Non tutto ciò che pensi è tuo

Entra nell’universo di Eva Fairwald

Il cybernature è il paradigma narrativo e interpretativo sviluppato da Eva Fairwald, basato sull’ibridazione tra umano, tecnologia e natura. Non è fantascienza nel senso tradizionale: è un sistema in cui la tecnologia diventa ambiente, influenza la percezione e ridefinisce ciò che chiami realtà.

📚 Esplora la serie Dark Ghost: Store Autore su Amazon | Catalogo su Rakuten Kobo

🌐 Scopri il cybernature

Iscriviti al Circolo Privato di Eva Fairwald per ricevere riflessioni e contenuti esclusivi.
Entra nel sistema → evafairwald.com #cybernature #evafairwald #darkghost

⬇️ SCOPRI TUTTI GLI ARTICOLI! ⬇️

lunedì 8 gennaio 2024

Wicca: la magia tra noi non è mai morta (Parte 2)

 


 

É vero che sei uno spirito,

Ma tu sei nata per essere ancora

Mortale, e devi andare

Sulla terra e fare da maestra

A donne e a uomini che avranno

Volontà di imparare la tua scuola,

Che sarà composta di stregonerie.

Non devi essere come la figlia di Caino,

E della razza che è divenuta

Scellerata e infame a causa dei maltrattamenti.

Come Giudei e Zingari,

Tutti ladri e briganti,

Tu non divieni...

Tu sarai sempre la prima strega,

La prima strega divenuta nel mondo.

Tu insegnerai l’arte di avvelenare,

Di avvelenare tutti i signori,

Di farli morti nei loro palazzi,

Di legare lo spirito dell’oppressore.

E dove si trova un contadino ricco e avaro,

Insegnerai alle streghe tue alunne

Come rovinare il suo raccolto

Con tempesta, folgore e baleno,

Con grandine e vento...



Così inizia “Aradia, o il vangelo delle streghe”, di Godfrey Leland, sulla stregoneria in Italia. Il materiale raccolto si basa sulla testimonianza di “Maddalena”, che si rivelò essere una strega della locale confraternita. Se ti interessa questo argomento, leggi anche Wicca: la magia tra noi non è mai morta (Parte 1)”.

Questa vecchia strega chiamata Maddalena era in possesso di un manoscritto, ricopiato da Leland per il suo libro, dove venivano raccolti e descritti i rituali delle streghe da tempi immemori, tramandati da una decana all'altra.

 

La testimonianza

Si racconta nel manoscritto che Diana la prima nata, una sorta di Lilith, portasse con sé sia la luce che l'oscurità. Quando si divise nacque il fratello Lucifero che divenne il portatore della luce, mentre Diana era l'oscurità. Lucifero caduto sulla Terra si rifiutava di rendere Diana partecipe della luce, per cui anch'ella si fece mortale, si trasformò in gatto e sedusse Lucifero, e qui nacque il primo canto di potere con cui soggiogò l'ira di Lucifero. In questo modo Diana filò il destino degli uomini mentre Lucifero girava la ruota del filatoio, e divenne così la regina delle streghe e di tutto il mondo creato attorno a loro, spiriti, folletti, gnomi, fate...




Wicca

Basandosi su questo testo e su esperienze proprie, Gerald Gardner nel 1938 tornò in Inghilterra dall'estremo oriente, e nella cittadina di New Forest divenne prima discepolo e poi proclamato stregone da una congrega discendente da un'antica tradizione. Da allora cominciò a promuovere la stregoneria, da lui rinominata Wicca, attraverso libri, articoli e interviste radiofoniche. Dopo la pubblicazione delle sue opere principali: “Witchcraft Today”, del 1954 e “The Meaning of Witchcraft del 1959, fu denominato dalla stampa “capo degli stregoni”. Alla sua morte la sacerdotessa Doreen Valiente prese il suo posto. Leggi anche l’articolo “Streghe Wicca: 5 curiosità per conoscerle”.

