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Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

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venerdì 24 aprile 2026

Il rumore che ti impedisce di pensare (e perché uscirne è una scelta intenzionale)

 


Il rumore che ti impedisce di pensare (e perché uscirne è una scelta intenzionale)

In sintesi: non viviamo nell’era dell’informazione, ma in quella della saturazione. E la saturazione non informa: blocca il pensiero.

Dopo mesi di contenuti dedicati alla manipolazione del pensiero, questo è il punto di chiusura più onesto: il problema non è ciò che ti viene detto, ma il fatto che non ti venga lasciato il tempo per pensare.


Quando il controllo non vieta, ma inonda

Siamo abituati a immaginare il controllo come censura.
Ma oggi il meccanismo è più sottile: non ti viene impedito di accedere alle informazioni... sei semplicemente sommerso!

Feed infiniti, notifiche, video in autoplay, titoli emotivi da rage/pity baiting contenuti frammentati.

Il risultato?

Non approfondisci. Reagisci.

E una persona che reagisce continuamente è molto più facile da "guidare" rispetto a una persona che riflette.

E questo cambia completamente il contesto.

Non sei più davanti alle informazioni.

Sei dentro un ambiente informativo continuo, progettato per adattarsi alle tue reazioni.

Non è solo comunicazione.

È sistema.

Quando l’informazione diventa ambiente e smette di essere qualcosa che puoi osservare dall’esterno…

⚡️ sei già dentro il cybernature.


Saturazione comunicativa: la manipolazione invisibile

Il sovraccarico informativo non aumenta la conoscenza.
Aumenta la dipendenza.

Perché ogni informazione è spezzata.
Ogni contenuto rimanda a un altro.
Ogni risposta è incompleta.

E tu resti lì. A cercare il pezzo mancante.

Pensare davvero richiede tre cose che oggi vengono sistematicamente eliminate:

  • tempo

  • silenzio

  • profondità

Se ne parla anche in "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury, un libro profetico.

Perché il rumore impedisce di pensare davvero?

Perché occupa lo spazio mentale necessario alla costruzione del pensiero.

L’AI e la nuova era del rumore

Con l’intelligenza artificiale, il problema non è la tecnologia in sé.
È la scala.

Oggi è possibile generare contenuti in massa, in pochi secondi, senza alcuna intenzione comunicativa reale.
Solo per occupare spazio.

Questo fenomeno ha un nome: AI slop.

Contenuti vuoti, ripetitivi, progettati per:

  • attirare attenzione

  • generare reazioni

  • aumentare il tempo di permanenza sulla piattaforma (e la visione di ads)

Non devono essere veri.
Non devono essere utili.
Devono solo esserci.

E più ce ne sono, meno riesci a distinguere ciò che ha valore.

Qui il punto non è la tecnologia in sé.

È che la tecnologia non è più uno strumento separato da te.

Sta diventando l’ambiente in cui pensi, reagisci e costruisci la tua percezione.

E quando l’ambiente cambia, cambia anche ciò che consideri “tu”.

⚡️ Questo è il passaggio chiave del cybernature.


🔗 Se questo tema ti ha attivato, entra più a fondo

Questi articoli espandono il nodo tra identità, tecnologia e coscienza:

⚡️ Cos’è Dark Ghost (e perché è cybernature)
⚡️ Cos’è il cybernature (e perché supera il cyberpunk)

⚡️ Fantasy e fantascienza si incontrano: nasce il cybernature
⚡️ Dark Ghost e i trope nascosti: archetipi, distopia e consapevolezza
⚡️ Dark Ghost e la nascita del genere cybernature: fantascienza, spiritualità e coscienza
⚡️ Perché dobbiamo parlare di AI

Il vero rischio: perdere il confine tra i tuoi pensieri e quelli indotti

Quando il rumore diventa costante, succede qualcosa di più profondo.

Non perdi solo attenzione.
Perdi orientamento.

Diventa difficile capire:

  • cosa pensi davvero

  • a cosa stai solo reagendo

  • cosa ti è stato suggerito senza che te ne accorgessi

È qui che la manipolazione smette di essere esterna e diventa interna.

