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mercoledì 2 settembre 2020

RUNE: cosa sono? Come usarle?



Runa: una parola antichissima, che significa “mistero, segreto”.

Le rune sono segni grafici, ma non solo. Nei secoli sono state utilizzate per scrivere testi religiosi, sacri e magici. Ancora oggi vengono impiegate come talismani e strumenti di divinazione.

Ti piacerebbe scoprire tutti i segreti di questo straordinario alfabeto? Vuoi imparare il significato delle rune, come leggerle e come usarle per ricevere risposta alle tue domande? Allora sei nel posto giusto. Ecco cosa troverai in questo articolo:

 

·      Rune: cosa vuol dire?

·      Rune: cosa sono?

·      Rune: a cosa servono?

·      Rune: come leggerle?

·      La runa senza nome

·      Rune: come usarle?

·      Dove procurarci le nostre rune?

·      Rune urban fantasy

 

Cominciamo!

 

Rune: cosa vuol dire?

La parola “runa” deriva dal nordico antico “rūnar”, che significa “scritture segrete” ed è il plurale di “rūn”, gotico “rūna”, “mistero, segreto”.

 

Rune: cosa sono?

 

Le rune sono segni grafici e simbolici. A ogni runa è possibile associare un suono, un significato letterale e un significato figurato.

Per capire meglio, facciamo un esempio. Prendiamo “Fehu”: a questa runa corrispondono un segno grafico (grafema), un suono (fonema), un significato letterale e un significato esteso.

Il segno grafico è il seguente:




Il suono è “f”. Il significato letterale è “bestiame” e il significato simbolico è “prosperità”.

Le rune, quindi, oltre a essere caratteri alfabetici, sono anche simboli dal forte significato sacro e allegorico.

Per comprendere al meglio questo alfabeto, è molto importante sapere che non esiste un solo tipo di rune. Anzi, nel corso dei secoli si sono affermati numerosi alfabeti runici:

1.    Il Futhark antico germanico: utilizzato dalle tribù germaniche tra il II e l'VIII secolo. Era composto da 24 rune.

2.    Il Futhark anglosassose: discende dal Futhark antico germanico, comprendeva dalle 26 alle 33 rune. Fu impiegato dagli Anglosassoni e dai Frisoni per scrivere in antico inglese e antico frisone a partire dal V secolo.

3.    Rune gotiche: non sappiamo molto di questo sistema runico, a parte il fatto che era utilizzato per scrivere la lingua dei Goti prima che fosse introdotto l’alfabeto gotico (IV secolo).

4.    Futhark recente (o rune scandinave): è una forma ridotta del Futhark antico germanico, in uso in Scandinavia a partire dal IX secolo. È composto da 16 rune.

 

Molti altri sistemi grafici sono stati chiamati “rune”, come le “rune ungheresi”, le “rune asiatiche”, le “rune turche” ecc. In realtà si tratta di una denominazione impropria, perché sono alfabeti a sé stanti, anche se graficamente possono ricordare le rune.

 

Ma perché gli alfabeti runici prendono il nome di “Futhark”? La risposta è molto semplice: si tratta dei primi suoni che compongono la sequenza alfabetica (F-U-TH-A-R-K).

 

Rune: a cosa servono?

 

La loro doppia natura (segni grafici/caratteri simbolici) rende le rune adatte a vari impieghi:

·      Scrittura: in antichità erano usate per redigere testi religiosi, magici e cultuali, nonché per iscrizioni su gioielli, amuleti, armi, attrezzi e pietre sacre.

·      Divinazione: la lettura delle rune è diffusa ancora oggi per prevedere il futuro e comprendere meglio gli eventi passati

·      Talismani: spesso le rune sono riprodotte in ciondoli, bracciali, collane e tatuaggi, in modo da infondere energia positiva a chi le indossa.

 

Un esemplare di Eva nel 2010 al museo storico di Copenhagen, in posa come una moderna Indiana Jones dopo aver osservato la stele runica in crisi mistica per dieci minuti):


 

Rune: come leggerle?

 

Ora entriamo nel vivo dell’articolo: finalmente possiamo scoprire il significato di ciascuna runa.