Al contrario del suo predecessore, la Valiente cercò di tornare nella penombra, evitando la spettacolarizzazione della Wicca; nel contempo ne riscrisse e modernizzò i riti fondamentali, come il canto delle streghe e l'incarico della dea, allontanandola decisamente dal nuovo credo satanista.

 

La Triplice Dea

Si tratta del ritorno della Triplice Dea, la dea madre adorata da quando si conoscono graffiti e statuette adorative o funerarie. Passata attraverso innumerevoli nomi e attribuzioni, accompagnando i passaggi dalle società prettamente matriarcali a quelle patriarcali, da Leucotea dea bianca dei Centauri a Era moglie di Zeus, da Danae a Danu per arrivare a Diana e ad Albione, fino alla celtica Cerridwen.

Nella cosmogonia Wicca, la Triplice Dea rappresenta la ciclicità della vita, la fanciulla, la madre e l'anziana, dove la Luna nelle sue tre fasi ne diviene il simbolo di appartenenza. Il concetto fondante è che gli attributi maschili e femminili sono uniti nell'uno primordiale, che si materializza per darci modo di percepirlo con i nostri cinque sensi. Questa percezione si manifesta in maniera appena riconoscibile; l'unica via per parteciparvi in modo più concreto è la via della strega, attraverso riti e funzioni che ci avvicinano alla vera natura delle cose, metodi diversi ma stessi scopi degli sciamani nativi americani. E anche in queste pratiche, la luce della Wicca e l'ombra della magia nera si accompagnano a vicenda.



La forza degli elementi

Gli elementi fisici tramite i quali è possibile entrare in contatto con la Dea, intesa come elemento primordiale, sono: terra, acqua, fuoco, aria, mentre l'etere, l'ultimo, rappresenta lo spirito, considerato come l'elemento che mantiene tutti gli altri in equilibrio tra loro. Ognuno di questi elementi è rappresentato sulla punta del pentacolo, rappresentazione ovviamente simbolica del cosmo. A ogni vertice del pentacolo è abbinato un guardiano specifico per ogni elemento, considerati i loro spiriti patroni, nello stesso tempo catalizzatori di energia e difensori del rito.

 

Il “Grande rito”

La manifestazione di appartenenza più importante nella liturgia Wicca è il “Grande rito”, una sorta di rinnovato matrimonio con la Dea, nella sua espressione sia maschile che femminile. Può essere usato come propiziatorio all'iniziazione o alla proclamazione di nuovi stregoni, o semplicemente come dichiarazione di appartenenza prima di feste o ricorrenze.

La particolarità di questa funzione rituale sta nel fatto che può essere svolta sia in maniera effettiva, che virtuale, ma comunque condotta dai sacerdoti. Quando questo rito viene effettuato in maniera simbolica si serve di due elementi, un pugnale chiamato athame e un calice, simboli dell'unione degli organi sessuali maschili e femminili. Diciamo che il fine ultimo è quello di rinnovare la fertilità e la nascita della vita.

In definitiva, al di là dei vari riti propiziatori degli iniziati, guidati da sacerdotesse o sacerdoti, la Wicca è una evoluzione moderna dell'antico e comunque ancora presente sciamanesimo. A questo proposito è consigliata la lettura dell’articolo “Il potere della percezione”.

Sciamanesimo

Lo Sciamanesimo è stato definito come la prima religione. È esistito prima delle più antiche civiltà, prima che i nostri antenati intraprendessero il lungo viaggio verso il presente. In quel tempo gli sciamani erano gli uomini della medicina, i detentori del potere, uomini e donne. Essi praticavano la magia e parlavano agli spiriti della natura. Gli sciamani furono i primi umani con la conoscenza. La crearono, la scoprirono, la allevarono e la usarono. La conoscenza è potere, le donne e gli uomini che la possedevano in quei giorni remoti erano sciamani. Per entrare in contatto con il mondo altro si servivano di diverse tecniche, dal digiuno, al dolore autoinflitto, all'uso di sostanze allucinogene. Il tutto per raggiungere quello stato di estasi che permettesse loro di connettersi con gli Dei. Parliamo di questo anche nell’articolo “Sciamanesimo femminile nella mitologia norrena”.

