romanzo “Playing with daggers”, dove la giovane e volitiva Kara ti farà scoprire l’antica magia norrena!



4. Stivali delle sette leghe 


 

Gli stivali delle sette leghe sono calzature dotate di un potere straordinario: con un singolo passo, il loro possessore può coprire una distanza equivalente a sette leghe (una lega, in antichità, corrispondeva a una lunghezza variabile tra i 4 e i 6 chilometri). Possiedono, inoltre, la capacità di adattarsi perfettamente alla forma del piede di chiunque li indossi.

Sono presenti in varie fiabe, tra cui due di Charles Perrault. Ne “La bella addormentata nel bosco” ne fa uso un nano, mentre in “Pollicino” sono dapprima indossati dal famigerato orco che pronuncia la famosa frase «Ucci ucci, sento odor di cristianucci» e, in seguito, da Pollicino stesso.

Non solo fiabe: gli stivali delle sette leghe sono anche indossati da Mefistofele nel “Faust” di Johann Wolfgang Goethe, che ho citato in diversi articoli. Uno di questi è “Chi sono gli alchimisti più famosi? 10 personaggi da conoscere”.

 

5. Specchio 



 

Lo specchio è un oggetto magico ricorrente nella narrativa e nell’arte cinematografica di genere fantastico. Quando i personaggi attraversano questo oggetto, si ritrovano catapultati in una realtà dove le leggi della fisica subiscono stravolgimenti, inversioni o distorsioni (si pensi ad “Alice attraverso lo specchio”).

Lo specchio diventa una sorta di varco tra due dimensioni: una è quella familiare e conosciuta, mentre l’altra costituisce un universo parallelo, associato alla dimensione dei sogni, dei defunti o persino degli inferi.

Nel Regno Unito, circola una leggenda metropolitana inquietante: seguendo un particolare rituale, si dice che sia possibile intravedere lo spettro di Maria la Sanguinaria allo specchio. La procedura prevede di spegnere tutte le luci, abbassare le tende e porsi di fronte a una superficie riflettente. A questo punto, bisogna pronunciare tre volte il nome completo della regina: “Mary I of England, Mary I of England, Mary I of England!”. Si racconta che, in risposta a questo rito, nel riflesso buio dello specchio possa emergere il volto di Bloody Mary.

Nella mitologia cinese, invece, si fa riferimento a uno specchio magico chiamato Yeh Ching, ovvero “specchio del destino”, attraverso il quale i defunti possono osservare la forma in cui rinasceranno.

 

6. Anello 



 

Si tratta di un oggetto magico presente in innumerevoli saghe, leggende e romanzi fantasy. Pensiamo all’anello del Nibelungo, all’anello di re Salomone, all’anello di Gige menzionato da Platone e naturalmente all’Unico Anello (The One Ring) creato da J.R.R. Tolkien per “Il Signore degli Anelli”.

La forma circolare è simbolo di perfezione e rimanda alla natura ciclica della vita, all’eterno ritorno. Per questo, circolare è anche un potente simbolo alchemico: l’uroboro, il serpente che si morde la coda. Rappresenta il processo di purificazione della “Materia Prima” (la sostanza primordiale) mediante la successione ciclica di distillazioni e condensazioni.

 

7. Pietra filosofale 



 

La pietra filosofale, l’oggetto magico più emblematico dell’antica arte dell’alchimia, è una sostanza catalizzatrice dotata di un potere straordinario: la capacità di riparare e purificare la corruzione della materia. Può donare l’immortalità, l’onniscienza e trasformare i metalli vili in oro.

Negli scritti esoterici, spesso è rappresentata come un uovo. I suoi tre componenti (guscio, albume e tuorlo) corrispondono ai tre ingredienti alchemici fondamentali: sale, mercurio e zolfo. È, insomma, una forma primordiale in cui sono contenuti tutti i principi della creazione, che deve essere “sgusciata” per rivelare i suoi segreti.