Attenzione! Ognuna di queste brevissime descrizioni rappresenta solo una guida rapida per una comprensione iniziale. I significati esposti sono da valutare in simbiosi con le altre rune estratte e con la posizione della runa all’interno della lettura, soprattutto se appare rovesciata. Trovare una runa capovolta non ne muta il significato, ma ci invita a riflettere ancora di più sulla sua interpretazione. Ogni runa non è positiva o negativa in sé e per sé: contiene tutte le sfumature. Se appare rovesciata, però, dovrebbe invitarci a meditare sui potenziali pericoli da cui ci sta mettendo in guardia. Esempio: “uruz”, la runa della forza fisica, nella sua accezione positiva simboleggia il potenziale e l’energia, mentre in negativo rappresenta l’ossessione e la violenza. Quindi le rune capovolte possono essere un monito ad agire per il meglio. Non tutte le rune hanno questa particolarità. Alcune (come “gebo” o “isa”), appaiono sempre uguali.


La runa "Isa”


 

La runa "Gebo"


 

Ma quale alfabeto runico prenderemo in considerazione? Il più diffuso: il Futhark antico germanico. È composto tra tre sottogruppi chiamati “Aett”:

1.    L’aett di Freya, Dea dell’amore, della fertilità e della magia.

2.    L’aett di Heimdall, Dio della sorveglianza.

3.    L’aett di Tyr, Dio della guerra e della giustizia.

 


 

 

AETT DI FREYA (rappresenta la creazione e l’ordine cosmico)

 

FEHU

Suono: “f”

Significato letterale: bestiame

Significato simbolico: prosperità, ricchezza conquistata col duro lavoro

 

URUZ

Suono: “u”

Significato letterale: toro

Significato simbolico: forza fisica, potenziale indomito, energia, ossessione

 

THURISAZ

Suono: “th”

Significato letterale: spina/martello di Thor

Significato simbolico: difesa da un pericolo, sfida da affrontare

 

ANSUZ

Lettera: “a”

Significato letterale: bocca, frassino

Significato simbolico: comunicazione consapevole, consigli, ma anche parole ingannevoli

 

RAIDO

Lettera: “r”

Significato letterale: ruota del carro

Significato simbolico: movimento, viaggio, percorso di crescita personale

 

KENAZ

Lettera: “k/c”

Significato letterale: torcia, fiaccola

Significato simbolico: la luce che ci rischiara in periodo buio, la forza dell’intuizione per affrontare i cambiamenti

 

GEBO

 

Lettera: “g”

Significato letterale: dono

Significato simbolico: amore incondizionato, fratellanza, condivisione, equilibrio

 

WUNJO

 

Lettera: “v/w”

Significato letterale: gioia/vittoria

Significato simbolico: gioia data dalla riappacificazione con qualcuno che ha opinioni diverse dalle nostre; vittoria per un successo raggiunto.

 

AETT DI HEIMDALL (rappresenta la distruzione e il caos)

 

HAGALAZ

 

Lettera: “h”

Significato letterale: grandine

Significato simbolico: crisi, evento imprevedibile, cambiamento necessario

 

NAUTHIZ

 

Lettera: “n”

Significato letterale: necessità

Significato simbolico: destino inevitabile, necessità di accettarlo

 

ISA

 

Lettera: “i”

Significato letterale: ghiaccio

Significato simbolico: immobilità, pazienza, attesa di un miglioramento

 

JERA

 

Lettera: “j/y”

Significato letterale: anno

Significato simbolico: raccolta dei frutti provenienti dal duro lavoro, ricompensa per i sacrifici

 

EIHWAZ

 

Lettera: “ie”

Significato letterale: albero del tasso

Significato simbolico: trasformazione, morte simbolica e rituale

 

PERTH

 

Lettera: “p”

Significato letterale: coppa per il lancio dei dadi

Significato simbolico: gioco d’azzardo, rischio e avventura

 

ALGIZ

 

Lettera: “Z”

Significato letterale: alce

Significato simbolico: protezione contro i pericoli

 

SOWELU

 

Lettera: “S”

Significato letterale: sole

Significato simbolico: successo, nascita di nuovi progetti, potere

 

AETT DI TYR (rappresenta l’equilibrio tra ordine e caos)

 

TIWAZ

 

Lettera: “t”

Significato letterale: lancia/pilastro

Significato simbolico: principio maschile, equilibrio, armonia e giustizia

 

BERKANA

 

Lettera: “b”

Significato letterale: betulla

Significato simbolico: principio femminile, matrice, Madre Terra, fecondità

 

EHWAZ

 

Lettera: “e”

Significato letterale: cavallo/gemelli

Significato simbolico: unione, matrimonio

 

MANNAZ

 

Lettera: “m”

Significato letterale: uomo

Significato simbolico: legame tra uomini e dei, eterno ritorno

 