La Wicca oggi è tutto questo, ma con una evoluzione delle tecniche che consentono attraverso la meditazione, la concentrazione, la visualizzazione, le invocazioni ritmiche cantate e danzate, di raggiungere stati di coscienza alterati. Alterati significa, in questo caso, diversi dalla normale percezione con i cinque sensi, significa entrare in uno stato dove la nostra parte inconscia prende il sopravvento cognitivo, consentendoci di aprire dimensioni diverse: pensiamo agli stati indotti dall'ipnosi o dal training autogeno, ad esempio.

In altre parole, questo tipo di stato alterato ci consente di mettere in contatto la nostra parte divina con la dea che ci ha generati, in quanto la divinità non è qualcosa di diverso da noi, che ci concede di essere al suo servizio, ma il dio e la dea sono dentro di noi e in tutto quello che ci circonda. Questa si chiama Universalità, poiché non c'è nulla che non provenga dagli dei.

Nella Wicca si usa la magia, ma la magia non è altro che un modo per indirizzare le energie naturali, per provocare un cambiamento desiderato. Come fare? Lo vedremo prossimamente.

 

Acqua e terra,

fuoco aria in mano:

occhi nel mondo.

 

Anime dentro cuori

vortici di pensieri.

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

lunedì 1 gennaio 2024

Wicca: la magia tra noi non è mai morta (Parte 1)

 


 

La magia viene praticata da decine di migliaia di anni in ogni parte del mondo abitato. Nonostante le numerose predizioni che la davano per morente, resta tutt’oggi diffusa e ha saputo sopravvivere anche ai tentativi di sradicarla.


Sempre presente

Quando le persone si trovano davanti ai grandi problemi della vita e della morte, quando desiderano conoscere il futuro o vogliono comprendere il passato, quando cercano di proteggersi dal male, di curare le malattie o di promuovere il benessere, oggi come nei tempi passati, spesso finiscono per rivolgersi alla magia.

D'altronde pensiamo alle pratiche tecnologiche di cui ci serviamo giornalmente e di cui nulla sappiamo di certo, se non quello che ci dicono gli stessi produttori, ma a cui comunque ci affidiamo.

Per citare alcune delle sue innumerevoli manifestazioni, la stregoneria è vista come una pratica per far del male a qualcuno, gli spiriti dei morti possono parlare con i vivi e un amuleto protegge una famiglia dal malocchio. La magia può assumere connotati filosofici e accademici, portando a riflettere su domande profonde riguardo alla natura e al senso della realtà, ma può anche essere qualcosa di più semplice e pratico, usata per rimuovere le verruche o curare una mucca. È una disciplina che si affida a forze ancestrali oscure, ma che sentiamo attorno e dentro di noi, sperimentale, mutevole e creativa: la magia è ovunque.

La definizione di magia pone l'accento sulle connessioni umane con l’universo che ci circonda e quello che ci contraddistingue, sottolineando come le persone siano aperte ai suoi meccanismi ed esso, a sua volta, risponda alle nostre azioni.





Religione e scienza

La magia è legata agli altri due grandi temi della storia: la religione e la scienza.

La religione si concentra su un dio o più dèi; la scienza prevede una comprensione distaccata della realtà fisica attraverso la comprensione dei fenomeni mediante il metodo scientifico, che non contempla dogmi.

La magia, invece, è una delle visioni del mondo più antiche, ma è anche capace di un continuo rinnovamento, come la scienza dovrebbe essere… del resto. Di conseguenza, una magia moderna potrebbe aiutarci a esplorare le nostre connessioni fisiche, etiche e naturali con il mondo in un’epoca segnata da una profonda crisi esistenziale e di interconnessione con la natura che ci circonda.

Nel corso degli ultimi secoli, la magia si è fatta una cattiva reputazione, in parte dovuta alle affermazioni stravaganti fatte dai suoi praticanti più disonesti, come del resto non mancano da parte di religiosi e scienziati, o presunti tali. Inoltre, è anche stata vittima di una campagna di propaganda portata avanti con successo dalle sue cugine, la religione e la scienza, che per ovvi motivi in questi millenni hanno avuto accesso al potere della comunicazione e al controllo delle menti attraverso l'inquisizione e la censura preventiva. Tuttavia, se un ramo del comportamento umano è così diffuso e ha millenni di vita alle spalle, significa che svolge un ruolo importante per gli individui e le culture.