 

8. Spada 


 

Nella mitologia e nelle fiabe, le spade magiche sono simbolo di potere, coraggio ed eroismo nell’eterna lotta tra bene e male. Ereditate di generazione in generazione, riflettono continuità di valori all’interno di un clan o di una stirpe guerriera.

Rappresentano anche il destino, poiché sono gli strumenti tramite cui si avverano profezie, come nel mito di Excalibur.

Altre spade magiche famose, oltre alla celebre arma di Re Artù? Durlindana, appartenente a Orlando nella “Chanson de Roland”; Joyeuse, l’arma prediletta di Carlo Magno; Gramr, che Sigfrido usò per uccidere il drago Fáfnir; Tyrfing, la spada maledetta della mitologia norrena; Caladbolg, la spada di Fergus mac Róich nella mitologia irlandese; Tizona, la spada di Rodrigo Díaz de Vivar, meglio conosciuto come El Cid; Ama no Murakumo (“Spada del Paradiso”), arma leggendaria della mitologia shintoista.

 

9. Elisir 



Nei miti e nelle leggende, gli elisir sono sostanze magiche spesso associate all’immortalità o alla guarigione.

Alcuni esempi includono l’Elisir di Lunga Vita della tradizione cinese, il nettare e l’ambrosia del pantheon greco-romano, l’idromele del pantheon norreno e l’Amrita, ovvero l’acqua indiana della vita eterna.

La ricerca dell’elisir riflette il desiderio universale di trascendere la finitezza della natura umana, per salire di livello e diventare paragonabili alle divinità.

 

10. Martello magico 


 

Parlando di martelli incantati, il primo oggetto magico che viene in mente al pubblico occidentale è, senza dubbio, l’arma di Thor. Anche se molto famoso, però, non è certo l’unico a meritarsi la nostra attenzione: dobbiamo infatti citare anche “Uchide no kozuchi”, un martello magico di legno (a volte rappresentato come un maglio) del folklore giapponese.

Secondo la leggenda, quando si agita l’Uchide no kozuchi si può trasformare qualsiasi desiderio in realtà. È uno degli attributi della divinità Daikokuten, ma appartiene anche alle leggende che hanno come protagonisti gli oni e alla fiaba popolare di Issun-bōshi.

 

Se ti interessa il Giappone, leggi l’articolo “Cerchi un bel libro sul Giappone? Leggi qua!”.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

lunedì 3 aprile 2023

Come fare un viaggio sciamanico? 5 tecniche


 

I possibili modi per intraprendere un viaggio oltre il nostro corpo (e i pericoli a cui si può andare incontro) 

 

Immagina di provare un’esperienza inedita e visionaria, in cui puoi entrare in contatto con le tue emozioni, scoprire la verità più profonda su di te ed esplorare dimensioni parallele. Questo è il viaggio sciamanico, un'avventura unica (ma anche molto rischiosa) che apre le porte della percezione.

Preparati a lasciare alle spalle la tua vita quotidiana ed entrare in un mondo dove il tempo non esiste, dove la guida è la tua anima: addentriamoci nei segreti del viaggio sciamanico!

 

Cos’è il viaggio sciamanico? 

 

Il viaggio sciamanico è un'esperienza che conduce alla connessione tra il mondo reale e quello invisibile. Permette di raggiungere gli spiriti degli antenati o le proprie guide spirituali, in modo da ricevere aiuto e consigli. Attraverso questa pratica è possibile acquisire informazioni sullo scopo delle nostre vite, sulle esistenze passate e future e su come supportare chi ci circonda.

Il viaggio viene intrapreso dopo essere entrati in uno stato alterato di coscienza, che può essere raggiunto mediante diverse tecniche.

 


 

Come si entra nello stato alterato di coscienza? 

Le modalità per intraprendere il viaggio sciamanico sono diverse, a seconda del rito e della tradizione che si segue. Ecco una breve panoramica delle principali.