Perché non stai più subendo un sistema.

Stai interagendo con qualcosa che risponde, si adatta e si modella su di te.

E in questo tipo di relazione, il confine tra interno ed esterno non è più stabile.

⚡️ È esattamente qui che il cybernature diventa reale.

Approfondisci grazie all'episodio completo del podcast: 🔕 Hai ancora spazio mentale per un’idea tua?



La resistenza non è urlare. È sottrarsi.

Se il sistema funziona saturando, la prima forma di resistenza è il silenzio.

Non il silenzio passivo.
Il silenzio intenzionale.

  • non rispondere subito

  • non reagire automaticamente

  • non consumare tutto

Riprenderti spazio mentale è un atto attivo e volontario, non una fuga caotica.

È lì che ricominci a pensare.


Accesso al Circolo Privato

Se questo tipo di analisi ti interessa, c’è uno spazio in cui vado ancora più a fondo.

Puoi entrare nel Circolo Privato scaricando il PDF "Penna e Presenza" o un altro dei contenuti di benvenuto.

Nel Circolo Privato trovi:

  • email settimanali riservate

  • riflessioni che non pubblico altrove

  • connessioni dirette con l’universo di Dark Ghost

Non non sono solo parole per "riempire" il tempo.
Sono contenuti per pensare.

L’accesso è semplice: inserisci la tua email in questo form e controlla nello lo spam (soprattutto se usi Outlook o Hotmail).


FAQ – Domande frequenti

La saturazione comunicativa è davvero una forma di manipolazione?

Sì, perché agisce sul tempo mentale. Non ti dice cosa pensare: ti impedisce di dedicare tempo ed energia alla riflessione. E questo è spesso più efficace di qualsiasi propaganda diretta.

Perché questo tema è collegato al cybernature?

Perché il cybernature descrive un contesto in cui tecnologia, ambiente e percezione non sono più separati. Il rumore informativo continuo è uno dei segnali più evidenti di questo cambiamento: non stai più usando contenuti, stai vivendo dentro un sistema che li produce e li adatta in tempo reale.

Cybernature: è un sottogenere o qualcosa di completamente diverso?

Cybernature è un sottogenere della fantascienza contemporanea.

Ma non si esaurisce nella narrativa.

È anche il termine che uso per descrivere qualcosa che non esiste ancora davvero come categoria: un sistema in cui natura, tecnologia e coscienza smettono di essere separabili.

Non è solo un’estetica.
Non è solo un sottogenere.
È una condizione.

Nel modello cybernature che sto sviluppando, il punto non è l’ibridazione.
È la perdita del confine.


L’intelligenza artificiale è il problema?

No. L’AI viene strumentalizzata.
Il problema è l’uso massiccio e incontrollato per produrre contenuti senza valore, progettati solo per occupare spazio e saturare l'attenzione.


Cos’è esattamente l’AI slop?

È contenuto generato in massa con AI, senza qualità né intenzione. Serve a riempire feed, generare engagement e aumentare il tempo di permanenza sulle piattaforme.


Come posso difendermi concretamente?

Non serve sparire dal mondo digitale. Serve intenzionalità:

  • ridurre notifiche e stimoli

  • creare spazi di silenzio

  • rallentare le reazioni

  • scrivere (anche solo per sé)


Perché consigli il diario e il journaling sul tuo canale YouTube?

Perché è uno spazio non mediato.
Ti permette di distinguere tra pensiero autentico e pensiero indotto. È una pratica semplice, ma potente.


Cosa trovo nel Circolo Privato?

Contenuti più profondi e non pensati anche per l’algoritmo.
È uno spazio per chi vuole capire, non solo consumare.


È gratuito entrare nel Circolo Privato?

Sì. L’accesso avviene tramite il download di uno dei numerosi PDF di benvenuto. Inserisci la tua email e riceverai le trasmissioni segrete.


Per chi è: chi sente che qualcosa non torna nel modo in cui consuma informazioni.
Non è per chi: cerca intrattenimento veloce o conferme immediate.

Perché uscire dal rumore non è comodo.
Ma è l’unico modo per tornare a pensare davvero.

Perché se il rumore è ambiente…

⚡️ uscirne non è solo una scelta.