Dal paleolitico ad oggi, in occidente, la cultura autoctona ha continuato a sopravvivere alle migrazioni straniere, quindi alle religioni importate, prima convivendoci accanto e poi in maniera sotterranea.

Dal mondo romano al Medioevo, la religione cristiana, e poi cristiano cattolica, ha soppiantato le antiche credenze, ma per farlo ha avuto necessità di sovrapporre festività e santi propri alle vecchie divinità pagane. Senza menzionare metodi, imposizioni e pratiche inquisitorie atte sradicare credenze e riti antichi nelle popolazioni indigene. Ma un dio cornuto proveniente dall'inizio dei tempi è sempre presente nelle credenze intime, e quindi collettive, dei popoli colonizzati dalla chiesa cristiana. Non solo, ci sono testimonianze di un gran numero di sacerdoti e suore che organizzavano eventi pagani e sabba. Praticamente, si mimetizzavano all'interno della gerarchia ecclesiastica, così da poter svolgere pratiche proibite coperti dalla religione in cui non credevano.

Scriveva Pierre de Lancre, magistrato e inquisitore francese nel 1613: “La maggior parte dei sacerdoti sono stregoni. Nessuna assemblea è mai stata così numerosa in città come in questi sabba, dove vengono persone di ogni qualità e condizione, ricche e povere, nobili e ignobili, ma soprattutto ogni sorta di monaci e monache, sacerdoti e prelati “

Il processo di Berwick-Nord, svoltosi in Scozia nel 1590, rivela l’aspetto politico dell’organizzazione, nei documenti di Stato relativi al processo per il tentato omicidio leggiamo: “le streghe della regione avevano tentato, sotto le direttive del loro Gran Maestro, di assassinare Giacomo VI. I documenti di Stato elisabettiani forniscono un altro esempio: “I confederati contro sua Maestà, che hanno variamente e molte volte cospirato contro la sua vita, e quotidianamente confederano contro di lei, si chiamano Old Birtles il grande diavolo, Darnally lo stregone, Maude la due volte buona incantatrice, il vecchio mago di Ramsbury



 

Dal XIII al XVII secolo la lotta alla stregoneria, mano a mano che il potere ecclesiastico si diffondeva nelle sfere di comando, diventa sempre più cruenta. Nel 1431 il processo a Giovanna D'Arco, 1484 papa Innocenzo VIII emana la bolla contro le streghe, ma il paganesimo sotterraneo figlio di comunità soprattutto autoctone resistette e oggi fiorisce nuovamente.

Poco è cambiato dai tempi antichi, allora la ricerca di un colpevole per avvenimenti inspiegabili si tramutava nella caccia alle streghe, oggi ai negazionisti, qualsiasi cosa possa voler dire.


Wicca

La Wicca sarebbe stata creata da Gerald Gardner basandosi sulle antiche tradizioni della stregoneria, unite a una serie di pratiche spirituali apprese nel corso dei suoi viaggi in oriente (come alcune derivazioni dallo Yoga o dal Karma), con la cabala e con il culto satanista promosso in quegli anni da un altro personaggio molto controverso, Aleister Crowley. Altri sostengono che la Wicca sia stata solo ripresa e rimodernata da Gardner sulla base di alcune pratiche note agli occultisti sin dagli anni ’20.

Quello che comunque è certo, è che Gardner non ha creato o innovato nulla, si tratta di un mix di diverse pratiche e insegnamenti di religioni e dottrine spirituali diverse, rivedute e corrette con due scopi principali: essere più facili da praticare (le pratiche sono estremamente semplificate e ridotte all’osso, chiunque con un minimo di preparazione può metterle in atto facilmente) e più appetibili al grande pubblico. In sostanza, Gardner ha creato una nuova religione pensando a farla diffondere il più possibile con regole, pratiche e simbologie molto semplici e che potevano essere messe in atto da tutti, dal professore istruito dell’università fino all’operaio dell’acciaieria che sapeva a malapena leggere e scrivere.