LAGUZ

 

Lettera: “l”

Significato letterale: acqua

Significato simbolico: nascita, crescita, energia primordiale

 

INGWAZ

 

Lettera: “ng”

Significato letterale: fertilità

Significato simbolico: abbandonare il passato, liberare le energie, nuovo inizio

 

DAGAZ

 

Lettera: “d/th”

Significato letterale: giorno

Significato simbolico: nuova era, cambiamento radicale, luce dopo l’oscurità

 

OTHALA

 

Lettera: “o”

Significato letterale: nobile

Significato simbolico: saggezza trasmessa dagli avi, eredità

 

La runa senza nome

 

Quando usiamo le rune per la divinazione, dobbiamo aggiungere un venticinquesimo simbolo: la runa senza nome, detta anche “runa bianca”.

Cos’è la runa senza nome? Nient’altro che una runa senza alcun segno grafico inciso sopra. Rappresenta il potenziale puro, l’aprirsi di tutte le possibilità davanti a noi, la fiducia verso il futuro, l’evoluzione, la possibilità di iniziare un nuovo percorso di vita.

 

Rune: come usarle?

 

Le rune possono essere usate sia come talismani, sia nella divinazione.

·      Rune come talismani: nel caso si vogliano indossare le rune sotto forma di gioielli, quale scegliere? Ci sono diverse possibilità. Si può optare per una runa che ha un forte valore simbolico per noi, per esempio la prima che abbiamo mai estratto. Oppure quella che rispecchia al meglio il nostro carattere. Ma può anche essere utile selezionare una runa che rappresenta un obiettivo da raggiungere, che ci può dare la forza per perseguire i nostri scopi.

·      Divinazione con le rune: si può effettuare con varie tecniche. La più antica è la divinazione col lancio. Poi ci sono le divinazioni a una, due e tre rune.

 

Per iniziare, consiglio la divinazione a una o due rune. Come funziona?

·      Divinazione a una runa: di solito si effettua di mattina, per avere un quadro complessivo della giornata che ci aspetta. Si scuote il sacchetto delle rune e si pensa a una domanda, dopodiché si estrae una sola runa, che ci darà una chiave di lettura per gli eventi che affronteremo.

·      Divinazione a due rune: la prima runa si estrae al mattino e la seconda a fine giornata. La prima ci darà un’anticipazione degli eventi del giorno, la seconda ci aiuterà a interpretarli.

 

Dove procurarci le nostre rune?

 

Si possono acquistare in molti negozi online, ma la cosa migliore sarebbe sceglierle di persona, per percepire l’energia che trasmettono al tatto e alla vista. Quando si compra un manufatto di carattere esoterico, infatti, è generalmente meglio affidarsi alle sensazioni del momento, che completano l’esperienza legata all’oggetto stesso. Inoltre, è bene purificare il nuovo acquisto il prima possibile, al più tardi previo l’uso.

 

Nelle grandi città è possibile trovarle nei negozi di esoterismo. Un’altra opzione è comprarle a eventi fantasy. Io, per esempio, acquistai le mie rune durante un evento al Castello di Belgioioso, sono di legno e fatte a mano (ma non da me!), con relativo sacchetto di velluto per il trasporto. Mi rifornisco abitualmente di pietre, gioielli e incensi durante fiere, mercati e feste medievali in modo da toccare con mano questi oggetti che mi accompagneranno a lungo. Inoltre, chi li vende durante questi eventi è spesso ben informato anche sulla provenienza e nella maggior parte dei casi sono proprio i gioiellieri che hanno prodotto gli anelli e gli altri monili disponibili al banco.

 

Infine, c’è anche la possibilità di costruirsele da soli! In questo modo, si caricheranno di una forte energia nel momento stesso in cui si creano. L’importante è usare materiali naturali. Si possono incidere o dipingerle su pezzi di corteccia, sassi o ciottoli raccolti al mare o al lago. Un’altra idea è modellarle con creta, argilla o pasta di sale.

Per conservarle scegli un sacchetto di tessuto naturale, come cotone o seta.

Se ami la musica, ti consiglio l’ascolto del gruppo SVEDESE Wardruna, che ha provvidenzialmente prodotto un album intitolato “Runaljöd” cioè il “canto delle rune”. Infine, come dice Gerry Scotti, “only the brave!” Solo se sei coraggioso: siediti al buio, accendi una candela e/o un bastoncino d’incenso, ascolta l’album con le cuffie.

