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lunedì 2 ottobre 2023

La leggenda del patto col diavolo: storia e curiosità

 

Hai mai sentito parlare del patto faustiano e delle persone sospettate di aver venduto l’anima a Belzebù? 

 

Se questi argomenti ti incuriosiscono, sei nel posto giusto! Nell’articolo che stai leggendo scoprirai tutto ciò che c’è da sapere sul mito del patto col diavolo. Esploreremo la leggenda attraverso i secoli, parleremo del diavolo nella cultura popolare e scopriremo chi sono i temerari che, a quanto pare, hanno stipulato il diabolico accordo.

Se non vedi l’ora di addentrarti in questo mondo oscuro e misterioso, inizia a leggere e lasciati catturare dal mistero!

 

La leggenda del patto col diavolo 

 

Il mito del patto col diavolo è un tema che si è sviluppato in molte culture e in periodi storici diversi, quindi non è facile identificare una data precisa di origine.

Nel mondo occidentale, possiamo rinvenire le prime tracce di questa leggenda nella cultura cristiana medievale europea. Durante la caccia alle streghe, si credeva che le fattucchiere ottenessero i loro poteri grazie a un patto stipulato con il diavolo o con altri demoni. A questo proposito, il Magical Magazine ti offre (ovviamente gratis come sempre) anche l’articolo “Il potere della percezione”.

Questa teoria era basata sulla demonologia cristiana; aveva le sue radici in alcuni passi biblici, oltre che nei lavori di importanti teologi come Agostino d’Ippona e Tommaso d’Aquino.

 

Temi ricorrenti del patto col diavolo 

 

In generale, il patto col diavolo è una leggenda che ruota attorno al tema della tentazione e della corruzione. Chi stipula l’accordo riceve un beneficio o un vantaggio immediato (di solito potere o ricchezza), in cambio della sua anima o di qualcosa di altrettanto prezioso.

Un altro punto comune è la sconfitta finale dell’individuo che stringe l’accordo. Chi si lascia tentare è destinato alla rovina, che spesso si rivela orribile. Il patto col diavolo può portare solo alla distruzione dell’anima umana, a meno che non si tratti di un racconto umoristico (in tal caso, il buontempone di turno può riuscire a gabbare anche Satana in persona).

Non dobbiamo poi tralasciare la figura del diavolo stesso, di solito rappresentato come un astuto negoziatore che inganna le persone per ottenere la loro anima.

Alcune leggende del patto col diavolo, inoltre, sono state utilizzate come strumento di critica sociale o politica, come il romanzo del “Doktor Faustus” di Thomas Mann, di cui si parla anche nell’articolo “Musica e letteratura: collegamenti tra due arti magiche” e sul quale ho basato la mia tesi di Laurea Magistrale.

 

Che cos’è il patto faustiano? 

 

Il patto faustiano, conosciuto anche come “contratto faustiano”, deriva dal dramma di Johann Wolfgang von Goethe intitolato “Faust”, pubblicato per la prima volta nel 1808. Il protagonista è un dottore che, insoddisfatto della sua vita, decide di vendere la sua anima a Mefistofele, in cambio di potere, conoscenza e piaceri terreni.

Il termine “patto faustiano” è quindi diventato un modo per riferirsi a qualsiasi accordo in cui una persona cede qualcosa di valore in cambio di un vantaggio temporaneo o illusorio.

È interessante notare che la figura di Faust è ispirata dalla vita reale di un alchimista, negromante e mago tedesco del XV secolo di nome Johann Georg Faust, che si diceva avesse venduto la sua anima al diavolo. Per saperne di più, ti consiglio l’articolo “5 negromanti famosi, tra mito e realtà”.

 

Il patto tra Faust e Mefistofele

 

Il diavolo nella cultura popolare 

 

In tutte le religioni è presente una figura che rappresenta il male, il caos e la superbia smisurata.

Nel greco antico, “diàbolos” significa “colui che si mette di traverso”, mentre nella tradizione ebraica “satan” si riferisce all’avversario, al nemico.

Nella Bibbia, il diavolo viene identificato con il serpente che sedusse i primi umani al peccato. Nel Vangelo, il diavolo tenta Gesù nel deserto, mentre nell’Apocalisse di Giovanni si presenta come una bestia e un drago.

 

Origine del concetto del diavolo nella cultura occidentale 

 

Tutti noi associamo il diavolo a Lucifero, il primo angelo ribelle della storia. Una creatura splendente, dotata di saggezza e bellezza perfetta.