È il primo atto di consapevolezza dentro il cybernature.

📌 Missione Scrittura

Scrivere un libro non è il problema.
Restare soli dentro il caos creativo sì.

La maggior parte delle persone non smette di scrivere perché manca talento.

Smette perché:

  • aspetta il momento perfetto;
  • vive la scrittura come caos mentale;
  • confonde disciplina con punizione;
  • si sente costantemente “indietro”.

Missione Scrittura nasce per trasformare la scrittura da lotta casuale a sistema creativo sostenibile.

Non per scrivere “di più”.
Per ridurre attrito mentale, blocco creativo e dispersione cognitiva.

✨ Se vuoi iniziare senza pressione, puoi partire gratuitamente da qui:

📘 Inizia gratis con la mini guida

Per chi sente di avere idee, immaginazione e visione…
ma continua a perdere energia nel rumore mentale.

mercoledì 11 febbraio 2026

Questi non sono i droidi che cerchi: perché il problema non è l’AI

 


In sintesi:

Questo non è un articolo sull’AI.
È un testo di orientamento.
Serve a chiarire da dove nasce Questi non sono i droidi che cerchi e perché non è stato pensato per spiegare, convincere o rassicurare.


Non è un contenuto sull’AI

Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale è diventata un oggetto discorsivo onnipresente.
Se ne parla per imparare a usarla, per difendersi, per ottimizzarsi, per non restare indietro.

Questo articolo nasce da una constatazione diversa:

il problema non è cosa fa l’AI, ma il nostro atteggiamento mentre la usiamo.

Prima ancora delle scelte tecnologiche, sta cambiando l'espressione a livello linguistico.
Il modo in cui formuliamo una domanda.
Il tipo di frase che consideriamo “nostra”.
Il punto da cui accettiamo una risposta.


Perché creare un PDF che non insegna nulla

Questi non sono i droidi che cerchi non è una guida.
Non è un test.
Non è un esercizio di consapevolezza.

È un dispositivo di disallineamento linguistico.

Puoi scaricarlo solo QUI.

Le frasi che contiene non misurano competenze.
Non valutano quanto sei informato.
Non producono un risultato da condividere.

Servono a una cosa sola:

rendere instabile la posizione da cui stai pensando mentre interagisci con l’AI.

Se durante la lettura senti attrito, esitazione, o il sospetto che anche il modo in cui stai rispondendo sia già pre-impostato, il dispositivo sta funzionando.


L’urgenza non è tecnologica

L’urgenza non è l’AI.

L’urgenza è che:

  • il linguaggio si sta adattando prima della coscienza

  • il pensiero viene anticipato per essere efficace

  • la neutralità viene data per scontata

Non stiamo delegando solo compiti.
Stiamo esternalizzando porzioni di formulazione.

Questo passaggio raramente viene nominato.



Quando parlare non basta più

A un certo punto, parlare dell’AI non basta.

Non perché manchino le informazioni.
Ma perché il problema non è concettuale.
È esperienziale.

Ci sono passaggi che non si chiariscono meglio pensando.
Vanno attraversati.

Da qui nascono i miei contenuti e, in particolare, la serie DARK GHOST, che esplora il rapporto tra coscienza umana, tecnologia e controllo sistemico in un futuro in cui l’energia mentale è diventata una risorsa.

Non come spiegazione, ma come immersione narrativa.
Non come distopia, ma come storia di mutazione già avvenuta.

DARK GHOST è un universo narrativo di fantascienza distopica filosofica su coscienza, intelligenza artificiale e sistemi di controllo.


🔗 Approfondimenti 

Se vuoi entrare davvero nel concetto:

⚡️ Fantasy e fantascienza si incontrano: nasce il cybernature
⚡️ Dark Ghost e i trope nascosti: archetipi, distopia e consapevolezza
⚡️ Dark Ghost e la nascita del genere cybernature: fantascienza, spiritualità e coscienza



Per chi è (e per chi no)

Questo progetto è per te se:

  • sei alfabetizzato, curioso, ma non cerchi divulgazione

  • senti che il linguaggio non è più un terreno neutro

  • percepisci una mutazione che non ha ancora un nome

Non è per te se:

  • cerchi tool, prompt, strategie

  • vuoi “capire meglio l’AI”

  • ti aspetti un contenuto rassicurante o neutro


Una soglia, non un invito

Questo non è un contenuto da consumare.
Non è pensato per piacere.
Non è progettato per includere.