 

1. Sogni lucidi 

I sogni lucidi avvengono quando una persona si trova in uno stato intermedio tra il sonno e la veglia. Hai mai avuto la consapevolezza di sognare mentre dormi? Se ti è capitato, sappi che quello era proprio un sogno lucido. Se si impara a padroneggiare il meccanismo, è anche possibile influenzare la narrazione onirica che si sta vivendo. La dimensione ibrida tra sogno e realtà è una delle più indicate per intraprendere un viaggio sciamanico.

 

2. Suoni ritmici 

La musica riveste da sempre un ruolo primario nello sciamanesimo. Suoni ritmici e ripetuti, infatti, sono in grado di indurre nel praticante la trance necessaria per iniziare il viaggio al di fuori del corpo fisico. Gli strumenti più famosi per raggiungere questo stato sono i tamburi e i sonagli, ma ce ne sono molti altri; per saperne di più, leggi l’articolo “Sciamanesimo e simboli: ecco i principali”.

 

3. Danza 

La danza ha la stessa funzione della musica, ovvero indurre la trance. Ci sono diverse tecniche per raggiungere l’obiettivo. In molte danze sciamaniche africane, ad esempio, la tipica postura con le braccia all’indietro provoca la contrattura violenta del diaframma: in questo modo lo sciamano va in iperventilazione e comincia a vedere i fosfeni (scintille e macchie di luce nel campo visivo) che sono il preludio al viaggio sciamanico. Unendo i fosfeni, proprio come si fa con i puntini dei giochi enigmistici, si possono scorgere animali guida, gorghi e costellazioni.

 

4. Mantra 

La ripetizione di mantra stimola il raggiungimento della trance o dello stato meditativo. Inoltre, molti mantra provocano delle vibrazioni che hanno particolari effetti sul nostro corpo e sull’ambiente circostante. Se vuoi saperne di più sull’argomento, ti consiglio l’articolo “Vibrazioni energetiche tra persone: esistono davvero?”.

 

5. Icaros 

Sono canti utilizzati dai curanderos e dagli sciamani dell’Amazzonia peruviana. Intonati per comunicare con il mondo degli spiriti, accompagnano sia i rituali sciamanici che le sessioni di guarigione con le piante. Sono composti da frasi ripetute e parole di potere che facilitano il riequilibrio dei centri energetici, infondendo uno stato di trance che genera pace interiore e positività. Ogni sciamano ha i suoi icaros personali, che gli sono stati tramandati dai suoi maestri o che gli sono stati suggeriti dagli spiriti guida.

 

Ti interessano questi argomenti, ricchi di incanto e spiritualità? Allora il mio romanzo “Playing with daggers” fa per te. Kara, una giovane donna forte e volitiva, ti farà scoprire l’antica magia sciamanica praticata dal popolo norreno: il seiðr. Parti insieme a lei per un viaggio ricco di pericoli e mistero! 



 

Viaggio sciamanico da soli: è una buona idea? 

 

In generale, non è una buona idea cercare di intraprendere un viaggio sciamanico da soli, per vari motivi.

Secondo lo sciamanesimo tradizionale, le tecniche utilizzate durante i riti richiedono una guida e un’iniziazione da parte di un mentore esperto. La pratica spirituale, infatti, si basa sulla trasmissione orale della conoscenza da maestro ad allievo. Questo è un aspetto fondamentale della cultura sciamanica, poiché l’insegnamento è inteso come una via di trasformazione personale che richiede una profonda comprensione della mente, del corpo e dello spirito di ogni apprendista sciamano.

Inoltre, le tecniche sciamaniche spesso coinvolgono l’accesso a livelli di coscienza non ordinari e la comunicazione con esseri spirituali: solo un mentore esperto può aiutare a navigare in questi territori in modo sicuro e appropriato.

 



 

Il viaggio sciamanico è pericoloso? 