La sua intelligenza e il suo fascino lo resero orgoglioso, tanto da pensare di essere uguale a Dio. Ma il Signore lo punì per la sua presunzione, esiliandolo sulla Terra e trasformandolo in un demone, o meglio IL Demone, l’eterno avversario di Dio.

Sorprendentemente, però... la storia di Lucifero come angelo caduto non è presente nella Bibbia! In realtà, nel Vecchio Testamento, il nome “Lucifero” si riferisce al re di Babilonia. Nel Nuovo Testamento, invece, compare come epiteto della stella del mattino e addirittura di Gesù stesso.

Nella Bibbia, quindi, non esiste alcun legame tra Satana e un ipotetico angelo caduto chiamato Lucifero. Questa versione della storia è diffusa principalmente nella tradizione orale e nei libri apocrifi, al di fuori dei testi canonici del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Se ti interessa la storia degli angeli caduti nel peccato, ti consiglio l’articolo “Chi sono gli angeli ribelli?”. Se ti piacciono i romanzi fantasy, inoltre, ti invito a dare un’occhiata al mio romanzo “L’ombra dell’angelo”, il cui protagonista è proprio una creatura del cielo che si è ribellata alle leggi divine per amore. Lo trovi su Amazon in versione cartacea ed eBook!




 

 

Qual è il vero nome del diavolo? 

 

Secondo la dottrina cattolica, il diavolo viene identificato come Belial, l’iniquo; Azazel, il capro nero dell’iniquità; Behemoth, la bestia; e Abaddon, il distruttore.

Sono inoltre associati sette nomi di diavoli ai sette peccati capitali: Lucifero, che rappresenta la superbia; Satana, l’ira; Mammona, l’avarizia; Asmodeo, la lussuria; Belzebù, la gola; Leviatano, l’invidia; Belfagor, l’accidia o pigrizia.

 

Persone che hanno venduto l’anima al diavolo 

 

Personaggi avvolti nelle nebbie della leggenda, ma anche individui realmente esistiti: ecco 6 temerari che – a quanto pare – hanno stipulato un patto col diavolo!

 

1.    Il dottor Faust: senza dubbio il più famoso, come abbiamo già spiegato. Non tutti sanno che il suo mito potrebbe rifarsi a quello di un’altra figura... continua a leggere per scoprirla!

2.    San Teofilo di Adana: secondo una leggenda VI secolo, strinse un patto col Diavolo e fu redento dalla Vergine Maria. La sua storia potrebbe essere stata l’ispirazione del mito di Faust.

3.   Agnes Waterhouse: nel 1566, fu la prima donna giustiziata per stregoneria in Inghilterra. Fu accusata di aver stretto un patto di sangue col suo gatto Satana.

4.    Bernard Fokke: capitano frisone al servizio della Compagnia Olandese delle Indie Orientali nel XVII secolo. Fu sospettato di aver fatto un patto col diavolo per l’incredibile velocità con cui portava a termine i suoi viaggi. Forse fu proprio lui a ispirare la figura del capitano dell’Olandese volante.

5.    Niccolò Paganini: un violinista così virtuoso da suscitare l’idea che avesse stipulato un patto col diavolo. Sull’argomento è stato girato anche un film (“Il violinista del diavolo”).

6.    Robert Johnson: altro musicista dalle abilità eccezionali, questa volta alla chitarra. Secondo la leggenda, alimentata anche dallo stesso Johnson, doveva il suo talento proprio a un patto col diavolo.


 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/

 

 

lunedì 8 maggio 2023

5 negromanti famosi, tra mito e realtà



Dai personaggi biblici alle medium di epoca vittoriana: alla scoperta dell’arte di evocare i defunti 

 

Il confine tra leggenda e realtà si dissolve, quando si parla dei negromanti più celebri mai esistiti.

Dai personaggi del mito agli studiosi dell'occulto, c'è qualcosa di intrigante nell'idea di poter parlare con i defunti o addirittura sfidare la morte stessa. In questo articolo, esploreremo le vicende di alcuni dei più famosi negromanti della storia, tra cui la strega di Endor, John Dee e il Dottor Faust. Attraverso questi racconti, scopriremo come la ricerca del potere e della conoscenza può portare a conseguenze terribili e, in alcuni casi, fatali.

 

5 negromanti famosi

 

1. Strega di Endor 



 

La "Strega di Endor" è una figura della Bibbia, descritta come una negromante con il potere di evocare gli spiriti dei morti. Nel primo libro di Samuele non viene citato il suo nome, ma nella tradizione rabbinica è identificata come Zefania, madre di Abner, primo cugino e comandante in capo dell'esercito di re Saul.