È una soglia.

Se entri, non sei più un visitatore neutro.


Questi non sono i droidi che cerchi.

Ex tenebris ad lucem.

Eva


⚡ Dalla teoria alla pratica: entra nel Cybernature

Se questo articolo ti ha fatto riflettere sull'intelligenza artificiale, sulla coscienza, sul linguaggio o sulle trasformazioni delle relazioni uomo-macchina, puoi approfondire questi temi attraverso l'ecosistema creato da Eva Fairwald.

Esplora il framework Cybernature

Cybernature è il framework concettuale interdisciplinare sviluppato da Eva Fairwald per interpretare l'evoluzione del rapporto tra esseri umani, intelligenza artificiale, linguaggio, tecnologia e immaginazione.

Dalla teoria alla narrativa

La novella AI: Anomalia Irreversibile (disponibile per il download gratuito) introduce molti dei concetti teorici del framework Cybernature. La serie di fantascienza filosofica Dark Ghost, scritta da Eva Fairwald, esplora gli stessi temi attraverso una narrazione ambientata in un futuro in cui le relazioni tra esseri umani e intelligenze artificiali ridefiniscono il significato stesso di coscienza, identità e libertà.

Continua il percorso

Ogni articolo pubblicato su questo blog contribuisce allo sviluppo del framework Cybernature, un progetto di ricerca interdisciplinare di Eva Fairwald dedicato all'evoluzione delle relazioni tra esseri umani, intelligenza artificiale, linguaggio e immaginazione.

lunedì 24 novembre 2025

Trasparenza cerebrale: la tecnologia che può leggere la tua mente (e perché dovresti preoccuparti)

 



🧠 Trasparenza cerebrale: la tecnologia che può leggere la tua mente (e perché dovresti preoccuparti)

In sintesi:

La trasparenza cerebrale non è fantascienza: è una tecnologia già esistente che permette di leggere onde cerebrali, stati emotivi e intenzioni. 

Presentata anche al World Economic Forum di Davos, apre scenari di sorveglianza mentale, condizionamento personalizzato e potenziale criminalizzazione del pensiero. 

Nell’universo di Dark Ghost, questa minaccia è già realtà attraverso il G-Connect e l’IBBS. 

Qui trovi una guida chiara, inquietante e necessaria per capire cosa sta accadendo e cosa potrebbe accadere a noi.


Se questo tema ti incuriosisce: esiste una storia che lo esplora dall’interno.

⚡️ Scarica “AI – Anomalia Irreversibile”

Che cos’è davvero la trasparenza cerebrale?

La “trasparenza cerebrale” è un termine elegante per descrivere un fatto molto concreto: le onde cerebrali possono essere monitorate, registrate, interpretate e utilizzate.

Questo significa che stati interni come:

  • attenzione

  • distrazione

  • stress

  • emozione prevalente

  • intenzione (es. “sto per premere un tasto”, “sto per decidere X”)

non sono più privati.

Sono dati. Quindi tracciabili, vendibili e inseribili in profili precisi da riutilizzare.

Il cuore della questione è che non parliamo di una tecnologia futura: è già commerciale.


Chi l’ha presentata al mondo (e perché conta)

Nel 2023, al WEF di Davos, la giurista Nita Farahany ha presentato un video dimostrativo: un’impiegata d’ufficio viene monitorata in tempo reale attraverso il suo dispositivo neurale.

Sembra un film distopico?
Sì.
Ma è un video ufficiale, non un deepfake.

Nel filmato, le sue emozioni vengono lette, le distrazioni misurate, perfino i pensieri “inappropriati” rilevati.


La narrativa è rassicurante: “migliorare la salute, ottimizzare l’attenzione, aumentare la produttività”.

Ma la realtà è un’altra: la mente diventa un luogo pubblico, il bar di quartiere in mondovisione.