 

Sì, può essere pericoloso sotto diversi aspetti:

1.    alcune pratiche finalizzate a raggiungere la trance, se non eseguite in modo corretto e controllato, possono essere dolorose o perfino rischiose per la salute (si veda il caso delle danze sciamaniche africane, che provocano iperventilazione);

2.    alcuni praticanti, per raggiungere lo stato di coscienza alterata in modo veloce, possono decidere di assumere sostanze psicotrope dannose per l’organismo;

3.   se non ci si affida a maestri fidati, è facile incorrere in abusi fisici e mentali durante i rituali.

 

Quest’ultimo punto è stato denunciato dalla NAFPS (New Age Frauds & Plastic Shamans), un’associazione di nativi americani che si batte contro le frodi in campo sciamanico. Ecco una piccola guida basata sulle loro indicazioni, per non incappare in esperienze spiacevoli:

·      secondo la NAFPS, non è corretto che il mentore chieda denaro per qualsiasi cerimonia o insegnamento sciamanico;

·      l’unico modo per trasmettere la conoscenza è oralmente e di persona;

·      l’apprendimento delle tecniche sciamaniche richiede decenni e deve essere fatto con grande cautela e pazienza. Qualsiasi offerta per insegnarti tutto ciò che devi sapere in un seminario o due è una pia illusione nel migliore dei casi, una frode nel peggiore;

·      si deve essere estremamente diffidenti nei confronti di qualsiasi “insegnante” che introduca pratiche sessuali all’interno di una presunta cerimonia sacra: sono stati registrati molti abusi e violenze da parte di sedicenti sciamani.

 

Se vuoi saperne di più su questi argomenti, ti consiglio di visitare il sito ufficiale della NAFPS.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

 

 

lunedì 20 marzo 2023

Sciamanesimo e simboli: ecco i principali


 

7 emblemi usati nelle diverse tradizioni del mondo, tra miti e polemiche 

 

Ogni simbolo sciamanico ha molteplici livelli di interpretazione, che sono svelati ai praticanti attraverso le cerimonie, la meditazione e l'esperienza personale.

Possono essere sia strumenti concreti (come i tamburi usati durante i riti) sia oggetti di potere che rappresentano uno spirito o un concetto astratto (come gli amuleti a forma di animale guida). In questo articolo ne scopriremo 7 tra i più diffusi, spaziando dalle più antiche tradizioni protoindoeuropee al moderno sincretismo occidentale. Analizzeremo anche le critiche dei nativi americani nei confronti del cosiddetto “sciamanesimo di plastica” New-Age, che si appropria di simboli millenari per costruire un proprio culto eclettico.

Buona lettura!

 

Sciamanesimo e simboli 

 

1.    Kalimba 

Iniziamo il nostro viaggio. La kalimba (detta anche likembe, ikembe, m’bira o sanza) è un antico strumento a percussione originario dell'Africa, composto da lamelle di legno o metallo, che vengono fissate su una scatola o su una zucca che funge da cassa armonica. Quest’ultima ha due fori posteriori e un grande foro anteriore, che produce il tipico suono “wah wah”.

La parola “kalimba” significa “la voce degli antenati” e viene utilizzata dagli sciamani per comunicare con gli spiriti delle generazioni passate. È pertanto considerata sacra e si crede che abbia il potere di creare un collegamento con i nostri avi, che si possono contattare tornando indietro nel tempo fino a 2000 anni. Uno dei gruppi etnici che ne più fa utilizzo è quello dei Shona, diffusi in Zimbabwe, Zambia e Mozambico.


Uno sciamano Shona

 

2.    Sonagli 

I sonagli sono usati per indurre la trance durante i rituali. Il loro suono ripetitivo aiuta lo sciamano a entrare in uno stato meditativo e di concentrazione, permettendogli di viaggiare verso il mondo spirituale e di comunicare con gli spiriti. Inoltre, la loro melodia può essere usata per allontanare le energie negative e proteggere la buona riuscita della cerimonia.

Vengono spesso utilizzati in combinazione con altri strumenti musicali, per creare un ambiente spiritualmente potente.