La storia narra che, prima della battaglia di Gilboa, re Saul (che aveva espulso tutti i negromanti e i maghi da Israele) si recò in incognito a Endor per incontrare la Strega, nota per possedere un talismano capace di evocare gli spiriti dei defunti.

Saul le chiese di richiamare lo spirito del profeta Samuele, per avere indicazioni sul suo destino. Tuttavia, l’oracolo non gli diede le risposte che cercava, anzi: gli predisse l’imminente caduta del regno. Inoltre Saul divenne reo di un grave peccato, perché la negromanzia era proibita dalla Torah.

La strega di Endor è una figura misteriosa e potente, in grado di fronteggiare persino i grandi re della sua epoca. Una donna forte, come le protagoniste dei miei libri! Parlando di stregoneria, mi viene subito il mente il personaggio di Kara, una moderna sciamana in grado di padroneggiare l’antica magia vichinga chiamata seiðr. Se vuoi conoscerla, non ti resta che dare un’occhiata alla pagina Amazon del suo romanzo: “Playing with daggers!”.



 

2. John Dee 


 

John Dee era un matematico, astronomo, filosofo e studioso dell'occulto inglese del XVI secolo. Fu anche uno dei consiglieri più importanti della regina Elisabetta I.

Era interessato a molte forme di conoscenza, tra cui l'alchimia, la magia e l'astrologia. Credeva che queste discipline potessero fornire una comprensione più profonda dell'universo e che potessero essere utilizzate per raggiungere la conoscenza divina. Uno dei suoi interessi principali era la negromanzia: sosteneva di avere la capacità di parlare con gli spiriti dei morti e cercava di utilizzare questa abilità per ottenere informazioni sul futuro.

Nonostante le numerose accuse di stregoneria e il furto dei suoi libri da parte di ladri ignoti, John Dee non perse mai il favore della regina Elisabetta I. Anzi, la sovrana lo nominò cancelliere della Cattedrale di San Paolo a Londra e in seguito sovrintendente del Christ College di Manchester.

La sua figura continuò (e continua tuttora) a ispirare l’arte e la letteratura di ogni epoca. Oltre a comparire nei romanzi di celebri scrittori come Lovecraft ed Eco, John Dee ha influenzato anche la cultura pop: basti pensare che è un celebre super criminale dei fumetti della DC Comics.

 

3. Dottor Johannes Faust 



Ho sempre avuto un forte interesse per la storia dell'occulto. Con la mia tesi di laurea magistrale, infatti, ho esplorato la figura del Dottor Faust, celebre mago e negromante, dal folklore fino all'opera di Thomas Mann "Doktor Faustus", che stabilisce un legame tra la magia nella letteratura e quella nella musica.

Ma chi era l’uomo dietro alla leggenda? Johannes Faust nacque probabilmente tra il 1460 e il 1470 a Helmstadt, una località vicina a Heidelberg, sebbene alcune fonti suggeriscano Kundling, l'attuale Knittlingen (Baden-Württemberg). Si dice che abbia studiato magia a Cracovia, ma altri documenti indicano che si iscrisse all'Università di Heidelberg nel 1509.

Il suo nome latino, Faustus, era un soprannome che significava "il fortunato" e lo usava per presentarsi come un umanista in grado di dispensare la buona sorte. Fu preso in grande considerazione da persone importanti come Franz von Sickingen, amico di Ulrich von Hutten, un seguace di Lutero, che gli affidò per un po' di tempo l'educazione dei suoi figli. Tuttavia, a causa della sua mancanza di moralità, fu allontanato. In seguito a un'accusa di negromanzia, Faust fuggì da una città all'altra in Germania; si dice che sia morto a Staufen tra il 1536 e il 1539 a causa di una terribile esplosione, mentre stava facendo un esperimento di alchimia.

 

4. Allan Kardec 



In epoca vittoriana, la pratica della negromanzia cominciò a essere inserita nella più ampia corrente dello spiritismo, molto in voga all’epoca. Parecchi personaggi celebri sostenevano la veridicità di queste arti occulte, come ad esempio Sir Arthur Conan Doyle. Oltre a credere che si potessero evocare i defunti, il “papà” di Sherlock Holmes era convinto che esistessero persone in grado di vedere gnomi, folletti e altri spiritelli magici. Se vuoi saperne di più, ti rimando all’articolo “Chi sono le fate? Ecco 10 segreti per conoscerle”.