Data la grande diffusione della Wicca si può affermare senza timore di smentita che la visione di Gardner fosse giusta e ad ogni modo non ha creato nulla di sana pianta ma si è limitato a restaurare, rinnovare e aggregare assieme una serie di riti già usati in passato e tutt’ora in molte religioni.

Questa è la differenza fondamentale tra una religione come la Wicca (un mix di diverse pratiche già esistenti) e Scientology o simili (una religione creata letteralmente da zero a tavolino).

 

Nel prossimo articolo ci immergeremo nella pratica di questa nuova, ma antica pratica magica.

 

 

Nebbie del tempo,

riti volti soffusi:

luce d'incanto.

 

Nulla è come pare,

tutto è ciò che vuoi.

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN

 

 

lunedì 25 dicembre 2023

The Witcher (parte 3): il bestiario



 

...Sì. Abbiamo dimenticato che non siamo soli, che non siamo l'ombelico del mondo. Come carassi sciocchi, pigri e sazi in uno stagno melmoso, non credevamo all'esistenza dei lucci. Abbiamo permesso che il nostro mondo, come quello stagno, si riempisse di melma, diventasse fangoso e immoto. Guardatevi intorno, e troverete solo crimine e peccato, avidità, caccia al guadagno, conflitto, discordia, decadenza dei costumi, mancanza di rispetto per tutti i valori. Invece di vivere come comanda la natura, abbiamo cominciato a distruggerla. E cosa ne abbiamo ricavato? Un'aria avvelenata dal tanfo dei bassoforni. Fiumi e torrenti lordati dai macelli e dalle concerie, boschi tagliati senza ritegno...Ci ricorda il druido custode della quercia dove Ranuncolo intona le sue ballate.

Mostri veri e interiori

Il fato della principessa Cirilla di Cintra trascina con sé le vite, i sogni e i desideri dello strigo Geralt e della maga Yennefer, oramai consci dei doveri dei genitori, anche e forse soprattutto se acquisiti, nei confronti dei figli.

I mostri di Ciri si aggiungono ai loro; nuovi incubi, vecchi incubi, un’unica via che ci porta a un altro tema di fondo che si sviluppa tra le righe: l'archetipo genealogico dell'umanità, cioè L'età dell'oro”. La mitica era dove l'umanità conviveva in piena armonia con la natura e, di conseguenza, con se stessa e la totalità del mondo che la circondava.

Come ci racconta Esiodo nella sua: “Le opere e il mondo”

 

In breve, ora, se vuoi, con garbo, con certa scïenza,
narrar ti posso un’altra leggenda; e tu intendila bene:
come da sola una stirpe provengano gli uomini e i Numi.
D’oro la prima stirpe degli uomini nati a morire
110 fecero dunque i Numi d’Olimpo che vivono eterni.
Vissero sotto Crono, che era sovrano del cielo:
vivean di Numi al pari, con l’animo senza cordoglio,
senza fatica, senza dolor; né su loro incombeva
la sconsolata vecchiaia; ma forti di piedi e di mani,
115 scevri di tutti i mali, passavano il tempo in conviti,
morian come irretiti dal sonno. E ogni sorta di beni
era fra loro: la terra datrice di spelta, i suoi frutti,
da sé, facili e in copia, porgeva; e benevoli e miti,
l’opere tutte fra sé ripartivano e i beni opulenti,
120 ricchi com’eran di greggi, diletti ai beati Celesti.
E poi che tal progenie sparita fu sotto la terra,
Dèmoni sono adesso, secondo il volere di Giove,
buoni, che stanno sopra la terra, custodi ai mortali.

 

Si tratta di una sorta di paradiso perduto, comune in tutti gli scritti di ogni epoca e cultura che ci siano pervenuti dalle civiltà antiche, e dai racconti trascritti di civiltà pre-diluviane. Il destino della principessa Cirilla è quello di unire i diversi mondi che si scontrano, così riportarli alla mitica età dell'oro. Un mondo dove non esistono mostri da soddisfare, soprattutto interiori, e la vita non ha bisogno di eroi.