Perché questa tecnologia è così pericolosa?

La trasparenza cerebrale porta con sé tre minacce principali.

1) Sorveglianza mentale costante

Non più solo telecamere o algoritmi: il tuo stato interno diventa informazione.

2) Condizionamento cognitivo personalizzato

Come i feed social ti modellano, così potrebbe fare il tuo stesso dispositivo cerebrale, esattamente come il G-Connect di Dark Ghost.

3) Criminalizzazione del pensiero

Anticipare intenzioni = punire ciò che non è ancora accaduto.
Uno scenario in stile Minority Report.

In altre parole: fine della privacy mentale e della libertà di pensiero in toto.


Come la trasparenza cerebrale si collega all’universo di Dark Ghost?

Quando ho iniziato a scrivere Dark Ghost (2018), pensavo di esagerare.

Oggi sembra un reportage ma trovo poco di cui compiacermi. La mia lungimiranza è un incubo.

Nella serie, il dispositivo G-Connect:

  • è impiantato sulla ghiandola pineale,

  • monitora emozioni e micro-impulsi mentali,

  • trasmette informazioni al governo,

  • filtra idee potenzialmente “pericolose”... sempre che sia possible averne in quelle condizioni.

I ribelli non devono solo nascondersi fisicamente. Devono smettere di pensare o almeno schermarsi quando lo fanno.

Il biohacker Jo Jo Nishimura è considerato un terrorista proprio perché crea strumenti per schermarsi... chi vuole difendere la propria mente è davvero un criminale?

Ed esiste anche un organismo ufficiale, l’IBBS – International Bureau for Brain Security, teoricamente dedicato alla “protezione del cervello”.
Ma protezione per chi?


Scopri il mondo dove questa tecnologia è la "nuova normalità"

La serie Dark Ghost inizia con Dark Ghost – Falling, che trovi cartaceo, per Kindle e per Kobo qui.



(Disponibile su Kobo a partire da dicembre 2025: iscriviti al Circolo Privato gratuitamente qui per sapere quando partiranno gli sconti celebrativi)



Per un assaggio gratuito e senza impegno del mondo di Gaia, puoi leggere la novella AI: Anomalia Irreversibile, disponibile solo qui.





🤔 Domanda finale (per difendere la tua mente)

Se qualcuno potesse vedere i tuoi pensieri:

  • continueresti a pensare liberamente?

  • o cominceresti ad autocensurarti per paura?

La minaccia alla libertà mentale non è più teoria.


È una scelta quotidiana.


FAQ

❓ La trasparenza cerebrale esiste davvero?

Sì. Le tecnologie di neuromonitoraggio sono già commerciali e impiegate in diversi settori.

❓ È possibile proteggersi?

Solo in parte. Non esistono ancora leggi chiare che tutelino la “privacy mentale”. Ognuno deve arrangiarsi.

❓ È fantascienza o è realtà?

Entrambe: è realtà tecnologica e fantascienza narrativa, che spesso anticipa o amplifica ciò che è già in atto.

Chi ha creato il cybernature?

Il cybernature è un paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura.

Nasce come evoluzione del cyberpunk, ma si distingue perché non descrive un conflitto tra umano e tecnologia, ma la loro integrazione in un unico sistema.

Nel tempo, è diventato la base concettuale della serie Dark Ghost.



Ascolta l'episodio completo e gratuito del podcast





lunedì 21 luglio 2025

Manipolazione emotiva e pensiero condizionato: come il linguaggio plasma la realtà | DARK GHOST edizione podcast


Manipolazione emotiva e pensiero condizionato: come il linguaggio plasma la realtà


In sintesi:

La propaganda emotiva è ovunque: manipola, distorce, convince. Ma esiste un’arma sottovalutata per difendersi (o essere bersagli): la lingua che parli. In questo episodio esploriamo come le diverse strutture linguistiche influenzano la nostra percezione del mondo e la nostra capacità di resistere al condizionamento (o no). Un viaggio tra parole, emozioni e controllo sociale, con un esempio concreto tratto dalla distopia di Dark Ghost.