 

3.    Tamburo 

Durante le cerimonie sciamaniche, il tamburo viene suonato a un ritmo regolare e costante per far entrare lo sciamano in uno stato alterato di coscienza. Questo momento di trance gli permette di viaggiare verso l'altro mondo e di comunicare con gli spiriti per ottenere guarigioni, consigli e informazioni sulle vite passate e future. Per approfondire l’argomento, puoi leggere l’articolo “Come fare un viaggio sciamanico?”.

Il tamburo, di solito, viene realizzato utilizzando materiali naturali come pelli di animale e legno, e può essere decorato con disegni e simboli sacri.

 

4.    Bacchetta 

L'uso della bacchetta magica come oggetto di potere può essere ricondotto alla civiltà protoindoeuropea, la popolazione preistorica all’origine di tutte le culture euroasiatiche. È la sua presenza nello zoroastrismo e nell'induismo primitivo a suggerire le radici dello strumento, tramandato attraverso le generazioni dalla più remota antichità a oggi.

In particolare, nella società vichinga, la figura che padroneggiava il seiðr (la magia sciamanica norrena) era la vǫlva: questa parola significava proprio “portatrice di bacchetta”. Ne abbiamo parlato in maniera approfondita nell’articolo “Lo sciamanesimo femminile nella mitologia norrena”.

Se sei appassionato/a di mistero, magia e spiritualità, il mio romanzo “Playing with daggers” è il libro che fa per te. Ti trasporterà in un’ambientazione ricca di antichi incantesimi, rune da decifrare e colpi di scena; un mondo dove la protagonista, la moderna sciamana Kara, dovrà affrontare sfide incredibili per proteggere se stessa e la sua famiglia. Scopri subito i misteri della magia su Amazon!

 

5.    Maschere 

Le maschere vengono indossate dagli sciamani durante le cerimonie per permettere agli spiriti di parlare attraverso di esse, in modo da trasmettere i loro messaggi ai membri della comunità. Inoltre, sono utilizzate per rappresentare le forze della natura, come il vento, la pioggia e il fuoco. Infine, possono essere impiegate come una sorta di “portale magico”, in grado di donare allo sciamano una visione mistica su dimensioni parallele e accedere a livelli spirituali solitamente proibiti agli esseri umani.

La costruzione delle maschere è un processo sacro e molto accurato. Vengono realizzate con materiali naturali come legno, pelle e pellicce e sono decorate con penne, piume, perline, incisioni e altri elementi che enfatizzano il loro significato simbolico. Il loro utilizzo nello sciamanesimo è pressoché universale.

Uno sciamano buriato, fotografia del 1904

 

6.    Pelli e amuleti a forma di animale 

Amuleti, sculture, gioielli e pelli di animale sono usati/indossati dagli sciamani per richiamare la forza degli animali guida, uno dei capisaldi della cultura sciamanica.

Nello sciamanesimo, lo spirito animale rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il praticante. Incarna le qualità e i poteri desiderati dallo sciamano, aiuta nei viaggi spirituali e nella vita quotidiana.

Se vuoi saperne di più, ti invito a leggere l’articolo “Il significato dell’animale guida nello sciamanesimo”.

 

7.    Simboli moderni 

Nel neo-sciamanesimo contemporaneo, può capitare che gli strumenti magici siano decorati con simboli moderni: si tratta di emblemi caratterizzati da un forte sincretismo, che richiama di volta in volta l’esoterismo orientale, occidentale e africano.

Dai primi anni Duemila, ad esempio, sono molto utilizzati i simboli angelici di Zibu: un insieme di icone creato dall’autrice e artista Debbie Zylstra Almstedt. Secondo la sua visione, rappresentano parole e codici divini che possono essere utilizzati per invocare l’energia angelica e migliorare la propria vita. Almstedt sostiene che i simboli possono essere impiegati per scopi terapeutici e di guarigione, nonché per rafforzare la connessione con gli spiriti e l'universo.