 

 

Piccolo compendio di mostri fantastici

·       Spazzini: creature che si nutrono di cadaveri, dopo le battaglie o nei cimiteri, nelle paludi, negli acquitrini a volte nelle foreste, somigliano ai cadaveri che mangiano, ma non disdegnano i vivi.

 

·       I Drowner sono le persone cattive morte e gettate nell'acqua, depredano le rive dei laghi, dei fiumi e le coste del mare. In questa categoria di mostri ci sono anche i cosiddetti nuotatori, perché attaccano anche nelle acque profonde e non solo sulle rive. Sono creature soprattutto notturne e attaccano in gruppo. Non sono sensibili al veleno, anzi sono loro velenosi, non hanno paura di nulla. Si uccidono con l'argento.

 

·       Algul, insieme agli Alghuli di cui sono i compagni più giovani, vivono nelle antiche cripte, nei luoghi di sepoltura e nelle caverne. Attaccano dall'alto, poi circondano la vittima e la mangiano viva. Anche loro non sono sensibili ai veleni e possono essere abbattuti solo con l'argento.

·       I Vetala, sono Alghuli intelligenti, che forse hanno mantenuto parte della consapevole cattiveria umana. Sono probabilmente gli spazzini più pericolosi.

 

·       La Yaga, conosciuta anche come strega notturna, data la sua somiglianza a una vecchia megera, ama la carne calda e fresca e caccia in gruppi.

 

·       Abbiamo poi i vampiri, quelli minori, come i Ledep, i Garkain, le Alpi, che si nascondono nei ruderi, nelle case abbandonate, nei bassifondi delle città, nelle rovine, ma sempre nelle vicinanze di insediamenti umani. Generalmente succhiano il sangue dei dormienti.

·       Le Brooks, cacciano di notte vicino ai ruscelli o nelle foreste, possono assumere le sembianze di belle ragazze fino a quando non aprono la bocca, allora le lunghe zanne con cui succhiano il sangue rivelano la loro identità.

 

·       I fantasmi; abbiamo tutta una serie di fantasmi, richiamati dalla magia, che in questo mondo acquisiscono corporeità. Insieme a loro ci sono tutti i mostri delle altre dimensioni che possono essere evocati dalla magia. Il più pericoloso e praticamente invincibile è il Re della Caccia Selvaggia, che comanda un'orda di cavalieri spettrali, una reminiscenza dei Nazgûl tolkieniani. Appare sempre poco prima di eventi tragici per impedire l'avverarsi del destino.

 

·       La Kikimore, si dividono in tre categorie a seconda delle loro funzioni, abbiamo gli operai simili a grossi ragni, al servizio dei guerrieri e della regina. I guerrieri, molto più grandi e che assomigliano a degli scarafaggi corazzati, con teste e torsi pieni di corni, che proteggono la regina. Infine la regina, una sorta di incrocio tra un enorme scarafaggio e un ragno. Corazzata e provvista di potenti chele sulle zampe.

 

·       Lupi e ratti mannari; Warg, una sorta di lupo mannaro potenziato, Viverne, specie di piccoli dinosauri, la Strige frutto di una maledizione... E tutta una serie di mostri fantastici e non solo.

Molte di queste creature sono a vario titolo protagoniste del mondo leggendario della mitologia slava, russa compresa.

Ma, in generale, ogni incubo fa parte di noi, ci consente di confrontarci con la zona oscura che non conosciamo del nostro Io. E che probabilmente non vorremmo mai incontrare, a meno di essere noi il Witcher!

Una menzione particolare al Drago dorato, che rappresenta ciò che veramente conta e che va difeso a ogni costo, ma nello stesso tempo ci insegna che la vita non è solo questo.

 

Fremito d'ali,

un'ombra ci afferra

menti e cuori.

 

Un'illusione vola

un tesoro luccica.

 

 

Contenuto preparato in collaborazione con

BRAN