 

Rune urban fantasy

 

 

 

Il mio romanzo urban fantasy per adulti “Playing with daggers” è imbevuto di mitologia norrena, senza tuttavia essere incentrato sulle vicende degli antichi dèi. Ci sono in particolare due elementi cruciali che ho inserito nella narrazione per collegare i miei personaggi alla magia tipicamente nordica: le rune e il seiðr (di cui parleremo presto!).

L’uso delle rune in “Playing with daggers” è molto pratico e pensato per veicolare la magia basandosi sul significato delle rune impiegate. Kara Schwert, la mia protagonista, utilizza per esempio JERA (raccolto) in un momento critico per raccogliere più energia bagnando la runa col sangue che a sua volta la connette a ALGIZ (protezione), in modo da formare una barriera.

Un altro uso delle rune in questo romanzo è invece relativo alla trasmissione di conoscenza occulta sia in forma di poema che di stele incisa… ma meglio lasciare la parola a Kara:

«Si dà il caso che potrei essere in possesso della sola copia di svariati poemi scaldici e saghe e una stele runica che si dice sia stata incisa da Frejya stessa. Questo materiale potrebbe essere zeppo di significati oscuri. Potrebbe contenere incantesimi e istruzioni fruibili solo per coloro che sappiano decifrarne il testo, che non è mai stato registrato da nessun’altra parte e, così unico, da non comparire nemmeno nelle liste ufficiali dei manoscritti esistenti.»

Ho poi voluto sfruttare la versatilità delle rune anche attraverso un manufatto molto particolare, creato da Axel von Steinfeld in persona, figlio del Duca von Steinfeld, nobile in lizza per il trono della porzione tedesca del Regno di Faerie. Insomma, un tipino con un come così altisonante sarà in grado di usare le rune in modo efficace? A lui la parola:

«Si tratta di un gioiello potente e utile, amore. Crea una sottile barriera di energia quando sei sotto attacco, deflettendo aggressioni meccaniche e magiche. Attinge parzialmente da te, il resto del potere deriva dagli incanti da me infusi. Puoi farti male lo stesso, ma in maniera meno grave. Dovrebbe ragionevolmente prolungare il tuo tempo di sopravvivenza.»

«Wow!» esclamò lei baciandolo leggera.

«E non è tutto,» aggiunse lui con un sorrisetto furbo «sarai in grado di convocarmi, se lo terrai nel palmo e penserai intensamente a me. Diciamo che sei a letto, sdraiata e di colpo ti senti sola… potrei essere lì in pochi secondi oppure…» seguitò lui, tenendole la mano mentre lei volgeva gli occhi verso l’alto «sei in pericolo e non vuoi morire divorata dal seiðr, ti percepirò e raggiungerò, ovunque tu sia. Sempre.»

 

Le rune salveranno Kara da se stessa? 

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Articolo scritto in collaborazione con Ivana Vele Poletti del blog Colorare la vita.


lunedì 24 agosto 2020

Sirene, film e libri: 8 titoli da non perdere

Introduzione

Vuoi conoscere i titoli imperdibili per chiunque sia appassionato di sirene? Allora sei nel posto giusto. Ecco gli 8 titoli consigliati per te!

 

1.   La Sirenetta Disney. Un grande classico datato 1989, con pregi e difetti. Pregi: è stato il cartone ad aver inaugurato il “Rinascimento Disney”, un’epoca d’oro in cui i lungometraggi animati della celebre casa di produzione hanno finalmente ripreso lustro, dopo anni di insuccessi al botteghino. L’animazione è spettacolare, i disegni espressivi, coloratissimi e iconici, le canzoni indimenticabili. Ma passiamo alle note dolenti.
Contro: la Disney ha banalizzato troppo la storia. Nell’originale, la Sirenetta non aveva il solo scopo di accalappiarsi il bel principe, ma voleva trasformarsi in umana anche per acquisire un’anima immortale. Nel cartone non c’è niente di tutto ciò. Inoltre dà un finale “disneyano”, in cui la principessa si sposa e… “vissero tutti felici e contenti”. La conclusione reale della storia di Andersen, invece, era molto più struggente e profonda.