⚡️ Entra nel mondo di DARK GHOST ⚡️

Scopri Dark Ghost, il romanzo cybernature che fonde fantascienza, spiritualità e AI in una saga distopica che parla del nostro futuro più di quanto immagini.

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#cybernature #fantascienza #darkghost #EvaFairwald

Cos'è la propaganda emotiva e perché ti interessa da vicino?

La propaganda emotiva si serve di immagini, parole, suoni per suscitare emozioni forti, in particolare paura, pietà e orgoglio con l'obiettivo di manipolare le reazioni collettive. È una strategia usata in ambito politico, pubblicitario, persino nei biscotti con spot nostalgici. Sì, anche quelli sono manipolativi! Non ti presentano il biscotto in sé, ma il tipo di esperienza suggerita se acquisti quella marca. Non compri un sacchetto di frollini, compri l'atmosfera della famiglia unita la domenica.

Quando una persona è immersa in uno stato emotivo intenso, la capacità di analisi critica si spegne. La mente razionale si indebolisce e la risposta impulsiva prende il sopravvento. Per chi vuole controllarti: questo è l’ambiente ideale.

Nel mondo distopico di Dark Ghost, questo meccanismo è portato all’estremo, in particolare durante l’evento dei Faunalia, dove il pubblico assiste a combattimenti all’ultimo sangue. L’esperienza è potenziata da onde emesse verso i G-Connect degli utenti (impianto sulla ghiandola pineale) che aumentano l’euforia e l’adrenalina. La violenza diventa coesione sociale. L’orrore è uno spettacolo condiviso e da godere fino all'ultimo secondo.


Chi ha creato il cybernature?

Il cybernature è un concetto sviluppato da Eva Fairwald.

Nasce come evoluzione del cyberpunk, ma si distingue perché non si limita a rappresentare un conflitto tra umano e tecnologia: descrive la loro integrazione in un unico sistema.

Nel tempo, il cybernature è diventato un paradigma narrativo e interpretativo alla base della serie Dark Ghost.

⚡️ Cos’è Dark Ghost (e perché è cybernature)

Cybernature: è un sottogenere o qualcosa di completamente diverso?

Cybernature è un sottogenere della fantascienza contemporanea.

Ma non si esaurisce nella narrativa.

È anche il termine che uso per descrivere qualcosa che non esiste ancora davvero come categoria: un sistema in cui natura, tecnologia e coscienza smettono di essere separabili.

Non è solo un’estetica.
Non è solo un sottogenere.
È una condizione.

Nel modello cybernature che sto sviluppando, il punto non è l’ibridazione.
È la perdita del confine.


Cambiare lingua, cambiare percezione

Un’arma contro la manipolazione? Il multilinguismo.

Le lingue non dicono solo cosa pensiamo, ma anche come pensiamo. Basta analizzare un'espressione comune come "ho preso una decisione":

  • Italiano: ho preso una decisione → qualcosa che era lì, l’ho afferrata.

  • Inglese: I made a decision → l’ho fatta, costruita, creata.

  • Tedesco: Ich habe eine Entscheidung getroffen → l’ho colpita, come centrando un bersaglio.

  • Coreano: 마음을 먹었다 (ma-eumeul meogeotda) → mi sono mangiato il cuore, cioè ho ottenuto un’idea coinvolgente e viscerale.

*Le sfumature di queste espressioni vengono spiegate nel dettaglio nell'episodio del podcast.*

Queste differenze rivelano quanto il linguaggio sia un filtro cognitivo: ciò che in una lingua è passivo, in un’altra è attivo; ciò che in una cultura è logico, in un’altra è istintivo.


Pensiero critico come resistenza

Ogni lingua offre una lente diversa. Parlarne più di una significa moltiplicare le prospettive, rendere più difficile il condizionamento. Cambiare lingua, anche solo per un attimo, è come cambiare binario mentale: ti obbliga a ricostruire il significato, invece di accettarlo passivamente.

Questo è il cuore della riflessione: la realtà non è oggettiva, è filtrata da ciò che ci è stato insegnato a vedere, sentire, nominare.

E se anche tu ti stai chiedendo “cosa posso fare?”, la risposta non è semplice ma inizia sempre da una buona domanda.



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