Tornando all’argomento principale, il fondatore e codificatore dello spiritismo fu il filosofo francese Allan Kardec (pseudonimo di Hippolyte Léon Denizard Rivail). Nel maggio del 1855, durante una sessione con la celebre medium Madame de Plainemaison, entrò in contatto con uno spirito di nome Zephyr, che gli affidò il compito di essere il portavoce dei defunti.

In seguito, Kardec interrogò altri spiriti e annotò in un corpus organizzato i dati che ottenne. Il suo primo libro sull’argomento, intitolato "Il libro degli spiriti", fu pubblicato il 18 aprile 1857 a Parigi: conteneva le risposte a 502 domande (1.019 nelle edizioni successive) riguardanti la natura degli spiriti, il mondo ultraterreno e la relazione tra la dimensione incorporea e quella materiale.

Pubblicò una corposa serie di altri saggi, tra cui "Cos'è lo spiritismo" (1859), "Il libro dei medium" (1861), "Il vangelo secondo lo spiritismo" (1864), "Il cielo e l'inferno" (1865) e "La Genesi" (1868). Nel gennaio del 1858, lanciò anche la "Revue Spirite" (Rivista Spiritista), che continuò a pubblicare fino alla sua morte, e fondò la "Società Parigina degli Studi Spiritisti".

 

5. Le sorelle Fox 



Concludiamo con la storia sorprendente delle medium più famose dell’epoca vittoriana, che meritano uno spazio più approfondito. Una vicenda ricca di mistero e colpi di scena, dal finale drammatico. Vediamola nel dettaglio.

La casa infestata 

Kate, Leah e Margaret (detta Maggie) Fox sono state tre sorelle americane che hanno avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nella diffusione del movimento spiritista nei paesi anglosassoni.

La casa della famiglia Fox era conosciuta come una "casa stregata" e infestata da fantasmi, tanto che i precedenti inquilini l'avevano abbandonata. Nel marzo del 1848, cominciò a essere tormentata da strani eventi inspiegabili. Maggie, Kate e i loro genitori udirono dei rumori di mobili che si spostavano, schiocchi di dita e colpi alle porte, alle pareti, al pavimento e al soffitto. Nonostante le indagini e la ricerca di spiegazioni logiche, i fenomeni continuarono a ripetersi.

La scoperta dell’entità 

Dopo diversi giorni di terrore, Maggie e Kate decisero di affrontare l'entità misteriosa che infestava la casa. Sfidarono lo spirito a interagire con loro e gli chiesero di produrre un numero di colpi uguale alla loro età. Lui rispose in modo corretto. La notizia si diffuse rapidamente e una marea di persone giunse ad assistere alle manifestazioni dell'entità, che si presentava solo in presenza delle due sorelle.

All’inizio, le due ragazze si riferirono al presunto spirito come "Mr. Splitfoot" (Signor Piede-Biforcuto, un soprannome spesso associato al Diavolo), ma successivamente l’entità affermò di essere lo spirito di un venditore ambulante di nome Charles B. Rosma, assassinato in quella stessa casa cinque anni prima e sepolto in segreto nella cantina.

Ascesa e caduta 

In seguito, le due si trasferirono vicino alla terza sorella Leah, dove continuarono l’attività di medium. Divennero celebri rapidamente e iniziarono a organizzare sedute pubbliche a New York, che attirarono l'attenzione di personaggi importanti. Tra questi vi era Horace Greeley, un influente editore e politico, che diventò una sorta di mentore per Kate e Margaret e le introdusse all'interno dell’élite newyorkese. Tuttavia, la lontananza delle due sorelle dalla famiglia si rivelò dannosa quando iniziarono ad abusare di alcol.

Intorno al 1888, Kate e Maggie furono coinvolte in una disputa con la sorella Leah e altri leader spiritisti. Con l'intento di ferire Leah il più possibile, le due donne decisero di accettare una ricompensa di 1.500 dollari in cambio della verità sui loro metodi e l'esclusiva sulla loro storia. In presenza di un pubblico di 2.000 persone, Margaret dimostrò di poter simulare artificialmente i presunti tocchi provenienti dagli spiriti dei defunti. Questa rivelazione, però, provocò la rovina delle due. Nel giro di cinque anni, dopo essere state abbandonate da amici e parenti, morirono una dopo l’altra in solitudine e povertà.

 

Articolo scritto in collaborazione con

Ivana Vele Poletti

https://www.ivanapoletti.com/