2.   Splash, una sirena a Manhattan. Film divertente e spumeggiante del 1984, figlio del suo tempo. Nei ruggenti anni ’80, la sirena protagonista della storia (Madison) ha una bellezza patinata, da mozzare il fiato. Indimenticabile la scena in cui, nuda e in mezzo ai turisti, Madison approda a Manhattan per cercare Allen, il ragazzo di cui è innamorata. Un film allegro, una favola a lieto fine leggera e colorata, che ha ricevuto una nomination agli Oscar e che vanta un cast stellare: Tom Hanks nei panni di Allen e Daryl Hannah nel ruolo della stupenda sirena Madison.


3.   Pirati dei Caraibi 4: oltre i confini del mare. Per molti la saga di “Pirati dei Caraibi” termina con il terzo film (“Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo”). Questo perché l’episodio numero 4 soffre dell’assenza di Orlando Bloom e Keira Knightley. Per attirare il pubblico è stato inserito il personaggio di Angelica (Penelope Cruz), una bella piratessa con cui Jack Sparrow ha una relazione altalenante, ma si tratta di una figura un po’ stereotipata. Insomma, Pirati dei Caraibi 4 può piacere o non piacere. Ma una cosa non si può negare: le sirene sono rese benissimo. Molti fan hanno affermato che è bastata la loro presenza a giustificare l’acquisto del biglietto. Ma come ci vengono presentate queste sirene? Non sono di certo allegre e spensierate come quelle de “La sirenetta” Disney o di “Splash, una sirena a Manhattan”. No, sono pericolose e selvatiche, oltre che bellissime e sensuali. Una di loro, Serena, è anche protagonista di una sottotrama molto romantica assieme al missionario Philip. Curiosità: nel corso del film apprendiamo che il bacio delle sirene permette agli umani di respirare sott’acqua.


4.   The Little Mermaid, retelling Disney del 2018. Attenzione: non è il live action del cartone animato, che dovrebbe arrivare nelle sale nel 2021 (e che sta già facendo discutere i fan per la scelta di un’attrice di colore nel ruolo di Ariel.) “The little Mermaid” del 2018, invece, narra una storia completamente diversa, dalle atmosfere gotiche e misteriose. La sirenetta protagonista è un fenomeno da baraccone, una povera creatura rinchiusa in una vasca e sfruttata da un perfido direttore di circo. Il giornalista Cam e la nipotina Elle la aiuteranno a riconquistare la libertà. Il film non è andato molto bene al botteghino, infatti ha recuperato solo la metà del suo budget. La ragione della débâcle? Non è certo da ricercare nella scelta della protagonista, Poppy Drayton, perfetta nel ruolo della bellissima e malinconica creatura degli abissi. Le critiche si sono concentrate sulla trama, poco strutturata e approfondita, soprattutto per quanto riguarda la parte sovrannaturale. Dunque, vale la pena o no guardare questo film? Per gli amanti delle sirene direi di sì, visto il fascino di Poppy nell’interpretazione del suo personaggio. Un fascino che ci può far chiudere un occhio sui buchi di trama…


5.   Serie TV: H2O, Siren, Sirene. Non c’è che dire, negli ultimi anni gli appassionati di sirene hanno avuto molte alternative tra cui scegliere. Abbiamo “H2O”, teen drama australiano, in cui tre normali ragazze quindicenni diventano sirene grazie all’acqua magica di un canale vulcanico. Si tratta di un prodotto leggero, fresco e spensierato. Conta 3 stagioni ed è stato trasmesso dal 2006 al 2010. Di tutt’altro tenore è “Siren”, serie televisiva statunitense dai toni decisamente più adulti. La protagonista è Ryn, sirena catturata dai pescatori di un piccolo villaggio chiamato Bristol Cove. Il suo scopo è ritrovare la sorella, catturata da spietati militari che vogliono analizzarla con esperimenti molto invasivi. La serie ha debuttato nel 2018 ed è tuttora in corso. Infine, per gli amanti delle produzioni italiane abbiamo “Sirene”, una serie TV fantasy prodotta dalla Rai nel 2017 e composta da soli 6 episodi. La protagonista è la giovane Yara, sirena che abbandona il mondo sottomarino per cercare il fidanzato tritone Ares, fuggito a Napoli per inseguire un nuovo amore. Ma anche Yara subirà il fascino degli esseri umani… i toni sono leggeri, come in “H2O”; l’ambientazione partenopea dà un pizzico di originalità a questo teen drama sovrannaturale.