Se ti affascina il mondo dei messaggi angelici, ti consiglio l’articolo “Angeli custodi: chi sono e come ci parlano”.

 

Le critiche ai simboli del neo-sciamanesimo 

 

Ci sono pareri discordi sulla modernizzazione di queste pratiche mistiche millenarie. Un gruppo di attivisti nativi americani ha addirittura fondato la NAFPS (New Age Frauds & Plastic Shamans) per criticare lo “sciamanesimo di plastica” di matrice New Age.

I membri del movimento ritengono che l’unica maniera accettabile per trasmettere la dottrina sciamanica tradizionale sia oralmente e di persona. Qualsiasi pratica che pretende di essere insegnata all’interno di libri o siti web non è autentica. Solo con questa consapevolezza, sostengono, si potrà proteggere la cultura nativa ed evitare di esporsi a frodi e rituali pericolosi, compiuti da sedicenti sciamani che non conoscono né padroneggiano la vera magia spirituale.

Per approfondire l’argomento, un ottimo punto di partenza può essere il sito dell’associazione: New Age Frauds & Plastic Shamans.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

 

 

lunedì 27 febbraio 2023

Che strega sei in base al segno zodiacale?

 


 

Un piccolo test per scoprire quale magia padroneggi! 

 

Sei una strega legata a un culto specifico, o attingi da tutte le tradizioni in modo eclettico? Domini il fuoco, o ti trovi a tuo agio con l’elemento terra? O, magari, sei particolarmente portata per i viaggi astrali?

Con questo semplice e divertente test potrai scoprirlo! Cerca il tuo segno nell’elenco sottostante e scopri la maga che vive dentro di te.

 

Toro, vergine e capricorno: strega druidica 


 

In forte contatto con le energie del bosco e con i poteri delle erbe, i segni di terra sono particolarmente portati per la magia druidica.

L’arte dei druidi è una forma di scienza sacra nata tra le popolazioni celtiche e viene utilizzata per scopi rituali, medici e divinatori. È basata sull’idea che tutti gli esseri viventi siano interconnessi tra loro, e che gli individui possano influire sugli eventi futuri attraverso il controllo delle forze naturali. Le streghe druidiche usano incantesimi, preghiere, canti e rituali per evocare queste forze e ottenere il loro aiuto. Hanno una conoscenza approfondita delle piante medicinali e riescono a interpretare i simboli sacri, come ad esempio le rune.

“Runa” è una parola antichissima, che significa “mistero”, “segreto”. Si tratta di segni sia grafici che simbolici: a ognuna di esse è possibile associare un suono, un significato letterale e un significato figurato. La loro doppia natura (grafica e simbolica) le rende adatte non solo per scrivere e interpretare testi sacri, ma anche per prevedere il futuro e portare energie positive a chi sa utilizzarle nel modo giusto. Se vuoi scoprire più particolari sull’argomento, ti invito a leggere l’articolo “RUNE: cosa sono? Come usarle?”.

Le streghe druidiche si sentono a loro agio in mezzo alla natura, in particolar modo in boschi isolati e lontani dalle grandi città. Riescono a percepire le vibrazioni positive emanate dalle piante, dai fiori e dagli alberi secolari.

 

Gemelli, bilancia e acquario: strega sciamanica


 

La magia sciamanica è un’arte mistica e spirituale, collegata alle esperienze extracorporee. È altresì connessa con la capacità di elevare la propria anima al di là del vincolo fisico del corpo. Un’abilità che compete ai segni d’aria, idealisti, sognatori e in grado di vedere al di là dell’apparenza delle cose.

Il modo in cui gli sciamani e le sciamane entrano in contatto con il mondo spirituale varia a seconda della cultura e della tradizione, ma spesso utilizzano tecniche come la meditazione, la preghiera, il canto e la danza. Una delle caratteristiche principali di questa magia è il viaggio sciamanico, un’esperienza extracorporea in cui l’individuo entra in uno stato di trance e si sposta in un mondo parallelo, dove può incontrare spiriti guida, ottenere informazioni utili a se stesso e al prossimo, apprendere notizie sulla sua vita passata e sulle rinascite future.