6.   La Sirenetta di Andersen. In teoria è un classico che dovrebbe essere conosciuto da tutti. In realtà pochi l’hanno letto davvero. È opinione comune che il finale di questa storia sia tragico, con la Sirenetta che muore e si dissolve in schiuma marina. Non è così: la piccola principessa del mare si trasforma in una “figlia dell’aria”, realizzando il suo desiderio di poter ricevere un’anima immortale. Il personaggio della Sirenetta è una trasposizione dello stesso Andersen, che si sentiva solo ed emarginato come la sua protagonista. Per approfondire queste tematiche puoi leggere questo articolo: “La Sirenetta di Andersen: finale e messaggi originali


7.   La saga delle sirene. Qui ci spostiamo nell’ambito della letteratura a fumetti. Si tratta di un manga di Rumiko Takahashi, famosa per Lamù, Ranma e Inuyasha. È un piccolo gioiello horror, dai toni cupi e malinconici. La prima edizione è del 1984. In Italia è stata pubblicata da Star Comics tra il 1994 e il 1998. La protagonista è Mana, una fanciulla che è diventata immortale dopo aver mangiato carne di sirena. Avere una vita eterna è il desiderio di parecchia gente, ma è veramente quello che vuole Mana? Oppure preferirebbe vivere un’esistenza normale, come qualsiasi ragazza della sua età? Si tratta di un’opera molto profonda e matura, purtroppo incompiuta, perché i 3 volumi da cui è formata non hanno un finale. Noi lettori, però, continuiamo a sperare in una conclusione…

 

 

Sirene, amore e segreti in Italia

Nel 2017 mi sono imbattuta nell’immagine di una ragazza distesa sul pelo dall’acqua. Nel giro di qualche ora mi è venuto in mente un nome, Amanda. Quando ho questi due elementi, cioè l’aspetto e il nome… per me il personaggio è già nato e quasi automaticamente assume delle caratteristiche precise che nella mia testa sono già assodate come ovvie. Di Amanda sapevo poche cose ma mi assillavano con insistenza: ha un qualche tipo di amnesia, non è umana, è in difficoltà. Quando sono in questa situazione mi resta solo una scelta, cioè creare una trama, scoprire la storia del personaggio, che cosa vuole, perché, cosa gli è successo?


Ecco l'immagine incriminata!



 

All’epoca avevo appena cambiato lavoro e avevo bisogno di scrivere qualcosa che conciliasse leggerezza, mistero e azione (un romanzo senza azione, non è un romanzo di Eva Fairwald!). Quindi, nella fase preparatoria di ideazione della trama, mi sono orientata sul genere paranormal romance, in modo da non farmi tentare dalla stesura di un romanzo troppo oscuro che mi avrebbe risucchiata a fondo (titoli di questo tipo non mancano nel mio arsenale, “Playing with daggers” urban fantasy e “Trusting Darkness” distopico/sci-fi).

 

Armata di idee e di voglia di scrivere, ho scelto di ambientare il mio nuovo romanzo in una regione in cui ho trascorso le vacanze per tanti anni, la Toscana, stupenda, magica e perfetta per le mie sirene. Nonostante la mia passione per le mete esotiche come i Caraibi e le Canarie e le mie precedenti ambientazioni estere (Germania, Svezia e U.S.A.) ho preferito parlare di sirene nostrane per mostrare ai lettori che non tutti gli enigmi fanno capo al Pentagono! Esistono misteri e incongruenze anche nelle nostre acque e la storia di Amanda, rinvenuta sulla spiaggia da Cesare, uscito solo per fare jogging, si integra nel nostro quotidiano scavando nella nostra realtà e rivelando verità sensazionali.


Siete pronti a tuffarvi con Amanda? Ecco la trama di "IN FUGA - amore dagli abissi":


Un incidente, una scogliera e poi il buio assoluto: Amanda è viva o morta? La risposta è incerta, qualcosa in lei è cambiato per sempre e la verità è dolorosa. Qualcuno pensa di poter giocare con la sua vita, di piegarla ai propri scopi e di usarla, ma lei non si arrende e scappare è l'unica via.


La speranza porta il nome di Cesare e Leonardo, due fratelli che si scontrano con una realtà incredibile quando Amanda piomba sul loro cammino.


L'amore di una donna senza passato sarà abbastanza forte da vincere le paure di un uomo in lotta contro se stesso? La felicità sembra dietro l'angolo, ma le profondità marine reclamano ciò che hanno perso e la conquista della salvezza ha un prezzo. L'AMORE POTRÀ SCIOGLIERE IL CUORE DI SIRENA DI AMANDA?

 

LEGGI SUBITO IL ROMANZO!


 

Articolo scritto in collaborazione con Ivana Vele Poletti del blog Colorare la vita.