Nella società vichinga, la figura preposta a padroneggiare la magia sciamanica (il seiðr) era la vǫlva. Questa strega raggiungeva lo stato di trance tramite una cerimonia che prevedeva una danza circolare, al ritmo di una musica incalzante. Durante l’esperienza mistica comunicava con gli Dei, prevedeva il futuro e acquisiva nuovi poteri magici.

Ti piacerebbe scoprire la storia di una moderna sciamana, che impara a padroneggiare il seiðr e a leggere antichissime steli vichinghe? Allora non farti fuggire le peripezie di Kara, nel romanzo a lei dedicato “Playing with daggers!”.


 

Cancro, scorpione e pesci: strega eclettica



I segni d’acqua sono romantici e creativi. Proprio come il loro elemento, non amano essere “incasellati” in una forma precisa, preferiscono essere lasciati liberi di esprimere tutto il loro potenziale e i loro sentimenti. Per tale motivo, le nate sotto questi segni sono attirate da una visione eclettica della spiritualità.

Le streghe eclettiche non seguono una particolare tradizione o corrente mistico/religiosa, ma piuttosto scelgono di selezionare e utilizzare rituali e credenze da diverse culture per creare il proprio sistema di pratica spirituale. Spesso riuniscono le loro conoscenze in un grimorio personale, che portano sempre con sé.

Un grimorio è un libro di incantesimi, formule magiche, rituali e conoscenze occulte. Ecco alcuni consigli per creare il tuo:

·      Scegli un diario o un quaderno che ti piaccia a prima vista, che ti trasmetta positività non appena lo vedi. Assicurati che abbia un formato comodo e una copertina morbida, per poterlo portare sempre con te.

·      Inizia a raccogliere informazioni su incantesimi, rituali, divinità, miti e conoscenze occulte che ti interessano. Puoi trovare queste informazioni all’interno di libri, gruppi online dedicati alla magia e, naturalmente, nel Magical Magazine!

·      Personalizza il tuo grimorio con disegni, simboli e decorazioni che rappresentano la tua visione della magia.

·      Ricorda che un grimorio è un libro personale e privato, quindi assicurati di tenerlo in un luogo sicuro, lontano da occhi indiscreti e vibrazioni negative.

Se non sai da dove iniziare per trovare il supporto giusto per il tuo grimorio, puoi dare un’occhiata alla mia linea di quaderni, creata proprio per gli amanti della magia e della creatività!

 

Ariete, Leone e Sagittario: strega elementalista del fuoco

 


 Passionali, determinate e un po’ impulsive: le nate sotto questi tre segni sono fortemente connesse alla magia elementale del fuoco.

La magia elementale si basa sull’utilizzo dei quattro elementi naturali (terra, aria, fuoco, acqua) per creare incantesimi e rituali. Tutti gli elementi sono associati a determinate energie, simboli e divinità, e vengono utilizzati per creare una connessione tra la strega e le forze della natura.

L’elemento prescelto non è un mero strumento al servizio della strega, bensì un’energia che comunica con lei, la supporta e le dona la forza per compiere i suoi incantesimi. La magia elementale può essere utilizzata per vari scopi, come ad esempio la guarigione, la divinazione e la protezione dalle energie negative.

Il fuoco ha un significato simbolico molto potente e versatile: è associato alla trasformazione, alla rinascita e alla creatività. Non è solamente un emblema di potenza, ma viene visto anche come uno strumento di purificazione. L’elemento fuoco, inoltre, rappresenta la passione, l’entusiasmo, la volontà e il potere personale.

Le streghe del fuoco hanno un debole per le candele, i falò, gli incensi e tutto ciò che ricorda il loro elemento. Vanno particolarmente d’accordo con le salamandre, spiritelli elementali fatti di pura fiamma.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/